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Cosa vedere a L’Aia in un giorno

Cosa vedere LAia Binnenhof

Durante il nostro weekend a Rotterdam (leggi Cosa vedere a Rotterdam) abbiamo fatto un’incursione a L’Aia, la terza città olandese per grandezza che si affaccia sul Mare del Nord e in cui hanno sede il Parlamento e il Governo (pur non essendo la capitale), il Palazzo della Pace e la casa reale dei Paesi Bassi.

Siamo stati in città un solo giorno, eppure abbiamo avuto la fortuna di “sperimentare” attività insolite o comunque speciali a L’Aia. Pronti a scoprirle con noi?

Cosa fare a L’Aia in un giorno

Indubbiamente, vedere da vicino la famosa Ragazza con l’orecchino di perla di Veermer alla Mauritshuis!

Turista di Mestiere aveva già avuto modo di apprezzare il capolavoro di Vermeer nel 2014, in Italia, quando il quadro – approfittando dei lavori di restauro nel museo – fu esposto a Bologna, a Palazzo Fava, nella mostra Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt.

Vederlo però nella sede originale, nel palazzo in cui oggi è allestita una collezione di circa 800 opere del ‘600 e del ‘700, non ha davvero prezzo! Il “cofanetto portagioie”, come è definito la Mauritshuis, è un vero scrigno di capolavori. Non solo Vermeer ma Rembrandt, van Hals, Rubens, Fabritius solo per citarne alcuni.

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L’esterno della Mauritshuis

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La ragazza con l’orecchino di perla

Io sono rimasta particolarmente affascinata anche dalla Lezione di anatomia del dottor Tulp, un’opera straordinaria di Rembrandt e dal Peccato originale di Rubens (se amate questo artista, visitate Anversa, leggete Cosa vedere ad Anversa in 36 ore).

Indirizzo: Plein 29. Orari: lunedì dalle 13 alle 18. Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Prezzi: 15,50€ intero. Gratis under 19 anni, possessori dell’Holland Pass + altre categorie (consultate il sito).

In alternativa (visti i tempi ristretti), gli amanti dell’arte potranno visitare il museo dedicato al genio di Maurits Cornelis Escher: 150 opere del maestro indiscusso delle illusioni ottiche sono allestite nell’Het Palais in Lange Voorhout 74 in una mostra permanente.

Il museo Escher è a 10 minuti dalla stazione centrale ed è facilmente raggiungibile con il tram n.9 o n.17. Orari: tutti i giorni dalle 11 alle 17. Chiuso il lunedì. Prezzi: 9,50€ intero, 6,50€ ridotto ragazzi 7-15 anni, gratis under 6.

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L’installazione temporanea tra le strade de L’Aia in omaggio al De Stijl

Quando siamo andati lo scorso anno, L’Aia celebrava il centenario della fondazione del De Stijl, il movimento artistico di cui faceva parte Piet Mondrian.

La città, grazie al progetto dello studio Vollaerswart, si è trasformata in un quadro a cielo aperto con le inconfondibili geometrie colorate dell’artista. Strade, palazzi e vetrine hanno sfoggiato riquadri rossi, gialli e blu ed è stato divertente scovare l’omaggio a Mondrian nei posti più disparati!

Sebbene l’installazione sia finita, nel Gemeentemuseum dell’Aia sono comunque sempre allestiti circa 300 lavori dell’artista olandese oltre alla più vasta collezione di opere del De Stijl!

Vicino al Gemeentemuseum, in Johan de Wittlaan (a due passi dall’Omniversum), c’è un’imponente statua raffigurante Nelson Mandela chiamata “Long walk to Freedom Munument” realizzata da Arie Schippers.

Il Palazzo della Pace, in stile neorinascimentale, ospita la Corte Internazionale di Giustizia, la Corte Permanente di Arbitrato, l’accademia del Diritto internazionale, la Biblioteca del Palazzo della Pace e un centro visitatori con una mostra permanente sulla storia del movimento pacifista. A rendere possibile la sua costruzione fu il filantropo Andrew Carnegie, un magnate britannico affascinato dall’idea di un tempio della pace e nel 1903 donò oltre un milione di dollari al governo olandese per realizzarlo.

Dove mangiare a L’Aia

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Il pranzo da Instock

 

AGGIORNAMENTO 2021: il locale ha chiuso i battenti a L’Aia e a Utrecht ma è ancora aperto ad Amsterdam. Leggete comunque la recensione perché la mission di questo locale “anti-spreco” è davvero ammirevole.

Da Instock i cuochi – all’opera in una cucina a vista – ogni giorno utilizzano in maniera creativa cibo che finirebbe nella spazzatura.

E non perché cattivo ma solo perché, ad esempio, esteticamente non è più gradevole per il consumatore. O perché la data di scadenza è molto prossima (badate bene, prossima non superata!) oppure semplicemente in eccesso e quindi di difficile smaltimento per un supermercato.

Un po’ ovunque, nel locale, ci sono inviti a non sprecare il cibo e per essere più incisivi, sfogliando il menù, nella sezione FOOD FACTS, sono stampate cifre allarmanti sulla quantità di cibo gettata ogni anno.

Le stime parlano di 1/3 della produzione mondiale: uno stimolo per gli avventori a un consumo di cibo più consapevole. Anche perché in poche righe scopriamo un circolo vizioso inquietante.

Per produrre quel cibo che finisce inesorabilmente (e inspiegabilmente) nella spazzatura, è servita una quantità di acqua pari a quella necessaria per alimentare le abitazioni di 9 milioni di persone.

Che il terreno utilizzato per le coltivazioni è soggetto all’impoverimento delle risorse.

Che una discreta quantità di CO2 è stata prodotta. Tutto, per niente.

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Un angolino di Instock con l’indicazione del cibo “riciclato”

Un duro monito per educare i clienti ad apprezzare la bontà dei piatti, oggettivamente saporiti e gustosi, e a consumare i prodotti del giorno frutto della “spesa” quotidiana.

Noi abbiamo ordinato degli starter classici (che si trovano quasi sempre perché sono polpettine, dadi di formaggio, crocchette tutto fritto) mentre il menù del giorno ci è stato servito su un tagliere unico: dall’omelette alla zuppa di verdure alla frutta alla fetta di dolce.

E da bere? Oltre ai succhi di frutta e ai normali soft drink, provate le centrifughe e, se amate le birre artigianali, provate la Pieper Bier, una birra prodotta con patate riciclate e la nuova entrata in casa Instock, la Bammetjes Bier, la birra prodotta con il pane!

L’idea dei tre fondatori di Instock nasce quando, lavorando presso la catena Albert Heijn, realizzano che il cibo invenduto – per politiche condivise da molti supermercati legate all’estetica – potrebbe essere “riciclato” trasformando il circolo da vizioso a virtuoso. Instock è aperto tutti i giorni e serve colazioni, pranzi, cene e drink.  Buitenhof 36. Pagamento solo con carte di credito.

 

Dove dormire a L’Aia

Beach-House-Holland-Kijkduin

La nostra casetta sulla spiaggia di Kijkduin in tutto il suo splendore!

Dormire in una strandhuisje – una beach house –  a Kijkduin  (leggete dormire sulla spiaggia in Olanda) è un’esperienza che consiglio (e non solo in piena estate) se amate il silenzio rotto dal ruggito del mare (ruggito è il termine giusto visto che la costa è spazzata spessissimo dal vento del Nord).

Kijkduin è la spiaggia meno gettonata de L’Aia (e a fine settembre era ancor meno frequentata) quindi la notte trascorsa nella beach house è entrata di diritto tra le mie 100 cose da fare prima di morire!

L’altra spiaggia cittadina (la più famosa d’Olanda) è Scheveningen, a circa 6 chilometri dal centro e facilmente raggiungibile in bici. D’estate questa località balneare è piena di giovani che affollano i bar, i ristoranti, le discoteche. D’inverno è quasi deserta ma val la pena arrivare fin qui per ammirare il Kurhaus, un hotel a 5 stelle inaugurato nel 1885, e il molo, restaurato nel 2015 da cui si gode una splendida visuale sulla costa.

 

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Oppure scopri Le spiagge in Olanda: Scheveningen

 

I coffee shop a L’Aia sono aperti ai turisti stranieri?

Sì e ce n’è uno, Cremers, che ha la particolarità di avere la rivendita (come se fosse un normale “tabacchi”) in Prinsestraat 84 e due civici oltre, un piccolo bar “sotterraneo” dove fumare e incredibilmente consumare alcolici (sebbene valga sempre il consiglio di non abbinare cannabis e alcool).

 

Come arrivare a L’Aia

Il vicino Rotterdam The Hague* Airport (a circa 30 chilometri) serve comodamente la città.

Noi siamo arrivati con un volo diretto da Roma con Transavia, abbiamo trascorso qualche giorno a Rotterdam e ci siamo spostati a L’Aia con una metropolitana leggera (RET Metro E) che in una mezz’ora scarsa ci ha portati a Den Haag Centraal (la moderna stazione centrale).

In città però vi è anche un’altra stazione, la Den Haag Holland Spoor, utilizzata soprattutto per i collegamenti a lunga percorrenza quindi quando cercate il vostro treno, prestate attenzione a non confonderle. Se volete andare direttamente a L’Aia dall’aeroporto, potete prendere il bus navetta n.50 che in 38 minuti vi porterà in centro.

* L’Aia viene chiamata The Hague in inglese e Den Haag in olandese quindi potreste trovare diversi nomi sulle mappe o sulle guide.

Si ringraziano Transavia e l’Ente del Turismo de L’Aia per l’ospitalità

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5 commenti

Andrea 27 Giugno 2018 - 21:21

Wow, che bello!! In viaggio!! Buon viaggio, allora! Pure io
parto per Krakow, sabato

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Andrea 27 Giugno 2018 - 11:53

Ottimo articolo Monica!! La strandhuisje è entrata di filato nelle mie priorità; fantastica l’idea di Instock: hai fatto benone a parlarne e promuoverla! Insomma, una sorpresa…

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Monica Nardella 27 Giugno 2018 - 19:05

E pensa che tornerò proprio il prossimo we a Rotterdam/L’Aia + Delft quindi se scoprirò qualche altra chicca non mancherò di integrarla!

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Simona 9 Febbraio 2018 - 19:00

3 cose davvero interessanti da fare in una città di cui non si parla molto. Il dipinto della ragazza con l’orecchino di perla è uno dei miei preferiti, il ristorante antispreco trovo sia un’idea geniale anche per farci riflettere su quanto potremmo fare per il nostro pianeta e passare la notte sentendo il ruggito del mare deve essere splendido! grazie!

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Monica Nardella 10 Febbraio 2018 - 21:00

Grazie a te per l’apprezzamento! Sono stata felicissima per queste tre esperienze speciali, hanno reso 24 ore a L’Aia davvero uniche!

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