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A Lisbona con Tabucchi leggendo Sostiene Pereira

Castello Sao Jorge Lisbona

Una Lisbona letteraria quella che vi racconto oggi, percorsa sfogliando le pagine di “Sostiene Pereira”, il capolavoro indiscusso di Antonio Tabucchi.

L’amore dello scrittore toscano per la capitale portoghese scoppia per caso nel 1966 quando, frugando tra le bancarelle della Gare de Lyon di Parigi, intercettò “Tabaccheria”, un poemetto di Álvaro de Campos, uno dei tanti alias di Fernando Pessoa.

Quella lettura significò l’inizio di un idillio e non solo letterario. Tabucchi imparò infatti il portoghese, tradusse molte opere di Pessoa per il pubblico italiano e visse a lungo a Lisbona in Rua do Monte Olivete a due passi dal giardino Principe Real.

E in questo appartamento, lungo una strada ripida che scende veloce verso le acque del Tago, lo scrittore con i baffetti e gli occhialetti tondi morì il 25 marzo del 2012.

Lisbona-Miradouro-Santa-Luzia

Miradouro de Santa Luzia

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava”.

Questo l’incipit travolgente del romanzo di Tabucchi che è un irresistibile invito al viaggio: senti di non volere fare altro che partire, per osservare anche tu lo scorrere placido del Tago mentre respiri l’odore dell’oceano sapendo che la città, proprio dietro di te, sta sfavillando coi suoi colori vividi e rotondi.

Il tour sulle tracce di Pereira, un giornalista cardiopatico e sovrappeso a capo della pagina culturale del Lisboa  – un piccolo giornale pomeridiano – inizia idealmente dalla redazione al 66 di Rua Rodrigo da Fonseca (a due passi da Praça Marquês de Pombal, una piazza che si trova tra l’Avenida da Liberdade e il parco Edoardo VII in cui svetta il monumento al Marchese di Pombal, lo statista che guidò il Portogallo tra il 1750 e il 1777).

Scoprirete che il civico dettagliatamente segnalato da Tabucchi non esiste come non esiste quello in cui –sostiene– di abitare: il 22 di Rua da Saudade. Un caso? Non credo. Un invito a piuttosto continuare la caccia al tesoro dei luoghi immaginari collocati in altri assolutamente reali scarpinando su e giù per i sette colli che caratterizzano Lisbona.

 

Castello Sao Jorge Lisbona

Panorama sulla sommità del Castello Sao Jorge

Pereira è un abitudinario che non ha mai smesso di parlare con la foto della moglie defunta. Si trascina tra il giornale e casa sua con tappe frequenti al Café Orquidea dove non manca di ordinare una limonata zuccherata o un’omelette alle erbe aromatiche (o entrambe, perché no).

Vogliamo credere che il café in questione sia la Pasteleria Orquidea Café aperta da 30 anni nel punto in cui via Alexandre Herculano incrocia la Rodrigo de Fonseca.

Se invece siete alla ricerca di un consiglio testato dalla sottoscritta, molto esigente in fatto di colazioni (non a caso ho inventato la #sfidabreakfast!), in Rua Mouzinho da Silveira 2, sedetevi da La Padaria Portuguesa e ordinate cappuccino, succo d’arancia e croissant (io l’ho scoperta perché si trova a due passi dall’hotel scelto per l’addio al nubilato a Lisbona di una cara amica).

Anziché prendere la metro gialla o uno dei numerosi autobus che transitano nella piazza, imitate Pereira e prendete due tram per veder “sfilare lentamente la sua Lisbona (…) l’Avenida da Liberdade, con i suoi bei palazzi, e poi la Praça do Rossio, di stile inglese; e al Terreiro do Paço (…) il tram che saliva fino al Castello”, dove si trova la sua abitazione.

Se la fila non vi spaventa, il tram potrebbe essere il mitico 28 (e se siete riusciti a conquistare persino una delle poltroncine di legno, restate a bordo per tutta la durata del tour da capolinea a capolinea). Se vi accontentate invece di un tour più breve che vi porti comunque a vedere i must see di Lisbona (il Castello de Sao Jorge, il Miradouro de Santa Luzia, la Cattedrale del Sé) salite a bordo del 12. Tra il castello e la Cattedrale, si trova la casa di Pereira (ricordate? Al civico che non c’è).

Tram-Lisbona

Tram che scalano le ripide e strette salite dell’Alfama

Il tour non deve assolutamente seguire regole precise perché è bello perdersi, inseguendo un miradouro (uno dei punti panoramici per ammirare le case bianche e i tetti rossi dall’alto), fotografando geometrici e squillanti azulejos (le tipiche piastrelle bianche e blu dipinte a mano che decorano numerosi edifici pubblici) o fermandovi ad ascoltare un malinconico fado in un localino buio dell’Alfama, una specie di casbah portoghese.

Per pranzo, tornate in Praça do Rossio e, ispirati da Tabucchi, andate alla ricerca del “caffè dei letterari (che) negli anni venti era stato una gloria, ai suoi tavolini si erano fatte le riviste di avanguardia”. E’ qui infatti che Pereira, decide di invitare il giovane e squattrinato Monteiro Rossi, un neolaureato in filosofia di origini italiane che contribuirà a stravolgere la monotona vita dell’anziano giornalista (non vi spoilero il finale, tranquilli!).

Praça do Rossio Lisbona

Praça do Rossio

Sostiene Pereira è infatti ambientato nel ’38, sotto la  dittatura di António de Oliveira Salazar. I riferimenti al regime salazarista sono chiari e costituiscono la trama su cui Tabucchi ricama il suo romanzo sebbene il protagonista sia molto cauto nelle sue esternazioni pur di tenersi fuori dalla politica persino nella stesura dei necrologi, che vorrebbe fossero di natura squisitamente letteraria!

Se siete degli estimatori veri di Tabucchi, fate un salto nel cimitero dos Prazeres (il cimitero dei Piaceri) dove è sepolto accanto allo stimato Pessoa e abbinate a questo itinerario letterario, un tour basato su Cosa fare a Lisbona in 4 giorni!

 

Le chicche: libri che ispirano viaggi ma anche film. Sostiene Pereira nel 1995 è stato portato al cinema da Roberto Faenza con un superlativo Marcello Mastroianni nei panni del protagonista. E a pensarci bene, nel romanzo non mancano diversi spunti culinari e un dettaglio da acquolina. In una pagina del romanzo troviamo infatti il giornalista, in casa, alle prese con un’omelette alle erbe aromatiche con tanto di ricetta e ingrediente segreto per renderla davvero speciale: un cucchiaio di mostarda di Digione! Quasi quasi una tappa a Digione…

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2 commenti

Erica 17 Novembre 2017 - 10:58

Che bello! 🙂 E sempre la scelta migliore farsi “consigliare” da chi adora un posto, in questo caso appunto Tabucchi. Io invece nel mio tour di Lisbona mi sono lasciata ispirare da Pessoa.
Erica

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Monica Nardella 11 Dicembre 2017 - 21:39

Ho letto il tuo articolo, bellissimo: c’è tutto, la magia di Lisbona e le info utili, brava!

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