Avete mai osservato davvero una moneta?
Non il valore, non il resto che tintinna in tasca, ma ciò che racconta. Le monete sono piccoli manifesti silenziosi: passano di mano in mano, attraversano confini, e portano con sé l’idea che un Paese ha scelto di dare di sé.
Monumenti sulle monete italiane: un viaggio tascabile attraverso l’Italia
Dal 1° gennaio 2002, l’euro è la valuta ufficiale dell’Unione Europea. Tutte le monete, da 1 centesimo a 2 euro, condividono una faccia comune con il valore nominale, disegnata dall’artista belga Luc Luycx. Ma è sull’altra faccia che ogni Stato ha lasciato la propria impronta identitaria.
L’Italia, come spesso accade, non ha scelto una sola strada: ha raccontato se stessa attraverso arte, architettura e pensiero, trasformando le monete in un vero e proprio museo tascabile.
Come sono stati scelti i monumenti sulle monete italiane
Non tutti ricordano che, prima dell’introduzione dell’euro, fu stilata una prima short list tematica che comprendeva monumenti, opere d’arte e personaggi della cultura italiana.
La scelta finale coinvolse direttamente il pubblico: l’8 febbraio 1998, durante una storica puntata di Domenica In condotta da Fabrizio Frizzi, un televoto decretò i soggetti più amati. Vinsero Botticelli, Dante, il Colosseo, il Campidoglio e Castel del Monte.
Non tutto, però, passò dal voto popolare. La moneta da 1 euro, ad esempio, fu una scelta “dall’alto”, presentata direttamente dagli uffici del Ministero dell’Economia di via XX Settembre.
La Commissione per la monetazione colmò poi alcune assenze significative: un monumento del Nord Italia e un’opera d’arte contemporanea entrarono nel gruppo finale, creando un dialogo felice tra Rinascimento e Novecento.
Da qui inizia il nostro tour tra gli 8 monumenti sulle monete italiane: visualizzateli su questa mappa!
Moneta da 1 cent – Castel del Monte, BAT (Puglia)
Castel del Monte non è solo un castello: è un enigma in pietra. Voluto da Federico II, domina l’altopiano delle Murge con la sua geometria perfetta, fatta di ottagoni e silenzi.
L’ho visitato due volte; l’ultima in occasione di Unesco Festival Experience in Puglia, quando tutti i siti UNESCO della regione si sono raccontati come parti di un unico grande paesaggio culturale. Castel del Monte non si lascia spiegare facilmente: si attraversa, si osserva e poi resta dentro. Per le info relative alla visita, leggete Castel del Monte, misteri alla corte di Federico II.
L’incisione della moneta è opera di Eugenio Driutti, incisore medaglista friulano.

Castel del Monte
Moneta da 2 cent – Mole Antonelliana, Torino (Piemonte)
La Mole Antonelliana non è solo un edificio: è un’idea che si slancia verso l’alto. Durante il mio weekend a Torino ho costruito un itinerario che includesse il Museo Nazionale del Cinema, ospitato proprio al suo interno.
Ma anche senza entrare, la Mole resta uno dei simboli più riconoscibili della città e uno dei punti migliori per osservare Torino dall’alto, con le Alpi sullo sfondo.
L’incisione è di Luciana De Simoni.

La Mole Antonelliana sulla moneta da 2 cent
Moneta da 5 cent – Colosseo, Roma (Lazio)
Il Colosseo non ha bisogno di presentazioni, eppure spesso lo si guarda solo da fuori, come se fosse sufficiente. In realtà, entrare significa cambiare prospettiva: capire lo spazio, la scala, la complessità.
Ogni anno il Parco archeologico del Colosseo prevede giornate a ingresso gratuito (ad esempio la prima domenica del mese): un’occasione preziosa per restituire tempo a uno dei luoghi più visitati — e meno ascoltati — d’Italia.
Incisione di Ettore Lorenzo Frapiccini.

Il Colosseo sulla moneta da 5 cent
Moneta da 10 cent – La Venere di Botticelli, Firenze (Toscana)
Sulla moneta compare un dettaglio della Nascita di Venere, conservata agli Uffizi. Firenze è una città che richiede lentezza, e forse per questo — nonostante le molte visite — non sono mai riuscita a dedicare agli Uffizi una giornata davvero quieta. Anche qui, come per il Colosseo, esistono giornate a ingresso gratuito selezionate dalla direzione del museo.
L’incisione è di Claudia Momoni.

La bella Venere di Botticelli sulla moneta da 10 cent
Moneta da 20 cent – Boccioni, Milano (Lombardia)
Forme uniche nella continuità dello spazio non è solo una scultura: è il tentativo di fermare il movimento senza immobilizzarlo. Realizzata nel 1913 da Umberto Boccioni, è uno dei manifesti del Futurismo italiano.
L’originale è conservato al Museo del Novecento, affacciato su Piazza Duomo. Una visita che attende ancora il suo momento.
Incisione di Maria Angela Cassol.

La scultura di Boccioni sulla moneta da 20 cent
Moneta da 50 cent – Marco Aurelio e il Campidoglio, Roma (Lazio)
Qui convivono due livelli di storia: la statua equestre di Marco Aurelio, imperatore filosofo, e la piazza disegnata da Michelangelo, realizzata secoli dopo seguendo un’incisione del Duperac.
Salendo la cordonata capitolina, lo sguardo si apre sui palazzi e, poco oltre, sui Fori Imperiali. Una vista che vale sempre la salita.
Incisione di Roberto Mauri.

La statua equestre di Marco Aurelio e la piazza di Michelangelo sulla moneta da 50 cent
Moneta da 1 euro – Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci (Veneto)
Il disegno simbolo dell’equilibrio tra uomo e universo è conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.
Curiosità: questo soggetto, inciso da Laura Cretara (prima donna in Italia a firmare una moneta), non fu sottoposto a televoto, ma scelto direttamente dall’allora Ministro dell’Economia Carlo Azeglio Ciampi.

L’uomo Vitruviano di Leonardo sulla moneta da 1 euro
Moneta da 2 euro – Dante Alighieri, da Raffaello (Città del Vaticano)
Il più famoso ritratto del padre della lingua italiana fu realizzato da Raffaello nel Parnaso, un affresco dedicato alla Poesia che campeggia nella Stanza della Segnatura, nei Musei Vaticani.
Papa Giulio II affidò a Raffaello Sanzio l’incarico di decorare i suoi appartamenti a inizio ‘500 per non dover alloggiare nell’Appartamento Borgia del deprecabile predecessore Alessandro.
L’incisione è di Maria Carmela Colaneri.

Il ritratto di Dante Alighieri sulla moneta da 2 euro
Un’Italia che si può tenere in tasca
Forse il senso di questo viaggio è tutto qui: ricordarci che l’Italia non è solo da visitare, ma da osservare. Anche nelle cose più piccole. Anche in una moneta.

