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Brunelleschi, l’hotel dell’Inferno di Dan Brown

Vista Suite Panoramica Firenze Hotel Brunelleschi

Un hotel da romanzo che entra nella letteratura grazie alla penna agile e arguta di Dan Brown: l’Hotel Brunelleschi a Firenze è recidivo perché lo scrittore americano non lo ha citato solo in Inferno, ma vi ha ambientato anche un altro episodio del precedente bestseller.

L’Hotel Brunelleschi a Firenze

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L’esterno dell’Hotel Brunelleschi con la Torre della Pagliazza

 

Era quasi sera quando Langdon attraversò piazza Sant’Elisabetta per tornare all’elegante hotel Brunelleschi. Salito nella sua stanza, fu sollevato nel trovare ad attenderlo un grosso pacco.

e ancora

Uscì dall’albergo con il fragile pacchetto infilato in una borsa di plastica dell’hotel Brunelleschi, che aveva chiesto alla reception. La serata insolitamente calda contribuì a conferire un’atmosfera da sogno alla sua passeggiata lungo via dei Calzaiuoli, mentre si dirigeva verso la torre di Palazzo Vecchio.

Quando abbiamo partecipato al Tour Inferno a Firenze, secondo weekend italiano del nostro progetto 36 ore A, ci siamo sentiti un po’ il professor Langdon visitando:

  • il Palazzo della Signoria,
  • il Salone dei Cinquecento per ammirare la vasariana “La battaglia di Marciano”,
  • il Battistero,
  • il Duomo e il Giardino di Boboli.

Solo entrando nell’Hotel Brunelleschi, però, l’immedesimazione è diventata perfetta.

L’Hotel Brunelleschi, l’hotel dell’Inferno di Dan Brown

Questo elegante 4 stelle in pieno centro, propone infatti per tutti gli appassionati l’Inferno Experience, un pacchetto comprensivo di 2 notti con buffet breakfast, un tour di quattro ore nella città con tappe nei luoghi clou del romanzo e la simpatica Inferno Bag, la stessa utilizzata da Langdon per contenere il fragile pacchetto (tariffe a partire da circa 400 euro per persona in camera doppia Classic Executive).

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La mia splendida superior executive al Brunelleschi

L’accoglienza dello staff alla reception è ineccepibile e graditissime sono le coccole riservate agli ospiti durante l’intero soggiorno. In camera abbiamo trovato acqua in complimentary, dolcetti e una lettera di benvenuto. La vasca incastonata nella parete della nostra superior executive (la n. 223) ha rappresentato un invito al relax dopo una lunga giornata in giro per la città. Cercate quindi di pianificare un programma che vi lasci il tempo di godere delle atmosfere dell’Hotel Brunelleschi.

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La vista da una delle camere panoramiche dell’Hotel Brunelleschi

Per un’occasione speciale, potreste prenotare una camera panoramica con vista sul campanile di Giotto. Vi basterà aprire la finestra per ammirare l’imponente duomo di Santa Maria del Fiore e la sua famosa cupola, opera del Brunelleschi: il rischio però è che poi non vogliate più uscire, “accontentandovi” di vedere Firenze solo dall’alto della vostra stanza!

L’hotel è accessibile per i disabili. Tutti gli spazi comuni sono privi di barriere architettoniche e ben 5 camere sono pensate per renderle fruibili senza alcuna difficoltà!

Cena in Osteria o in un Ristorante Gourmet Stellato!

Se l’hotel diventa il vostro mondo per un weekend, concedetevi una cena nell’Osteria della Pagliazza, curata dal’Executive Chef Rocco De Santis. Oltre alla carta, ci sono due menù degustazione da 4 portate (uno di carne a 57€ a persona e l’altro di pesce a 67€ a persona) tutti da provare! La saletta è romanticamente accogliente e con la bella stagione è possibile anche cenare all’aperto, nella piazzetta antistante l’ingresso su cui svetta la torre bizantina che dà il nome all’Osteria.

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La saletta dell’Osteria della Pagliazza

Pensate che la torre più antica della città (il termine “pagliazza” deriva dal pagliericcio su cui dormivano le donne in odore di stregoneria in essa rinchiuse) ha rischiato di “scomparire”, inglobata da abitazioni posteriori.

Il restauro di natura conservativa, voluto durante la realizzazione dell’hotel, non solo ha liberato la torre e creato una lussuosa hall sulle fondamenta dell’ex Chiesa di San Michele, detta “in Palchetto”, ma ha restituito alla comunità la memoria storica del sito.

Importantissimo infatti, il rinvenimento di un Calidarium delle terme romane oggi visitabile  gratuitamente in orari ben precisi nel Museo della Pagliazza allestito in situ e contenente anche frammenti di oggetti di uso quotidiano in epoche successive.

Intrigante è il menù proposto, sempre dall’Executive Chef De Santis, al Santa Elisabetta, il ristorante gourmet dell’hotel, ospitato al primo piano della torre della Pagliazza. La cucina, basata su un mix esplosivo di Campania, sua regione d’origine e Toscana, regione adottiva, è valsa al ristorante la stella Michelin nel 2019.

A contribuire a questo successo (che è frutto della sinergia tra De Santis, il Sous Chef Fabio Silla, il Restaurant Manager Domenico Napolitano e il Responsabile di Sala Alessandro Fé) è pure l’attenzione alla stagionalità e all’eccellenza della materia prima.

Quando possibile, gli ingredienti sono reperiti da fornitori toscani mentre, quando servono prodotti di nicchia, si ricorre a piccoli produttori speciali: le olive ad esempio vengono dalla Campania, così come gli agrumi che provengono dalla costiera amalfitana!

Se invece volete uscire a cena, noi abbiamo provato Irene il bistrot toscano. Un ristorante di livello proprio a due passi dall’Hotel Brunelleschi (a Piazza della Repubblica, il salotto buono di Firenze) in cui degustare un menù, a base di prodotti di stagione e piatti tipici della tradizione, curato dallo chef stellato Fulvio Pierangelini e realizzato dalle mani sapienti dall’head chef Giovanni Cosmai.

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La sala del pozzo dove viene servita la colazione

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Il salone Liberty in cui viene servita la colazione all’Hotel Brunelleschi

La colazione all’Hotel Brunelleschi

Un’invitante colazione a buffet viene servita sia nel Salone Liberty che nella Sala del Pozzo ma se avete un early check out come è capitato a noi, lo staff servirà una coffee station in un angolo tutto per voi nel bar dell’hotel con caffè, latte, succhi, acqua, torta, biscotti e deliziosissimi dolcetti col cuore di cioccolato che vi conforteranno non poco per la levataccia!

“Quando possiamo rivederci?” Per un momento Langdon si sentì girare la testa. Era perso nei suoi occhi. “Già, quando?” rispose, chiedendosi se gli avesse letto nella mente.
“Bè il prossimo mese devo andare a Firenze per una conferenza. Sarò laggiù per una settimana, senza molto da fare.”
“Cos’è, un invito?” “Vivremo nel lusso. Mi hanno assegnato una stanza al Brunelleschi.” E questo è il finale dell’altro bestseller in cui è citato l’hotel. Quale? Ma il Codice da Vinci!

Vi fermate qualche giorno in più? Leggete —> Cosa vedere di insolito a Firenze (e qualche must see)

Si ringrazia l’Hotel Brunelleschi per l’ospitalità

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