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Viaggio nella Terra dei Vulcani

Monte Procida Campania

Un weekend nella Terra dei Vulcani è l’esperienza da fare in Campania! Perché questa regione è spesso meta di turisti intrigati dal capoluogo (qui il nostro articolo su cosa vedere in un weekend a Napoli), dalla Costiera (a proposito, avete letto il reportage su dove mangiare in Costiera Amalfitana e gli itinerari suggeriti da noi?) o dalle isole (la nostra Ischia in bici è una delle esperienze che non dimenticheremo mai) poco dai Campi Flegrei.

Peccato, perché quest’area a nord-ovest di Napoli, è oggetto, sin dall’antichità, di un’intensa attività vulcanica e offre dei percorsi davvero incantevoli con scorci che non hanno nulla da invidiare a quelli più gettonati.

Cominciamo col dire che i Campi Flegrei sono geologicamente una grande caldera in cui si manifestano fenomeni strettamente connessi alla vivacità del sottosuolo come le emissioni gassose del Vulcano Solfatara, le emissioni idrotermali di Lucrino, Pozzuoli e Agnano, il bradisismo (sollevamento o sprofondamento del suolo anche molto significativo che ha di fatto “inghiottito” e poi restituito parti di antiche città romane) o la presenza di veri e propri laghi vulcanici. Pertanto il Vesuvio non è il solo vulcano attivo della zona!

Il nostro tour si è snodato in zona nel mese di gennaio, con temperature però estremamente clementi quindi abbiamo voluto visitare il Vulcano Solfatara e il tempio di Serapide (in realtà antico Macellum, il mercato pubblico dell’antica Puteoli) entrambi open air, a Pozzuoli (con qualche giorno in più avremmo visto anche l’Anfiteatro Flavio, uno dei due anfiteatri cittadini, risalente al I sec. d.C. e il cosiddetto Rione Terra).

In una mattinata si riesce a fare tranquillamente entrambi e a dedicare il pomeriggio a Baia un piccolo comune in cui ammirare diversi resti di straordinario pregio archeologico. Il giorno successivo deve essere a esclusivo appannaggio di Bacoli, graziosa cittadina che riserva delle sorprese nel colorato centro storico e interessanti itinerari tra le vestigia romane (su tutte, le 100 camerelle).

Cosa vedere nella Terra dei Vulcani: Pozzuoli

Vulcano-Solfatara-Campi-Flegrei

Vulcano Solfatara

La Solfatara occupa una superficie di 33 ettari. Di fatto è un’oasi naturalistica che, oltre a stupire il visitatore per le manifestazioni vulcaniche come fumarole, vulcanetti di fango e mofete tra cui passeggiare disinvoltamente, rappresenta un condensato di peculiarità faunistiche, geologiche e botaniche. Il percorso è interamente pedonale e i visitatori sono aiutati nell’identificazione dei fenomeni da cartelli esplicativi molto utili: vedrete la Fangaia, la fumarola principale chiamata Bocca Grande, le vecchie stufe e il pozzo dell’acqua minerale.

Vulcano-Solfatara-Campi-Flegrei-

Vulcano Solfatara

Vulcano-Solfatara-Pozzuoli-Terme

Le terme naturali nel Vulcano Solfatara

Il vulcano è un’attrazione da secoli: non solo luogo eletto dagli antichi romani per i fanghi rigeneranti e le saune naturali ma anche tappa imprescindibile del Grand Tour nel XVIII secolo. Info: adiacente alla zona di visita c’è una grande area camper attrezzata, un bar dove rifocillarsi e un’area giochi per bambini. Indirizzo: via Solfatara 161, Pozzuoli Prezzi: 7€ intero, 65 ragazzi 5/12 anni. Parcheggio veicoli: 3€. Orari: lunedì – domenica dalle 8.30 alle 16.30 da novembre a marzo; dalle 8.30 alle 19 da aprile a ottobre. La chicca: non perdete l’appuntamento – solo su prenotazione – con la visita serale della Solfatara il prossimo sabato 30 gennaio. Inizio visita ore 20.30, durata 2 ore circa (mentre la visita normale dura circa 45 minuti). Prezzi 15€ adulti, 6€ ragazzi 5/12 anni. Parcheggio veicoli: 3€.

Tempio-di-Serapide-Pozzuoli

Macellum, conosciuto come Tempio di Serapide

Il Macellum, impropriamente chiamato tempio di Serapide a causa del rinvenimento di una statua del dio egizio durante i primi scavi, è come dicevamo l’antico mercato pubblico, terzo in ordine di importanza dopo Roma e Capua. Oltre a essere una testimonianza preziosa dal punto di vista archeologico, il sito rappresenta un “documento” fondamentale per lo studio del bradisismo nella zona. La sommersione del Macellum – per sprofondamento del suolo e posizione prospiciente il mare a conferma del carattere commerciale di Puteoli – è scientificamente provata dalla presenza di fori dei cosiddetti datteri di mare sulle colonne fino a 6 metri di altezza. Sommersione che, per secoli, ha tutelato i resti del mercato dalle spoliazioni a cui sono stati soggetti altri siti romani restituendoci un sito di straordinaria suggestione. Indirizzo: Via Serapide. Prezzi: Il sito è all’aperto quindi dall’alto potete ammirarlo senza pagare alcun biglietto. Vi è però la possibilità di accedere all’interno del Macellum pagando un biglietto di 4€ intero; 2€ 17/25 anni; gratuito under 18. Orari: dalle 9 al tramonto.

Cosa vedere nella Terra dei Vulcani: Baia

Baia è, geologicamente parlando, un antico cratere vulcanico parzialmente sommerso che ha creato un “golfo” compreso tra punta Lanterna (su cui svetta il bellissimo Castello Aragonese) e punta Epitaffio. Il suo nome deriverebbe da Bajos, nocchiero di Ulisse, che qui fu sepolto.

Castello-Aragonese-Baia

Castello Aragonese

Gran parte dello straordinario patrimonio archeologico di Baia (ricordiamo che i Romani elessero il sito come buen retiro per la salubrità delle sue acque termali) è purtroppo inghiottito dal mare a causa di quel fenomeno del bradisismo dei Campi Flegrei che abbiamo già incontrato a Pozzuoli. Nel 2002 è stato dunque istituito Il Parco sommerso di Baia, un’area marina protetta (con il Parco sommerso di Gaiola) grazie alla quale vengono tutelati i reperti archeologici subacquei a 5 metri di profondità di questa stupefacente e ben conservata “Atlantide romana”, tra cui il Ninfeo di Punta Epitaffio, le cui statue sono ammirabili nel Museo archeologico dei Campi Flegrei allestito nelle sale del Castello Aragonese, e i resti dei porti commerciali di Baia e Port Julius.

Tempio-Diana-Baia

Tempio di Diana

Tempio-Venere-Baia

Tempio di Venere

Fortunatamente sono ancora visibili lungo la strada – anche se recintati e quindi chiusi al pubblico – il grande tempio di Diana, quello di Venere e di Mercurio.

Cosa vedere nella Terra dei Vulcani: Bacoli

Bacoli-Panorama

Panorama da Bacoli

Abbiamo dedicato a Bacoli un’intera giornata perché già ci era piaciuto il panorama sul grappolo di case colorate dalla finestra della nostra stanza: le raccomandazioni di molti locali affinché visitassimo il centro storico, adagiato su uno dei 7 vulcani che puntellano la zona dove sorge la cittadina (gli altri sono Capo Miseno, il porto di Miseno, 2 crateri conosciuti come Fondi di Baia, il Golfo di Baia e un cratere ancora visibile a Punta Epitaffio) ci hanno definitivamente convinti a una bella passeggiata.

Cento-Camerelle-Bacoli

Ingresso delle Cento Camerelle

Obiettivo, le rovine della antica Bauli: le Cento Camerelle (chiuse inspiegabilmente DA ANNI al pubblico) e la Piscina Mirabile (aperta solo su prenotazione). È assurdo, a parer mio, che luoghi così prepotentemente suggestivi e ricchi di valore storico-archeologico non siano fruibili! Le Cento Camerelle sono una serie di cisterne sovrapposte, di epoche diverse, di pertinenza della villa del console romano Quinto Ortensio Ortalo e passato da lui a Nerone (forse per questo chiamate anche Carceri di Nerone) fino a Vespasiano. Un cancello arrugginito impedisce l’accesso alla struttura per un presunto rischio crolli e nulla fa presagire interventi imminenti di natura conservativa…

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Esterno della Piscina Mirabilis

Superba poi la Piscina Mirabilis, costruita in età augustea. Si tratta della più grande cisterna nota mai costruita dai romani: aveva la funzione di approvvigionare di acqua la flotta ormeggiata al porto di Miseno. La struttura è imponente: il soffitto con volte a botte è sorretto da 48 pilastri a sezione cruciforme, disposti su quattro file da 12. Neanche a dirlo, è aperta solo in parte ed esclusivamente previa prenotazione il che chiaramente non facilita l’accesso al sito soprattutto degli stranieri che trovano incomprensibile (noi italiani forse siamo più rassegnati) che un’opera simile non brulichi di appassionati visitatori. Se non fosse anche questa chiusa a tempo indeterminato, ci sarebbe da vedere la cosiddetta Tomba di Agrippina, la madre di Nerone. In realtà si tratta di un teatro costruito in epoca imperiale di pertinenza di una villa – distrutta – trasformato in ninfeo. Consigliamo di far riferimento per tutte le info utili all’Ufficio per i Beni Archeologici di Baia al numero 081 5233797 o all’indirizzo mail ssba-na@beniculturali.it. La chicca: Il nome Miseno ricorre spesso in zona perché ricorda il trombettiere dell’esercito troiano al seguito di Enea che in queste acque annegò e che trovò sepoltura proprio sotto al Capo. Fuori dal mito, Capo Miseno è stato la sede storica della Flotta Imperiale Romana.

Dove-Mangiare-Bacoli

Trattoria Living Chalet

Dove Mangiare nella Terra dei Vulcani

A Bacoli, consigliamo il Living Chalet, una trattoria a gestione familiare che si trova proprio sul mare. Quando siamo andati noi, ci hanno detto cosa avessero di fresco e in base a quello, abbiamo ordinato. Consigliamo gli assaggi di antipasti che vi faranno capire la bravura della cuoca e un primo a base di pesce.

Dove-mangiare-a-Bacoli

Gli assaggi di antipasti e il primo piatto al Living Chalet

Il ristorante dell’hotel è assolutamente da provare. I piatti sono gustosi e sofisticati ma a prezzi contenuti quindi accomodatevi a uno dei tavoli panoramici e godetevi la cena con vista.

Dove dormire nella Terra dei Vulcani

Noi abbiamo alloggiato al Cala Moresca, un 4* incastonato nel promontorio di Capo Miseno, la punta estrema della penisola flegrea. Spalancare le finestre della propria camera o fare colazione su Bacoli, Monte di Procida, Miliscola e il Lago Miseno non ha davvero prezzo quindi consigliamo caldamente di fare riferimento a questa struttura per avere una base di partenza perfetta anche dal punto di vista logistico. Le camere sono ampie e con balconcino, arredate con lo stile minimalista e nei toni del blu: siete al mare, del resto! Dall’hotel parte un sentiero che vi porterà fino alla spiaggetta privata: anche se fuori stagione, affacciatevi sul panorama, non ve ne pentirete!

Panorama-Procida-e-Ischia

Panorama su Procida e Ischia

Lo staff è cordiale e disponibile: fate riferimento alla reception per informazioni e prenotazioni, visti gli orari di chiusura bizzarri di molti monumenti.

Come arrivare nella Terra dei Vulcani

Da Roma, autostrada A1, uscita Napoli Nord quindi direzione Cuma, Pozzuoli, Bacoli. Per chi si sposta in treno, è necessario arrivare da Napoli centrale a Porta Nolana della linea Circumvesuviana e dal piazzale antistante prendere un bus della linea EAVBUS direzione Monte di Procida per scendere a Baia.

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4 commenti

Roberto 25 Febbraio 2016 - 16:33

Beh, è temuto da tutti i sismologi…

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Monica Nardella 25 Febbraio 2016 - 17:35

Leggo con piacere!

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Roberto 25 Febbraio 2016 - 11:17

Bellissimo il tuo post grazie, volevo aggiungere che a Napoli ci sono oltre 700 terremoti al giorno proveniente dal sottosuolo Partenopeo, alcuni per niente percepibili ma alcuni si, pensate che napoli si trova su un serbatoio di lava grande quanto tutta la città di Napoli, il vesuvio, la solfatara, e si pensa che sia collegato anche con il MARSILI, un gigantesco Vulcano in mezzo al mare che parte dalla sicilia arriva in campania e si estende in mezzo al mare, il Più grande del Mondo.

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Monica Nardella 25 Febbraio 2016 - 15:59

Grazie a te per l’informazione! Del Marsili ho sentito parlare ma che fosse così grande… davvero lo ignoravo!

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