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Diario di viaggio: Thailandia, il paese del sorriso!

Wat Suthat Bangkok e
Skyline-Bangkok

Lo skyline di Bangkok al tramonto

Molte persone ritengono la Thailandia una meta “poco nuziale” e, per questo, dirottano il viaggio di nozze su location più tradizionali.

Ebbene, a tutte quelle persone consiglio vivamente di ritornare sui propri passi perché un viaggio in Thailandia significa immergersi in una cultura completamente diversa dalla nostra, un bagno in una umanità dignitosa, discreta, pacifica, sempre pronta al sorriso e al saluto a mani giunte.

Noi abbiamo scoperto un paese di incredibili contraddizioni, profumi e afrori, hotel di lusso e baracche, religione e superstizione, libertà e tabù, ma ogni pezzo sembra incastrarsi perfettamente l’uno nell’altro creando suggestioni ed emozioni fortissime.

E poi non c’è niente di più romantico dello sciabordio delle onde a fare da colonna sonora a una cena a lume di candela sulla spiaggia, con la luna che si specchia sull’acqua. O no?

Viaggiare in Thailandia

Siamo partiti con un volo diretto della Thai Airways: eccellente servizio a bordo, hostess cordialissime e sorridenti, sedili comodi, due pasti buoni, bibite a volontà (persino alcoliche). Con un libro avvincente, un film in lingua italiana, un riposino conciliato dalla musica classica e una passeggiatina per sgranchire le gambe, le 10 ore e 40 di volo sono passate senza sfiancare troppo.

Appena siamo atterrati all’aeroporto di Bangkok, abbiamo avvertito il caldo asfissiante di cui parlano tutti: il primo ricordo da mettere in valigia! Per tutto il viaggio sarà un andirivieni tra esterno (afoso e appiccicoso) e interno (refrigerato dall’aria condizionata a 20 gradi): ennesima contraddizione del paese!

L’Hotel a Bangkok

Siamo arrivati all’Oriental Mandarin alle 6 del mattino e, nonostante questo, la stanza era già a nostra disposizione. Abbiamo prenotato una junior suite al 15° piano, vista Chao Phraya: uno spettacolo!

Avremmo potuto (a trovar posto!) riservare una stanza nella parte “vecchia” dell’hotel, in perfetto stile coloniale, ma ci ha affascinato molto l’idea di stare nella zona nuova e, soprattutto, “in alto”. Il servizio è impeccabile a 360 gradi.

La stanza era rassettata più volte al giorno, la linea di cortesia (ricchissima) era prontamente rimpinguata, nel tardo pomeriggio ci omaggiavano di mini-dessert o frutta e, in serata, di frasi d’autore decorate con orchidee fresche, per augurarci la buonanotte.

Tra le prelibatezze culinarie, ci siamo fatti tentare dal “The Verandah” vista fiume e menù alla carta e dal “Riverside Terrace”, contigua al precedente, a buffet (poiché la cucina è la medesima, la scelta dipende dalla fame che avete: al Verandah abbiamo speso al massimo 2500 baht – circa 55 euro in due – mentre alla Terrazza è previsto un prezzo fisso di 3000 baht a testa – circa 125 euro in due).

Consiglio vivamente, se il pernottamento è di più giorni, di appuntarvi le spese perché è usanza, quasi ovunque in Thailandia, di non pagare in contanti ma di firmare una ricevuta addebitando tutti i consumi sulla stanza.

In questo modo potrete tenere sotto controllo il conto anche perché non è da sottovalutare anche l’incidenza del 10% di servizio e il 7% di tasse che verranno aggiunti alla fine!

Una osservazione. Se vi faranno firmare la ricevuta della colazione, non spaventatevi! E’ ovviamente compresa nel prezzo ma dovrete firmare per ragioni organizzative interne (la gestione dell’hotel è diversa da quella del ristorante).

La Spa la consigliamo a tutti. Si trova dall’altra parte del fiume dove sarete condotti con il battello del Mandarin (gratuito).

I costi non sono contenuti (potreste infatti trovarne a buon mercato e comunque professionali nella scuola di massaggio thai che c’è a Bangkok) ma la location, l’atmosfera, i profumi, la musica, la cordialità e la bravura delle massaggiatrici rendono la spesa un ottimo investimento.

Se prenotate subito un altro massaggio (vi faranno firmare immediatamente la relativa ricevuta impegnandovi a non mancare!), ve lo sconteranno del 50%. Ovviamente noi lo abbiamo fatto! I massaggi tailandesi sono un misto di dolore e piacere (ti stiracchiano ben bene sciogliendo i nodi e le tensioni accumulate soprattutto sulla schiena!) perciò ho sempre chiesto una pressione SOFT (il dolore potrebbe infatti prevalere sul piacere e non ha senso, per me).

Ultima cosa: alla reception potrete cambiare i vostri euro in baht con un cambio discreto (noi a 45.6). Fuori dall’hotel c’è un bancomat con il circuito Maestro (non si trova ovunque!) e c’è un ufficio di cambio: non sarà necessario cambiare gli euro in Italia (dove ho sentito che qualcuno ha cambiato 1 euro per 33 bht quando in media siamo a 46!!!).

Dormire in hotel di lusso a Bangkok

A Bangkok, con I Viaggi del Mappamondo, abbiamo partecipato a due tour privati (per due persone) con pulmino e guida parlante italiano, tutto per 7200 baht (circa 158 euro). Se siete viaggiatori fai da te, non avrete alcuna difficoltà ad organizzare entrambi gli itinerari. In caso contrario, questo TO è molto affidabile.

Wat Suthat - Bangkok

Wat Suthat – Bangkok [photo credit Turista di Mestiere]

Cosa vedere a Bangkok

Abbiamo visitato la Città Reale e i templi (consiglio: indossate capi adeguati alla sacralità del luogo, no a canottiere né a pantaloncini corti. Nell’evenienza, vi affitteranno uno scialle. Fumate fuori dal tempio, perché all’interno non è possibile. Portate con voi un paio di calze da indossare quando vi faranno togliere le scarpe, è più igienico!).

Abbiamo visitato il Wat Pho (Budda Disteso: scatenatevi con le macchinette fotografiche e portate con voi 108 monetine da infilare nelle rispettive ciotoline: pare che porti fortuna…io, manco a dirlo, le ho dimenticate!) + Wat Prha Kaew (Budda di Smeraldo: non si possono fare foto all’interno del tempio!) + Wat Suthat (Budda in posa marziale).

Abbiamo dedicato la mattina del giorno successivo al Floating Market (Damnoensaduak) a 90 km dalla capitale (pulmino + piroga a motore, ma occorre pagare un supplemento di 300 baht a testa per visitare il mercato sulla piroga a remi: ne vale davvero la pena!) + Royal Thai Handicraft Center (mobili e suppellettili in legno di tek lavorati a mano) + Gem’s.

mercato-galleggiante-bangkok

“Bancarelle” al mercato galleggiante

Siete innamorati dei mercati? Leggete i Mercati di Bangkok: galleggianti, notturni e sulle rotaie!

Individualmente, invece, abbiamo visitato:

  • Mercato degli Amuleti, ingresso gratuito visto che è un mercato all’aperto (fermata Tha Chang del Chao Phraya Tourist Boat – da SaphanTaksin 20 baht a persona)
  • Wat Arun, ingresso 50 baht a persona (imbarco da Tha Tien e 6 baht a persona per A/R)
  • Chatuchak, ingresso gratuito per il più grande mercato della Thailandia (Skytrain, cambio a Siam Station e fermata al capolinea Mo Chit);
Baiyoke Sky Bangkok

Baiyoke Sky Bangkok

  • Baiyoke Sky, un hotel/ristorante situato nella torre più alta di Bangkok (si può cenare a buffet al 78° e all’82° piano, ma io consiglio quella all’82° perché, a differenza dell’altra è espressa, quindi più buona. Con 1500 baht a testa (+ bibite) si cena bene e si gode una vista spettacolare della città. Entro le 22.30 -perché poi chiude!- salite di due piani: vedrete Bangkok a 360° senza muovere un passo sulla terrazza girevole!)
  • PatPong, quartiere “a luci rosse” di Bangkok. Alcune ragazze si esibiscono all’interno, altre sono sedute compitamente all’esterno, indossando una “divisa” che le identifica come appartenenti a un locale specifico. Le porte sono aperte, per lasciare al turista curioso o indeciso, di dare una sbirciata all’interno. Vi offriranno tutti gli spettacoli possibili e immaginabili (pussy show, banana show, ping pong show) con un tariffario preciso. Oltre al “divertimento”, a Patpong potrete trovare il fiorente mercato del falso e affollate birrerie frequentate da turisti (abbiamo preso sia all’andata che al ritorno il tuk tuk. Apro brevissima parentesi: utilizzatelo di sera perché c’è meno smog e meno traffico; contrattate, perché arriveranno a dimezzare il prezzo; portatevi dietro l’indirizzo della vostra destinazione e quello dell’hotel perché un’errata pronuncia può farvi condurre altrove, con dispendio di tempo e soldi!).

Cosa fare a Bangkok di sera: tuk tuk food tour!

Di Bangkok ci rimarranno impressi:
– Il groviglio di cavi elettrici sospesi tra i pali della luce (pare che non possano essere interrati a causa delle alluvioni a cui le città sono soggette);

– Le bancarelle accalcate le une sulle altre, che espongono le cose più disparate anche se, a farla da padrone, è indubbiamente il cibo. I thailandesi sono i maggiori avventori degli ambulanti poiché il costo delle “pietanze” è assai contenuto. Inoltre, mangiando poco ma spesso, trovano estremamente comodo e conveniente fermarsi alla bancarella per uno spuntino piuttosto che tornare a casa (noi abbiamo paragonato questa abitudine alla nostra pausa caffè!).

Non abbiamo assaggiato nessuna delle pietanze esposte sulle bancarelle perché ci siamo convinti in fretta che i nostri anticorpi non fossero sufficientemente “allenati” per affrontare quello che avrebbero incontrato nelle porzioni di zuppa conservata in sacchetti di plastica (dove noi metteremmo al massimo un pesciolino rosso da trasporto), negli spiedini arrostiti su griglie “vissute”, nella frutta sbucciata e tagliata a pezzetti (ma rinfrescata con –quale?- acqua a spruzzo), nella carne in vaschetta “pronta” per essere cucinata;

La China Town di Bangkok

La China Town di Bangkok

– Le fogne, che esalano odori mortiferi senza che nessuno (a parte i turisti) sembri farci caso;
– I tuk tuk che sfrecciano a velocità folli nel caotico traffico e l’abitudine degli autisti ad incollarsi al tubo di scappamento delle auto in coda: MA PERCHE’?
– Famiglie di quattro persone sul motorino e tutti senza casco;
– I tramonti sul Chao Praya.

Dopo 5 giorni a Bangkok (peccato, non siamo riusciti a vedere – come qualcuno ci aveva consigliato – l’Erawan Museum), ci siamo diretti a Nord: qui il nostro tour della Thailandia del Nord.

Da Bangkok a Samui

Da Chiang Mai abbiamo preso un volo per Samui. L’aeroporto è collocato in uno splendido palmeto. Sembra un resort di lusso! L’assistente della Mappamondo è venuto a prenderci e ci ha portato al Buri Rasa Resort in pieno centro di Chaweng Beach, dove avevamo affittato la Sea View Suite: praticamente un appartamento vista mare con jacuzzi, spogliatoio, camera da letto con baldacchino, sala da pranzo + angolo cottura e 2 balconi! Un sogno!

Koh-Samui-spiaggia

La spiaggia del Buri Rasa Village

Consigliamo di alloggiare al Buri Rasa o, quantomeno, a Chaweng Beach perché la vita notturna di Samui si svolge lì (altrimenti sareste costretti a prendere tutte le sere un taxi o affittare un motorino).

Noi abbiamo mangiato quasi sempre in albergo, perché il ristorante, il “Betelnut”, è pluripremiato dalla critica (e anche da noi!)!

Però non abbiamo voluto rinunciare all’idea di sperimentare altro: una sera abbiamo raggiunto il villaggio dei pescatori per mangiare da “Bravo”, un ristorante gestito da un genovese, dove si mangia pesce freschissimo, pizza “commovente” come la chiama lui (in effetti è molto buona) e dove si beve, finalmente, un buon caffè a prezzi concorrenziali.

Un’altra sera abbiamo mangiato da “Zico’s”, una churrascaria brasiliana dove, finché non capovolgi il gettone, che ti danno a inizio cena, sul rosso (colore dello stop!), continuano a servirti carne affettata direttamente dallo spiedo, il churrasco, appunto: manzo, maiale, pollo, pollo e bacon, anatra.

Frutta e antipasti sono a buffet, perciò davvero non si resta digiuni. In più, si assiste a due piccoli “stacchetti” da parte di ballerine brasiliane in costume: 1600 baht in due + bibite + 7% tasse.

Poi abbiamo provato anche il celebrato “Poppies” (il cui precedente chef era proprio quello che ha poi fondato il Betelnut!). Sicuramente è molto suggestivo percorrere il sentiero che si snoda nel giardino tropicale per arrivare a un gazebo in paglia incastonato tra il mare e una sinuosa piscina, ma i prezzi sono troppo alti (per NON essere il n.1) e il menù è troppo vario, tanto da diventare dispersivo.

A Samui non potete rinunciare alla passeggiata notturna in spiaggia. Incontrerete ragazzi che cercheranno di vendervi le lanterne portafortuna (lanterne di carta a cui si dà fuoco e che dovrebbero decollare, sospinte dal vento, e bruciare in cielo). Noi abbiamo rinunciato all’acquisto dopo averne vista naufragare una e, con essa, il desiderio espresso dai due malcapitati.

Se direte no alla lanterna, è certo che vi propongano altri acquisti. Se il discorso etico non attecchisce sul vostro “vizio”, spero funzioni da deterrente sapere che quasi sicuramente vi rifileranno un bidone e che le pene sono severissime, soprattutto per i turisti: non trasformate il vostro viaggio in un incubo. Chiudo dicendo che le escursioni guidate possibili, sono diverse, le migliori sembravano il tour dell’isola e quello delle isole vicine. Noi abbiamo optato per il tour di Samui (850 baht in due) ma francamente potevamo farlo da soli, affittando un motorino (ci siamo lasciati vincere dalla pigrizia e scoraggiare dall’idea della guida a sinistra, che all’arrivo in Thailandia ignoravamo. Abbiamo scoperto che il re, dopo un soggiorno in Inghilterra, ha importato diversi usi e costumi inglesi, tra cui anche la prima auto con annesso stile di guida).

L’agenzia (ma solo in questo specifico caso) ha presentato il tour in un modo salvo poi farci fare altro. A parte il Budda d’Oro, il Grandfather e la Grandmother (due rocce che richiamano i genitali maschili e femminili), le cascate sono una delusione (ci hanno fatto vedere solo quelle con il salto di 18 metri, poco scenografiche anche perché non è la stagione delle piogge. Le altre, con il salto di 90 metri, sono raggiungibili solo con l’elefante).

Lo “spettacolo delle scimmiette” altro non è che una povera scimmia che, in catene, sale su una palma a raccogliere cocchi e poi si mette in posa sulla tua spalla per fare la foto. Peccato che non abbia smesso un attimo di grattarsi, facendomi rinunciare alla foto ricordo in tre secondi.

E poi il monaco mummificato…avrebbe avuto un senso avere una guida se avesse parlato italiano e avesse risposto alle nostre domande, ma siccome conosceva un numero limitato di parole e sembrava seguire un copione preciso al quale attenersi, avremmo potuto vedere la statua sotto vetro da soli e leggere quello che c’è scritto sulla lonely planet!

Il colmo lo abbiamo raggiunto quando siamo stati scaricati (nel vero senso della parola) nella “capitale” col sole a picco delle 13.30, per fare una passeggiata. Le strade erano deserte. I negozi erano quasi tutti chiusi e nei pochi aperti, non c’erano avventori.

Si sentiva solo il brusio dei ventilatori in funzione alla massima potenza. Non abbiamo visto nulla che valesse la pena del viaggio e la guida non è stata di alcun aiuto, visto che è rimasta sul pullman al fresco. Il caldo ci ha talmente fiaccati, da trascorrere il tempo che avevamo a disposizione in un bar, a scolare bibite fresche!

Perciò, almeno in questo caso, il fai-da-te sarebbe stato più soddisfacente. E con questo chiudo, salutandovi con un SAWASDEE KA!!!

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8 commenti

Ambra 15 Gennaio 2012 - 12:45

Uno splendido reportage lungo e interessante da un Paese che non conosco, ma che credo si debba asolutamente visitare, dopo aver letto il tuo post.

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TuristadiMestiere 24 Aprile 2011 - 17:18

@tizi: sei un tesoro, tu! Ti ringrazio per i complimenti, ma il posto mi ha talmente incantata da suggerirmi le parole, una dietro l’altra 😀 Ho scoperto un mondo meraviglioso. Persone, meravigliose. Di una generosità unica. P.S. mamma mia, ma te lo sei letto tutto, che coraggio 😛 Un abbraccio!

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tiziana 24 Aprile 2011 - 13:36

Cara Monica mi sto mettendo comoda per leggere il tuo avvincente e tenero (sempre un viaggio di nozze è) viaggio. Voglio risponderti come se fossi vicina a te e commento il racconto che mi descrivi. La prima sensazione che hai descritto è il caldo (che io non sopporto)umido suppongo? Però poi una suite al 15° piano…wow.
Ho sentito parlare della cortesia del personale alberghiero. Un bel massaggio lo farei davvero..soft. 108 monetine!!! Che spettacolo vedere Bangkok sulla terrazza girevole. Le abitudini orientali rimangono di difficile comprensione per noi occidentali. Il tuo racconto della visita al piccolo villaggio di Akha è significativo. Molto toccante la storia delle signore degli anelli, non conoscevo questo aspetto. Impressionante quello squarcio con le braccia protese, e anche la accozzaglia di simboli presenti in quel tempio. Mi stavo proprio chiedendo dove avresti messo tutti i regali acquistati…No gli elefanti nooo… Bel momento al tempio Wat Phra That Doi Suthep, quindi sei tu in preghiera? Hai reso così palpabile l’incontro con quei bimbi, che mi hai emozionato. Ho finito il racconto e devo dirti prima di tutto,che scrivi molto bene, Mi hai accompagnata in questo paese sconosciuto, con le sue tradizioni, le sue contraddizioni e la loro semplicità. Grazie per questo tour orientale, molto dettagliato e ricco di informazioni. Ti do un consiglio, di mestiere potresti fare la turista…ciao cara un bacio

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TuristadiMestiere 24 Aprile 2011 - 9:26

@allegro: ehm…vedo ora il tuo commento, sorry!!! Capisco le tue ragioni, ma come hai ben detto “non ci vai PIU'”. E’ bene vedere e imparare, farsi un’idea e poi decidere di non fare più certi tour (anche perché non avrebbe senso, se uno li ha visti una volta, quando torna si dedica al altro!!!). Io cmq un tour nel villaggio delle donne giraffa lo consiglio.
@vele: cara, fammi sapere poi che dice Paolino e…se doveste partire, mandami la foto, tanto prima che arriviamo a un milione, fate prima voi a sposarvi!!! 😛

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Vele Ivy 24 Aprile 2011 - 8:15

Post particolareggiato e con foto meravigliose; l’approfondimento sulle long neck karen, in particolare, mi ha colpita molto.Noi abbiamo una coppia di amici che è andata in Thailandia per il viaggio di nozze e ci ha confermato che è un viaggio pazzesco, ci si confronta con realtà diversissime dalla nostra e i posti da visitare sono spettacolari.Anche a me e al mio ragazzo piacerebbe tantissimo andarci… quando sarà ora faremo un mix tra le indicazioni dei nostri amici e le info di questo post! Adesso mando a Paolino in link 😉

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allegroitalia 25 Novembre 2010 - 14:44

Complimenti per gli alberghi scelti e per il vostro racconto-diario. Anch’io sono innamorato della Thailandia paese delle dicotomie e dei contrasti ed è circa dodici anni che ci ritorno annualmente. Una volta e neppure la prima mi hanno fatto vedere una “cascata” che forse era più bassa di un metro. Di scimmiette legate alle catene ora basta: se ne possono vedere molte e libere un pò ovunque. Lo stesso dicasi per elefanti troppo spettacolarizzati e peggio ancora elefanti in centro di bangkok. Quello non è il loro habitat. Io non vado più a vedere elefanti che giocano a pallone o che dipingono come non andrò più a vedere le donne giraffa qualsiasi sia il motivo del loro collare. Per tutto il resto templi, foreste, parchi, fiumi, villaggi, mare, colline, scimmie in libertà, elefanti nel loro habitat, ristorazione, costumi, popoli, storia, sorrisi, tradizioni, mezzi di locomozione; la thailandia merita di essere visitata e dodico volte non basta per conoscerla tutta. Buona vacanza a tutti coloro che si recheranno in questo magnifico paese e sono certo non resterete delusi “cascate” a parte anche se so so che ne sono delle bellisime e comunque diciotto metri sono già spettacolari in confronto ad una che ho visto io dopo tre ore di camminata. Ma anche questa è la thailandia.

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TuristadiMestiere 29 Giugno 2010 - 18:40

@sowl: ciao! Intanto sono una femminuccia, mi fa piacere che il mio spazietto ti sia piaciuto! La thailandia è da vedere, a descriverla non si riesce a rendere l’idea di certi odori, sapori e colori (verissimo che sembrano tutti accecanti, più intensi che non qui da noi!). Verrò anche io a trovarti di nuovo!

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soulwoman 25 Giugno 2010 - 9:37

Ciao, grazie per avere visitato il mio sito. Ho dato un’occhiata al tuo. Molto interessante, sei stato in molti posti in cui vorrei andare pure io. Per esempio la Thailandia è il mio sogno.
Ti inserisco tra i miei link così verrò a visitarti spesso 🙂

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