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Cosa fare e vedere a Porto Torres

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Cosa fare e vedere a Porto Torres (e quindi nel Golfo dell’Asinara) tra il mare di Stintino (a soli 30 minuti) con la bellissima spiaggia della Pelosa e quello del Parco Nazionale dell’Asinara. Ma questa città riserva molte sorprese oltre al suo mare

La Torre Aragonese

Una delle prime cose da vedere a Porto Torres è sicuramente la torre Aragonese.

Ubicata all’uscita del porto turistico, è il “simbolo” della città. Realizzata per volontà di Don Alfonso V d’Aragona nel 1323 a scopo difensivo, ha subito numerosi rimaneggiamenti ed è stata utilizzata per le più disparate finalità (come dogana  e addirittura come faro).

La Basilica di San Gavino e il Santuario di San Gavino a Mare

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La Basilica di San Gavino | foto © Roberto Romanato via flickr

La chiesa romanica più grande e più antica di tutta la Sardegna, custodisce le spoglie (e le statue lignee) di San Gavino, San Proto e San Gianuario.

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Chiesa di San Gavino a Mare

La storia narra che i corpi dei 3 martiri furono restituiti dal mare sulla spiaggia di Balai e in quel punto è stato eretto il Santuario di San Gavino a mare. Ogni anno viene celebrata la Festha Manna durante la quale le statue dei tre martiri vengono portate in processione dalla Basilica al Santuario a mare.

Ingresso gratuito.

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Spiaggia di Balai

Il museo dell’Antiquarium Turritano e il Ponte Romano

Porto Torres nasce sui resti dell’antica Turris Libisonis, colonia romana fondata da Giulio Cesare intorno al 45 a.C. Testimonianze preziose di questa città romana sono esposte nel Museo Archeologico Nazionale dell’Antiquarium Turritano.

Prezzi: Intero – euro 4 – adulti; Ridotto – euro 20 – minori sino ai 12 anni e gruppi oltre 10 persone. Cumulativo intero – euro 7 – adulti, visita al Museo Antiquarium e area archeologica di Turris Libisonis.

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Museo Antiquarium Turritano | foto © Pep Padula via Flickr

Assolutamente da visitare anche l’adiacente area archeologica – con le terme Maetzke, le terme centrali e le terme Pallottino – e il Ponte Romano, costruito sul fiume Rio Mannu sotto Tiberio per collegare la città con Karales (l’odierna Cagliari).

Il Ponte è un esempio eccezionale di ingegneria non tanto per la lunghezza (pari a 135 metri) quanto per le 7 arcate progettate con altezze diverse per assecondare la natura impervia del terreno.

Il Tempio-Altare Monte d’Accoddi

Il monumento, massima espressione della civiltà prenuragica, ricorda le coeve ziqqurat mesopotamiche (pur non esistendo una relazione diretta). E’ un sito unico nel suo genere nel Mediterraneo.

Prezzi: Intero euro 4 – adulti; Ridotto euro 3 – studenti dai 6 ai 25 anni, gruppi minimo 10 persone e scolaresche. ingresso gratuito al di sotto dei 6 anni, guide turistiche, insegnanti accompagnatori, portatori di handicap e accompagnatore.

Il Parco Nazionale dell’Asinara

Sarete costretti a una levataccia ma ne vale assolutamente la pena. Il Traghetto della Delcomar parte due volte al giorno da Porto Torres (orario estivo alle 8.30 e alle 16:30. In altissima stagione le partenze sono tre: 8.15, 11.30 e 16.30. Altrettanti i ritorni 09.45, 13 e 18).

L’imbarco è alla Stazione Marittima. I biglietti (costo 15€ biglietto + 5€ tassa di sbarco sull’Asinara = 20€ a persona) possono essere acquistati online.

Se si vuole trascorrere una giornata sull’isola, si deve necessariamente partire col primo traghetto (anche in considerazione del fatto che la traversata dura un’ora e mezza circa e che il rientro è tassativamente alle 18 dall’Asinara).

Siamo sbarcati a Cala Reale da dove è partito l’autobus dell’ATP per le spiagge. Prezzo 4€ a persona A/R. Biglietti a bordo (munitevi di monete!).

Nella scelta della spiaggia, abbiamo ricevuto da più parti la segnalazione di Cala Sabina: noi non possiamo che confermare la bontà della dritta!

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Vista su Cala Sabina dal sentiero

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L’acqua trasparente di cala Sabina

Le possibilità per raggiungere la spiaggia sono due. Se decidete per il trekking, scendete all’ultima fermata utile (dopo l’ostello) e da lì, imboccate il Sentiero del Faro, per raggiungere questo paradiso in terra.

E’ bene che sappiate, però, che si tratta di una bella passeggiata su strada sterrata (circa 2 km).

Assolutamente consigliati: scarpe comode, un cappellino, una bottiglietta d’acqua e crema solare per affrontare il tragitto.

Se soffrite di pressione bassa o se avete bambini al seguito, utilizzate una navetta  (ancora in fase di conferma le agenzie che garantiscono questo servizio).

Noi abbiamo voluto provare l’ebbrezza del trekking (all’andata) e la comodità della navetta (al ritorno).

Giunti a destinazione…che sogno!!! Il mare trasparente, una spiaggetta quasi deserta e il silenzio tutto intorno. Non c’è altro. Né bar, né stabilimenti, niente: ricordate di essere in una Parco Naturale?

Quindi portate con voi una sacca con le bibite, un panino, della frutta. E pensate solo a rilassarvi!

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Cala Oliva

Alle 14 in punto la navetta è venuta a prenderci e ci ha lasciati a Cala d’Oliva. Al baretto nella piazzola vista mare, abbiamo atteso l’arrivo dell’ATP (l’ultima della giornata) sorseggiando una bibita fresca e mangiando un gelato.

Siate puntuali, perché se perdete quella corsa non avrete modo di arrivare a Cala Reale in tempo per il traghetto!

La spiaggia della Pelosa

Impossibile resistere al suadente richiamo del mare della Pelosa, a Stintino! Quando siamo andati noi, la spiaggia era “libera”.

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Torre Pelosa che svetta sull’omonima spiaggia

Dal 2020 l’accesso durante il periodo estivo (1 giugno – 30 settembre) è su prenotazione e a pagamento: 3,50€ gli adulti mentre i bambini under 12 anni accedono gratis.

Il sito su cui prenotare l’ingresso (a numero chiuso) è https://www.lapelosastintino.com/home.

Una soluzione inevitabile per salvaguardare un ecosistema così delicato che risentiva moltissimo delle frotte di turisti accampate ovunque e che permette, al contempo, di godere un angolo di paradiso in pace.

Scopri anche: Sardegna, l’elenco delle spiagge a pagamento e a numero chiuso

Come arrivare a Porto Torres

Se avete più di una settimana, è preferibile partire in traghetto con la propria auto/moto (un sito utile di comparazione prezzi è https://www.traghetti.it/).

Se avete meno tempo a disposizione, come noi, andate in aereo (noi siamo partiti con un volo Ryanair Roma-Alghero acquistato con largo anticipo pagandolo circa 60€ a persona A/R) e, all’arrivo in aeroporto, noleggiate una macchina.

(Noi dopo una serie di simulazioni online, abbiamo prenotato una Punto con Europecar: per 48h, 75€).

In base alla tabella di marcia, valutate se fare una rapida tappa ad Alghero.

Le sue viuzze, le vetrine colorate, i viali che si specchiano sull’acqua e i palazzi che ricordano talmente tanto lo stile catalano da meritarle l’appellativo di Barceloneta (ricordiamo che vi si parla il catalano nella variante algherese) vi faranno venir voglia di tornare (e fermarvi).

Per gli amanti del corallo, inoltre, consigliamo di fare un salto in uno dei negozi del centro, visto che Alghero è il capoluogo della Riviera del Corallo grazie alla pregiata varietà rossa che viene pescata nelle sue acque ancora oggi (e che si trova persino nel suo stemma!).

Dove dormire a Porto Torres

Noi abbiamo alloggiato in un appartamento a due passi dal porto: soluzione comodissima soprattutto se avete intenzione di imbarcarvi al mattino presto per un’escursione giornaliera all’Asinara.

Altro plus, avere a due passi il Bar Cristallo (Piazza XX Settembre 14) dove fare colazione con paste fragranti appena sfornate!

Dove mangiare a Porto Torres

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Tenuta Li Lioni

Tenuta Li Lioni

L’indirizzo giusto, per quelli che vogliono mangiare piatti tipici sardi a base di carne.  Primi piatti generosi e saporiti, maialino come da tradizione e vino sfuso. La location immersa nel verde e un’accoglienza sempre calorosa e professionale, rendono la tenuta un appuntamento imperdibile durante una vacanza a Porto Torres.

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pesce fresco al Ristorante & Pizzeria Il Corallo 2

Ristorante & Pizzeria Corallo 2

Ristorante con terrazza panoramica proprio sul lungomare di Balai. Buoni piatti a base di pesce fresco. Da provare anche le pizze cotte nel forno a legna.

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