Home » Lo scaffale di TDM » Lo Scaffale di TDM: Siena e il suo Palio.

Lo Scaffale di TDM: Siena e il suo Palio.

Piazza del Campo Palio Siena

Finita la corsa, Siena torna alla normalità in attesa del prossimo e più sentito Palio (quello del 16 agosto), quando gli animi si surriscalderanno ancora una volta. Allora, la città tornerà alla magica festa di bandiere sventolate con maestria e fazzoletti agitati con tenacia, per sostenere ognuno la propria contrada. Il viaggiatore camminando per le strade, sentirà rullare i tamburi, ed i canti contradaioli diffondersi ovunque.

Siamo nella città ideale. Un luogo che ha saputo evolvere dalle sue origini, nonché dalla impostazione medievale prima e rinascimentale poi (che ancora la caratterizzano pienamente), fino al nostro tempo, mantenendo l’equilibrio tra ambiente naturale ed urbano, avendo come chiave di volta del proprio sviluppo quella che viene definita a ragione la “dimensione umana”. L’ideale dell’Umanesimo Rinascimento insomma. Certo, Urbino ed altre città e paesi condividono con Siena la stessa antica armonia, ma il pretesto di oggi è il Campo (a proposito, fateci un salto quando viene organizzato il bellissimo Mercato nel Campo).

Un luogo unico, dal piatto al bicchiere, dall’architettura all’opera d’arte propriamente detta, si è circondati dalla bellezza, dalla storia, e dalla sensazione che il lungo filo sotterraneo che ci collega al passato non sia stato spezzato. È proprio la dimensione di città a misura umana che la rende così caratteristica. Nei giorni del Palio e fino alla fine della corsa, popolo e città vivono un climax che non può non coinvolgere anche il visitatore, è un turbinio che avvolge tutto e tutti e che infine sboccia in un grido di soddisfazione, per alcuni, in un pianto, per altri, quando il cavallo che vince termina al galoppo il terzo giro della piazza e scoppia in aria il liberatorio mortaretto di fine corsa.

Questa città è uno dei luoghi più rappresentativi di tutto il nostro paese, meta felice per vivere l’arte e la bellezza, l’armonia. Stiamo parlando non di un vecchio rudere che si rianima per un paio di sagre all’anno, al contrario! Parliamo di una città contemporanea innervata da un’energia viva, forse ancora più forte proprio perché è così saldamente collegata alle proprie radici. La grande potenzialità di tutto il nostro paese si specchia in luoghi come questo.

Dovremmo prendere esempio dal comune toscano. L’Italia resiste, stremata ma resiste, talmente carica di bellezza riesce ancora ad essere la meta da privilegiare, in Europa, se si vuole conoscere cosa siamo, se si vuol sapere da dove veniamo.

La bellezza ancora viva nonostante il vituperio subito a causa di troppi noncuranti cittadini. Distruzione e perdita di pezzi interi di patrimonio artistico, archeologico, naturale.

Forse, prendendo come esempio Siena, riscoprendo l’anima del “contradaiolo” che è in noi, forse, potremmo trovare la forza e l’orgoglio per migliorare questa nostra terra con tutto ciò che c’è sopra.

Ancora oggi, in paesi meravigliosi come Taormina, o Cefalù, si spargono nell’aria, da bancarelle ambulanti e negozietti, come fossero esalazioni venefiche, musiche (come l’onnipresente colonna sonora del Padrino di F.F.Coppola) e si vendono souvenir che testimoniano l’imbecillità di chi dovrebbe esaltare ciò che di bello possiede: magliette, cappelli e vari gadget con sopra la foto di Brando/Don Vito, ed altre che vi risparmio. Articoli venduti ai turisti che visitano quei luoghi stupendi. Ma come si fa? [A tal proposito, torna utile l’articolo di qualche mese fa: Ristoranti con nomi mafiosi all’estero, è boom e noi stiamo a guardare].

Forse, dovremmo pensare a Siena, al senso delle radici, al fatto che un turista, un viaggiatore, se vuole la maglietta con il Padrino la può comprare ad Hollywood, ma non a Taormina!

Quei venditori scellerati, dovrebbero capire e cambiare, non perché obbligati bensì perché mossi dalla propria sensibilità… mah. Come turisti, boicottando e facendo segno di disprezzo verso certe cose possiamo dare una mano.

Nel solco del viaggio d’arte, della scoperta, lo Scaffale questa settimana ha incontrato sul suo cammino un delizioso libro di Philippe Daverio, Il Museo immaginato, edito da Rizzoli. Non si tratta del solito libro di storia dell’arte, è qualcosa di più. L’autore costruisce nella sua immaginazione un museo e lo popola delle opere che ama. È un libro divertente e che si rivelerà come ottimo compagno di viaggi e di giochi. Già perché lo spunto è buono per costruirsi il proprio museo personale, magari viaggiando per scoprire quali opere metterci dentro! Un buon modo per portare sempre con se qualcosa che vale davvero.Alla prossima M.I.

P.S. Vi suggeriamo di curiosare tra le nostre avventure in quel di Siena: 

il nostro Palio dell’Assunta e la scoperta della città lungo la via delle acque senza dimenticare i tour nel territorio, tra la Miniera di Abbadia San Salvatore, le Terme Sensoriali di Chianciano, la splendida giornata al Resort Termale Fonteverde e alle Piscine Theia!!! Scoprili qui.

POTREBBERO INTERESSARTI...

3 commenti

italian traveler 10 Luglio 2014 - 17:56

certamente le famiglie senesi fecero molto. Ad esempio; i Piccolomini si impegnarono molto per l’arte a Siena e per la città ideale (Pienza è praticamente una città artificiale). E pure un bel personaggio senese fu Agostino Chigi che ha lasciato bellissime cose anche a Roma. Idem altri. Per costruire e conservare una bella città ci vuole l’impegno di molte generazioni

Rispondi
Shanta 4 Luglio 2014 - 8:01

Ti ringrazio per il tuo post sulla mia bella città di origine. Tuttavia temo che sia difficile esportare nel resto d’Italia il “format Siena”. Siena è Palio e Palio è’ vita, è cuore, è appartenenza alla città ancor prima che a se stessi. Si nasce con la contrada e si muore con la contrada (e nel mezzo, a chi va, ci si sposa con la contrada!). C’è bisogno di cuore, di passione, di entusiasmo per far ripartire il nostro Paese… lo troveremo?

Rispondi
Monica Nardella 7 Luglio 2014 - 10:58

DOBBIAMO ritrovare cuore passione ed entusiasmo altrimenti il nostro meraviglioso paese non uscirà mai dalle sabbie mobili in cui si è impelagato per pigrizia, ignavia, ignoranza, menefreghismo.

Rispondi

Lascia un commento