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Speciale Giubileo: San Paolo Fuori le Mura e San Pietro

San Paolo Roma

Pellegrini, Turisti di mestiere! Roma vi aspetta a braccia aperte per celebrare il Giubileo della Misericordia. Nelle ultime settimane vi abbiamo proposto un modo particolare per compiere il pellegrinaggio in questo Anno Santo e, nel contempo, visitare la città eterna.

Lo spunto: il giro delle sette chiese. Abbiamo costruito un tragitto originale, pur nel rispetto delle sette “tappe” storico religiose. Dopo: San Lorenzo Fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni In Laterano, Santa Maria Maggiore e San Sebastiano Fuori le Mura.

Oggi, giungiamo al termine di questo nostro eccezionale “giro” devozionale ed estetico. Iniziamo da: San Paolo Fuori le Mura.


Per venir fin qui da San Sebastiano, questa volta abbiamo preferito un automobile.

Così fatta la Via delle Sette Chiese immersa nel verde, e superata la turbolenta Cristoforo Colombo, ci siamo avventurati per incroci di strade, longitudinali al cuore della città, che ci hanno portato fino alla piazza dove sorge la basilica.

Per chi volesse fare una sosta laica e commovente, prima di giungere a destinazione, basta scivolare lungo la via Ardeatina fino al luogo dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, dove i nazifascisti massacrarono 335 persone.

Dato che ne parliamo, ci piace sottolineare, che il nostro attuale Presidente della Repubblica, appena designato nel suo alto ruolo, è proprio questo luogo che scelse di visitare per primo.

Lo diciamo per rendere esplicito quanto sia importante il significato delle Fosse Ardeatine per tutto il paese. Chi viene a Roma per il giubileo, facendo il giro delle sette chiese, può ben trovare il modo di farvi una visita di rispetto.
Ritornati sul nostro percorso programmato…

Eccoci! Facciamo il punto gps! Siamo nel quartiere Ostiense, decisamente, molto fuori le mura. Di fronte a noi, a separarci dalla meta finale della nostra fatica, c’è la Garbatella, un quartiere che oggi è molto vitale. Ancor più importante é però ciò che abbiamo alle spalle: l’EUR.

Quartiere costruito ex novo per celebrare le grandezze del “ventennio”. Come sappiamo, da celebrare non ci fu nulla, ma il quartiere è bello.

È un luogo dove le architetture sembrano prese da una tela di De Chirico.

Amatissimo dal maestro Fellini, già set per moltissimi film, l’EUR con i suoi musei, i suoi spazi metafisici è un posto che i TdM non possono lasciarsi scappare.
Ora però, non mettiamo altro tempo in mezzo.

 

San Paolo Roma

Esterno della Basilica di San Paolo [photo credit Gouldy via Flickr licenza cc]

Entriamo nella basilica! Il cortile esterno è roba moderna che tenta, non riuscendo, d’introdurci a quello che vedremo dentro; comunque è piacevole passeggiare sotto il porticato.

Superata la porta santa (esatto anche qui ce n’è una), ecco, la Basilica! 

San Paolo è l’edificio che più di ogni altro, anche più di San Pietro, rende chiaro cosa fosse una basilica romana. A parte l’ingresso sul lato corto (caratteristica degli edifici cristiani che da il senso di profondità e di slancio verso il divino che risiede, laggiù, nell’abside), il resto è basilica, basilica. Come hai tempi degli antichi. San Paolo è bellissima, potente!

Quando non c’è messa e la navata centrale è pressoché sgombra dalle sedie, quello che si avverte è ben detto dai francesi con il termine ed il concetto di: grandeur! Provare per credere.

 

Piramide-Roma

La Piramide Cestia

 

Ok, andiamo avanti. Piramide di Gaio Cestio (leggete il nostro articolo sulla Piramide tornata al suo antico splendore).

Rione Testaccio con il suo monte dei cocci (dal quale il quartiere prende il nome). Se l’ora lo consente, questo è il posto dove trovar di mangiare un piatto di tonnarelli cacio e pepe. Si tratta di un piatto tipico; cucinato con pochissimi elementi è, al contrario di quanto si creda, non facile da preparare.

Bisogna essere alchimisti provetti, oppure viene male, dunque se potete ed avete appetito: approfittatene! Passiamo sull’altra sponda del fiume. Ci accoglie Trastevere. Forse il quartiere più famoso dell’intera città.

Quando si pensa allo stile di vita del popolo romano, alla parlata romanesca, è a Belli, Trilussa e Trastevere che si pensa. Oggi, com’è ovvio, di trasteverino c’è rimasto davvero poco. I suoi abitanti sono cambiati, eppure, sotto il baccano delle moltitudini che assediano i tanti locali e le trattorie, si avverte quel certo non so che… Che vale la pena di una visita, magari per un aperitivo!

 

Pietre-Inciampo-Ghetto-Roma

Pietre d’Inciampo [photo credit Giuseppe Quattrone]

A questo punto, è meglio tornare in città. Prima, l’isola tiberina sorniona al centro del fiume e poi, ad un passo, il Ghetto. Cosa vedere nel Ghetto Ebraico

Chiese, portici, palazzi ma anche botteghe e pasticcerie dove degustare prelibatezze che ci daranno la carica giusta per proseguire! Ci troviamo dunque ai piedi del Campidoglio, il cuore della città.

Per arrivare alla porta di Castel Sant’Angelo, ogni pellegrino, tutti i TdM, potranno scegliere la strada migliore.

 

Rome-Castel-SantAngelo-

Castel Sant’Angelo

 

Ovviamente l’automobile l’abbiamo lasciata ben prima di passare il Tevere. Si va a piedi, per forza, altrimenti non si potrebbe godere di quello che viene offerto al visitatore da, letteralmente, ogni angolo di questo luogo unico.

Camminando verso nord, non dimenticate di passare per la più bella piazza del mondo: Piazza Navona!

 

Via-Conciliazione-San-Pietro

Via della Conciliazione

 

Arrivati? Bene. Via della Conciliazione, poi: San Pietro. La magnifica piazza con il suo imponente colonnato, è proprio li per abbracciarti pellegrino. Finalmente, la Porta Santa! Per il credente, è giunto l’agognato passaggio purificatorio; per il viaggiatore, salvo le credenze personali, è lo stesso. Entrare in San Pietro nell’anno di un Giubileo è un esperienza particolare, per chiunque.


Portatevi subito al centro, poco distante dalle porte d’ingresso, sul pavimento, vedete quel disco di porfido rosso? Su quello si inginocchiò (nella precedente cattedrale Costantiniana però) Carlo Magno nella notte di natale dell’anno 800, e proprio li, fu consacrato imperatore del Sacro Romano Impero. Roma è tutta così, una scoperta dietro l’altra, una stratificazione interminabile di aneddoti e storie, tutto sotto la S maiuscola della signora Storia.


Penso che tutti i pellegrini avranno fatto caso che la basilica di San Paolo sembri quasi più grande. È uno strano effetto ottico, considerando l’enormità di San Pietro, dovuto al genio rinascimentale di Michelangelo, padre del progetto dell’edificio. Ma un attimo, per avere le giuste proporzioni del luogo, cambiate posizione, magari avvicinatevi ad un’acquasantiera.

A proposito, io sceglierei quella della navata a destra, così da iniziare l’avventura della scoperta del centro della cristianità partendo da un’opera unica, grandiosa, meravigliosa: La Pietà, gruppo scultoreo sempre figlio di Michelangelo. Osservate il volto di Maria, difficile non innamorarsi e, se avete un po’ di fiato residuo, guardate Roma dall’alto della Cupola di San Pietro!

 

Pieta di Michelangelo Roma

Pietà di Michelangelo [photo credit Xavier E Traité via Flickr licenza CC]

Cari TdM, nonché pellegrini, il nostro giro delle sette chiese è concluso.  Ora, la città è vostra, godetevela!

É stato un bel cammino, per tutti, non solo per i fedeli. In effetti, chi scrive non crede proprio. Forse, quello che ci lega non è la fede in qualcosa di oltremondano, ma piuttosto, il credere convintamente nell’essere umano, nella sua storia, nelle sue conquiste, nelle bellezze che riesce a creare, delle quali questa città è piena.

Questo Giubileo intitolato alla misericordia, alla fratellanza, in fondo ci piace proprio per l’umanesimo che si porta dietro. Ad majora! Or, As You Like It. M.I.

Nota: se avete del tempo e pochi spiccioli in tasca, leggete Cosa vedere a Roma gratis!

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2 commenti

https://narrabondo.wordpress.com/ 21 Novembre 2015 - 0:43

San Paolo è qualcosa di eccezionale.
L’ho potuta rivedere un annetto fa e non la ricordavo tanto bella.

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Monica Nardella 23 Novembre 2015 - 9:54

Io tutte le volte che posso, la rivedo volentieri perché noto sempre qualcosa che mi era sfuggita! Splendida, hai ragione!

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