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Lo Scaffale di TDM: Venezia, la luna e tu.

Venezia gondole
Gondole a Venezia

Gustav von Aschenbach, il celebre personaggio de La morte a Venezia di Mann, al momento di imbarcarsi da Pola per la città lagunare è registrato come passeggero da un uomo che:

“ … sedeva dietro un tavolo, il berretto a sghimbescio sulla fronte e un mozzicone di sigaretta all’angolo della bocca, un uomo dalla barbetta caprina, con l’aria di un direttore di circo vecchia maniera … «Per Venezia!» … «Ah, Venezia! Meravigliosa città! Una città dal fascino irresistibile … sia per la sua storia che per le sue attrattive attuali.» ”

In queste poche righe c’è tutto, del resto non le ha scritte l’ultimo arrivato!
Tutto il fascino di Venezia è nei tratti scelti per caratterizzare questo addetto ai passeggeri (presumibilmente un marinaio, oggi sarebbe un commissario di bordo). Berretto di traverso e mozzicone appeso ad un angolo delle labbra (spento si direbbe), trasmettono l’aria smaliziata che possiede chi ne ha viste tante.

Barba caprina, evocativa di furbizia, divertimento, erotismo. Poi, tanto per chiarezza, Thomas, ci dice che il tale ha quell’aria da direttore di circo… allusione diretta al circo (“vecchia maniera”) con le sue illusioni, meraviglie, ma anche grottesche figure, che è Venezia. Ed ancora, per chiudere, arriva la rassicurazione che si tratta di un luogo meraviglioso, affascinante, irresistibile, per la storia e per ciò che offre al giorno d’oggi. Ci piace l’edizione tascabile, sempre economica, Newton & Compton (dalla quale abbiamo tratto la citazione iniziale), nella quale troveremo anche altri grandi racconti di Mann.

Sconfino in altro. Sono tre, le immagini che mi saltano alla mente.

La prima è il ponte Rialto in un Canaletto; la seconda è la calca di maschere in piazza San Marco, la terza è un quadro di Scipione, il soggetto qui è Roma, ma cosa volete, quell’atmosfera sembra perfetta per rappresentare la città lagunare, ad un tempo, eccelsa e sordida.

Una delle mete più significative al mondo, conosciuta ovunque come Città dell’Amore, romantica fino… già, come dice Mann, fino alla morte. È d’accordo Aznavour, il quale ha detto – benissimo – quanto può essere meravigliosa quando si ama e, “triste se non si ama più”. Oddio, ci stiamo incupendo un po’ troppo!

Questo era un lato che non andava trascurato, del resto non si tratta solo di letteratura o musica, fa parte del luogo; infatti tutti sono concordi, credo, su quanto sia romantica Venezia, beh… romantico non può essere qualcosa privo di, mettiamola così, penombra, oscurità. Detto ciò, guardiamo la “medaglia” dall’altro lato.

Di veneziani famosi ce ne sono tanti, Casanova è uno di questi.

Giacomo era veneziano ed europeo, cosmopolita, celebre per i suoi amori, e per le mille avventure. Il Casanova letterato è quello che ci interessa, grazie alla biografia che ci ha lasciato in eredità (ovviamente bio, che non è proprio oro colato, ma poco importa), possiamo seguirlo per calli, sottoporteghi e canali.
Sostare in un campiello, prendere un calice di vino, una cioccolata magari, e leggere della sua fuga dai terribili Piombi (le prigioni). Il ponte dei sospiri è li, bello visto da noi oggi, tanto quanto fu tragico percorrerlo per il condannato Casanova. La fuga dai Piombi, non fosse vera, sembrerebbero pagine di Dumas.

Mondadori pubblica nei Meridiani la migliore biografia di Giacomo in commercio (un po’ costosa ma vale la pena).

maschere venezia

Per una visita in laguna, un bel libro da portare, contemporaneo, è senza dubbio Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan edito da Einaudi. In questo romanzo piuttosto inquietante, l’autore non ci dice che l’ambientazione è Veneziana, eppure non sarà difficile intuirlo.

Storie, queste di cui parliamo da Mann a McEwan, sempre in bilico tra la meraviglia, la bellezza dell’arte, la sensualità di un corpo, l’architettura sublime ed il contrasto a tutto ciò, il grottesco, l’oscurità. Storie in bilico, come Venezia stessa, la quale si regge da secoli “stabilissimamente in bilico” sopra una foresta di piloni affondati nel fango della laguna.

A proposito, dimenticavo, “Venezia, la luna e tu” è una commedia, film del 1958 di D. Risi, un divertimento pacato senza troppe pretese.

Naturalmente Visconti ci offre la sua riduzione cinematografica, stupenda e struggente, del racconto di Mann, nel suo film del 1971 con un perfetto Dirk Bogarde nei panni di Aschenbach. Anche dal libro di McEwan è stato tratto un film, mentre dalla biografia di Giacomo sono troppi per elencarli qui, dunque citeremo solo il Casanova di Fellini (il meno filologico, il più intenso).

Alla prossima! M.I.

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