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Cosa vedere a Roma gratis: Caravaggio e Michelangelo

San Pietro in Vincoli Roma

Le chiese a Roma sono dei veri e propri musei che consentono al viaggiatore appassionato di arte e di storia o anche solo semplicemente curioso di scoprire gratuitamente  lo straordinario patrimonio artistico in esse custodito.

Roma. Cose da vedere gratis

Ovviamente il tour che vi proponiamo oggi è un esempio su decine ma ci sembra particolarmente accattivante perché si tratta di un percorso circolare in pieno centro città sulle tracce di Caravaggio.

San Pietro in Vincoli

Partiamo da San Pietro in Vincoli la bellissima Basilica fatta costruire dall’imperatrice romana Licinia Eudossia che deve il suo nome alla presenza di una reliquia del Santo: le catene (i vincoli appunto) con cui Pietro venne costretto, condotti a Roma dalla Terra Santa. La leggenda vuole che a quelle preziose catene vennero avvicinate le altre della prigionia presso il Carcere Mamertino e i due vincoli si unirono indissolubilmente. La Basilica all’interno è stupefacente. Le tre navate sono disegnate da 20 colonne doriche di marmo greco, provenienti – pare – dal portico di Livia e risalgono addirittura al V secolo. Sono considerate le colonne più belle di Roma anche se sembrano custodire un segreto: alla base sono tutte abbastanza deteriorate, come se fossero state utilizzate per incatenare dei prigionieri… Ciò che rende ancor più speciale questa tappa è la maestosa tomba di Giulio II commissionata a Michelangelo quando il papa era ancora in vita. L’artista pensò a qualcosa che dovesse eternare la memoria del suo committente e realizzò una delle opere più espressive: il Mosè.

Indirizzo: Piazza di San Pietro in Vincoli, 4/a. Fermata Metropolitana: Colosseo.

 

Santa Maria Sopra MInerva

Santa Maria Sopra Minerva [photo credit “Lazio Roma SMMinerva1 tango7174” di Di Tango7174 – Opera propria, GFDL – Opera propria. Con licenza GFDL tramite Wikimedia Commons]

Santa Maria Sopra Minerva

Proseguiamo in direzione del Pantheon per visitare un’altra Basilica, Santa Maria Sopra Minerva. Gli affreschi neogotici che decorano pareti e volta sono di matrice ottocentesca mentre le cappelle laterali hanno preservato le caratteristiche originali risalenti al XIII secolo. L’opera che ci ha convinto ad una tappa è il Cristo Portacroce di Michelangelo, più che per la sua bellezza, per la sua storia curiosa. Il Cristo venne infatti scolpito dall’artista mentre era impegnato nella realizzazione del Mosè ma quando era quasi pronto alla consegna, una riga scura sul marmo sfregiò il volto di Gesù (questo primo lavoro si crede sia oggi nel Monastero di San Vincenzo a Bassano Romano visto che quel Cristo Risorto presenta la famosa venatura nera). Suo malgrado dovette ricominciare il lavoro ma anche questo, affidato per alcuni dettagli finali a un suo allievo, non sembrò soddisfare il maestro che propose ai committenti di Santa Maria Sopra Minerva una terza statua, davvero perfetta. Questi rinunciarono, nel timore di perdere ulteriore tempo e chiesero in dono a Michelangelo, come indennizzo, anche il primo “tentativo”.  Nella chiesa sono custodite anche le spoglie di Santa Caterina (compatriota d’Italia  d’Europa), a parte le reliquie preservate nella Basilica di San Domenico a Siena.

Indirizzo: Piazza della Minerva 42

 

San Luigi de' Francesi

San Luigi de’ Francesi [photo credit Livioandronico2013 – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons]

San Luigi de’ Francesi

A due passi, si trova la splendida chiesa di San Luigi de’ Francesi, la chiesa nazionale dei francesi dal 1589. Non sorprende quindi che vi sia al suo interno un’esaltazione della Francia con la raffigurazione di santi e personaggi famosi d’oltralpe (basti pensare che è conosciuta con un nome che evoca immediatamente la sua eredità nonostante sia consacrata a Maria Vergine)  Cosa ci porta in questa chiesa? La Cappella Contarelli, che custodisce una trilogia dedicata a San Matteo opera, ancora, del grande Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’Angelo e la Vocazione di San Matteo. La tela con l’Angelo è il secondo dipinto realizzato dal maestro perché fonti contemporanee sostengono che la prima realizzazione sia stata rifiutata dalla committenza: in realtà la versione più accreditata è che quella tela, andata distrutta in un incendio in un Museo di Berlino, fosse semplicemente una bozza temporanea.

Indirizzo: Piazza di San Luigi de’ Francesi.

 

Basilica S. Agostino

Basilica S. Agostino [photo credit David Bramhall via Flickr]

Basilica S. Agostino

Se ancora non siete sazi di opere d’arte, fate un salto nella vicina Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio (a due passi da Piazza Navona) . Nella Cappella Cavalletti si trova la splendida Madonna di Loreto (conosciuta anche come Madonna dei Pellegrini) che rappresenta l’apparizione della Vergine con in braccio il bambino a due pellegrini, coi piedi sporchi e gonfi in primo piano. Ancora una volta – i medesimi detrattori della prima tela di San Matteo con l’Angelo – accusarono Caravaggio di una gratuita volgarità nella messa in scena. In realtà il tema della devozione, del sacrificio, dello sforzo era molto caro al maestro e la rappresentazione dei poveri pellegrini non era una provocazione: probabilmente lo fu molto più utilizzare come modella per la Madonna, la sua prostituta amante.

Indirizzo: Piazza Sant’Agostino.

 

Santa Maria del Popolo, Roma

Santa Maria del Popolo, Roma

 

Santa Maria del Popolo

Il tour si conclude idealmente a Santa Maria del Popolo, la basilica cara ai romani perché la sua edificazione venne pagata proprio dal popolo (da cui il nome) come atto di ringraziamento per la liberazione del Santo Sepolcro. Molte sono i capolavori presenti in questa chiesa (come nelle altre, del resto) ma seguendo il nostro fil-rouge, vi esortiamo a concentrarvi sulle due tele di Caravaggio: la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro nella Cappella Cerasi a sinistra dell’altare maggiore. Sotto al dipinto della conversione è stata rinvenuta un’altra tela: potrebbe trattarsi di una prima versione, scartata dal committente (questa volta, davvero). Ammirando l’opera noterete che più che San Paolo, spicca nella composizione il cavallo (tanto che alcuni critici l’hanno ribattezzata la conversione del cavallo): una delle scelte creative dell’artista nell’interpretazione di molti passi della Bibbia.  Lo stesso valga per la Crocifissione di San Pietro in cui la rappresentazione è volutamente antieroica: tutti i personaggi sono illuminati allo stesso modo come se Caravaggio non volesse attribuire alcuna colpa agli uomini che stavano infliggendo quella pena al Santo ma fossero dei meri esecutori materiali di un ordine, peraltro molto faticoso.

Indirizzo: Piazza del Popolo.

In queste foto, VOLUTAMENTE, non abbiamo rappresentato le opere di Caravaggio nella speranza di avervi incuriositi abbastanza per venire a Roma ad ammirarle di persona!

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