Home » Diari di Viaggio » Diario di viaggio: Chefchaouen, la città blu tra le montagne del Rif marocchino

Diario di viaggio: Chefchaouen, la città blu tra le montagne del Rif marocchino

Chefchaouen citta blu marocco
Chefchaouen (pronuncia Scesciàuen) è una perla blu incastonata tra le montagne del Rif, nel parco nazionale del Talassemane.

Chefchaouen – Marocco

Avventuratevi in questo villaggio berbero dalle atmosfere andaluse e dal carattere marocchino: ne resterete decisamente ammaliati!

Noi siamo arrivati a Chaouen dalla vicina Tetouan (Cosa vedere a Tetouan) con un grand taxi preso di fronte all’hotel La Paloma, proprio sul tratto di strada che conduce al villaggio.

Abbiamo avuto una grande fortuna perché di solito preferiamo prendere taxi in esclusiva ma i prezzi prospettati nella “trattativa” erano davvero esorbitanti e quindi, decisi a non farci imbrogliare (dopo 3 viaggi in Marocco sappiamo benissimo come muoverci!) abbiamo aspettato l’offerta giusta.

Quando il grand taxi azzurro si è avvicinato, gli abbiamo fatto cenno di fermarsi. Mohamed ha accostato. Aveva a bordo già un altro passeggero.

Gli abbiamo chiesto quanto chiedesse per Chaouen (a 60 km) e lui ci ha proposto 30dhr a persona (totale circa 5€): neanche a dirlo, abbiamo accettato visto che gli altri ci avevano chiesto tra i 120 e i 200dhr totali!

Il petit taxi è un taxi locale. Le auto sono piccole, al massimo possono trasportare 3 passeggeri più l’autista. Ciascuna città sceglie un colore convenzionale e a bordo è obbligatorio l’uso del tassametro o, in alternativa, un accordo preventivo sul costo del passaggio. I grand taxi sono invece normalmente utilizzati fuori città (di solito come transfer al posto di autobus e treni) a tariffe fisse basate sulle distanze. Possono trasportare fino a 4 passeggeri dietro e due accanto all’autista. In entrambi i casi in Marocco vige l’uso del taxi condiviso: il tassista potrà far salire a bordo altri passeggeri che condivideranno con voi parte o l’intera tratta. Una soluzione economica ma dispendiosa in termini di tempo a causa delle soste per la salita/discesa. Se volete il taxi in esclusiva, pagherete interamente la  quota concordata per il vostro viaggio.

Il viaggio è stato piacevolissimo: Mohamed parla spagnolo e quindi abbiamo potuto interagire con lui e fargli tante domande su questi villaggi montani spesso conosciuti solo per la produzione e il consumo di kif (per info e prenotazioni, contattatelo tramite la pagina facebook).

Scesi dal taxi, ci è apparsa Chefchaouen ed è stato amore al primo sguardo!

 

Chefchaouen

Piazza Outa el-Hammam [Photo credit Turista di Mestiere – tutti i diritti sono riservati]

 

Visita a Chefchaouen

Mentre ci inerpicavamo verso la parte più antica del villaggio con i nostri rumorosi trolley tra i vicoletti acciottolati, siamo stati travolti dall’abbraccio colorato di Chaouen e dei suoi sorridenti abitanti.

Una città marocchina tra le meno marocchine del paese, bisogna riconoscerlo. Chaouen ti accoglie, ti avvolge, ti scalda, ti emoziona. Noi siamo stati stregati, è vero, ma siamo ancora sufficientemente obiettivi da scommettere che la Città Blu piacerebbe a chiunque abbia un cuore!

 

Blue-Chefchaouen-Morocco-2

Chefchaouen

 

Ci siamo diretti al nostro hotel, Lina Riad & Spa e fin dall’esterno abbiamo realizzato di aver scelto benissimo! Il riad, inaugurato da pochi mesi, è elegante, luminoso, silenzioso e perfettamente integrato nel tessuto cittadino grazie all’uso del blu e del bianco come colori dominanti.

Anche se i prezzi sono adeguati a una clientela essenzialmente europea (francesi e spagnoli in primis, di italiani neanche l’ombra ma questo vale in generale per Chefchaouen) per il nostro soggiorno abbiamo spuntato una tariffa da lastminute che ci ha permesso di alloggiare in una bellissima suite panoramica che da sola, valeva l’intera spesa!

 

Lina Riad

Lina Riad

 

 

Nonostante la tentazione di abbandonarci ai comfort nella camera fosse davvero irresistibile, ci siamo lasciati convincere dal brontolio dello stomaco e siamo andati a pranzare in un ristorantino che avevamo intravisto in un vicoletto all’arrivo: Casa Aladin.

Il menù è fisso ma in effetti offre quello che avremmo comunque ordinato: un antipastino a base di insalata e olive, tanjine di couscous vegetale, una bibita a scelta e pasticcini con te alla menta per finire (75dhr a persona, circa 6,50€)!

 

Casa Aladin

Casa Aladin

 

La terrazza panoramica è splendida ma noi abbiamo preferito pranzare all’interno per godere del fresco degli ambienti arredati come fossimo in una novella de Le Mille e una notte!

Mentre pranzavamo, è iniziato il canto del muezzin (il richiamo per i musulmani alla preghiera che risuona per la città 5 volte al giorno).

La voce ci arrivava chiara e forte dalla finestra spalancata proprio sul minareto! Per un senso di rispetto ci siamo ammutoliti e abbiamo smesso di mangiare ma ci siamo accorti che nessuno dei presenti, arabi compresi, ha fatto altrettanto. Ad ogni modo, abbiamo aspettato che terminasse il canto: era troppo affascinante per non ascoltarlo concentrati!

Nonostante la stanchezza cominciasse a farsi sentire, ci siamo lanciati nei vicoli di Chaouen, senza preoccuparci di cercare punti di riferimento utili all’orientamento.

Il rischio di perdersi è di fatto inesistente perché la Medina è circolare e quindi, se non si esce dalle porte, inevitabilmente si torna al punto di partenza ma noi questo non avremmo potuto saperlo, ancora.

Quello che ci ha fatto abbandonare a una passeggiata davvero spensierata è stata l’atmosfera pacifica di questo villaggio dove nessuno ti ferma per venderti qualcosa o per accompagnarti da qualche parte, dove tutti ti sorridono anche se ti vedono curiosare e fotografare, dove persino i vecchi (e la parola non è scelta a caso) ti dicono “bienvenido”!

Nel nostro sopralluogo (uscendo dalla porta nord-orientale della medina) abbiamo scoperto le pozze in cui le famiglie amano trascorrere molte ore della giornata, fino a tramonto inoltrato.

 

Tramonto

Tramonto

 

Queste cascatelle, che derivano dalle sorgenti di Ras al-Ma, sono suggestive anche sul far della sera perché, oltre a popolarsi di gente che prende “aperitivi” acquistandoli dalle piccole bancarelle illuminate da lucine fioche, sono il punto di partenza per la passeggiata verso la chiesetta da cui si gode uno dei tramonti più spettacolari che abbiamo mai visto!

 

Chefchaouen

Chefchaouen

 

L’indomani, dopo la faticosa ma indimenticabile escursione nel parco di Akchour (leggete visita al Ponte di Dio)  abbiamo pranzato nel Restaurant Assaada, nella medina.

L’avevamo puntato il giorno prima per i suoi polletti allo spiedo esposti in vetrina ma, essendo arrivati tardi, abbiamo dovuto accontentarci (si fa per dire) di tanjine, polpettine, insalata mista e ottime patatine fritte (anche qui, prezzo fisso, 60 dhr, circa 5€).

A dire la verità, siamo stati fortunati già solo ad aver trovato posto visto che il locale è piccolissimo e ha pochi tavolini all’aperto. Il proprietario, gentilissimo e molto solerte, ci ha subito liberato e riapparecchiato un tavolino e noi abbiamo pranzato sotto un pergolato, tra le pareti bianche e blu della piazzetta.

Belli satolli, siamo tornati in hotel perché nel tardo pomeriggio ci attendeva un massaggio rilassante.

Purtroppo, nonostante l’ambiente, l’atmosfera e i prodotti utilizzati, non è stato all’altezza delle nostre aspettative: il mio trattamento è stato caratterizzato dall’uso continuo del cellulare da parte della ragazza – pazzesco – mentre l’altro è stato annullato per una presunta indisposizione della massaggiatrice.

Per superare il disappunto, siamo usciti dal riad e abbiamo lasciato che la città ci restituisse il sorriso.

 

Chefchaouen mercato

colori a Chefchaouen

 

La sera, Chaouen perde in colore ma acquista in magia. Piazza Outa el-Hammam si popola di tavolini e candele e passeggiare tra i locali pieni di gente che cena, beve una bibita o un tè alla menta, con la moschea Tarik-Ben-Ziad che spicca su tutto il resto è davvero un’esperienza imperdibile!

Non ci siamo fermati a mangiare in piazza perché avevamo prenotato, per la seconda sera consecutiva, un tavolino nel nostro albergo.

La cucina infatti è superba: basata su piatti tipici ma rivisitati a favore della leggerezza, ci ha conquistati facendoci propendere per una seconda cena alla scoperta di altri piatti del menù (ovviamente il ristorante non è aperto a coloro che non alloggiano nel riad).

 

Chefchaouen-by-night

Cena a Chefchaouen


Poiché botteghe e carretti per gli amanti dello street food chiudono tardi, siamo tornati a passeggiare tra i vicoletti di Chaouen per acquistare qualche regalino e per scoprire la vera anima di questo posto a contatto con la gente.
Durante la passeggiata, tra l’altro, abbiamo scoperto la passione dei marocchini per le lumache!
Non riuscivamo a spiegarci cosa vendesse un carretto per aver attirato l’attenzione di decine di passanti e, dopo esserci fatti largo a fatica, abbiamo visto una montagna di lumache da consumare in loco, servite in ciotoline – lavate sul posto – con una specie di brodino: prezzo 8dhr (circa 0,70  cent)!
Chefchaouen-Morocco

Chefchaouen

L’indomani, neanche Chaouen sapesse della nostra imminente partenza, ci ha sorpresi con una nebbia fitta e triste.

Nonostante l’assenza di sole, però, i colori sembravano impazienti di brillare, almeno per l’ultimo saluto e infatti, dopo qualche ora, proprio quando il tassista era di fronte alla porta del riad per condurci a Fnideq, alla frontiera con Ceuta (leggete il nostro diario di viaggio a Ceuta), è spuntato un caldo sole che ci ha permesso di fare la foto al simbolo della città: la vecchia porta di accesso, lasciata in piedi a ricordare la sacralità di Chaouen.

 

Chefchaouen-Morocco-4

Chefchaouen

Chefchaouen-citta-blu-marocco

Tra i vicoli della città blu

 

L’ingresso agli stranieri fu infatti proibito per secoli: furono gli spagnoli a “violarla”, penetrando tra i suoi vicoli nel 1920 e instaurando un protettorato fino al 1956: se volete portare a casa un ricordo vero della vostra vacanza, acquistate una calamita in cui figuri proprio questa porta!

 

Portoni a Chefchaouen

Portoni a Chefchaouen

La chicca: a proposito di porte… i cittadini hanno una vera mania per le porte e ne fotograferete di bellissime, di tutte le tonalità immaginabili di azzurro e con decorazioni che raccontano molto del proprietario e della sua ricchezza. In generale Chaouen è una città fotogenica da morire: speriamo di avervi incuriositi, quel pizzico che basta per inserirla nel vostro prossimo viaggio in Marocco!

POTREBBERO INTERESSARTI...

7 commenti

gianluca 20 Agosto 2018 - 10:52

ottimo articolo, era da un po che cercavo di capire più o meno quanto doveva costarmi lo spostamento da tetouan a chefchaouen.

Rispondi
Monica Nardella 22 Agosto 2018 - 17:48

Bene, sono contenta di esserti stata d’aiuto!

Rispondi
Chiara Pedriale 17 Maggio 2016 - 21:06

Ciao! Ho scoperto oggi questa città tramite una mia amica marocchina che studia con me, e sono rimasta incantata. Posso chiederti una cosa? Cosa mi consigli di fare se volessi partire da Roma? In quale aeroporto atterrare e da lì come arrivare a Chouen? Grazie mille. Chiara.

Rispondi
Monica Nardella 19 Maggio 2016 - 11:52

Ciao Chiara! L’aeroporto più vicino è quello di Tangeri ma non ci sono voli diretti da Roma quindi fai scalo e, una volta atterrata, prendi un taxi collettivo e parti alla scoperta del Rif e della bellissima Chaouen! Se vuoi un autista privato (e affidabilissimo), rivolgiti al nostro, i riferimenti sono nell’articolo (in tal caso, dimmelo, che lo avviso del contatto!). Fammi sapere!!!

Rispondi
walter bartolini 20 Agosto 2014 - 18:39

Salve, sono un professionista fotografo desidero venire in qst città fantastica,ed avere la possibilità di fotografarla in vari aspetti.Le chiedo quale resort
resort è più indicato ( riferimento per la mia agenzia viaggi ) è possibile avere una guida, per poter girare in città particolarmente adatte al mio scopo.
Leggo una recensione dove il sig. Mohamed è disponibile in più ad un prezzo ottimo.
Portare macchine fotogrfiche professionali con ottiche, secondo Lei è consigliabile, ho trovo problemi?
Le sarei grato, se può rispondere a breve la mia partenza è vicina. Certo, poi mi farebbe piacere incontrarla, per poter ringraziarla per la sua disponibilità.
In attesa porgo distinti saluti walter bartolini

Rispondi
Ezio Totorizzo 31 Marzo 2014 - 9:47

Leggere questo post di mattina, tornato da meno di una settimana dal Marocco… aumenta la mia voglia di far la valigia e tornar lì… 😀 Hai reso molto bene le sensazioni provate, tutto quello che si respira e si vive lì… Anche io a Taourandant ho vissuto un’esperienza local con i padroni del riad che ci hanno proprio adottato e portato a mangiare assieme la domenica e cenato con la loro famiglia. Love Morocco. #Spezio

Rispondi
amber433 18 Novembre 2013 - 10:15

Bel resoconto, mi hai fatto venire voglia di visitarla!
E poi tutto quel blu mi piace tantissimo!
Buona settimana
Luisella

Rispondi

Lascia un commento