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Tempio di Giove, l’icona di Terracina

Il tempio di Giove Anxur è una meraviglia tutta da scoprire

Tempio di giove terracina archi

Il Tempio di Giove Anxur è un tempio romano costruito sulla sommità del monte Sant’Angelo a Terracina.

Simbolo della cittadina laziale, questo tempio svetta da oltre duecento metri in posizione dominante (e scenografica) sul porto. Il monte su cui è adagiato, ultima propaggine dei Monti Ausoni, è brullo e roccioso.

Disposto su tre livelli, il Tempio di Giove Anxur ospita:

  • sulla terrazza superiore, i resti di un Campo Trincerato (con funzioni di avvistamento e protezione del sito);
  • su quella media, il Grande Tempio e l’Oracolo (con funzione religiosa);
  • su quella inferiore, il Piccolo Tempio.
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Il Piccolo Tempio

La prima struttura a essere realizzata, nella seconda metà del II secolo a.C., fu il Piccolo Tempio. I soffitti a volta delle 9 camere erano decorati secondo lo stile pompeiano. Vi si può ammirare anche una galleria di affreschi medievali realizzati quando il sito venne utilizzato dai Monaci di San Michele Arcangelo (da cui il nome del monte).

Con la vittoria di Silla su Mario, nel I secolo a.C., furono aggiunti il Campo Trincerato con la cinta muraria e il Grande Tempio con l’oracolo.

Questo Santuario, dedicato a Iuppiter Anxur (Giove Imberbe) – da cui il nome – era meta di fedeli che vi si recavano per interrogare l’oracolo sul proprio futuro. Inserivano il quesito in una cavità che sfociava in un ambiente in cui si trovavano i sacerdoti e attendevano pazientemente il responso. Ma pare che fossero vittima di un imbroglio. La pietra oracolare era infatti collegata alla cavità grazie a un condotto in cui, più che la profezia, risaliva aria che produceva suoni particolari ingannando gli ingenui e speranzosi fedeli.

Giove o Venere?

Il ritrovamento di iscrizioni e manufatti dedicati a Venere ha fatto titubare sull’attribuzione del Tempio di Terracina. Silla, a seguito della vittoria su Mario, pare abbia fatto erigere anche un tempio a Venus Obsequens (Venere Favorevole) ma questa teoria non ha trovato ulteriori riscontri. Potrebbe essere che il Santuario a Venere sia stato eretto altrove e che questi oggetti siano stati trasportati nel tempio di Giove Anxur successivamente.

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Il tempio di Giove che svetta da Monte Sant’Angelo

Dall’abitato di Terracina, si vedono chiaramente i 12 archi a tutto sesto che costituivano il basamento (andato quasi tutto perduto) del terrazzamento su cui svetta il Grande Tempio.

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Le arcate a tutto sesto del basamento della terrazza del tempio Grande

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L’ambulacro del grande basamento col foro in fondo

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Il foro nella parete dell’ambulacro

Panorama sul Circeo dal Foro nella parete del corridoio del Tempio di GiovePasseggiare però in questa galleria (e nel corridoio parallelo) regala un panorama favoloso sulle isole pontine fino al Circeo e persino scorci sulle colline circostanti.

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Panorama al tramonto dal tempio di Giove

Il tempio di Giove nel Grand Tour

Sapete che Terracina è stata una tappa del Grand Tour?

Ebbene, fin dalla fine del ‘600 da tutta Europa si partiva per un viaggio verso il bel paese: per studiare, conoscere, godere; e questi erano gli anni prima del Tour. In seguito, dal XVIII e per tutto il XIX secolo, fino ai primi del novecento, fu moda totale. Tutti, o quasi, coloro che potevano permetterselo, transitarono, esplorarono, soggiornarono in Italia, dando vita in pieno al Gran Tour.

Per approfondimenti, leggete Grand Tour quando l’Italia era una meta obbligata.

Il più famoso tra questi viaggiatori fu Goethe. Ebbene, Johann Wolfgang von Goethe, in viaggio da Roma verso Napoli, giunse a Terracina il 23 febbraio 1787, in piena bonifica pontina da parte di Pio VI.

Dagli appunti di Goethe, si evince che l’impressione per la zona sia tutto sommato positiva. Interessante è il riferimento alla costruzione di un “grande e bell’edificio” (in cui però egli decise di non alloggiare).

Si trattava dell’Albergo Reale, fatto realizzare proprio dal Papa.

La “Locanda di Terracina“, come veniva chiamato, diventerà un punto di riferimento per tutti i viaggiatori del Grand Tour. Perché? Perché era diventata famosa grazie allo scrittore statunitense Washington Irving, che vi ambientò nel 1824 le “Storie di briganti italiani“. Ma non solo.

Parte della sua fama era dovuta alla famosissima operetta lirica “Fra Diavolo, ou L’hôtellerie de Terracine“, del 1830.

Tutti coloro che si mettevano in viaggio per il Grand Tour volevano alloggiare nella Locanda di Terracina. Purtroppo oggi non resta nulla, se non il ricordo, perché l’Albergo Reale è stato distrutto nel 1944 dall’esercito tedesco in ritirata.

Rimane un libro, però, di Rosario Malizia, che val la pena di leggere “La Locanda di Terracina. Un mito letterario del Grand Tour sull’Appia”.

Altra chicca. I nobili in viaggio portavano con sé dei disegnatori che potessero raffigurare i luoghi più iconici del Tour. Grazie a questa iniziativa, oggi disponiamo di fotografie dell’Italia sette e ottocentesca e, nello specifico, di Terracina.

Ho trovato appassionante la lettura di questo articolo pubblicato su Terra Pontina Sulla via del Grand Tour che raccoglie tante testimonianze di viaggiatori lungo l’Appia, la Regina Viarum, tra diari e disegni.

Il tempio di Giove “oggi”

  1. E’ classificato Sito di interesse Comunitario nel Parco Naturale Monti Ausoni e lago di Fondi
  2. Dal 2000 è tutelato come monumento naturale.
  3. In pochi sanno che il video del singolo “Happy Hour” di Ligabue ha avuto come set proprio il tempio di Giove Anxur! Dal minuto 3:08 avete proprio una serie di panoramiche pazzesche sul sito e sulla location a dir poco eccezionale!
  4. Mentre salite (a piedi o in auto) verso Monte Sant’Angelo, potrete notare il logo della Via Francigena del Sud perché alcuni tratti coincidono!

Prezzi Tempio di Giove

7€ intero, 5€ ridotto. Aperto tutti i giorni (tranne 25 e 26 dicembre e 1 gennaio) dalle 9 alle 13 (ultimo ingresso 12.30) e dalle 15 alle 20 (ultimo ingresso 19.30).

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2 commenti

Claudia 8 Febbraio 2022 - 16:57

ci sono stata qualche anno fa, una delle ultime gite fatte con mio padre (che viveva a Latina), ne ho un ricordo molto bello. tra l’altro ricordo anche che affacciandomi dall’alto sul mare si vedeva che l’acqua era limpidissima.
non avrei mai sospettato però che fosse una meta del Grand Tour, questa sì che è una chicca 🙂

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Monica Nardella 9 Febbraio 2022 - 9:30

Ciao Claudia, vero, da lassù si riesce a vedere quanto sia cristallina l’acqua di questo tratto di litorale! Ebbene sì, per fare il Grand Tour si doveva passare lungo l’Appia nel tragitto Roma-Napoli

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