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Paestum, visita ai templi e al Museo Archeologico

Paestum Templi

È come se un dio, qui, avesse costruito con enormi blocchi di pietra la sua casa. Friedrich Nietzsche

Durante il weekend in Cilento, con base nella incantevole Agropoli, ho voluto inserire una tappa a Paestum, un sito archeologico nella piana del Sele (a una trentina di chilometri da Salerno) di superba bellezza che lascia senza fiato già a guardarlo dall’esterno. Tutto quello che gli scavi hanno riportato in luce è infatti visibile anche dalla strada e molti sono quelli che – purtroppo – si limitano a curiosare tra le inferriate che delimitano l’area. Consigliamo invece di investire pochi euro per passeggiare nel sito riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e per ammirare i reperti allestiti all’interno dell’adiacente Museo Archeologico Nazionale.

Paestum, fondata dai greci stanziatisi a Sibari, in Calabria, nel 600 a.C. circa, si chiamava inizialmente Poseidonia, in onore di Nettuno, il dio del mare.  La città ha subito nei secoli varie occupazioni importanti per i preziosi lasciti  ma soprattutto anche perché hanno contribuito a mantenere il sito fiorente – sebbene con alterne vicende – almeno fino al declino dell’Impero Romano. Roma infatti, dopo averla conquistata nel 273, ne ha trasformato il nome in Paestum e ai tre templi riconducibili ai Sibariti (la Basilica, il tempio di Poseidone e il tempio di Cerere, costruiti nello stesso periodo dell’unico affresco greco finora scoperto nella tomba del Tuffatore) e alle tombe affrescate sul modello greco dei lucani, ha incentivato commercio e cultura con la costruzione di importanti edifici pubblici come l’anfiteatro, il foro e il ginnasio.

Paestum-Basilica

La Basilica

 

Il tour inizia con la spettacolare Basilica, il tempio greco meglio conservato di questo periodo (siamo nel 560 a.C). La datazione è possibile grazie alla forma dei capitelli che ornano le colonne: nell’ordine dorico più sono piatti, più sono antichi.  La prima ad essere stata eretta dunque fu la Basilica che recenti studi vorrebbero piuttosto un edificio di culto dedicato ad Apollo, poi il Tempio di Atena (il più lontano logisticamente) e quindi il Tempio di Nettuno. Proprio la Basilica è oggetto di un progetto sperimentale che l’ha resa fruibile da parte di tutti a partire dal mese di giugno 2016 quando è stato creato un percorso speciale con l’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Paestum-Tempio-Nettuno

Tempio di Nettuno

 

Passeggiando tra le antiche vestigia, in direzione dell’adiacente tempio di Nettuno, vi sentirete sopraffatti dalle dimensioni delle strutture e dallo stupefacente stato di conservazione nonostante molto sia andato perduto. Spiace constatare che i pannelli esplicativi siano davvero essenziali e inadeguati, secondo me, all’eccezionalità del sito. In compenso, prima di partire, consiglio di visualizzare l’ottima mappa online dal sito ufficiale e di stamparla per orientarsi meglio nella città antica. La dedica a Nettuno è assai dibattuta. Gli studiosi tendono oggi ad attribuirlo piuttosto a Hera, altri ancora ad Apollo. Oltrepassati questi due templi, ci si imbatte nei quartieri abitativi, nelle terme, nel Foro, nell’anfiteatro e nell’ekklesiasterion, l’edificio in cui si riuniva l’assemblea dei cittadini maschi per parlare di politica.

 

Paestum-Anfiteatro

Anfiteatro

Paestum-ekklesiasterion

Ekklesiasterion

Paestum-Tempio-Atena

Tempio di Atena

 

L’ultimo tempio, quello posizionato più a nord ed edificato nel 500 a.C., è l’unico di cui si sappia con certezza la dedica: ad Atena, dea dell’artigianato e della guerra.

In prossimità del tempio, c’è un varco per uscire dal sito – interamente circondato dalle mura – e accedere al Museo Nazionale che merita una visita per gli straordinari affreschi che vi sono conservati. Purtroppo, quando sono andata io (e fino al 30 settembre 2016), la sala Mario Napoli che ospita la famosissima Tomba del Tuffatore era chiusa per riallestimento e la lastra di copertura della tomba era pertanto in esposizione presso il Museo Archeologico di Napoli per la mostra “Mito e Natura”. Se volete ammirare il pezzo più noto e pregevole del museo (il giovane che si tuffa, nudo, a rappresentare il passaggio dalla vita alla morte), tenete presente questo “dettaglio”.

 

Paestum-Tuffatore

La Tomba del Tuffatore

 

In compenso, fino al 26 agosto 2016 tutti i venerdì potrete visitare gratuitamente i depositi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum grazie all’iniziativa “I venerdì dei depositi” purché muniti di regolare biglietto del Parco. La visita dura 40 minuti e l’accesso è consentito tra le 11 e le 14: potrete ammirare più di quattrocento lastre dipinte provenienti da tombe lucane del IV e dell’inizio del III sec. a.C.. Consigliamo, data l’affluenza, la prenotazione via telefono contattando lo 0828 811023 oppure scrivendo a pae.didattica@beniculturali.it.

Indirizzo: Via Magna Grecia, 919 Capaccio (SA). Orari: il Museo è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30; ogni sabato, dal 7 maggio al 1 ottobre,  chiude alle ore 22:30. I Templi sono aperti tutti i giorni dalle 8:30, la chiusura varia in base alle stagioni. Prezzi: 9€ area archeologica + museo.  Esiste anche un biglietto cumulativo pari a 10€ col quale visitare anche Velia. Ulteriori info: http://www.museopaestum.beniculturali.it/

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2 commenti

Miss Dreamer 6 Agosto 2016 - 11:09

“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato” Edgar Allan Poe

Adoro viaggiare e porto sempre con me la mia macchina fotografica, con la quale cerco di bloccare ogni singolo attimo per poterlo rivivere, e il mio taccuino, su cui annoto ogni cosa.

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Monica Nardella 14 Agosto 2016 - 17:11

splendida riflessione Miss, sei un po’ come me 😀 Vuoi condividere con noi qualche tuo scatto?

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