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La Cattedrale del Mare: dal libro al tour

Barcellona Parc Guell

Un viaggio a Barcellona sulle tracce di un romanzo? Il dettaglio del nostro tour ispirato a La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones!

Barcellona è una di quelle città in cui torno sempre volentieri perché è versatile, al passo coi tempi, vitale, giovane e frizzante. Per un itinerario insolito a Barcellona abbiamo deciso di lasciarci ispirare da un libro che fu un “caso” letterario, romanzo d’esordio di un avvocato che scalò le classifiche spagnole nel 2006: La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones.

Lo lessi tutto d’un fiato (e sì che sono 634 pagine!) e non c’è stato attimo in cui io non mi sia immaginata nella Ciutat Vella per respirare a pieni polmoni le atmosfere descritte dall’autore catalano!

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L’interno di Santa Maria del Mar

In fase di pianificazione del viaggio, decisi che un tour ideale, rigorosamente a piedi, non poteva che concentrarsi nel quartiere della Ribera (per completezza di informazione Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera), a due passi in linea d’aria da Barceloneta, una delle zone che più mi affascinano della città.

La Basilica di Santa Maria del Mar svetta nell’omonima piazza a ricordo della devozione di quel popolo di marinai, pescatori, artigiani che vivevano nel barrio a inizio ‘300 e che raccolsero fondi e braccia forzute per costruire la propria chiesa.

Il romanzo narra proprio la straordinaria coesione degli abitanti del quartiere durante la realizzazione di questo edificio, solitamente a esclusivo appannaggio dei nobili. La posa delle prima pietra, come ricordano le lapidi del portale, fu il 25 marzo 1329.

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Interno di Santa Maria del Mar

Entrando nella chiesa del popolo, non sarà difficile ritrovare le atmosfere tratteggiate da Falcones, col vociare degli umili bastaixos grondanti di sudore dopo aver trasportato a spalla -gratuitamente – l’ennesima pietra dalla cava del Montjuic alla Placa de Santa Maria.

Tra i devoti scaricatori di porto spiccherà, ad un certo punto della storia, anche il protagonista Arnau le cui vicissitudini personali saranno legate alla lunga edificazione e che vedremo soffrire, cadere e rialzarsi durante la sua vita fino a raggiungere il riscatto da servo della gleba a membro della confraternita dei bastaixos diventando uno dei ricchi finanziatori della basilica.

L’esterno austero e massiccio non vi prepara alla bellezza spoglia ma senza tempo, avvolgente e misteriosa dell’interno, segnato da una geometria perfetta, una luce discreta e un’acustica eccezionale (tanto da organizzarvi concerti di musica jazz).

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Interno di Santa Maria del Mar

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Interno di Santa Maria del Mar

Perdetevi con il naso all’insù in questo capolavoro in stile gotico catalano purissimo (merito dei soli 55 anni impiegati per la costruzione) ed estraniatevi dallo schiamazzo dei bambini che giocano a palla in qualche cortile vicino o dalle risate degli avventori dei localini in cui consumano pinchitos seduti all’aperto anche in pieno inverno.

La Ribera è il quartiere degli opposti: tra le vie labirintiche potrete trovare gallerie d’arte con giovani talenti, botteghe artigiane, l’ottocentesco Mercato del Born in ferro e vetro e l’El Born CC.

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Centro Culturale El Born [photo credit Freddy Monteiro via Flickr licenza by-nc-nd]

E ancora edifici tipici del Modernismo, come il Palau de la Musica Catalana e al contempo veri gioielli gotici in Carrer de Montcada (il Palau Aguilar, sede del Museu Picasso, il Palau Dalmases dove assistere a uno spettacolo di flamenco o il Palau del Marquès de Lió dove fino a qualche mese fa era allestito il Museu Téxtil i d’Indumentéria -ora in Avinguda Diagonal 686- e attualmente sede di mostre temporanee).

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Quartiere della Ribera [photo credit F. Antolín Hernández via Flickr licenza by-nc-nd]

Quello che amo in maniera incondizionata di questa zona (e che mi ricorda tantissimo Napoli) è il respiro della Barcellona che fu, con le vecchiette che si aggiornano sui reciproci acciacchi, i balconi fioriti e i panni stesi ad asciugare, poesia per gli occhi (e per il cuore).

E allora lasciatevi trasportare dall’istinto e perdetevi nei dettagli del quartiere (come la presenza delle “carasse” sugli edifici, maschere femminili che indicavano la presenza di postriboli – come quella all’angolo di Carrer dels Miralles e il Carrer de la Carassa) fino a scoprire un’altra Ribera, la sera, luogo di ritrovo di giovani e meno giovani in uno dei locali aperti fino a tardi dove si bevono cerveza e cava!

La città catalana però è anche amore per il cibo e quindi vi consigliamo di dare un’occhiata al nostro Cosa mangiare a Barcellona e al diario di viaggio di Barcellona!

INFO PRATICHE
Santa Maria del Mar (Plaça de Santa Maria 1) ha un ingresso a pagamento di 5€ tra le 13 e le 17 (con accesso anche alla cripta) e di 8€ tra le 11 e le 19 per il tour delle terrazze (ovviamente potrete vedere chiesa, cripta e tetti) mentre ha ENTRATA GRATUITA per il resto del tempo in cui ammirerete solo l’interno della chiesa. Apertura lunedì-sabato dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20.30. Domenica e festivi dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 20. Le terrazze aprono da maggio a ottobre (se amate le vertigini, vi consigliamo di leggere Barcellona dall’alto!).

Il Museo Picasso (Palau Aguilar, Carrer de Montcada 15) ha ENTRATA GRATUITA la prima domenica del mese per tutto il giorno e tutte le altre domeniche dopo le 15; i giovedì dalle 19.30 fino alla chiusura, posticipata alle 21.30.

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6 commenti

Valentina 1 Dicembre 2015 - 12:29

Ciao Monica, a me è successo esattamente il contrario. Mentre vivevo a Barcellona era da poco uscito il libro e l’ho comprato. Santa Maria del Mar è il mio posto a Barcellona, non so perchè ma finivo sempre lì dentro con i pensieri raccolti….ma devo essere sincera la scrittura di Falcones non mi ha coinvolto, ho lasciato il libro a metà! Che voglia di tornare che mi hai fatto venire però! 🙂

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Monica Nardella 1 Dicembre 2015 - 12:36

Vengo subito a leggere!!! A ispirare quel primo viaggio fu Falcones ma non ti nascondo che lo scrittore top – per me – su Barcellona è Zafon “Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano i primi giorni dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Monica in una ghirlanda di rame liquido.” <3

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Valentina 1 Dicembre 2015 - 13:34

Anche Zafon ho letto mentre ero a Barcellona! Stupendo!!! Forse è proprio colpa sua se la Barcellona che mi piace di più è quella misteriosa dei suoi vicoletti!

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Monica Nardella 2 Dicembre 2015 - 9:48

Siamo due fan di Zafon, dunque!!!

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Monica 6 Novembre 2015 - 10:25

Adesso ci voglio tornare anche io!!!!!!

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Monica Nardella 6 Novembre 2015 - 11:39

Io sicuramente tornerò per la 4 volta prestissimissimo!

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