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Tour della Vallonia: alla scoperta del Belgio meno noto

Dinant Belgio

La Vallonia è tutta una distesa di verde: si sale e si scende. Sinuosamente, le colline ti accompagnano sempre tra una città e un borgo fino ai castelli.

Viaggio in Vallonia

Noi ce ne accorgiamo da subito quando in un caldo, e inusualmente afoso, giorno di giugno approdiamo all’aeroporto di Charleroi (arrivando a Bruxelles) e con un biglietto unico che permette di prendere la navetta (fino alla stazione di Charleroi Sud) e treno, ci muoviamo verso Liegi.

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La storica Birreria Du Bocq a Purnode

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La bellissima stazione di Calatrava

L’arrivo alla stazione di Liegi è da togliere il fiato. L’architetto Santiago Calatrava ha dato fondo a tutta la sua immaginazione. Attiva dal 1842, nel 2009 è stata inaugurata la nuova stazione, affacciata sulle rive del fiume Mosa. Con i suoi 200 metri di lunghezza, 73 di larghezza e 40 metri d’altezza, la stazione ferroviaria di Liegi – Gare Guillemins, è la più grande d’Europa.

Acciaio e mattoni in vetro-cemento giocano tra linee lunghissime e ondate di luce che entrano dai vetri sopra le nostre teste. Intorno alla stazione ancora lavori – in corso – affidati all’architetto spagnolo che promettono di dare alla zona nuova vita.

Usciti dalla stazione, camminando verso La Boverie si può raggiungere la Passerelle – nuovo ponte pedonale ribattezzato “la Belle Ligeoise” – che attraversa la Mosa. La Mosa, vero e proprio protagonista del nostro percorso in Vallonia, fiume che bagna tutti i luoghi in cui abbiamo fatto tappa.

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La Belle Ligeoise

Nel primo pomeriggio del nostro tour, il tempo a disposizione ci permette di gustare una birra – rigorosamente autoctona – in una zona piena di vita del centro della città.

Quella dei bar con fuori i tavolini e le madri ad osservare i figli che sguazzano in una delle fontane pubbliche. Le istituzioni mettono a disposizione tavoli ed ombrelli accordando tacitamente la possibilità di fare un bel bagno e di svernare in una cornice insolita nel pieno centro storico di Liegi.

La città brulica di vita e i turisti in cerca di curiosità non sono pochi.

Liegi, il “paradiso per i preti, il purgatorio per gli uomini, l’inferno per le donne” 

E’ così che viene definita la città di Liegi, per le sue innumerevoli chiese, per la voglia di fare festa che contraddistingue un popolo passato di dominazione in dominazione – dalla Spagna all’Olanda passando per Napoleone – che ha fatto sue le più disparate contaminazioni.

A proposito di contaminazioni, è Guglielmo d’Orange a portare l’Università qui nel 1817 e che quest’anno festeggia il duecentesimo anniversario.

Città universitaria e festaiola, il celebre quartiere del Carrè (un vero e proprio quadrato di strade) è il cuore pulsante della movida notturna e dello shopping diurno.

Da qui, iniziamo a viverci Liegi e le sue perle, con l’Opera Royal de Vallonia con una programmazione lirica di prima fascia. Anche questa, manco a dirlo, la portò a Liegi Guglielmo d’Orange.

Sopra l’edificio, sventolano più vessili tra i quali troviamo la bandiera gialla della regione Vallonia avente il caratteristico gallo color rosso con la zampa alzata, a ricordare anni di lotte e animo combattivo.

Poco distante troviamo la Place Saint Lambert dove sorge il Palazzo dei Principi Vescovi. Liegi è sede del primo principato vescovile della storia europea e quello che un giorno era il palcoscenico di una cattedrale straordinariamente ricca di dettagli gotici, dopo essere stata distrutta nel 1794, oggi è una piazza in cui possiamo solo intuire le fondamenta della cattedrale. Sotto il regime francese venne demolita, dopo la révolution liégeoise, perché considerata dai rivoluzionari della città un simbolo del potere del principe-vescovo.

Adiacente, la Place du Marché con eleganti palazzi settecenteschi e il “Perron” emblema e simbolo della libertà comunale, un tempo ospitava il mercato ed oggi ha più di un dehors a colorarne di vita e profumi la quotidianità.

Poco distante, Liegi la si gira a piedi con estrema facilità, ci perdiamo tra le tipiche costruzioni fatte di piccoli mattoni, che dal rosso al grigio convivono in perfetta armonia. Prima di arrivare al polo museale Grand Curtius, i 374 scalini della Montagna di Bueren possono portarci alla caserma della Cittadella di Liegi ma non ci spingiamo a tanto.

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La Montagna di Bueren, uno dei must see di Liegi

Sono le rive della Mosa a salutarci, laddove la domenica sorge uno tra i mercati più grandi d’Europa, il Marché de la Batte, che si estende per oltre tre chilometri lungo le rive del fiume.

Curiosi di scoprire altre curiosità sulla città? Leggete Cosa vedere a Liegi? e Cosa mangiare a Liegi?

Modave e il castello nella roccia 

E’ il Castello di Modave la nostra seconda tappa. Anche conosciuto come Château des Comtes de Marchin (Castello dei Conti di Marchin) è un castello situato nel villaggio di Modave sempre nella provincia di Liegi.

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Il Castello di Modave

La parte più antica dell’edificio è costruita su una roccia che strategicamente affaccia sulla valle in cui scorre il fiume Hoyoux. Gli interni sono splendidi e i mobili risalenti al XVII e XVIII secolo sono quelli originali.

La fortezza è passata nel 1600 ad essere una lussuosa residenza barocca sotto Jean-Gaspard-Ferdinand de Marchin.

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La porzione di castello che affaccia sulla valle

Durbuy, la città più piccola del mondo 

Il più grande giardino del mondo dedicato all’Arte Topiaria, nella città più piccola del mondo. Il nostro pomeriggio inizia così, al Parc de Topiaires di Durbuy.
Albert Navez scopre qui la cornice perfetta per i suoi capolavori creati con il bosso. Navez non lavora solo il bosso ma anche altre piante, dal tasso all’agrifoglio. La maestria del modellare strutture vegetali era già praticata nel primo secolo della nostra era. I giardinieri di Plinio, scrittore romano, tagliavano cespugli a forma di lettere o figure mitologiche.

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Il giardino topiario di Durbuy

L’arte del taglio di Navez inizia più di venti anni fa e oggi presenta un giardino intero con le più disparate lavorazioni artistiche.

Dal trittico “Fede, speranza e amore” a scoiattoli che si raccontano storie passando per una serie di animali finemente lavorati per decenni aspettando che la pianta del bosso crescendo prendesse la forma di un enorme elefante o incredibili pavoni.

La più piccola città al mondo, fiancheggiata dal fiume Ourthe, posta ai piedi della parete granitica de La Falize mostra ancora edifici del XVII secolo e stradine tipicamente medievali.

Dinant, la cittadella e il Sax

In un vero e proprio percorso in crescendo dal punto di vista paesaggistico e architettonico, raggiungiamo la città di Dinant, situata nella provincia vallona di Namur.

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Dinant dall’alto

Edificata in una stretta della valle che la chiude come dentro un panino tra l’alto corso della Mosa e una parete rocciosa spettacolare sulla quale sorge la Cittadella di Dinant.

La vista da lassù è mozzafiato. Decidete se affrontare i faticosi 400 scalini o se utilizzare la teleferica!

Formata da un cortile centrale, la roccaforte che poi costituirà la base della Cittadella fu fortificata nel 1040. Sotto i francesi e le direttive di Luigi XIV subisce importanti modifiche. E’ sotto l’occupazione olandese che assume la forma attuale.

Dall’alto Dinant appare allungata tra il corso d’acqua e la montagna.

Percorsa da una sola strada – la Rue Grande – che a senso unico ci permette di attraversarla tutta e trovare Municipio e Palazzo di Giustizia. Un’altra strada lungo il fiume permette invece il senso di circolazione opposto.

Lungo la Mosa, bar e ristoranti e il ponte Charles de Gaulle ideato per la prima volta nel 1080, l’unico dal quale attraversare il fiume per entrare in città. Il ponte è addobbato con l’esposizione “Art on Sax” da una serie di Sax giganti colorati e donati a Dinant per omaggiare gli Stati dell’UE.

Perché tutti questi Sax? Dinant nel 1814 diede i natali ad Adolphe Sax (Antoine Joseph Sax), costruttore di strumenti musicali ed inventore del sassofono. Nonostante non abbia vissuto a lungo nella piccola cittadina belga i suoi concittadini rivendicano con orgoglio le sue origini, intitolando lui l’omonima via che ospita tra l’altro anche un museo dedicato al sassofono.

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Uno dei tanti sax colorati disseminati nella città di Dinant

A pochi passi, imponente, la Collegiata di Notre-Dame col caratteristico campanile a bulbo con la vetrata centrale tra le più grandi d’Europa, l’antico portale romanico e il pulpito del Settecento.

Annevoie, tre stili un giardino

Concepiti e realizzati nel diciottesimo secolo da Charles-Alexis de Montpellier, Les jardins d’Annevoie sono rimasti nelle mani di questa famiglia fino al nuovo millennio.

Il maggior patrimonio della Vallonia, nel corso del tempo ha subito la caratterizzazione di tre stili differenti perfettamente armonici tra loro che hanno dato vita ad uno spettacolo unico.

Stile francese, in cui l’arte corregge la natura: simmetria come parola d’ordine e prospettive lunghe e maestose la fanno da padrone.

Stile italiano, l’arte che sposa la natura: varietà, contrasti ed effetti a sorpresa con giochi d’acqua.

Stile inglese, arte imita natura: cercando di riprodurre in maniera artificiale un effetto naturale.

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Giardini d’Annevoie

Qui l’acqua scorre naturalmente senza alcun macchinario, unicamente grazie a dislivelli naturali. I giardini sono attraversati da una serie di canali in superficie e per il principio dei vasi comunicanti, le acque scorrono dai costoni al bordo del castello.

Non lontano da qui, situata nella Valle Du Bocq, a Purnode, tra Yvoir, Spotin e Dinant, la pluripremiata Brasserie Du Bocq apre le porte della propria produzione con degustazione di birre.

Fondata nel 1858 da Martin Belot, la birreria Du Bocq è una realtà familiare che mantiene ancora oggi l’indipendenza da tutti i grandi gruppi belgi. Vero e proprio fiore all’occhiello delle birrerie valloni, il giro all’interno della fabbrica è notevolmente interessante.

La corte interna permette di sorseggiare birre speciali ad alta fermentazione con una seconda fermentazione in bottiglia, conservando peculiarità delle materie prime che ne garantiscono nel tempo il carattere naturale.

Namur: la capitale della Vallonia

Ultima ma non meno importante fermata del nostro tour alla scoperta dei tesori nascosti – e non – della Vallonia, è la capitale della provincia, Namur. Sorge esattamente alla confluenza dei fiumi Mosa e Sambre ed è ricca di storia e cultura. La sera dell’arrivo, la Fètè de la Musique, colora il centro e le vie della città.

Anche qui, come in molte delle città che abbiamo visitato, lascito di una storia travagliata fatta di conquiste, scontri e indipendenze rivendicate, sorge una Cittadella fortificata. Su uno sperone roccioso che domina la città, con ai piedi il punto esatto in cui confluiscono i due fiumi principali, trova posto un complesso militare di circa 80 ettari.

Curiosità, cercando di scrutarla con il naso all’insù, non possiamo fare a meno di notare la Tartaruga gigante dell’artista belga Jan Fabre, acquistata dalla città di Namur e posizionata proprio ai piedi della Cittadella.

Sotto, l’Hospice Saint-Gilles, l’Antico Ospedale di Sant’Egidio. Questa istituzione ospedaliera medievale, fondata nel XIII secolo, fu restaurata in stile rinascimentale fra il XVI e il XVII secolo. Dopo l’ennesima ristrutturazione, il complesso ospita oggi il Parlamento della regione Vallonia.

Camminando in pieno centro storico, a rubare la scena è l’interno della chiesa di Saint-Loup, in stile barocco influenzato dal Rinascimento italiano.

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La bellissima chiesa di Saint-Loup a Namur

Il centro città è grazioso e pulito. Un susseguirsi di tipici edifici in pietra e mattoni ci porta fino a Place du Marchè aux Lègumes, vero fulcro della vita cittadina di un tempo con il mercato ortofrutticolo che animava la piazza. Oggi è il centro culturale della città che, dal 1616, ospita la più antica osteria di Namur, Ratin-Tòt.

Anche Namur non è difficile da girare a piedi.

La Cattedrale di Saint-Aubain facilmente raggiungibile è un connubio di classicismo, rococò e barocco, con facciate austere e cupola imponente.

Sempre nel centro, il Museo provinciale Felicien Rops, accoglie opere, vita e morte di un artista poco conosciuto ai più ma estremamente interessante che proprio a Namur nacque nel 1833.

Caricaturista e pittore dalle amicizie illustri, realizzò disegni e frontespizi per gli scritti di Mallarmè, Baudelaire e Verlaine.

La mostra permanente ci porta dentro l’opera di Rops valorizzando tutti i temi a lui cari.

La vita, la morte, il nudo. “Il nudo assoluto ha giocato e giocherà un certo ruolo nella vita, dentro tutti i tempi” e la sessualità ai limiti della provocazione.

Avete mai sentito parlare di Mons Capitale Europea della Cultura 2015? Noi abbiamo partecipato alla serata inaugurale dell’anno di festeggiamenti e siamo stati conquistati dal fascino di questa cittadina della Vallonia!

Si ringrazia l’Ufficio Belga per il Turismo Vallonia

Articolo redatto da Jacopo Falanga

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2 commenti

Alice 15 Dicembre 2017 - 11:17

Ciao, vorrei partire anche io, ma quanti giorni ci vogliono per visitare questi posti?

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Monica 26 Febbraio 2020 - 8:28

Ciao Alice. Beh, con una settimana puoi fare un bel tour ma è possibile anche programmare un weekend lungo selezionando i luoghi che ti stuzzicano di più la fantasia.

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