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Diario di viaggio: la Torino ritrovata

Torino by night

Finalmente Torino! Lo sentivo ma ne ho avuto conferma, Torino è bellissima… perché ho aspettato tanto per andare a conoscerla? Non è una delle classiche mete per un weekend fuori casa o per una breve vacanza, troppo spesso dimenticata a favore delle ‛solite’ città d’arte italiane. E invece, nell’elegante nordica prima capitale d’Italia, si respira innovazione! Nonostante una pesante coltre di crisi abbia investito e immobilizzato il Paese, a Torino l’arte ribolle, il design è in fermento, la cultura si respira nell’aria. Non vi basta? Musica, Cinema e buon cibo. Se ne avete un’idea grigia e austera vi sbagliate: prendete l’eleganza che la storia le ha conferito, quell’aura di nobiltà e raffinatezza che la contraddistingue, quei riflessi di Parigi e Vienna che tanto rievoca, e accostatele un’identità un po’ indie e un po’ underground. Vitalità che scalpita, anima la gente e riempie i locali, mette in moto le iniziative culturali. Così, la mia ingiustificabile impreparazione su Torino è stata colmata da un lungo weekend tra amiche. Perché sì, Torino è una città giovane e con molto da offrire.

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Parco del Valentino

 

Per soggiornare, ho scelto un appartamento a San Salvario, quartiere multietnico recentemente portato a nuova vita grazie a una massiccia opera di rivalutazione. L’occasione giusta per scoprire un lato nuovo di questa città. I Torinesi, dopo aver manifestato la loro sorpresa nel sapervi in vacanza –e non in trasferta di lavoro– vi consiglieranno di tenere gli occhi ben aperti qui, ma a noi la situazione è parsa assolutamente tranquilla. Ci troviamo in pieno centro, tra Corso Vittorio Emanuele, la Stazione di Porta Nuova e il meraviglioso Parco del Valentino.

 

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Castello del Valentino

 

Sorto nel XIX sec. intorno ai secenteschi Castello del Valentino e all’omonima chiesa, San Salvario nasce come quartiere residenziale. Presto diviene sede della prima fabbrica della Fiat e nel corso degli anni accoglie i numerosi impiegati delle industrie, che giungono in città dalle località più svariate. Se da un lato cresce la sua anima melting pot, dall’altro si accentuano elementi di degrado che lo hanno connotato a lungo come un’area poco sicura. La recente rivalutazione è riuscita non solo a recuperare l’identità di questo borgo storico ma a trasformarlo in nuova zona di locali alla moda. Nazionalità e religioni si incontrano qui, dove anche i locali si susseguono brulicanti di gente; San Salvario non ha perso la sua anima di crocevia multietnico ma oggi la mixa a quella culturale e a un’ampia offerta nell’intrattenimento. Non parliamo solo di locali ma anche di numerose associazioni, attivissime nella vita del vicinato e fortemente presenti nella quotidianità dei cittadini. È il caso del Cineteatro Baretti e de La Casa del Quartiere, entrambi punti di riferimento per gli abitanti, sedi di corsi e laboratori nonché luoghi di ristoro e mete delle serate torinesi. Vere e proprie fucine in piena attività.

 

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Enò, a San Salvario

 

Il benvenuto a San Salvario ce lo dà Enò, Libero Emporio Gastronomico, con la sua ottima cena e l’atmosfera calda e accogliente di una serata tra amici; provate i cuculi fritti, danno dipendenza! Per un drink invece testiamo Anselmo, locale fresco di inaugurazione che rilancia la storica e omonima etichetta di Vermouth, inventato proprio a Torino alla fine del ‘700. Consigliato! San Salvario si rivela anche il luogo ideale per una rilassante domenica in famiglia: colazione come a casa da Tea Pot –uscito da un libro di fiabe accontenterà ogni palato e credo etico/dietetico– e via verso l’imperdibile Parco del Valentino.

 

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Tea Pot a San Salvario

 

Questa oasi verde costeggia il Po e prende il nome dal Castello tanto amato da Maria Cristina di Borbone; i colori autunnali lo rendono ancora più suggestivo, perfetto per una passeggiata o una pausa pranzo con vista. Lungo il fiume è possibile sostare per bere qualcosa o pranzare sulla riva; l’Imbarchino è un locale storico che ha sempre ospitato numerosi eventi e iniziative –ha da poco cambiato gestione, date uno sguardo online prima di recarvi qui– in alternativa potrete sedervi comodamente all’Imbarco del Re da Perosino e perdervi tra un piatto di pasta ai funghi e il panorama impressionista!

 

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L’Imbarchino, nel Parco del Valentino

 

Oltre ai bellissimi musei di cui la città è ricca –GAM, Visita al Museo del cinema di Torino, Come visitare il Museo Egizio solo per citarne alcuni– in questo periodo dell’anno Torino offre a cittadini e visitatori una mostra d’arte contemporanea speciale: Luci d’artista. Un percorso luminoso a cielo aperto che al calar del sole veste le strade di colori, immagini e racconti; leggete le storie, scovate le piazze e le strade illuminate, scoprite gli artisti internazionali autori delle luminarie. L’atmosfera è gioiosa, le strade sono gremite e camminare a naso insù come bambini ci fa amare ancora di più questa città.

 

Guardinfanti

Guardinfanti

Esplorarla diventa un gioco e così arriviamo alla contrada dei Guardinfanti, dove una miriade di piccole botteghe e negozi di altri tempi illuminano le viuzze acciottolate, intatte. Libri antichi, quadri, passamanerie artigiane, perline di ogni forma e dolcetti disposti ordinatamente nelle vetrine. Seguendo gli stendardi potrete assaporare l’atmosfera di questo angolo di Torino, famoso nei tempi andati proprio per i guardinfanti: le ricercate intelaiature nascoste sotto ai ricchi vestiti delle dame.
Per trascorrere una piacevole serata potrete raggiungere il Quadrilatero romano, l’antico castrum della città, di recente ristrutturato e rivalutato, oggi prospera in tutta la sua bellezza anche grazie alle numerose attività, storiche e non, che lo animano: enoteche, ristoranti, trattorie, locali. Medioevo e Barocco si incontrano dando vita ad un borgo incantevole; scoprite la storia del misterioso obelisco in Piazza Savoia, quella di Palazzo Falletti di Barolo e Silvio Pellico, e dedicate una visita al Duomo e al Teatro romano.

 

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Luci d’Artista 2013, Torino – Giulia Bruno ©

 

Quando sarete stanchi godetevi una cena ai Tre Galli; approvato a pieni voti, per lo spirito alla moda ma accogliente del locale, il menù originale e il gusto home-made di ingredienti e piatti. Una volta sazi potrete unirvi ai ragazzi torinesi per bere qualcosa in piazza Emanuele Filiberto, magari un vermouth.

Parliamo di prezzi: per chi come me vive nella capitale, vi sembrerà tutto incredibilmente economico! Torino mantiene l’eleganza anche nelle aree di movida, ordine e pulizia per le strade sempre; pochissime macchine e rumori, in cambio tanto da fare – e deliziosa cioccolata–. Come non tornarci?
Articolo redatto da Giulia Bruno

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3 commenti

Enrica 4 Dicembre 2013 - 10:17

Una descrizione completa e invitante…fa venir voglia di comprare all’istante un biglietto per Torino. Complimenti!

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Iride 2 Dicembre 2013 - 9:55

Dovevo andarci tempo fa, quando vivevo a Milano ed era più facile da lì raggiungerla.
Adesso sono ancora più amareggiata di non averlo fatto 🙁

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Elena Nebiolo 2 Dicembre 2013 - 9:22

Complimenti, hai descritto benissimo la città in cui vivo e che amo. Non sei stata una semplice turista ma hai colto particolari che spesso scappano agli stessi cittadini. Grazie anche per le righe dedicate a San Salvario, quartiere in cui vivo e che adoro.

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