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Viaggio nella vera Jamaica: Port Antonio

Port Antonio, Jamaica

Un viaggio in Jamaica non può prescindere dalla costa nord-est, nella parish del Portland (l’isola è suddivisa in 14 aree chiamate parishes).

Port Antonio (Jamaica)

A Port Antonio e dintorni, secondo me, si incontra la vera anima jamaicana, quella ancora fortemente legata alla tradizione, che non conosce il turismo chiassoso di Montego Bay e Negril e si apre genuinamente al viaggiatore più curioso. Abbiamo scelto di fermarci in zona otto giorni e, col senno di poi, avremmo dovuto allungare la sosta perché nel Portland c’è molto da vedere tra baie, calette, montagne, fiumi, cascate. Noi siamo atterrati a Montego Bay perché i pregiudizi legati alla (pessima) fama di Kingston ci hanno tenuti alla larga dalla capitale: oggi ci sentiamo di consigliare invece il Norman Manley vista la vicinanza (100km contro i 205 del Sangster) alle atmosfere coloniali e ancora selvagge della bella Port Antonio (leggete il nostro articolo per avere tutte le informazioni utili per un viaggio in Jamaica).

Un tour ideale potrebbe prevedere l’arrivo a Kingston e, se siete incuriositi dalla capitale, farvi scarrozzare da un autista fidato che vi condurrà nei posti più interessanti (noi vi consigliamo di rivolgervi a Howard Cover, detto Howie, il suo contatto è 001876 5622555: ditegli che siete gli amici degli italiani “Mango Mike” lui capirà!) oppure dirigervi direttamente a Port Antonio passando per le Blue Mountains. In questo caso, oltre all’autista, vi farà comodo una guida esperta che vi farà visitare, in assoluta sicurezza, le Montagne Blu, dove potrete ammirare le piantagioni di caffè (il caffè prodotto sull’isola è considerato tra i migliori al mondo!), cascate molto suggestive immerse in una vegetazione lussureggiante, sentieri da trekking mozzafiato, parchi naturali e tanto altro ancora (nel prossimo articolo vi racconteremo la nostra avventura, come dormire negli chalet sulle Blue Mountains, in tenda o nelle piantagioni!). Una guida esperta e assolutamente affidabile è Michael Morgan (ribattezzato dalla sottoscritta Mango Mike). Contattatelo senza problemi: 001876 3813494.

 

Port Antonio, Jamaica

Port Antonio, Jamaica

 

Varcata la catena montuosa, potrete finalmente stabilirvi a Port Antonio. La cittadina, fondata dagli spagnoli, divenne colonia inglese nel 1723. I coloni avviarono la coltivazione di banane e, grazie al fiuto di sir Lorenzo Dow Baker, Port Antonio visse un lungo periodo di splendore grazie all’esportazione mondiale del frutto.  Il proprietario della Boston Fruit Company trovò persino il modo di ottimizzare le bananiere che partivano vuote dalla costa nord-orientale degli Stati Uniti trasportando ricchi turisti in Jamaica. Questa prima forma di turismo fu la salvezza di Port Antonio quando la diffusione di un fungo danneggiò pesantemente le piantagioni (fonte primaria di ricchezza) e l’arrivo di Errol Flynn, l’attore di Hollywood che si innamorò della zona – scoperta fortunosamente a causa del naufragio della sua barca – fece sperare nella consacrazione dell’isola come meta turistica del jet set internazionale. Nonostante la costruzione di splendide ville lungo la costa, tra Frenchman’s Cove e la Laguna Blu da parte di altri attori e amici di Flynn, quando i VIP scoprirono altre isole caraibiche, Port Antonio ritornò ai suoi ritmi sonnacchiosi, scanditi dai ritmi reggae, e non si lasciò più sedurre dal richiamo turistico che invece travolse la costa opposta.

Bikini Beach, Port Antonio, Jamaica

Bikini Beach, Port Antonio, Jamaica

 

Oggi potete passeggiare nel dedalo di strade che si incrociano in città, seguire il profilo curioso dei due porti gemelli (separati dalla penisola di Titchfield), fermarvi nella impeccabile Errol Flynn Marina dove approdano gli yachts extralusso (ma dove potete liberamente accedere per fare un tuffo nella deliziosa Bikini Beach, la spiaggia cittadina e pranzare o fare l’aperitivo nel bar a prezzi normali) o guardare il panorama dalla collina.

Cosa fare a Port Antonio

Indubbiamente, quando si scelgono i Caraibi, l’obiettivo primario dei viaggiatori sono spiaggia e mare. Ebbene: la Jamaica vi regalerà lunghe e rilassanti giornate tra baie e calette bagnate dall’acqua più trasparente che abbiate mai visto, incastonate in una vegetazione rigogliosa che  sembra voglia tuffarsi per trovare il meritato refrigerio! A una decina di minuti in auto da Port Antonio si incontrano Frenchman’s Cove Beach, San San Beach, la Blue Lagoon; in 15-20 minuti incrociate Winnifred Beach; in 20-30 minuti, Boston Bay (famosa per il Jerk, la salsa piccante utilizzata per condire gli arrosti di pollo e maiale) e Long Bay.

Frechman's Cove, Jamaica

Frechman’s Cove, Jamaica

 

Frenchman’s Cove: è la bellissima (anche se piccola) spiaggia dell’omonimo hotel che ha visto tempi migliori aperta al pubblico dietro pagamento di un biglietto di ingresso (previsto anche per i jamaicani in misura ridotta) esclusivamente in contanti visto che non esiste un ticket office ma solo un simpatico guardiano munito di blocchetto. Mentre passeggerete nel parco che vi condurrà alla caletta sarete tentati di fotografare gli alberi, i fiori, il laghetto: risparmiate lo stupore per la scena che vi si parerà davanti appena giunti sulla spiaggia!

 

Frechman's Cove, Jamaica

Frechman’s Cove, Jamaica

 

A renderla ancor più incredibile, un torrente che scorre dritto fino a mare, formando una piccola laguna di acqua dolce, sul lato sinistro. Qui l’acqua tende più allo smeraldo mentre quella dell’oceano è di un azzurro mai visto! Se vorrete, a Frenchman’s potrete affittare i lettini, acquistare bibite (non è detto che siano fresche!) o pranzare nel chioschetto sulla spiaggia. A tre minuti a piedi si trovano comodissimi spogliatoi/toilette.

 

Frechman's Cove, Jamaica

Frechman’s Cove, Jamaica. Il torrente che sfocia a mare.

 

Prezzo: 1000J a persona (800J i jamaicani) o, se non disponete di moneta locale, 10$. Per evitare di pagare di più per ogni cambio 1:1, assicuratevi di prelevare a uno dei numerosi bancomat cittadini. Noi siamo andati in Jamaica in agosto (bassa stagione) e quindi non abbiamo mai trovato il pienone (nel giorno di maggiore afflusso eravamo una ventina!) consigliamo comunque di evitare questa spiaggia nel week end o negli orari di punta. E’ consentito fumare solo in aree specifiche.

 

San San Beach Jamaica

San San Beach Jamaica

 

San San Beach: è un lungo tratto di sabbia bianca effetto borotalco bagnata da un mare di differenti gradazioni di colore (e trasparenza). Vanta di una deliziosa vista sull’isolotto di Monkey Island a cui si accede solo in barca. E’ previsto il pagamento di un biglietto d’ingresso a meno che non siate ospiti delle ville che sorgono discrete sull’adiacente promontorio o che non andiate nel week end: pare infatti che il sabato e la domenica l’accesso sia libero (come da cartello).

 

Monkey Island, Jamaica

Monkey Island, Jamaica

 

C’è un solo bar ristorantino, ma non è sempre aperto: ci hanno detto di essere stati i fortunati avventori del primo giorno di riapertura il 18 agosto! La scelta non era molto varia ma questo dipende dal fatto che in tutta l’isola si lavora con cucina espressa e quindi un menù troppo ricco rallenterebbe i ritmi già “slow” dei locals! Noi abbiamo ordinato un pesce (sarebbe il caso di definirlo pesciolino) con patate e insalata. Buono, come pure è buono il caffè giamaicano, vista paradiso. Consigliamo, in bassa stagione, di informarvi prima sull’apertura del locale – in città ad esempio – in modo da dotarvi eventualmente di bibite e cibo per trascorrere l’intera giornata in spiaggia. Prezzi: 700J o 7$.

 

Blue Lagoon, Jamaica

Blue Lagoon, Jamaica

 

Blue Lagoon: Si tratta di un cratere vulcanico profondo fino a 65 metri con acqua verde smeraldo, incorniciato da una vegetazione lussureggiante! Non esiste una vera e propria spiaggia (o almeno, noi non l’abbiamo vista) quanto piuttosto un breve pontile da cui tuffarsi nella laguna. L’ingresso è gratuito ma verrete sicuramente intercettati dai venditori di chincaglierie che si trova lungo la stradina (rifiutate con gentile fermezza se non siete interessati)  oppure dai barcaioli che vi proporranno un tour a bordo di piroghe colorate.

 

Blue Lagoon, Jamaica.

Blue Lagoon, Jamaica.

 

Noi abbiamo accettato perché sembrava (e lo è stato) un bel giretto anche se forse avremmo dovuto contrattare sul prezzo. Con 50$ il giovane captain ci ha fatto navigare nella laguna, ha rallentato a ridosso delle stupende ville in affitto che si specchiano nel canale che collega la laguna al mare, ci ha fatto fare un bagnetto paradisiaco a Monkey Island con tanto di book fotografico e ci ha portati a Winnifred Beach, la spiaggia dei jamaicani! Non sempre è permessa questa tappa finale perché si deve navigare oltre la barriera (e quindi in pieno oceano) e se le condizioni del mare non sono ottimali, i barcaioli a malincuore si rifiutano (giustamente) di farvi approdare nella spiaggetta come se foste dei novelli James Bond! Noi siamo stati fortunati e quindi in un colpo solo abbiamo visto tre delle attrazioni più gettonate della zona. P.S. potreste essere avvicinati da un barcaiolo anche a San San Beach: se volete, potrete contrattare con lui un eventuale tour simile, visto che è la spiaggia adiacente alla laguna blu.

 

Winnifred Beach, Jamaica

Winnifred Beach, Jamaica

 

Winnifred Beach: come dicevamo, è la spiaggia dei jamaicani probabilmente perché una delle poche ad accesso gratuito. Si tratta di una lunga lingua di sabbia, puntellata da chioschetti più o meno malandati in cui servono bibite fresche, jerk di pollo o di maiale, riso e insalata. Noi siamo andati in quello più colorato, a un metro dall’acqua, che mi ha immediatamente ispirato fiducia. Se io, nota igienista, non mi sono chiesta dove lavino le stoviglie, non fatelo neppure voi: sedetevi in fiduciosa attesa del tempo necessario a una cucina espressa e godetevi l’Eden circostante!

Winnifred Beach, Jamaica

Winnifred Beach, Jamaica

 

Confermo che il cibo è buonissimo anche se costa poco (un piatto completo 10$) e che non abbiamo accusato alcun tipo di disturbo nei giorni successivi quindi, promosso a pieni voti! Per giungere in spiaggia, si deve fare una bella passeggiata a piedi lungo uno sterrato che forse non è proprio comodo per i passeggini ma non rinunciate per questo: fascia o zaino porta bambini e vi assicuro che si divertiranno tantissimo!

 

Boston Bay, Jamaica

Boston Bay, Jamaica

 

Boston Bay: è la patria del jerk e degli appassionati di surf. Quando con l’auto vedrete una nuvola bianca, spalancate i finestrini: se verrete travolti dal profumo di  pesce, pollo o maiale arrostiti avrete la certezza di essere arrivati al Jerk Center! Parcheggiate e sedetevi in uno di questi chioschi per pranzo e poi “spiaggiatevi” nella adiacente caletta per un riposino ristoratore! Noi non potevamo esimerci dal provare il piatto per cui è famoso questo tratto di costa nord e quindi ci siamo seduti (su consiglio) al Goldteeth.

 

Jerk Center Boston Bay

Jerk Center Boston Bay

 

Non male anche se, ad esempio, a Winnifred ho trovato la carne più tenera e gustosa.  Anche sul prezzo credo vi sia stato un ritocco al rialzo visto che eravamo turisti (il titolare ha spiegato che nel prezzo indicato inizialmente nello scontrino non erano state comprese le bibite… mah!).

 

Long-Bay-Jamaica

Long Bay, Jamaica

 

Long Bay: è una lunga spiaggia a nord-est, orlata da palme svettanti e amata dai surfisti per le onde che si infrangono fragorose sulla battigia: se non siete nuotatori esperti, NON avventuratevi tra le acque perché la risacca è molto forte. Non mancheranno comunque occasioni per piacevoli passeggiate e per un aperitivo in uno dei localini sulla spiaggia. Se desiderate una sistemazione spartana ma vista oceano, ancor più autentica della già genuina Port Antonio, alloggiate qui (ci hanno parlato del Blue Heaven Resort).

 

Reach Falls, Jamaica

Reach Falls, Jamaica

 

La Jamaica è ricca di cascate. Quelle di Ocho Rios (le Dunn’s River Falls) sono le più famose ma diverse persone ci hanno detto che sono diventate un parco tematico molto frequentato da turisti che partecipano a tour organizzati (per avere un’idea, vi basti vedere la fila di autobus che stazionano all’esterno).

 

Reach-Falls-Jamaica

Reach-Falls-Jamaica

 

Siamo stati indirizzati allora verso le Reach Falls, delle cascate molto meno conosciute, immerse nelle foresta pluviale e frequentate quasi esclusivamente dai locali. Oltre a fare il bagno nelle pozze, si può nuotare dietro la cascata principale e risalirla alternando tratti a piedi e tratti a nuoto (non sempre si tocca quindi valutate con attenzione l’opportunità del tour se non sapete nuotare). L’acqua è freddina: il primo impatto spezza il fiato perché si deve subito attraversare il getto della cascata. Non rinunciate, però, perché alla fine vi sentirete davvero bene!

 

Reach Falls, Jamaica

Reach Falls, Jamaica

 

Come arrivare a Port Antonio

Senza macchina a noleggio, avremmo dovuto prendere un taxi collettivo o un minibus da Port Antonio ma saremmo stati scaricati nella vicina cittadina di Manchioneal perché per coprire gli ultimi 4km in salita, si deve prendere un taxi privato al prezzo di 10$. Le alternative più economiche, sono una bella passeggiata o l’autostop. Per comodità, noi abbiamo preferito contattare il nostro fidato tassista che non solo ci ha accompagnati a destinazione ma ci ha anche fatto da guida per risalire in sicurezza le cascate! Per questo “pacchetto” abbiamo concordato una tariffa di 60$ totali che ci ha regalato un ulteriore benefit: con una mancia di soli 5$ la nostra guida ha convinto uno dei due “bagnini” a seguirci nel tour con la mia reflex per immortalare passo dopo passo la nostra avventura! Indossate il costume, le scarpette da scoglio e portate con voi un’asciugamano. Vicino alla biglietteria ci sono i bagni e uno spogliatoio, spartani ma puliti. Prezzi: biglietto d’ingresso 10$ a persona. Vi consegneranno un braccialetto plastificato che dovrete indossare immediatamente. Prestate attenzione che non si stacchi visto che è l’unica prova per dimostrare che avete pagato il biglietto! C’è la possibilità infatti di risalire il fiume e di giungere alle cascate evitando la biglietteria: due ragazze francesi, notate senza braccialetto, sono state immediatamente costrette a ridiscendere a valle senza troppi complimenti. Orari: dal mercoledì alla domenica (evitare i week end se si vuole vivere un’esperienza in solitaria!) dalle 8.30 alle 16.30.

Dove mangiare a Port Antonio

Anna Banana, ristorante Port Antonio

Anna Banana, ristorante Port Antonio

 

Come vi abbiamo raccontato nel precedente articolo, noi abbiamo alloggiato in villa e abbiamo usufruito di uno staff che ha reso la nostra vacanza davvero insuperabile ma una sera abbiamo scelto di cenare in un ristorantino molto conosciuto a Port Antonio: Anna Banana. L’atmosfera è quella classica caraibica: sul mare, tutto in legno, luci soffuse, musica. Anche qui, la cucina è espressa e quindi i tempi sono molto lunghi. Vi consigliamo di andare presto la sera perché da un certo orario in poi, finiti i prodotti freschi, iniziano a depennare il menù (garanzia di freschezza, questo è indubbio!).

Finita qui? Assolutamente no! Stay tuned, ci risentiamo dalle Blue Mountains!

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5 commenti

Valentina 3 Marzo 2015 - 11:34

Che posto figo *-*
Monica, bella la tua foto nelle Reach Falls 😀

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Monica Nardella 3 Marzo 2015 - 17:37

hahahaha visto dove mi sono infilata???

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donna morgan 27 Settembre 2014 - 14:10

Indeed it is one of the best this Michael the raft catain that took you around it was a great oppertunity to take you around the Island port antonio yes is one of the greenest parish in
jamaica the rio Grandy is one of the best river for rafting do hope you could visit again

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Arianna 16 Settembre 2014 - 11:28

Caspita, quanti ricordi! Sono andata in Jamaica nel 1995 e condivido in pieno le vostre osservazioni: Port Antonio è la parte più autentica e bella dell’isola! Grazie per avermi fatto ricordare un viaggio splendido.

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Monica Nardella 19 Settembre 2014 - 9:12

Mamma mia, nel ’95 devi aver trovato un vero Eden!!! Tutta la costa nord-est regala una natura strepitosa: se dovessimo tornare, non avremmo esitazioni nella scelta della location!

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