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Tour Inferno a Firenze

Tour Inferno Firenze Dan Brown

Il libro di Dan Brown “Inferno“, dopo aver venduto milioni di copie, sta spopolando nei cinema grazie a un cast d’eccezione diretti dall’inossidabile Ron Howard. Robert Langdon stavolta è chiamato a risolvere un enigma che potrebbe salvare nientedimeno che l’Umanità e per farlo, si trova coinvolto in una fuga rocambolesca con l’avvenente dottoressa Sienna Brooks tra le strade di Firenze, Venezia e Istanbul.

Nell’intricato complotto sono coinvolti l’OMS, un ricco scienziato con deliri di onnipotenza convinto che per risolvere il problema della sovrappopolazione si deve diffondere una nuova peste, una squadra speciale nerovestita, un “Rettore” a capo di una Associazione non meglio identificata a bordo di un aliscafo scuro.

Lo sapete che per me i libri sono fonte di ispirazione al viaggio e, come ho fatto con “Parigi è sempre una buona idea” che è diventato un magnifico weekend nella città dell’Amore (leggete Cosa vedere a Saint-Germain-des-Prés) o le amate saghe familiari di Garcia Marquez, diventate fil rouge di un viaggio in Colombia (leggete Sulle orme di Garcia Marquez a Cartagena), anche Inferno è diventato un tour.

Il romanzo è quasi interamente ambientato in una Firenze cupa e infernale (e non è un aggettivo casuale visto che l’enigma che Langdon deve risolvere è connesso all’Inferno dantesco) anche se poi i protagonisti si spostano a Venezia e addirittura a Istanbul, per scongiurare il pericolo mortale prima di tornare nella città di Dante.

“Era quasi sera quando Langdon attraversò piazza Sant’Elisabetta per tornare all’elegante hotel Brunelleschi. Salito nella sua stanza, fu sollevato nel trovare ad attenderlo un grosso pacco.”

Uscì dall’albergo con il fragile pacchetto infilato in una borsa di plastica dell’hotel Brunelleschi, che aveva chiesto alla reception. La serata insolitamente calda contribuì a conferire un’atmosfera da sogno alla sua passeggiata lungo via dei Calzaiuoli, mentre si dirigeva verso la torre di Palazzo Vecchio.”

Come poteva, l’Hotel Brunelleschi non diventare parte integrante del mio itinerario? Questo elegante 4 stelle in pieno centro, propone per gli appassionati di Dan Brown l'”Inferno Experience”: un pacchetto comprensivo di 2 notti con buffet breakfast, un tour di quattro ore nella città con tappe nei luoghi clou del romanzo e la simpatica Inferno Bag, la stessa utilizzata da Langdon per contenere un fragile pacchetto (tariffe a partire da 364 euro per persona in camera doppia Classic Executive).

Leggete Brunelleschi, l’hotel dell’Inferno di Dan Brown!

Durante il tour, realizzato da Made of Tuscany, vedrete il Giardino di Boboli, in cui i protagonisti accedono furtivamente da Porta Romana e fuggono in direzione del corridoio vasariano per raggiungere il cuore della città. Una delle tappe più singolari del Giardino è sicuramente la Grotta del Buontalenti (o Grotta Grande) affiancata dalla parte finale del corridoio vasariano e luogo in cui i due protagonisti trovano rifugio dall’occhio del drone. In questa occasione la guida vi farà capire che, come ogni scrittore che si rispetti, anche Dan Brown si è preso delle licenze: non letterarie, quanto piuttosto logistiche per seguire Robert in fuga.

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Un’ala di Palazzo Pitti che affaccia sul Giardino di Boboli

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La prima sala della Grotta del Buontalenti

 

La passeggiata prosegue idealmente lungo il corridoio vasariano che, con i suoi 800 metri circa collega Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria). Qui visiterete il Salone dei Cinquecento dove si trova l’imponente tela vasariana “La battaglia di Marciano” e l’enigmatica scritta cerca trova (che adombrerebbe la presenza sotto le pennellate di Vasari della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci ma interessantissima mi pare l’interpretazione fornita in un articolo di Finestre dell’Arte che parla piuttosto di un motto di scherno). La Stanza del Guardaroba con la mappa dell’Armenia che in realtà nasconde una porta utilizzata da Langdon per fuggire e la Maschera funebre di Dante trafugata dal professore e Ignazio Busoni -detto Duomino- in un momento di distrazione del servizio di sicurezza.

 

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Palazzo Vecchio

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La Battaglia di Marciano di Vasari

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La Maschera funebre di Dante

 

I due protagonisti raggiungono quindi il cuore della città uscendo semplicemente dalla porticina in Via della Ninna. Da qui, potrete seguirne le orme fino a Piazza del Duomo, per entrare nel bellissimo Battistero di San Giovanni dove viene nascosta la maschera dallo stesso Duomino nel fonte battesimale prima di morire per un infarto non senza aver lasciato un messaggio criptico per l’amico “Paradiso 25”.

 

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Il Battistero, parte del Duomo, della cupola di Brunelelschi e della Torre di Giotto

 

Nel romanzo, c’è anche una tappa verso la Casa museo di Dante, la casa natale dove il poeta nacque nel 1265 e visse, oggi adibita a museo. e la chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, situata in via Santa Margherita meglio nota come la chiesetta di Beatrice (qui troverete la tomba della fanciulla e la cesta con i bigliettini che gli innamorati lasciano sperando in un “miracolo”).

 

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Casa Museo di Dante [photo credit Pinomoscato via Flickr]

Qualche errore nel romanzo

I due protagonisti, non potevano in alcun modo sfuggire al drone che li inseguiva nel Giardino e men che meno quando si sono nascosti nella Grotta: ne converrete anche voi quando verificherete la disposizione e la grandezza delle stanze della Grotta del Buontalenti. Il passaggio dal Corridoio Vasariano agli Uffizi fino a Ponte Vecchio è molto creativo: in realtà non è possibile ricalcare il percorso del professor Langdon perché si finirebbe in un vicolo cieco. Tutte le maschere mortuarie di Dante sono dei falsi, anche quella custodita negli appartamenti di Eleonora di Toledo (pare sia riconducibile ai primi del ‘900). Nel soffitto del Salone dei Cinquecento la passerella per i visitatori arriva solo alla prima capriata e non a metà soffitto.

Il tour è caldamente consigliato sia perché dovreste acquistare individualmente tutti i biglietti di ingresso ai siti (e invece così sono compresi nel prezzo totale) sia perché la guida, la bravissima Costanza, ha reso l’esperienza semplicemente unica! La passeggiata da Palazzo Pitti a piazza del Duomo infatti non si è limitata a ricalcare la fuga rocambolesca dei protagonisti. Costanza è diventata piuttosto la voce narrante di un viaggio nella Firenze di Dante, in quella medicea e, perché no, anche a quella successiva dipanando un racconto ricco di chicche e curiosità, riferimenti storici, leggende e, come dicevo, “errori”.

Inferno tour: venerdì, sabato e lunedì ore 15. Prezzo 35€ a persona, 19€ ragazzi fino a 17 anni. Info e prenotazioni info@madeoftuscany.it

Qualora preferiste un tour fai da te, tenete presente che:

  • il Giardino di Boboli è gratuito per i residenti e per gli under 18 altrimenti il ticket di ingresso costa 7€ intero e 3,50€ per i cittadini dell’Unione europea tra i 18 e i 25 anni di età. L’accesso alla Grotta è incluso nel biglietto MA a specifici orari (ogni giorno dalle 11 alle 17 e solo per 15 minuti).
  • il Corridoio Vasariano offre vari tour con guida che sono comprensivi spesso della visita alla Galleria.  Ricordate che sarà presto oggetto di restauro e quindi l’apertura è prevista fino al 30 novembre 2016.
  • la Galleria degli Uffizi costa 8€ intero e 4€ ridotto con orari di visita da martedì a domenica dalle ore 8,15 alle 18,50 (ingresso gratuito la prima domenica del mese).
  • il Museo di Palazzo Vecchio costa 10€ intero e 8€ ridotto (18-25 anni e studenti universitari). Se siete interessati anche alla visita della Torre e del Camminamento il biglietto costa 14€ intero e 12€ ridotto.
  • La Casa museo di Dante  costa 4€ intero e 2€ il ridotto mentre l’ingresso alla chiesa di Beatrice è gratuito.

 

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L’esterno dell’Hotel Brunelleschi con la Torre della Pagliazza

 

Di ritorno dal tour, concedetevi un bagno rilassante nella vasca incastonata nella parete della camera 223 del Brunelleschi e poi gustate una cena nell’Osteria della Pagliazza, curata dallo chef Giuseppe Bonadonna. Io mi sono lasciata conquistare dal menù toscano, a base di prodotti tipici a km0 ma la scelta è davvero ardua visto che non solo potrete trovare sapori “dal norcino al pastore fino alla costa” ma piatti vegani, senza glutine, internazionali e persino un menù bambini. La saletta è romanticamente accogliente e con la bella stagione è possibile anche cenare all’aperto, nella piazzetta antistante l’ingresso su cui svetta la torre bizantina che dà il nome all’Osteria.

 

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La saletta dell’Osteria della Pagliazza

 

Pensate che la torre più antica della città (il termine “pagliazza” deriva dal pagliericcio su cui dormivano le donne in odore di stregoneria in essa rinchiuse) ha rischiato di “scomparire”, inglobata da abitazioni posteriori. Il restauro di natura conservativa voluto durante la realizzazione dell’hotel non solo ha liberato la torre e creato una lussuosa hall sulle fondamenta dell’ex Chiesa di San Michele, detta “in Palchetto”, ma ha restituito alla comunità la memoria storica del sito, con il rinvenimento di un Calidarium delle terme romane oggi visitabile  gratuitamente in orari ben precisi nel Museo della Pagliazza allestito in situ e contenente anche frammenti di oggetti di uso quotidiano in epoche successive.

 

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La mia splendida superior executive al Brunelleschi

La chicca: la colazione viene servita in una sala in cui si possono notare reminiscenze della chiesa dalle 7 del mattino. Poiché avevo un treno all’alba, mi è stata fatta la cortesia di una coffee station: un angolo tutto per me nel bar dell’hotel con caffè, latte, succhi, acqua, torta, biscotti e deliziosissimi dolcetti col cuore di cioccolato che mi ha confortato non poco per la levataccia. Ulteriore coccola: il quotidiano sul tavolo!

Dove mangiare a Firenze? Da Irene, il bistrò toscano

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