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La Verna e l’Eremo di Camaldoli, due gioielli del Casentino

La Verna , il santuario francescano in Casentino

Per un weekend all’insegna della spiritualità, consigliamo la visita a La Verna e all’Eremo di Camaldoli, due luoghi davvero imperdibili nel Casentino e nella Vallesanta.

La Verna e l’Eremo di Camaldoli

Per raggiungere il Santuario esistono due percorsi: un sentiero più breve e ripido oppure il sentiero delle Ghiacciaie che passa attraverso la foresta monumentale. Questo magnifico bosco, composto prevalentemente da faggi ed abeti bianchi, è arrivato intatto ai giorni nostri grazie alle cure dei frati francescani, che cercavano una perfetta armonia tra uomo e natura considerando l’intero bosco opera del creato da tutelare.

Ovviamente noi abbiamo scelto questo cammino che si è rivelato, oltre che adatto davvero a tutti, a dir poco sorprendente! I ragazzi della cooperativa In Quiete ci hanno mostrato infatti due importanti indicatori biologici dell’ottima salute di cui gode il bosco: il lichene polmonario e la rosalia alpina!

Ci hanno raccontato che in passato gli abeti bianchi venivano selezionati per la costruzione delle chiese di Firenze oppure per la costruzione degli alberi maestri delle navi, perché sono dritti, come se puntassero al cielo!

Impronta di lupo nel Casentino

Impronta di lupo nel Casentino

Abbiamo scoperto le galle, una difesa delle piante contro gli attacchi degli insetti che a un occhio inesperto possono sembrare delle normalissime bacche e qui abbiamo trovato persino le tracce del lupo: impronte fresche sul fango, feci e pelo!

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Il Santuario di La Verna

Dopo una camminata di circa un’ora, immersi in uno scenario bellissimo, abbiamo raggiunto il Santuario di La Verna fondato nel 1213 allorché San Francesco decise di farne un luogo di ritiro dopo averla ricevuta in dono dal Conte Orlando Cattani.

Il santuario, fuso in una roccia identica a quella che troviamo nelle Alpi liguri, racchiude in sé diversi luoghi sacri, come la Cappella delle stigmate, il punto dove San Francesco ricevette le stigmate; il Corridoio delle stigmate, caratterizzato da 22 affreschi che raccontano la vita di San Francesco e lungo il quale ogni giorno alle 15 si svolge una processione; la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, fatta edificare dallo stesso San Francesco.

Un’intensa spiritualità pervade ogni ambiente eppure persino i non credenti potranno sentirsi in pace con loro stessi grazie a un mix di silenzi, natura incombente e arte raffinata! Pensate che una cinquantina di terrecotte robbiane si trovano in Casentino e, addirittura un terzo, sono ammirabili proprio a La Verna.

Tra queste opere, spicca uno dei capolavori di Andrea, l’Annunciazione, ubicato nella Basilica del Santuario (ricordiamo che noi ci siamo appassionati a queste straordinarie ed espressive ceramiche e tra gli itinerari  nella Val di Chiana aretina abbiamo visitato i siti robbiani a Foiano della Chiana).

Santuario de La Verna

Santuario de La Verna

Il percorso “on the road” per raggiungere Chiusi di La Verna vi regalerà scorci fantastici: un esempio su tutti, la Marmitta dei Giganti, delle cascate un po’ nascoste ma davvero incantevoli!

Marmitte dei Giganti in Casentino

Marmitte dei Giganti in Casentino

Le Marmitte (chiamate anche “Pentole”) sono un fenomeno di erosione dovuto all’azione delle acque torrentizie capaci di modellare le rocce su cui scorrono. Il nome evoca proprio la forma tondeggiante delle conche che vengono a formarsi e in cui si raccolgono le acque. Nel caso specifico, una strettoia nel greto provoca una cascata che si getta in una pozza circolare davvero molto suggestiva.

L’Eremo di Camaldoli

Concluso il giro a La Verna, ci siamo diretti verso l’Eremo di Camaldoli. San Romualdo da Ravenna era un monaco benedettino alla ricerca della vita solitaria al contatto con la natura per potersi avvicinare a Dio. Quando scoprì il casentino, se ne innamorò e nel 1012 fondò il suo convento, dove altri monaci lo raggiunsero costituendo l’ordine dei Camaldolesi.

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A Camaldoli troviamo ora sia l’Eremo che il Convento. Noi abbiamo visitato l’Eremo, dove i monaci conducono una vita solitaria in 20 cellette semplicissime nelle quali trovano il contatto con Dio attraverso il silenzio.

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Le casette nell’Eremo di Camaldoli

I monaci camaldolesi sono stati fondamentali per questi luoghi per il prezioso aiuto nella generosa gestione e conservazione della foresta: essi amano in particolare gli abeti bianchi perché, oltre a levarsi alti verso il cielo, ricordando la loro ricerca verso Dio, costituivano una importante barriera contro gli agenti atmosferici e i rumori del mondo.

All’ingresso, abbiamo notato subito l’antica Farmacia (con i suoi gustosi prodotti) ed una scultura in bronzo che rappresenta i temi cari alla tradizione monastica: morte, vita e resurrezione.

La Farmacia dell'Eremo di Camaldoli

La Farmacia dell’Eremo di Camaldoli

Camaldoli è un inno alla semplicità: gli edifici, per favorire l’introspezione, erano ridotti all’essenziale e dotati di un piccolo orticello per coltivare il necessario alla sopravvivenza. Oggi la vita degli eremiti è molto diversa: i 9 che ancora vivono all’interno dell’eremo (ci sono ben 11 posti liberi) hanno libertà di uscita, possono relazionarsi gli uni con gli altri e vivere la solitudine in maniera del tutto personale.

L’unica cosa che mi è piaciuta meno, proprio perché crea una “stonatura” con l’austerità del resto è la chiesa, realizzata in stile barocco sull’originale romanico, nei rimaneggiamenti dovuti a un devastante incendio a metà del ‘700. Val la pena però ricordare che anche qui, in una cappella al fianco dell’altare, c’è una Vergine con Bambino e i Santi realizzata da Andrea della Robbia.

Ceramica Della Robbia nell'Eremo di Camaldoli

Ceramica Della Robbia nell’Eremo di Camaldoli

Museo de La Verna

Prezzi: ingresso libero. Orari: domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17.

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1 commento

Erika Serena from 30 Luglio 2014 - 21:30

Proprio questo week-end pensavo di visitare l’eremo dei Camaldoli… sai se è aperto la domenica? Grazie!

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