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Diario di viaggio: cosa vedere e cosa mangiare a Catania

Tipical Food catania sicily

In questo articolo, un itinerario con tutte le cose più belle da vedere a Catania, la città situata sulla costa orientale della Sicilia!

Catania

Catania ti rapisce senza preavviso. Arrivi in città con lo sguardo fisso sull’Etna (che i catanesi declinano al femminile, in quanto montagna non vulcano) e quando ti ritrovi a passeggiare per Via Etnea e raggiungi il centro storico riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità per il suo splendido esempio di barocco, ti chiedi: perché si parla così poco di questa meraviglia?

Cattedrale di Sant'Agata

Cattedrale di Sant’Agata

Schiacciata tra Taormina, Siracusa e Noto, Catania meriterebbe invece una tappa – lunga almeno un week end – per un assaggio dell’insospettabile (lo confesso) bien vivre che la caratterizza.

L’occasione per il nostro viaggio nella città siciliana è stata l’Etna Valetudo EcoMarathon: mentre il nostro runner Lorenzo si inerpicava sul vulcano, noialtri lo abbiamo atteso al rifugio Ragabo, tra un cappuccino caldo di fronte al camino acceso e una passeggiata nel bosco.

Via-Etnea-Catania

Via Etnea [photo credit Turista di Mestiere]

Quando Lorenzo ha tagliato il traguardo, ci siamo precipitati a Catania per il nostro primo pranzetto siciliano.

Via Etnea è l’arteria cittadina principale, lunga circa 3km, realizzata nel post terremoto che collega la piazza del Duomo al Tondo Gioieni.

Su questa strada si affacciano palazzi barocchi, negozi, ben 7 chiese, giardini e l’Anfiteatro romano (all’altezza di Piazza Stesicoro).

Una parte  è interamente pedonale mentre sull’altra transitano solo mezzi pubblici e taxi. Questo la rende un’attraente via di passeggio per catanesi e turisti.

La storia di Catania è indissolubilmente legata al vulcano, alle colate laviche e ai terremoti che l’hanno ferita a morte ripetutamente nei secoli.

Pur essendo una città molto antica (fondata nel 729 a.C.) si presenta come una città barocca a causa dell’eruzione del 1669 e della devastante scossa del 1693.

Morirono due terzi della popolazione e gran parte degli edifici furono rasi al suolo. La stessa via Etnea è figlia della ricostruzione post terremoto affidata alla supervisione di Giuseppe Lanza duca di Camastra.

 

Il Palazzo degli Elefanti

Il cuore cittadino è la piazza del Duomo dove si stagliano splendide strutture barocche, come il Palazzo degli Elefanti (sede del municipio), il Palazzo del Seminario dei Chierici, la Cattedrale di Sant’Agata (patrona della città) e la scrosciante Fontana dell’Amenano.

Palazzo dei Chierici

Palazzo dei Chierici [photo credit Turista di Mestiere]

Di giorno questi edifici si mostrano in tutta la loro bellezza perché si notano le preziose rifiniture delle facciate ma, di sera, le luci aranciate conferiscono una suggestione che non ha eguali.

Al centro della piazza si trova il simbolo cittadino, un elefante in pietra lavica di origini incerte ma molto antiche (pensate che diventò l’emblema ufficiale di Catania già nel 1239).

Fontana dell'Elefante

Fontana dell’Elefante [photo credit Turista di Mestiere]

Il Vaccarini,  nella prima metà del ‘700, integrò la statua dell’elefante in un complesso monumentale (la Fontana dell’Elefante, appunto).

Posizionò l’animale su un basamento in marmo in modo che la proboscide fosse rivolta verso la cattedrale e lo sormontò con un obelisco di quasi 4 metri!

Per i catanesi l’elefante è conosciuto come  o’liotru. La mia attenzione è stata però subito catturata dallo scroscio incessante di acqua che proviene dall’angolo sud della piazza (non vi serve una bussola, vi basta l’udito!).

Fontana dell'Amenano

Fontana dell’Amenano [photo credit Turista di Mestiere]

La Fontana dell’Amenano

Ammirate la meravigliosa Fontana dell’Amenano in marmo di Carrara che rappresenta il fiume sotterraneo (che si intravede all’altezza della fontana e sgorga nelle cantine – visitabili – dell’ostello di piazza Currò).

La scultura è realizzata in modo da provocare una cascatella che sembra una parete d’acqua o meglio, un lenzuolo.

Ecco perché i catanesi la chiamano “acqua a linzolu” (qualcuno azzarda paragoni con la Fontana di Trevi per l’usanza dei turisti di lanciarvi monetine).

Piazza Alonzo di Benedetto, Catania

Piazza Alonzo di Benedetto, Catania [photo credit Turista di mestiere]

Alle spalle della fontana, il pittoresco mercato del pesce di Catania a cui si accede percorrendo una breve scalinata.

Quando siamo andati noi, il mercato ittico era già chiuso, purtroppo, ma nella piazzetta adiacente era in corso il “Pop up Market” un mercatino con articoli artigianali, vintage e natalizi.

A rendere l’atmosfera davvero speciale, una barca (vera) che esponeva pesce fresco da friggere al momento e vendere nei classici coppi di carta (6€, calice di vino compreso) e uno stand per aperitivi con musica live.

Il clima mite in pieno autunno ha reso il nostro curiosare tra le bancarelle incredibilmente piacevole!

Come potrete immaginare, i profumi della pescheria ci hanno stimolato l’appetito e ci siamo messi alla ricerca di un posticino dove cenare.

Locali in Via di Santa Filomena

Locali in Via di Santa Filomena [photo credit Turista di Mestiere]

La movida di Catania

Del tutto casualmente abbiamo scoperto il cuore della movida catanese: Via di Santa Filomena (una traversa di via Umberto I) ha il fascino pittoresco di un vicolo greco o spagnolo in cui si susseguono ristoranti caratteristici, bar e locali uno più carino dell’altro.

Non avrete davvero che l’imbarazzo della scelta in questa viuzza dall’offerta variegata persino per i palati più esigenti. Scopriamo, di nuovo casualmente, delle botteghe, memoria preziosa dell’origine antica della via, disseminata da artigiani.

Cosa fare a Catania di particolare?

L’indomani, ci siamo svegliati di buon ora per il nostro Tour in quad nella Valle dell’Alcantara.

Lo spettacolo naturale è talmente suggestivo da convincerci a fare una tappa alle omonime Gole, saltando, senza troppi ripensamenti, la visita di Taormina.

Tra il canyon, il parco botanico e geologico, l’acqua ghiacciata e un paio di fumanti e gustosi arancini, la mattinata è corsa via veloce.

Poiché avevamo il volo nel tardo pomeriggio, ci siamo immersi nuovamente nella vociante vitalità della domenica catanese spostandoci dalla Via Etnea lungo viuzze laterali che ci hanno mostrato l’altra faccia della città: i sotterranei.

Le viscere di Catania infatti non celano solo l’Amenano ma sono ricche di testimonianze delle civiltà che si sono stratificate nei secoli:.

Vi troviamo domus romane, complessi termali, acquedotti, necropoli cristiane e ampie porzioni della città medievale.

Questa scoperta ci ha lasciati a bocca aperta ma purtroppo non abbiamo potuto partecipare a uno dei tour previsti a causa dell’improrogabile volo di rientro (a momenti perso).

Questa mancata esperienza sarà certamente uno dei motivi per tornare a Catania il più presto possibile!

B&B Four Rooms Via Etnea

B&B Four Rooms [photo credit Turista di Mestiere]

Dove dormire a Catania

Per il nostro soggiorno a Catania abbiamo sperimentato Bedy Casa, un portale che offre soluzioni di alloggio alternative all’hotel.

Vi si trovano infatti non solo appartamenti ma, ed è questa la vera forza, camere in abitazioni private che, oltre a garantire un sensibile risparmio, mettono in contatto il viaggiatore con la gente del posto.

Nel più puro spirito di condivisione e interscambio, Bedy Casa fin dal nome (mix di BED&Breakfast + You + CASA Rural) opta per un modo di viaggiare alternativo: volete mettere vivere la città “like a local”?

Prenotare è davvero semplice. Dopo aver creato l’account, abbiamo individuato un paio di strutture di nostro interesse (una in pieno centro, il B&B Four Rooms e una villa appena fuori Catania).

Abbiamo mandato un messaggio all’ospitante e atteso un riscontro di disponibilità.

I tempi di risposta nel nostro caso sono stati rapidissimi e la scelta, caduta sul B&B è dipesa solo dall’ubicazione della struttura.

La presenza di una pagina feedback aiuta a inquadrare meglio rispettivamente il profilo dell’ospitante e quello dell’ospitato affinché si possa accettare una prenotazione o chiedere di alloggiare in una casa con maggiore cognizione e sicurezza.

 

B&B Four Rooms

B&B Four Rooms [photo credit Turista di Mestiere]

Se avessimo avuto qualche giorno in più, infatti, avremmo certamente optato per la camera in villa per vivere un’esperienza più autentica.

Il B&B, ricavato in un palazzo d’epoca, si trova in centro. La nostra camera era ampia, colorata e dotata di un terrazzino.

Nonostante l’arrivo in ora tarda, abbiamo potuto accedere alla struttura grazie al deposito delle chiavi in una cassetta di sicurezza posta proprio accanto al portone d’ingresso.

Avremmo potuto prenotare anche il garage, ma a una manciata di metri si trova una piazza dove abbiano parcheggiato sempre senza difficoltà l’auto presa a noleggio in aeroporto.

La struttura è gestita da ragazzi molto affabili e accoglienti che hanno speso molto tempo con noi durante la colazione per darci dei consigli sulle cose da vedere in città.

 

Dove mangiare a Catania

Cibo tipico catanese

 

Dove mangiare a Catania

Per il pranzo del sabato (o forse dovremmo dire aperitivo, vista l’ora), abbiamo optato per il Wine Bar Etna Rosso (via Etnea 260).

Ci siamo seduti all’aperto, a dei tavoli a forma di botte e abbiamo ordinato un tagliere misto molto ricco e una bottiglia di vino locale. Servizio un po’ lento e prezzi medi.

Per la cena abbiamo scelto Filomena Osteria Moderna (Via Santa Filomena 40) un localino dalle atmosfere mediterranee e con un menù di tutto rispetto.

Delusione per i vini: nonostante una carta molto ricca e centinaia di bottiglie sulle pareti in legno, abbiamo dovuto pasteggiare con il terzo vino scelto.

Ci è stato detto che durante il week end festivo la cantina era stata letteralmente saccheggiata e quindi molte delle etichette non erano più disponibili. Peccato, perché era “solo” sabato sera!

Per lo snack domenicale, abbiamo fatto incetta di arancini nel bar all’interno del sito delle Gole di Alcantara mentre, tornati a Catania, non abbiamo potuto lasciare l’isola senza una fenomenale granita alle mandorle con (immancabile) brioche da Prestipino (Via Etnea 30/32), un’istituzione!

“Arancini o Arancine? questo è il dilemma!” Il timballo di riso tipicamente siciliano si chiama arancina nella parte occidentale e arancino nella parte orientale dell’isola (tranne alcune aree nella zona ragusana e in quella siracusana). Il nome sembrerebbe derivare dall’analogia con l’arancia eppure la diatriba è apertissima. Leggete l’articolo sul sito dell’accademia della Crusca!

Il bar pasticceria si trova a due passi dal Duomo. Ci siamo comodamente seduti a uno dei tavolini all’aperto e i camerieri sono stati accoglienti e gentili (pensate che poiché non mi decidevo nella scelta del gusto hanno voluto che assaggiassi anche quella al pistacchio portandomene una tazzina).

Vi consigliamo caldamente una tappa in questo locale perché servono tipicità siciliane servite con passione e sorrisi!

Come arrivare a Catania

Volo Roma Fiumicino – Catania Fontanarossa. Noleggio auto direttamente in aeroporto con tariffa week end (assolutamente NON conveniente perché era obbligatoria la guida di una sola persona e la franchigia in caso di danni era molto alta; una volta modificate le condizioni, abbiamo preso la nostra macchina e ci siamo spostati tra Catania e dintorni con assoluta comodità).

Qualora voleste fare una vacanza molto statica, prendete l’autobus 457 (o Alibus) e in 20 minuti raggiungete il centro.

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7 commenti

Gae 28 Marzo 2019 - 14:32

Ciao , grazie per per le tue interessanti e utili informazioni: ci andrò prossimamente trascorrendoci solo un giorno.

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Monica Nardella 1 Aprile 2019 - 13:32

Ma grazie mille Gae! Mi farebbe molto piacere avere un tuo feedback al rientro e se avrai visto qualcosa che (come è probabilissimo che sia) a me è sfuggito, che volessi condividerlo con noi!

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Alessandro @ Girovagate 7 Gennaio 2015 - 23:48

come sempre un post molto dettagliato e ricco di informazioni utili!
Ho iniziato a scoprire la Sicilia molto tardi, ma ora non mi voglio fermare più e una delle prossime mete penso proprio che sarà Catania 🙂

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Milly 7 Gennaio 2015 - 23:12

Io a Catania ci sono stata solo una sera, in transito verso le Eolie, però mi sono bastati due passi per capire che devo tornarci e godermela con calma…
adesso ho anche i tuoi “appunti” da cui prendere ispirazione!

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Camilla 28 Dicembre 2014 - 12:06

Catania è uno spettacolo di città che ha da offrire una miriade di cose da vedere (e mangiare)! Ci son passata varie volte, ma sempre di sfuggita per andare altrove o ritornare a casa. Ci devo tornare, presto!

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Lucia 19 Dicembre 2014 - 23:27

Ho rivissuto quel weekend mancato a Catania, quando abbiamo perso l’aereo… devo rifarmi ad ogni costo il prima possibile, e questo post sarà la guida perfetta! Grazie!
Non sapevo dei sotterranei e della storia dell’elefante 😀

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Monica Nardella 21 Dicembre 2014 - 10:14

No Lucy sapere che ci sei andata così vicina… devi vedere Catania! Io sono stata troppo poco 😛 ma i voli frequenti da Roma mi permetteranno di tornare presto 😀

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