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Visita al Museo Egizio di Torino

Stele Museo Egizio

Quando ho pianificato il mio weekend a Torino, ho cercato di focalizzare l’attenzione su alcuni must see ma è una città talmente versatile e vivace che chiaramente si deve fare una selezione, per evitare l’effetto “vedo tutto e non vedo niente”.

La strada per Menfi e Tebe passa da Torino (Jean-Francois Champollion)

 

Nel mio reportage su Cosa vedere a Torino troverete un itinerario che, lungo via Roma, la principale arteria del centro, vi porterà alla scoperta delle sue piazze (da Piazza Carlo Felice, proprio di fronte alla stazione Porta Nuova, a piazza Castello, passando per piazza C.L.N. e piazza San Carlo), dei Palazzi, dei Musei e dell’affascinante storia del capoluogo piemontese.

Assolutamente da mettere in conto, la visita al Museo del Cinema, una passeggiata nel quartiere di San Salvario un crocevia multietnico che ultimamente mixa anche un’anima culturale e un’ampia offerta nell’intrattenimento e una tappa a Balon, lo storico mercatino delle pulci.

Last but non least, il Museo Egizio, secondo per numero di reperti (ben 3.300 in mostra su 4 piani di allestimento e percorso di visita cronologico) solo a quello del Cairo.

 

Mensa-Isiaca-Museo-Egizio

Mensa Isiaca

 

Visita al Museo Egizio di Torino

Io sono andata di domenica mattina, praticamente all’apertura, per evitare lunghe code. Ho indossato le mie cuffie e mi sono lasciata catapultare indietro nel tempo già dalla visione della Mensa Isiaca, una tavola d’altare in bronzo egizittizzante, risalente alla Roma nel I secolo d.C. e realizzata per un tempio di Iside che Carlo Emanuele I di Savoia acquistò nel 1630.

Siccome per un certo periodo fu del Cardinal Bembo, è conosciuta anche come Tavola Bembina. Il Museo della Regia Università di Torino si deve, nel 1724, a Vittorio Amedeo II di Savoia, con la donazione della collezione di antichità provenienti dal Piemonte mentre fu Carlo Emanuele III di Savoia, nel 1757, ad arricchire il Museo dell’Università con reperti acquistati direttamente in Egitto da Vitaliano Donati.  

L’atto di nascita ufficiale del Museo Egizio è del 1824 quando Carlo Felice di Savoia acquistò per 4.000 lire la collezione di Bernardino Drovetti (che contava 5268 oggetti), un piemontese al seguito di Napoleone Bonaparte durante le campagne militari in Egitto.

Tutti i reperti furono quindi traslati nel Collegio dei Nobili, il Palazzo realizzato da Michelagelo Garove e sede dell’Accademia delle Scienze. Oggetto di un profondo restyling (ricordiamo che è di fatto il più antico museo egizio al mondo), regala ai visitatori un salto nell’arte e nella cultura dell’Egitto antico davvero emozionante da apprezzare con tutta la famiglia.

Mummia-Museo-Egizio

Una mummia con l’arredo funebre

Tomba-Iti-Neferu-Museo-Egizio

L’arredo funebre della Tomba di Iti e Neferu

Sarcofago-Museo-Egizio

Un bellissimo sarcofago

 

Camminare tra le sale vi farà davvero fare un viaggio tra le usanze e le tradizioni degli antichi egizi, tra stele, sarcofagi, arredi funebri, mummie, canopi e statue bellissime.

La chicca: sono previste aperture straordinarie in occasioni speciali. La prossima oggi 30 settembre dalle 9 alle 24 In occasione della NOTTE DEI RICERCATORI (un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei). P.S. se volete i dettagli di tutti gli eventi previsti per stasera in 52 città italiane, consultate la pagina ufficiale.

Orari: Lunedì dalle 9 alle 14 Martedì- Domenica: dalle 9 alle 18.30, Indirizzo: Via Accademia delle Scienze 6.

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