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Ristoranti con nomi mafiosi all’estero: è boom. E noi stiamo a guardare.

The Godfather
Pensate che paradosso: in Sicilia decine di locali, bar, ristoranti e hotel gridano la propria estraneità alla Mafia, dichiarando apertamente il rifiuto a pagare il pizzo e tentando di rilanciare un turismo “pulito”, con proposte di itinerari nei luoghi simbolo della lotta alla Mafia (V. Addio Pizzo Travel) e all’estero cosa succede?

Proliferano strutture con nomi di mafiosi eccellenti! Questi ristoranti presentano menù altamente offensivi della memoria di eroi come Falcone, Borsellino e Impastato (avrete sentito sicuramente parlare delle scandalose didascalie che accompagnano le descrizioni di alcuni panini del locale viennese Don Panino), ricreano atmosfere ricche di luoghi comuni e, purtroppo, macinano soldi!
Per quello che mi riguarda, non metterei mai piede in un posto che si chiama “Cosa Nostra”, “Bella Mafia” o in uno dei ristoranti della fortunatissima (pensate un po’) catena spagnola “La Mafia se sienta a la mesa”, ma possibile che la “protesta” si debba limitare al semplice boicottaggio?
Vogliamo combattere questa realtà, evitando che un’organizzazione criminale violenta diventi – se non lo è già diventato – un brand di successo perdendo, nell’immaginario comune, i connotati negativi?
Non credete che sia così? 
TRENTACINQUE locali “La Mafia se sienta a la mesa” (traduzione: la Mafia si siede a tavola) sono stati aperti in Spagna. “Mafia Restaurant” a Kiev. “Il Padrino” a Londra. “Don Panino”, a Vienna. “Sicilia, la Casa della Mafia”, a Danzica.
A Copenhagen, tra le varie pizze italiane, si legge “pizza mafioso”. E ci sono arrivate alcune segnalazioni di ambulanti col nome “Il padrino” che si aggirano per l’Italia (e questo è veramente il colmo!).
Avete qualche idea brillante per debellare questo odioso fenomeno?
 
La chicca: la pagina facebook “Con la mafia non si mangia”, raccoglie le segnalazioni dei viaggiatori che scoprono questi locali all’estero con l’obiettivo di combattere l’umiliante associazione Italia/Mafia o, più nello specifico, Sicilia/Mafia. 

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5 commenti

Iride Libera 21 Agosto 2013 - 14:33

Per quanto possa sembrare fastidioso è tutto folklore. Come i locali in stile saloon si rifanno a un’epoca tutta inventata che è quella dei cowboys pistoleri, allo stesso modo tutto questo deriva dal film di Coppola più che da una reale esperienza della mafia. È tutta macchietta che fa leva sulla medio/bassa cultura della gente: l’Italia è pizza e mafia, così come gli Usa sono hollywood e guerra, la Spagna nacchere e toreri. Il modo migliore è riderci sopra, tanto la maggior parte sa che è tutta presa in giro, in qualche modo anche esorcizzazione della mafia stessa. Dopotutto in Italia ci sono locali dai nomi volgari e pornografici, che se ci vai a mangiare poi non li consigli a nessuno per non doverne pronunciare il nome, e nessuno dice niente 😛

Penso che se si vuole combattere davvero l’associazione Italia/Mafia, bisogna combatterla, appunto, visto che è vera. Negarla non aiuta. È molto più umiliante sapere che questa associazione è reale, per me, che non che qualcuno ci scherzi sopra. Restringiamo la mafia nel nostro paese, e queste cose non capiteranno più. La crociata contro la mafia in sè è più importante di queste cose che al confronto, sono sciocchezze. Specie per chi la mafia la vive.

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Monica Nardella 22 Agosto 2013 - 8:55

mi spiace ma non sono d’accordo. Io non chiamerei folklore un menù in cui la descrizione del panino Peppino (Impastato) dice: “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue” o quella del panino Giovanni (Falcone) dice: “sarà grigliato come un salsicciotto”. Io non credo che restare esterrefatti di fronte a una simile forma di “marketing” significhi negare la mafia, anzi! Proprio perché esiste non bisogna ridurla a un brand! A me francamente non viene da ridere sull’argomento.

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Iride Libera 6 Settembre 2013 - 13:21

Sì beh magari le descrizioni dei menu non sono il massimo della delicatezza… forse a quel livello sono anche da denuncia, ma sono comunque convinta che il modo migliore sia ignorarli, perchè quando l’associazione Italia-Mafia non sarà più così macchiettistica e REALE, non farà più ridere, non sarà più tipica, non avrà più senso. L’immagine estera dell’Italia mafiosa la si combatte da anni, con scarsi risultati, e non per malignità estera, ma per incapacità nostrana.
Se si risolvono le cose a monte, cose come questa si estinguono da sole, alla fine.
Magari è una cosa più grossa di quello che sembra a me, ho conosciuto grossi esemplari di stupidità umana che forse sono anestetizzata, ma conosco chi ha avuto a che fare con la mafia e cose come questa sono l’ultimo dei suoi pensieri. Chi ci scherza sopra è perché non sa cosa sia, quindi è solo da compatire, non merita attenzione.
Sono due modi diversi di mostrare lo stesso sdegno.

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grEAT 21 Agosto 2013 - 8:13

è un fenomeno mondiale. per dire, e mi duole dirlo, ad atene ci sono ristoranti che si chiamano, cosa nostra, cosca, avevo perfino visto qualche anno fa un negozio di abbigliamento in zona esclusiva, chiamato camorra. con mia figlia ci siamo domandate se veramente sapevano cosa significhi e cosa rappresenti!!!! mah!

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Monica Nardella 22 Agosto 2013 - 8:58

in qualche caso magari non se ne rendono conto fino in fondo, in altri cavalcano l’associazione Italia/Mafia per fare soldi. In ogni caso, mi sembra allucinante il lassismo di fronte a questi fenomeni.

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