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Week end a Napoli

Basilica San Francesco Paola Napoli

Cosa vedere in un week end a Napoli? Troppo, ve lo dico subito! Napoli è una città meravigliosa, un vero museo a cielo aperto e due giorni sono appena sufficienti a farsi una vaga idea della sua bellezza sanguigna, intimamente ottimista, a tratti malinconica.

Cosa vedere in un week end a Napoli

Da Roma, col Freccia, in un’ora si arriva nella città partenopea (che, per chi non lo sapesse, deve la sua fondazione alla sirena Partenope che, addolorata dal tenace rifiuto di Ulisse al suo canto suadente, si gettò in mare e il suo corpo venne ritrovato dove oggi sorge Castel dell’Ovo).

 

Napoli-Vesuvio

Panorama sul Vesuvio da via Orazio

 

La Stazione Garibaldi è una gran sorpresa. Io non mettevo piede a Napoli da 8 anni (a parte una brevissima sosta per il weekend a Ischia in bici) e ho notato immediatamente l’incredibile sforzo fatto dalla città intera per regalare ai viaggiatori in arrivo un hub pulito, moderno, funzionale.

Nei giorni in cui sono stata io, era in corso la “Station Invasion”, un’installazione di Cracking Art, un colorato esercito di chiocciole di plastica di dimensioni diverse sparse per la stazione realizzato da un gruppo di innovativi artisti che lavorano su “progetti di rigenerazione urbana” (se volete approfondire: http://www.crackingart.com/).

 

Napoli-Cracking-Art

“Station Invasion”, l’installazione di Cracking Art

Napoli-Cracking-Art

Station Invasion, l’installazione di Cracking Art

 

Cosa vedere a Napoli

Come dicevo, le cose da vedere a Napoli sono tante.

Visto il periodo di festa (in pieno ponte dell’Immacolata), ho preferito abbinare alla visita della città (camminare per le vie di Napoli, tra i Quartieri Spagnoli, Via Chiaia, il bellissimo lungomare che da Mergellina arriva a Santa Lucia è già un’esperienza tutta da vivere) e alle tappe gastronomiche (nell’ordine: pizza – sfogliatella e cuoppo di fritto misto) solo un museo per non ingolfare troppo il programma.

La scelta è caduta sul seicentesco Palazzo Reale, una delle quattro – magnifiche – residenze dei Borbone di Napoli durante il regno delle due Sicilie, affacciato sulla maestosa Piazza del Plebiscito (le altre tre sono la Reggia di Capodimonte, sempre in città, la Reggia di Caserta e quella di Portici).

Imperdibile la visita di Napoli Sotterranea, l’antico acquedotto di Napoli.

Capo Miseno-Ischia-Procida

Panorama su Bagnoli. In fondo si vedono Capo Miseno e, alle sue spalle, Ischia e Procida. Sulla sinistra, Nisida.

 

Io ho dedicato quindi il sabato a passeggiare per la città.

Siccome mi sono ritrovata in Via Manzoni per mangiare una pizza buonissima, consiglio di incamminarsi a piedi subito a destra, uscendo dalla pizzeria. Da via Manzoni si gode infatti uno spettacolare panorama su Bagnoli, sulle isole e, imboccando a sinistra Via Orazio, sulla più classica delle cartoline sul Golfo e il Vesuvio!

A piedi, potreste arrivare fino a Mergellina ma forse è divertente anche prendere la funicolare (io sono salita a San Gioacchino). In pochi minuti mi sono ritrovata dalla collina al mare ed è stato bellissimo iniziare la passeggiata per il lungomare al tramonto, quando tutti i toni del rosso mi hanno regalato la struggente bellezza che è tipica delle città di mare.

Posillipo-Napoli-Tramonto

La collina di Posillipo dal lungomare

 

Questa promenade quasi interamente pedonale è un tutt’uno tra Via Francesco Caracciolo, Via Partenope e Via Nazario Sauro, e corre tra le colline di Posillipo e del Vomero puntellate di luci e un mare che sussurra incessantemente leggende dure a morire.

Si incontrano decine di locali deliziosi dove cenare o fare semplicemente un aperitivo, hotel storici e, ovviamente, altri must see partenopei, come Castel dell’Ovo e la Fontana dell’Immacolatella.

 

Napoli-Castel-Ovo

Castel dell’Ovo

Napoli-Hotel-Vesuvio

Hotel Vesuvio

 

Alla fine di via Nazario Sauro, imboccando la strada in salita, via Cesario Console, vi ritroverete in Piazza del Plebiscito, dove svettano la Basilica Reale San Francesco di Paola – uno dei massimi esempi di architettura neoclassica napoletana – e, di fronte, Palazzo Reale.

 

Basilica-San-Francesco-Paola-Napoli

Basilica di San Francesco di Paola, in piazza del Plebiscito

 

Attualmente in restauro, il Palazzo non è interamente visitabile anche se il percorso ad anello racconta l’ambizioso progetto dell’architetto Domenico Fontana, che voleva regalare all’illustre ospite, il re Filippo III di Spagna in visita a Napoli, una residenza sfarzosa in grado di competere con quelle europee.

 

Palazzo-Reale-Napoli

Lo Scalone d’Onore di Palazzo Reale

 

Gli ammodernamenti, i ritocchi, le ulteriori edificazioni si protrassero fino all’800 con il definitivo intervento di Gaetano Genovese. I passaggi di proprietà furono altrettanto frequenti: dai viceré spagnoli, nel Palazzo Reale si insediarono gli austriaci e quindi i re di casa Borbone fino ai Savoia, dopo l’Unità d’Italia.

Il percorso museale mi ha permesso di ammirare l’imponente Scalone d’Onore (progettato da Picchiatti e arricchito dal Genovese), l’Ambulacro, il Teatrino, la Sala delle Guardie del Corpo, delle Nature Morte, del Salone d’Ercole, l’Appartamento della Regina e la Cappella Reale dell’Assunta.

 

Palazzo-Reale-Napoli

Una delle Sale di Palazzo Reale

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Una delle Sale di Palazzo Reale

 

Soprattutto in questo periodo in cui l’accesso è drasticamente ridotto, anche se il costo del biglietto non è proibitivo, magari può essere una buona idea far coincidere la visita con la prima domenica del mese in cui l’ingresso è gratuito.

Info utili Palazzo Reale. Orari Palazzo: dalle 9 alle 20. Chiuso il mercoledì e a Natale, Capodanno, Primo Maggio e Ferragosto. Orari Cortili: tutti i giorni dalle 9 alle 19. In inverno dalle 9 alle 17. Prezzi: 4€ interno, 3€ ridotto. Ingresso gratuito previsto per alcune categorie (guardate sul sito) e la prima domenica di ogni mese. La prevendita ha un costo 1,50€. L’audioguida è gratuita con l’acquisto del biglietto mentre ha un costo di 2,50€ nei giorni di accesso gratuito. Per ragioni di sicurezza, gli zainetti andranno lasciati in un armadietto. Per utenti con disabilità, c’è al pianterreno la sala DAI in cui scoprire il palazzo grazie a modellini plastici, video in LIS, con personale dedicato (orari 9.30-14).

A questo punto, visitate i vicini Quartieri Spagnoli, così chiamati perché vi alloggiavano le milizie spagnole di presidio in città contro eventuali sommosse popolari.

La nomea di quartiere malfamato risale al XVI secolo vista la condotta dei soldati, alla ricerca di svago notturno tra donne e alcol.

Quartieri-Spagnoli-Napoli

Uno dei vicoli di accesso ai Quartieri Spagnoli

 

Oggi, dopo un lungo periodo di riqualificazione e alcuni progetti ancora da attuare, i Quartieri Spagnoli – un’area enorme compresa tra piazza del Plebiscito e via Montecalvario – costituiscono una delle anime vere di Napoli, assolutamente da scoprire.

In un dedalo di vicoli a tratti soffocante, curiosate tra i panni stesi ad asciugare, i colori sgargianti delle case, il vociare della gente, i piccoli negozi di artigianato e le porte aperte dei cosiddetti bassi (le piccole abitazioni a livello strada). Se pensate che le signore che tirano su la spesa con le ceste legate a una corda siano una “cartolina” di un tempo che fu, vi sbagliate di grosso: qui, funziona ancora esattamente così!

Non mancano trattorie tipiche né qualche manciata di chiese. Se aguzzate lo sguardo, potrete notare i murales realizzati nell’arco di tre anni dal graffitista ciop&kaf e raccolti nel libro Quore Spinato (seguite il link se vorrete visualizzare altre info, oltre che la mappa esatta delle opere con relative foto).

 

Metro-Toledo-Napoli

Fermata metro Toledo

 

Dopo questa abbuffata di verace “napoletanità” e di arte generosa, imboccate uno dei vicoli che vi immette su Via Toledo per vedere l’omonima fermata della Linea 1 della metropolitana, decretata da The Daily Telegraph la più bella d’Europa (ultimo riconoscimento, a novembre 2015, è stato conferito dall’International Tunnelling Association, sbaragliando la concorrenza di Gerusalemme e Sydney: l’Oscar delle opere in sotterraneo nella categoria uso innovativo dello spazio in sotterraneo!).

La fermata metro Toledo, disegnata dallo spagnolo Oscar Tusquets, fa parte delle “stazioni dell’arte” e serve tutto il Rione Carità.

 

Dove-mangiare-la-pizza-a-Napoli

La pizza di Gaetano Genovesi

 

Dove mangiare a Napoli

Come anticipato prima, se volete mangiare una strepitosa pizza a Napoli, andate da “Pizzeria Gaetano Genovesi“, in via Alessandro Manzoni 26 (così potrete rifare esattamente lo stesso mio giro!). La pizza è semplicemente divina e se ve lo dice una che ha (ahimè) un’intolleranza ai lieviti, potete fidarvi! Io ho mangiato la Carmela (pomodorino datterini, bufala, parmigiano, cornicione ripieno di ricotta, olio evo e basilico 8,50€) e non ne ho lasciato neanche uno spicchio, come di solito succede perché la pasta non è sufficientemente lievitata e mi sazio subito.

 

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Cestino con Nutella e graffe calde da Gaetano Genovesi

 

A riprova del fatto che la lievitazione è un’arte e Gaetano Genovesi è un artista, ho avuto il coraggio di mangiare anche il dolce, un ipocalorico Cestino con Nutella e graffe calde (porzione per due 6€) innaffiato con una vodka al caramello sempre prodotta dal Maestro Genovesi.

Io sono andata su consiglio di Viaggiatori Low Cost che mi aveva convinta dopo questo articolo quindi… fidatevi!

Per un pranzo light (o uno spuntino più sostanzioso) vi consiglio lo street food napoletano doc: il cuoppo misto fritto! Armatevi di pazienza perché ovunque, soprattutto nel week end, troverete fila ma ne vale davvero la pena!

Io mi sono lasciata tentare dal profumo di frittura di “Passione di Sofì“, in via Toledo 206, ma soprattutto dal pittoresco lancio di sale grosso addosso ai clienti in attesa come segno di augurio (ma davvero?)!

L’attesa è stata premiata da un cuoppo di verdure pastellate e pesce fritto davvero gustosi e leggeri che ho mangiato passeggiando per strada.

Lo street food Napoletano: cuoppo misto mare e monti!

Lo street food Napoletano: cuoppo misto mare e monti!

 

In alternativa, potete farvi dare un vassoio e consumare ai tavoli al piano superiore ma… che street food sarebbe?

Per un aperitivo in un locale storico della città, andate al “Gran Caffè Gambrinus“, in Piazza Trieste e Trento 2, proprio all’inizio di via Chiaia. Da 150 anni luogo di ritrovo di intellettuali del calibro di Wilde, Croce, Russo, Serao solo per citarne alcuni, il Gambrinus sfoggia ancora oggi un’eleganza liberty che ha mantenuto viva la sua fama di salotto letterario.

Se non riuscite a trovare posto a uno dei tavoli (interni o esterni) per degustare un caffè o un prodotto di finissima pasticceria, almeno date un’occhiata alle sale affrescate, ai quadri alle pareti, ai lampadari che evocano la Belle Epoque.

 

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La hall di Palazzo Esedra

 

Dove dormire a Napoli

Io ho alloggiato al Palazzo Esedra, un hotel di design disegnato negli anni ’30 dall’architetto Marcello Canino che sorge proprio accanto alla Mostra d’Oltremare.

Dalla stazione, prendete la Linea 2 (chiamata metropolitana ma in realtà si tratta di un treno gestito da trenitalia) e scendete a Campi Flegrei. In cinque minuti, a piedi, raggiungerete l’hotel. Se volete dare un’occhiata al sistema – molto ben articolato – dei mezzi pubblici, scaricate la mappa dell’ANM (Azienda Napoletana Mobilità).

 

Palazzo-Esedra-Napoli

La mia camera a Palazzo Esedra

 

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5 commenti

https://narrabondo.wordpress.com/ 18 Gennaio 2016 - 22:24

Splendido reportage sulla Capitale.
Mi permetto solo un appunto.
Partenope si gettò in mare a Mergellina, dove oggi sorge piazza Sannazaro con la statua, appunto, che rappresenta Partenope.
Un caro saluto

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Bruna 21 Dicembre 2015 - 16:11

Bellissimo racconto di viaggio! Grazie mille per questo contributo alla mia città, spero che Napoli possa ospitati di nuovo presto!

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Monica Nardella 23 Dicembre 2015 - 11:07

Grazie Bruna! Sicuramente tornerò presto e con più calma perché ho tantissimo da vedere! Magari ti scrivo, così prendiamo un caffè molto social 😀

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Simona Sacrifizi 21 Dicembre 2015 - 13:58

Napoli ti mette sempre nelle condizioni di dover tornare… 😉
Bel post, complimenti!!

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Monica Nardella 23 Dicembre 2015 - 11:07

Grazie mille Simo, sarebbe bello tornare con te 😀

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