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Marocco on the train: Diario di viaggio Rabat

Marocco Rabat

Viaggio Agosto 2012: Tangeri + Capitali Imperiali

  • 20-25 agosto Tangeri
  • 25-28 agosto Fes/Meknes
  • 28-30 agosto Rabat
  • 30-31 agosto Casablanca

Spostamenti aerei con la compagnia di bandiera marocchina Royal Air Maroc. Spostamenti in loco con l’efficientissima linea ferroviaria ONCF. Tratta Fes – Rabat Ville: 2 ore e 50 minuti di treno al prezzo di 240dhs in due (circa 21€), 1a classe.

La terza tappa del nostro Marocco on the train ci porta a Rabat, la capitale (leggete Diario di viaggio a Tangeri e Diario di viaggio a Fes).

Il viaggio in treno corre di nuovo veloce. Arriviamo alla stazione di Rabat Ville (è quella centrale, mentre quella periferica si chiama Rabat Agdal, che è una stazione più periferica) e la percezione di essere arrivati in una città è decisamente più immediata.

Tour-Hassan-Rabat

Torre Hassan e pilastri della moschea distrutta dal terremoto
visti dal Mausoleo Mohammed V

Dove dormire a Rabat

Siccome temevamo l’effetto capitale, dopo aver prenotato a Tangeri un hotel dove hanno alloggiato divi di Hollywood, scrittori e personalità politiche e un hotel da Mille e una Notte a Fes, abbiamo deciso di prenotare un riad tradizionale, unanimemente considerato dal popolo del web un luogo dove sentirsi a casa. Che scelta felice!

Il Riad el Maati è una struttura semplice ma di grande fascino, gestita da una coppia che ha curato ogni dettaglio con amore e passione. Dopo aver prenotato, ad esempio, siamo stati invitati a comunicare i dettagli del nostro arrivo per predisporre la migliore accoglienza possibile (oltre a inviarci una mappa per individuare subito il riad all’interno della Medina e il prezzo del taxi dalla stazione a Bab Chellah – 10 dhs – per non rischiare di spendere oltre il dovuto). Giunti al Riad, prendiamo possesso della nostra stanza al piano terra: fantastica!

Riad-el-Maati_junior-suite

Riad el Maati, junior suite

Affaccia direttamente sul patio. E’ silenziosa e fresca, con la zona letto su un delizioso soppalco. L’arredamento è minimal e tutto richiama l’uso di materiali eco (persino gli articoli da bagno sono artigianali!). Molto carinamente, troviamo dei biscotti e delle bottigliette d’acqua come gentile benvenuto.

Il proprietario ci chiede se vogliamo cenare al riad: in tal caso dobbiamo farglielo sapere sempre entro le 17 perché il menù è a base di prodotti freschissimi e quindi la spesa va fatta in giornata. Ovviamente vogliamo sperimentare la loro cucina e quindi prenotiamo un tavolo!

La cena viene servita sulla terrazza da cui si intravedono vicinissime le luci della città. Mai come durante quelle serate, capiamo cosa voglia dire vivere in una medina, dove le case sono addossate le une alle altre in un dedalo di vicoli senza soluzione di continuità.

L’aria è fresca, ed è un piacere cenare a lume di candela, nell’intimità di questo posto in cui regna la pace e il silenzio!

Riad-el-Maati_patio

il patio del Riad el Maati

Terrazza che si rivela carinissima anche al mattino visto che possiamo ammirare il panorama mentre facciamo colazione.

Colazione sulla terrazza del Riad el Maati

Colazione sulla terrazza del Riad el Maati

Cosa vedere a Rabat

Siamo nella Medina, ma in una posizione tale che è impossibile smarrirci visto che le strade sembrano seguire disegni geometrici che offrono molti punti di riferimento. Inoltre la Medina di Rabat è ordinata, luminosa e pulita. Ci buttiamo nel fermento di Rue Souika e, del tutto casualmente, scegliamo di esplorare la zona alla nostra destra.

Medina-di-Rabat

Medina di Rabat

La percorriamo tutta fino a un piccolo incrocio. Voltandoci a sinistra vediamo una strada lunghissima e capiamo che si tratta di Avenue Mohammed V, quella che attraversa la città nuova e conduce alla Stazione.

Rabat Ville è talmente vicina che volendo, al ritorno, potremmo persino raggiungerla con una passeggiata senza ricorrere al taxi. Torniamo indietro, procedendo a passi svelti: vogliamo vedere l’altra metà di Rue Souika prima che si faccia troppo tardi.

Oltrepassata la Grande Moschea, imbocchiamo sulla sinistra la suggestiva Rue des Consuls (chiamata così per essere stata abitata da diversi diplomatici stranieri): nonostante i lavori in corso per il rifacimento della pavimentazione non ha perduto nulla del suo fascino e dei colori dei suoi negozi che espongono tappeti bellissimi! Senza quasi accorgercene, siamo usciti dalla Medina e, attraversata la strada, vediamo la Kasbah des Oudays che domina il promontorio.

Per raggiungerla, percorriamo una scalinata fiancheggiata da palme che si inerpica dolcemente fino alla Bab Oudaia.

Kasbah-des-Oudays-Rabat

Kasbah des Oudays, scalinata esterna

Il quartiere residenziale è molto suggestivo. Declinato nei colori del bianco e la più antica moschea cittadina, negozietti e un paio di gallerie d’arte.

Kasbah-des-Oudays

Kasbah des Oudays

Quando meno ve l’aspettate, vi ritroverete su una terrazza panoramica mozzafiato, la Plateforme du Semaphore, che vi farà spaziare lo sguardo sul fiume, su Salé e sull’oceano. Uno spettacolo al tramonto!

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Plateforme de Semaphore, vista sull’estuario e sull’Oceano

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Vista sul cimitero dalla Kasbah des Oudays

Dalla Kasbah è possibile vedere un’altra vista eccezionale: quella sul cimitero, che merita una visita a parte (visita al cimitero di Rabat).

Guida alla mano, decidiamo l’itinerario che ci aspetta: dovremo spostarci con i taxi per ottimizzare i tempi e muoverci da una parte all’altra della città. Vogliamo visitare la Chellah (l’antica città romana di Sala Colonia, a sud-est di Rabat, considerato il luogo più romantico della capitale), poi il Palazzo Reale e quindi la Tour Hassan con il Mausoleo di Mohammed V.

Chellah-Rabat_ingresso

L’ingresso della Chellah di Rabat

Proprio all’ingresso della Chellah, ci è venuto incontro un ragazzo che si è offerto di farci da guida. Il sito non è enorme ed effettivamente una guida non sarebbe indispensabile, ma abbiamo accettato lo stesso.

Per 100dhs (10€ scarsi) ci ha raccontato molti particolari che non avremmo trovato su nessuna guida oltre ad aiutarci a distinguere tra rovine romane e musulmane (Abou al-Hassan Alì fece costruire una necropoli merenide sui resti della città romana, oltre alle imponenti mura che ancora abbracciano l’intera area archeologica) e a indicare con molta sapienza, le piante più particolari che crescono rigogliose tra le rovine

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Uno dei sentieri della Chellah

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Chellah. Sulla sinistra, le rovine romane, sulla destra la necropoli merenide

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Chellah, Medersa e Minareto

Non trascurate una tappa alla vasca delle anguille (dove le donne incinte si recavano per ingraziarsi una gravidanza tranquilla e un parto facile) e di fotografare la colonia di cicogne che si è stabilita numerosa in questo sito.

Usciti dalla Chellah, ci siamo diretti a piedi verso il Palazzo Reale. Non sapevamo cosa aspettarci e quindi ci siamo voluti andare. Se avete poco tempo a disposizione, lasciate perdere. All’ingresso riservato ai turisti stranieri, infatti, dovrete lasciare il vostro passaporto all’ufficio che incontrate sulla sinistra. Mentre voi passeggerete alla ricerca del Palazzo, la solerte polizia marocchina controllerà che siate persone perbene.

Nessuno degli edifici che incontrerete lungo il cammino è aperto al pubblico. In pratica vi ritroverete a passeggiare in un quartiere residenziale esclusivo, niente di più. Giunti al Palazzo Reale dovrete limitarvi a scattare una foto davanti all’ingresso, mantenendovi a debita distanza se non volete essere redarguiti dalle guardie preposte al servizio di sicurezza. Prima di uscire, recuperiamo il passaporto e decidiamo di raggiungere a piedi la Tour Hassan e il Mausoleo di Mohammed V.

Potremmo percorrere la Avenue Yacoub Al Mansour, imboccare la Avenue Mohammed V e svoltare sulla Avenue Hassan II per raggiungere la nostra meta ma, siccome abbiamo deciso di pranzare prima, ritorniamo nella Medina, ci lasciamo la Kasbah alla sinistra e scegliamo un posticino vista fiume, il Bou Regreg lungo Avenue al Marsa.

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Estuario del Bou Regreg

Sempre a piedi ma rifocillati, raggiungiamo l’ultima tappa della giornata. La Torre è chiusa a causa dei lavori in corso ma non ci lasciamo abbattere dalla delusione.

Abbiamo letto che il minareto faceva parte dell’ambizioso progetto di al-Mansour di costruire un’enorme moschea: a causa della sua morte la costruzione si fermò a 44 metri – anziché ai 60 previsti – e il terremoto del 1755 completò l’opera, radendo al suolo la moschea e lasciando in piedi solo i pilastri. Grazie alla sua altezza, riusciamo comunque ad ammirarla e possiamo passeggiare tra i pilastri, facendoci un’idea del progetto del sultano.

Tour-Hassan-e-pilastri

Tour Hassan e pilastri

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Mausoleo Mohammed V

Procediamo oltre, verso il mausoleo dove riposano il nonno e il padre dell’attuale re del paese. E’ un luogo sontuoso e riccamente decorato da visitare in silenzio e con un abbigliamento rispettoso. La giornata volge al termine e siamo oggettivamente stanchi.

La mattina seguente sappiamo che sarà l’ultima nella capitale: abbiamo il treno per Casablanca alle 13 quindi possiamo fare solo un giretto per acquistare qualche ricordino da portare a casa.

—> Cosa vedere a Casablanca

Restiamo all’interno della Medina perché sicuramente qui troveremo degli oggetti a prezzi imbattibili. A parte un piatto decorato fatto a mano proprio davanti ai nostri occhi e il classico magnete da frigorifero, compriamo un braccialetto di cuoio su cui facciamo scrivere cosa se non Turista di Mestiere?

Dove mangiare a Rabat

Blue Berry, sulla marina. E’ un caffè ristorante vista fiume, proprio dove partono le piccole imbarcazioni verso l’altra sponda, dove si trova Salé. Ideale per un pranzo leggero a base di insalate (anche se il menù è molto vario e comprende persino primi piatti, specialità a base di pesce, dolci e gelati). Prezzi tra i 50 e i 60dhs. Per le cene, abbiamo sempre optato per  il ristorante del riad.

La chicca: conoscete Chefchaouen la città blu del Marocco?

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6 commenti

Paolo 28 Giugno 2019 - 12:31

Ho trovato l’articolo per caso, è bello e interessante leggere le avventure di altri in Marocco. Non c’è niente di meglio quando, come me, stai programmando un viaggio. Complimenti per l’articolo, colgo l’occasione per chiederti una cosa. Il prossimo mese farò un viaggio con la mia famiglia, mia moglie e i nostri due figli di 9 e 10 anni in Marocco. Stiamo personalizzando il nostro viaggio con escursioni e volevamo sapere se consiglieresti anche l’escursione alle cascate di ouzoud dato il periodo magari dove c’è acqua c’è anche più fresco?.
grazie

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Monica Nardella 18 Gennaio 2020 - 23:10

Non ho visto le cascate di Ouzoud ma quando sono stata a nord ho fatto un bellissimo trekking tra le montagne del Rif, nel parco di Akchour. In effetti quando abbiamo costeggiato il fiume la temperatura era più piacevole ma quando abbiamo iniziato la salita, il caldo si è fatto sentire quindi consiglio trekking al mattino! Ti lascio il link della mia esperienza https://www.turistadimestiere.com/2013/08/escursione-sulle-montagne-del-rif-e-sul-ponte-di-dio-di-akchour.html

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Viaggio in Marocco in bicicletta 6 Dicembre 2018 - 22:54

Bellissimo il tuo articolo, ti ringrazio per la condivisione, il Marocco è davvero un paese fantastico.
Anche io ho fatto un viaggio in Marocco ma nell’Alto Atlante con la bicicletta ed è stato come vivere in un sogno.

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Monica Nardella 9 Dicembre 2018 - 21:03

Ho letto il tuo articolo, mi è piaciuto molto! Bell’itinerario 😀

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Federica 29 Ottobre 2012 - 10:16

quanti bei ricordi mi hai fatto tornare in mente!! io ero stata a rabat durante uno scambio culturale in quinta liceo e allogiavo a casa di una ragazza di Salè. quelle strade bianche e celesti con tante scale… e il mercato… quante emozioni mi hai ricordato!

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Adriano Maini 28 Ottobre 2012 - 10:00

Mi sono accorto da un po’ di tempo che il Marocco riserva grandi scoperte naturalistiche e monumentali!
Il faut… Marrakesh Express…

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