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Tutti pazzi per il meteo

summer sea
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[photo credit Simon Turkas]

Il continente è battuto dal caldo. L’Italia avvampa! Venti città con il bollino rosso, attenzione a dove andate, per carità!… Afa, afa, aiuto, al lupo…è estate! Già, è estate, cosa ti aspetti, le dolci pioggette d’Inghilterra?
Il meteo, è la croce e delizia di interi popoli. Gli inglesi, giusto loro, sono famosi per essere degli abilissimi conversatori sul tema. Ormai però, insieme alla cucina, parlare del tempo che fa, è diventato una necessità (qualcuno potrebbe dire un cliché; ma lasciamolo stare); chi è che non si interessa al meteo? Forse qualcuno non lo fa. Forse, se avesse fatto maggiore attenzione al termometro, la signora Marshall non si sarebbe arrostita fino alla morte, distesa su quella spiaggetta paradisiaca, narrata da Lady Agatha Christie. Ma siamo davvero certi che Arlena Marshall ci restò secca per il sole? Un’avventuretta balneare per il sempre verde Poirot, un classico tra i gialli; libro malizioso al giusto punto per essere letto al riparo di un ombrellone. “Corpi al sole” è pubblicato negli Oscar Mondadori. Si tratta di un libro utile ai viaggiatori, come agli stanziali, ed il motivo è semplice: serve per passare un paio d’ore in simpatica compagnia, senza pensarci troppo. Il libro costa poco, si legge in fretta e può essere prestato, o donato, al viaggiatore che abbiamo a fianco. Cosa questa, che oltre a diffondere la lettura (che è sempre cosa buona e giusta, amen), aiuta a rompere il ghiaccio. Del resto, parlare di certi libri è ameno come parlare delle condizioni climatiche, o della cucina, non trovate? Ma facciamo un doppio salto mortale per: 1) rispondere ai tanti TDM che sentono la mancanza della letteratura di viaggio vera ed estrema, quella che è fonte d’ispirazione per ogni “errante” 2) Scovare il modo più efficace per soddisfare gli afosocondriaci (se mai fosse un neologismo, ne rivendico la forgiatura, s’intende, a caldo. Questa era proprio una freddura! Ok basta.) Si preparino siore e siori, poiché stiamo per passare da 40° a – 40, 50°… Molti TDM conoscono la bora. Ecco diciamo che la bora, quella che soffia a martello, che ti taglia la faccia e che non ti fa camminare in avanti, tanta è la forza che oppone, non sia che un venticello di primavera, confrontata ai venti dell’inverno antartico. Già è più fresco, nevvero? Ora, immaginate di essere in mezzo al polo sud; di rimanere con soli pochi compagni. Immaginate di perdere le provviste, di non avere altro che il vento ed il freddo con cui consolarvi. Tuttavia, siete forti turistidimestiere, forti e tenaci. Non vi perdete d’animo e continuate a camminare, passo dopo passo, verso la salvezza. Forse ci siete quasi, gli strumenti (sestante, carta e bussola) dicono che c’è da fare un ultimo enorme sforzo; ovviamente ancora miglia e miglia, sempre a piedi, sempre più affamati. Adesso, vi presento il nostro eroe: Douglas Mawson esploratore, in missione cartografica attraverso il meridione di quel ruvido continente che è l’Antartide. Douglas, avanza, ci vuole tenacia. In quei luoghi, se ti fermi, è la fine. Poi ad un tratto (come precedentemente era già capitato ad un compagno della spedizione) cade in un crepaccio con tutta la slitta. Oscurità, freddo che dire freddo è poco, fame, solitudine; la morte a fianco. Cari TDM, vi siete rinfrescati abbastanza? Alla fine Douglas ce la farà. Una volta tanto questa è una storia con Happy End. Come fece a salvarsi e quale fu la sua esperienza in quei lontani luoghi, è davvero ben raccontato da Lennard Bickel in Nel regno della tormenta, pubblicato dall’editore Vivalda di Torino.

Alla prossima M.I.

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