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Trekking sulle Blue Mountains in Jamaica

Trekking in Jamaica

Coffee Plantation Blue Mountains

Il trekking in notturna sulle Blue Mountains era un mio sogno prima di partire per la Jamaica.

Trekking in Jamaica

Queste montagne, terra di maroon, regalano al viaggiatore panorami molto diversi tra loro: strapiombi e vallate, coffee farm, grappoli di case colorate e una natura rigogliosa.

Il mio progetto era di salire in cima, a quota 2256 di notte, tra le peeny-wallies (le lucciole), aspettare l’alba e, se la foschia azzurra che dà loro il nome si fosse diradata, intravedere il famigerato profilo della vicina Cuba.

Vista sulle Blue Mountains dalla Villa

Vista sulle Blue Mountains da The Fan Villa [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Ho letto tutti i forum e le community (in inglese) disponibili in rete sull’argomento ma non ho trovato le informazioni che mi servivano. Purtroppo poco prima del viaggio avevo le idee ancora molto confuse.

Cosa mi aspettava, una vera scalata o un trekking alla mia portata? La guida che mi sarebbe stata assegnata, era affidabile? Quanto avrei speso, esattamente? Con questi e altri dubbi, non me la sono sentita e ho rinunciato.

Ho preferito un’escursione giornaliera ma, col senno di poi, avrei potuto tranquillamente partecipare al trekking in notturna e oggi voglio condividere con voi tutte le info utili per un’esperienza davvero indimenticabile! Pronti?

 

Blue Mountains

Blue Mountains [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Il nostro itinerario: escursione sulle Blue Mountain di giorno – piantagione di caffè a Section e visita all’Holywell National Park.

Noi siamo partiti da Port Antonio prenotando un transfer privato verso il Blue and John Crow Mountains National Park (prezzo 150$) con Howard Cover detto Howie (un driver autorizzato, il suo contatto è 001876 5622555) e Michael Morgan (ribattezzato dalla sottoscritta Mango Mike, esperto conoscitore dei sentieri del parco, il suo contatto è 001876 3813494).

Abbiamo impiegato un’ora e mezza abbondante per arrivare a Section, il paese dove si trova un drappello di casupole e una piantagione di caffè, la James Dennis Coffee Farm.

Qualora doveste affittare un’auto, sappiate che non serve una jeep per raggiungere questo luogo ma dovete prestare attenzione alla strada perché quando inizia ad inerpicarsi lungo il fianco della montagna il manto diventa più insidioso a causa di buche dalle dimensioni spesso ingannevoli, soprattutto dopo un’abbondante pioggia.

Se opterete come noi per l’autista, abbassate il finestrino e godetevi il panorama lasciando che qualcuno che conosce bene la strada eviti le voragini e vi conduca a destinazione sani e salvi!

 

Noi ci aspettavamo una strada nel nulla (almeno, questa era l’impressione che avevo avuto leggendo i forum): niente di più sbagliato! Lungo il ciglio sorgono diverse capanne e quindi, almeno fino a Section non avrete mai la sensazione di essere isolati dal resto del mondo.

Se doveste incrociare uomini a piedi col machete, non abbiate paura e chiedete pure informazioni: sono contadini che rientrano dal campo e il machete non è altro che il corrispettivo della nostra roncola, adatto al tipo di vegetazione che si trova in un’isola caraibica!

James Dennis Coffee Farm

James Dennis Coffee Farm [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Giunti a Section abbiamo trovato un microscopico abitato dove dei ragazzi producono (e vendono) il caffè.

Visita alla James Dennis Farm

E’ stato Mike, la nostra guida, a suggerirci una sosta in questo paese per la James Dennis Farm (pensate che persino il National Geographic ha scritto un articolo sul vecchio Dennis: http://adventure.nationalgeographic.com/2009/03/coffee-tom-clynes-text).

La piantagione è piccola in confronto a quelle vicine, ma assolutamente ideale per capire come si produce un caffè considerato tra i migliori al mondo, soprattutto in virtù dell’altitudine a cui viene coltivato, a circa 1550 metri!

Tutti sappiamo che le bacche di caffè sono rosse, che i chicchi sono bianchi e che quelli che conosciamo noi sono marroni per effetto della tostatura, ma assistere all’intero processo dalla pianta alla macinazione, è un’altra storia.

Coffee Plant

Piantagione di caffè [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Abbiamo scoperto che fu Re Luigi XV a regalare all’inizio del 1700 una pianta di caffè alla colonia francese di Martinica e che da qui, una piantina partì alla volta della Jamaica producendo la varietà di Blue Mountain famosa in tutto il mondo.

Dopo la passeggiata nella piantagione, ci hanno offerto una tazza di caffè fumante. Non vi aspettate un servizio di tazzine in fine porcellana: quello che conta è il sapore! Sorridete e sorseggiate, senza farvi troppe domande!

Piantagione di caffè

Piantagione di caffè [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

A proposito di sapore, avevo letto di non comprare il caffè in vendita nelle piantagioni perché essendo macinato grossolanamente, nella moka perde i sentori caratteristici ma possiamo sfatare anche questo pregiudizio!

Noi ne abbiamo acquistato 500g (chiedendo gentilmente di dividere il pacco in due confezioni più piccole per imbarcarle ciascuno nel proprio col bagaglio a mano) e una volta in Italia lo abbiamo sorseggiato con vero piacere.

Pertanto, compratelo, visto che il prezzo è pure ottimo: solo 10$ (a Tokyo ci comprereste una tazza)!

Bungalow nella James Dennis Cofee Farm

Bungalow nella James Dennis Cofee Farm [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

La chicca: adiacente alla piantagione c’è un panoramico bungalow che viene affittato ai turisti che vogliono staccare DAVVERO la spina. I ragazzi che lo gestiscono sono simpatici ma di poche parole (all’inizio).

Ci hanno dato un indirizzo mail per contattarli ma non siamo certi che la usino davvero. Se desiderate dormire nella James Dennis Farm e non ottenete risposta scritta, contattate Michael telefonicamente, vi farà sicuramente la cortesia di prenotare il soggiorno (e ovviamente vi ci porterà col mitico Howie).

Quale assicurazione di viaggio scegliere? Io ho scelto Columbus (e voi avete uno sconto se l’acquisterete tramite Turista di mestiere!).

Holywell National Recreation Park

Picnic Area nell’Holywell National Recreation Park [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Dopo questo piacevole coffee break, ci siamo spostati in auto verso l’Holywell National Recreation Park (ingresso 5$ a persona).

Anche quest’area a 900 metri sul mare è gestita dall’organizzazione non governativa no profit che amministra il parco delle Blue Mountain.  La Jamaica Conservation and Development Trust ha fatto sì che fosse aperta a un turismo sostenibile, amante della natura e dei ritmi slow.

Panorama su Kingston

Panorama su Kingston [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Come? Creando ben 5 sentieri naturalistici per il trekking, il bird-watching, ben 10 aree picnic e barbecue, una KDZ (kid discovery zone), servizi igienici, cottage e una stazione ranger di controllo.

I sentieri, tutti ben segnalati, sono lunghi circa 1km (come il Mountain Trail Oatley) e vi faranno immergere in aree boschive, nella lussureggiante vegetazione jamaicana e fino a cascate molto suggestive.

La particolarità di questo luogo? NON ci sono animali pericolosi: persino i serpenti sono assolutamente innocui!

Bungalow

Bungalow  [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

All’interno del parco, in posizione panoramica, ci sono 3 bungalows in legno davvero graziosi dove è possibile alloggiare per la notte a prezzi interessanti (50$ a notte per il capanno da 2 persone; 70$ a notte per il capanno da 5 persone) avendo l’accortezza di prenotare con largo anticipo (ci hanno detto che sono molto richiesti!).

Quando siamo andati noi (in agosto) erano accampati diversi ragazzi in una spianata da cui si godeva una spettacolare vista su Kingston: è possibile dunque anche dormire in tenda (5$ a persona a notte).

Campeggio

Campeggio [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Escursione sulle Blue Mountain di notte

Le info che abbiamo raccolto in loco ci hanno convinti che la soluzione migliore prevede l’alloggio presso Whitfield Hall Hostel and Farm (www.whitfieldhall.com), un ostello in una piantagione di caffè.

Le stanze sono molto richieste: 20$ a persona a notte per gli adulti, 15$ per i bambini fino a 12 anni + 8$ a persona per la colazione su richiesta).

Se volete fare il trekking in notturna, vi consigliamo di prenotare appena decisa la data, soprattutto se volete alloggiare presso la Colonel Room, l’unica doppia con bagno privato nella struttura principale a 55$ a notte totali!

Chiaramente si tratta di una sistemazione spartana (non c’è elettricità e tutto funziona a cherosene) ma gli ambienti sono puliti e vivibili.

Agli ospiti vengono fornite le lenzuola e l’uso della cucina (in alternativa, se volete che venga preparata la cena, vi basterà prenotarla, al costo di 9$ a persona) non gli articoli da bagno che devono essere portati con sé.

L’ostello prevede un servizio pick up su diverse città ma Kingston e Mavis Bank sono i più frequenti.

Lungo la strada

Lungo la strada sulle Blue Mountains [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

Siccome il transfer è abbastanza lungo, si cerca di ottimizzare i tempi, riempiendo la jeep  (prezzi rispettivamente 100$ o 50$ a tratta per l’intera auto fino a 6 persone).

Se invece avete noleggiato un’auto, assicuratevi che sia una 4×4 perché altrimenti avreste difficoltà a raggiungere Whitfield Hall.

Il programma di massima prevede la sveglia alle 2 del mattino e trekking fino in cima con una guida (costo 40$ totali per gruppi fino a 5 persone e 5$ per ogni ospite in più).

Il sentiero è BEN segnalato ed è impossibile perdersi, a meno che non si prendano scorciatoie (ovviamente sconsigliatissime!) ma è preferibile spendere qualche dollaro in più per farsi guidare da qualcuno che conosce molto molto bene il percorso e possa affrontare qualunque emergenza o imprevisto.

La dotazione minima, per affrontare il trekking (difficoltà media) prevede: scarpe da montagna, abbigliamento a cipolla e k-way per il vento o pioggia, una torcia con batterie di riserva, zainetto con acqua e un frutto.

In teoria, vista l’alba, dovreste iniziare la discesa ma se decidete per una deviazione o di prolungare la passeggiata (e la guida è d’accordo) portate con voi un cappellino e crema solare.

L’ostello offre ai campeggiatori la possibilità di dormire in tenda nel proprio parco al prezzo di 10$ a persona con l’uso della cucina e del bagno ubicati nella struttura principale (bambini 5$) oppure 5$ a persona per l’uso di docce e bagni esterni.

In ogni caso per tariffe aggiornate e per pacchetti personalizzati contattate direttamente l’ostello via mail (per info urgenti o variazioni del programma, chiamate!).

Blue Mountains

Lungo la strada sulle Blue Mountains [photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

La chicca: l’ultima domenica di febbraio nell’Holywell Recreation Area si tiene il Misty Bliss Festival, una festa dedicata alla bellezza del parco, alla varietà naturale e alla cultura maroon (comunità indipendenti costituite dagli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni in cui erano costretti a lavorare nelle colonie americane dell’impero spagnolo).

Verificate che anche quest’anno sia previsto l’evento sul sito http://www.blueandjohncrowmountains.org/.

Per approfondimenti: Diario di Viaggio a Port Antonio, la vera Jamaica e Consigli utili per un viaggio in agosto.

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11 commenti

chiara 12 Aprile 2017 - 17:30

Ciao Monica, eccomi qui con richieste più precise che se posso ti chiedo! Noi faremo circa 15 giorni ad agosto (speriamo nel tempo!!!) in Giamaica e poi proseguiamo per il Perù, abbiamo parecchie settimane e quindi possiamo gestirci bene tempi ed anche aeroporto acquistando voli divisi per vari motivi. La mia idea è di arrivare a MontegoBay e poi andare a Negril per qualche giorno fino a risalire verso Port Antonio con la varie tappe e quindi, eventualmente Kingston (soprattutto per il museo di B.Marley).
Ma sono confusa. Noleggiamo l’auto o proviamo con i mezzi pubblici ? Ho capito che partono quando sono pieni…ma in giornata partiranno prima o poi… no ? Se invece lasciamo da parte i mezzi pubblici, conviene prendere un auto vero ? Se posso, perché voi non l’avete presa ? Mi sembra che avendo un taxista con noi alla fine si vada a spendere molto di più se ogni tratta ti costa 200 usd senza contare le varie escursioni giornaliere…come funziona con l’autista ? E poi, in tutti i posti dove siete stati voi, spiagge, NineMiles, distillerie ecc ecc ci si arriva in auto “facilmente”?
Come fare l’escursione alle BlueMontain con l’auto (escursione che non vorrei proprio perdere e vorrei fare di notte), stavo fin pensando di riportare l’auto a kingston per gli ultimi giorni e poi fare l’escursione alle BlueMontain con qualche agenzia… ?
Insomma… come avrai capito ho vari dubbi….!
Ti ringrazio. Chiara

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Monica Nardella 24 Aprile 2017 - 15:18

Ciao Chiara! Noi non abbiamo noleggiato l’auto perché fondamentalmente non avevamo voglia di guidare anche in Jamaica (viviamo a Roma e quando siamo in viaggio ci concediamo la coccola dell’autista quando possiamo o dei mezzi pubblici se funzionano bene, come il Marocco girato tutto in treno!!!). Detto questo, l’auto è un’ottima idea per essere liberi negli spostamenti, con gli orari e le tappe da fare a seconda del piacere del momento di fermarsi in un luogo piuttosto che il quello deciso su carta. E’ FONDAMENTALE prendere un 4×4 perché le strade non sono eccellenti e a maggior ragione se pensate di andare sulle Blue Mountain (consigliatissimo). Ricordate che la guida è a destra quindi per le prime ore se non avete mai guidato all’inglese, sarete un po’ in tensione. Quando prendete l’auto presso il noleggio, controllate le ruote, devono essere in ottime condizioni e stipulare un’assicurazione a copertura totale (evitate franchigie). P.S. noi siamo andati 3 settimane in agosto e ha piovuto mezzo pomeriggio l’ultimo giorno. I locali mi hanno detto che gli uragani si sono “spostati” verso settembre/ottobre. Dita incrociatissime! Se hai bisogno, sono sempre qui.

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Monica Nardella 24 Aprile 2017 - 15:28

Ops scusa, a proposito dell’escursione sulle BM ti consiglio di prenotare tutto con i proprietari di Whitfield Hall https : // www . whitfieldhall . com/ una coffee farm molto carina (cerca di prenotare la Colonel Witfield Room, una camera con bagno privato). Via mail, concorderete un orario per il pick up a pagamento a Kingston in una zona stra-conosciuta (così potrai lasciare la macchina in città). Ti porteranno su da loro e sempre tramite loro potrai partecipare all’escursione by night con una guida affidabile!

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dueingiro 31 Marzo 2017 - 17:00

grazie grazie grazie. difficile trovate info sulla Giamaica così recenti e le vostre informazioni sono davvero preziose per noi, grazie.
penso che tornerò e magari vi chiederò info più precise …grazie ancora intanto ciao ciao Chiara

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Monica Nardella 2 Aprile 2017 - 22:29

Ciao Chiara, sono felice che le info sulla Jamaica ti siano utili! Anche io ho faticato tanto per trovarne in giro (solo in inglese poi) e quindi quando ho scritto gli articoli ho cercato di essere il più accurata possibile per essere davvero d’aiuto a eventuali viaggiatori interessati alla destinazione! Per qualunque cosa, sono qua!

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Lucia 31 Gennaio 2015 - 14:32

Finora la Jamaica l’avevo sempre immaginata solo mare e spiagge… invece coi tuoi articoli mi stai facendo scoprire una Jamaica inaspettata, green, e fatta di tante piccole chicche!
Non so se ci dormirei lassù… ma sicuramente il trekking è da provare (anche se la sveglia alle 2 spaventa… ma il viaggio è anche bellissima fatica)!

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Monica Nardella 4 Febbraio 2015 - 12:35

Vero Lucia, non si smette mai di imparare viaggiando! Noi in Jamaica abbiamo fatto esperienze incredibili riuscendo a combinare bene avventura e relax al mare!

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Cristina 22 Gennaio 2015 - 23:37

…alla faccia di chi dice che la Jamaica è solo mare! Penso proprio che quest’isola mi piacerebbe molto!

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Monica Nardella 22 Febbraio 2015 - 16:55

ecco ben detto!!! E’ molto molto altro 😀

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Simona 19 Gennaio 2015 - 12:35

Questa esperienza mi é mancata, a giudicare dal tuo racconto e dalle foto vale assolutamente un ritorno!!
Grande Monica 😉

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Monica Nardella 19 Gennaio 2015 - 12:45

a noi è piaciuta tanto Simo, anche perché davvero entri in contatto con persone che difficilmente vedono turisti in zona! Un’esperienza da fare se si vuole scoprire la Jamaica più vera!

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