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Visita al Museo Egizio di Torino

Stele Museo Egizio

Nel mio reportage su Cosa vedere a Torino non poteva mancare il Museo Egizio di Torino, una delle collezioni egittologiche più importanti al mondo. Attenzione, anche se per anni si è spesso letto che è “secondo solo a quello del Cairo”, con l’apertura del Grand Egyptian Museum di Giza questo titolo non è più tecnico: resta però uno dei più significativi musei egizi al mondo e il più importante in Europa per ampiezza e qualità dei reperti esposti.

La strada per Menfi e Tebe passa da Torino (Jean-Francois Champollion)

Quando penso alla mia visita al Museo Egizio di Torino, non ritorno con la testa piena solo di date e di nomi di faraoni, ma con la sensazione di avere attraversato un ponte invisibile tra il passato e il presente. In un angolo di Piazza Castello, tra palazzi sabaudi e porfido grigio, si apre un luogo dove l’eco dei deserti antichi si fonde con lo scroscio della vita di città. Un posto dove la storia non è semplicemente raccontata, ma offerta come esperienza sensoriale e umana.

Il Museo Egizio di Torino è considerato una delle più ricche e affascinanti collezioni dedicate alla civiltà nilotica. Tra le sue sale si conservano più di 37.000 reperti, di cui oltre 3.300 esposti su quattro piani di percorso, una continuità di rumori, forme, volti e simboli che copre oltre quattromila anni di storia.

L’oggetto che cambiò tutto: la Mensa Isiaca

Questa storia comincia non sulle rive del Nilo, ma a Torino, davanti a una tavola in bronzo che sembra arrivare da un altro tempo e da un altro mondo. La Mensa Isiaca, risalente al I secolo d.C., non è un manufatto egizio in senso stretto, ma un oggetto romano ispirato all’Egitto, realizzato per un tempio dedicato a Iside quando il fascino dell’Oriente aveva già conquistato l’Impero. È conosciuta anche come Tavola Bembina, dal nome del Cardinal Bembo che la possedette per un periodo: un dettaglio che racconta bene quanto questo oggetto sia sempre stato più un enigma che una semplice opera d’arte.

Arrivata a Torino nel ‘600 grazie a Carlo Emanuele I di Savoia, la Mensa Isiaca accese qualcosa che andava oltre la curiosità antiquaria. Non parlava ancora la lingua dei geroglifici – che nessuno, in Europa, sapeva leggere – ma evocava un mondo lontano, misterioso, stratificato. Era un Egitto immaginato più che compreso, fatto di simboli, di dei esotici e di domande senza risposta. E proprio per questo irresistibile.

Da quella tavola silenziosa prese forma, lentamente, una passione destinata a lasciare un segno profondo nella storia culturale della città. Le collezioni sabaude si arricchirono nel tempo, fino a trovare una prima sistemazione nel Museo della Regia Università di Torino, nato grazie alla visione di Vittorio Amedeo II e ampliato da Carlo Emanuele III con reperti acquistati direttamente in Egitto.

Ma l’atto decisivo arrivò nel 1824, quando Carlo Felice di Savoia acquistò la monumentale collezione di Bernardino Drovetti, piemontese al seguito di Napoleone nelle campagne egiziane. Quegli oltre cinquemila oggetti, traslati nel Collegio dei Nobili, oggi sede dell’Accademia delle Scienze, segnarono la nascita ufficiale del Museo Egizio di Torino.

Camminando oggi tra le sale del museo, la Mensa Isiaca è ancora lì, all’inizio del percorso. Non come un semplice reperto, ma come una soglia: il punto in cui Torino cominciò a guardare verso l’Egitto, molto prima di comprenderlo davvero.

Mensa-Isiaca-Museo-Egizio

Mensa Isiaca

Mummia-Museo-Egizio

Una mummia con l’arredo funebre

Curiosità e reliquie: tra mappe antiche e papiro piccante

Ma il Museo Egizio non è solo statue e mummie: è un crogiuolo di storie imprevedibili. Tra i suoi tesori si trovano reperti che sembrano usciti da un romanzo più che da una teca museale.

Per esempio, il Turin Papyrus Map: parliamo di un papiro topografico risalente al 1150 a.C., considerato la più antica mappa geografica del mondo conosciuta, capace di dirci come gli Egizi esplorassero e sfruttassero il loro territorio con sorprendente precisione!

E poi c’è il Turin Erotic Papyrus, un rotolo che colpisce per chiarezza e audacia: raffigurazioni di scene erotiche e satiriche, un documento unico al mondo che ci ricorda quanto la vita quotidiana nell’antichità potesse essere sorprendentemente simile alla nostra e altrettanto libera nelle sue rappresentazioni.

Tesori da non perdere: tombe, papiri e architetture divine

Percorrendo il museo si incontrano luoghi e oggetti che raccontano esistenze, culti e visioni del mondo antiche.

Tra questi:

  • La Tomba di Kha e Merit, scoperta da Ernesto Schiaparelli nel 1906, con mobili, tessuti e oggetti funerari incredibilmente ben conservati, una finestra intima sulle vite di un architetto e sua moglie.
  • La Statua di Ramses II, imponente e solenne come la sua fama, che domina le sale con un’aura di eterno comando.
  • Il Tempio di Ellesija, un frammento di architettura sacra scavata nella roccia e donata all’Italia dall’Egitto come simbolo di amicizia e cooperazione culturale.
  • Una delle più complete collezioni di Papiri reali e amministrativi, inclusi testi religiosi come vari esemplari del Libro dei Morti, che ci narrano il viaggio dell’anima nell’Oltretomba.

Passeggiando tra queste sale, ci si arresta davanti a un oggetto apparentemente semplice — un amuleto, un canopo, un tessuto piegato — per accorgersi di come ogni frammento sia una voce che attraversa millenni, raccontando desideri, paure, speranze molto simili alle nostre.

Il Museo Egizio oggi: innovazione e memoria

Non è un museo “polveroso”. Dopo grandi lavori di ristrutturazione completati nel 2015, gli spazi espositivi sono diventati dinamici, chiari, sensoriali, con percorsi che dialogano con tecnologie moderne senza tradire il respiro antico delle opere.

E non finisce tutto qui. Il museo ospita regolarmente eventi come il Pharaoh’s Day, con attività per famiglie e storie narrate tra le sale, che trasformano la visita in un’esperienza partecipata e contemporanea.

Perché vale la pena visitarlo (e leggerlo con gli occhi di chi ama viaggiare)

Visitare il Museo Egizio di Torino non è soltanto osservare oggetti antichi: è sentire il peso del tempo, incontrare sguardi che hanno vissuto ere dimenticate, e percepire come la conoscenza, la fede, l’arte e il quotidiano si intreccino in un racconto che attraversa i secoli. Ogni pietra, ogni papiro, ogni statua ti parla di uomini e donne che amavano, lavoravano, temevano la morte e celebravano la vita.

È, in fondo, come accade in ogni viaggio che valga davvero la pena di essere vissuto: non tornare a casa uguali a quando si è partiti.

Tomba-Iti-Neferu-Museo-Egizio

L’arredo funebre della Tomba di Iti e Neferu

Sarcofago-Museo-Egizio

Un bellissimo sarcofago

Museo egizio Torino

Uno dei magnifici reperti del Museo Nazionale Egizio

 

Informazioni, tariffe e sconti

Orari: Lunedì dalle 9 alle 14 Martedì- Domenica: dalle 9 alle 18.30, Indirizzo: Via Accademia delle Scienze 6.

  • Biglietto intero: € 18,00
  • Biglietto ridotto: € 15,00
    (over 70 e giornalisti iscritti all’Ordine)
  • Biglietto ridotto studenti: € 3,00
    (15-18 anni e universitari)
  • Biglietto ridotto junior: € 1,00
    (6-14 anni)
  • Biglietto famiglia: € 36,00
    (2 adulti + 2 minori)
  • Biglietto gratuito: member Museo Egizio, bambini 0-5 anni, disabili + accompagnatori, titolari di Passaporto Culturale + 2, membri ICOM

Il Museo Egizio di Torino offre alcune agevolazioni speciali: l’ingresso è gratuito nel giorno del proprio compleanno (con documento di identità) e in occasione della Giornata Internazionale della Donna (8 marzo) tutte le donne possono entrare gratuitamente prenotando il biglietto online. Inoltre, in alcune domeniche specifiche è possibile partecipare a visite guidate gratuite alla Cappella rupestre di Ellesiya accompagnati da un egittologo (prenotazione obbligatoria).

Se amate l’Egitto quanto me, vi consiglio di leggere anche il racconto del mio viaggio in Egitto a Natale vi porterà da Torino fino a Luxor e al Cairo, tra templi, tombe e mercati affollati, e vi farà apprezzare ancora di più la collezione torinese!

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