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Lo Scaffale di TDM: Torino

Torino
Dire cerèa, porta il ricordo a due personaggi molto distanti tra loro, il primo è Macario (grande attore e cabarettista, poco ricordato) è lui che per primo ha fatto conoscere questo saluto vernacolare alla maggior parte dei “non piemontesi”. Il secondo è Gassman, il quale, in una scena de “I soliti ignoti” (di Monicelli), per darsi un tono, saluta così un gruppo di operai. Insomma, salutiamo nello stesso modo anche noi per introdurre una città: TorinoChi segue TDM avrà letto il bel reportage torinese di Giulia, pubblicato qualche giorno fa. Ci sembra giusto ripartire proprio da lì, dalla città della Mole. Torino è città di libri (non a caso è qui che si tiene ogni anno Il salone del libro più importante del paese) e di case editrici, è sufficiente citarne solo una per chiarire: Einaudi. Dunque, sfruttare l’assist libresco… per lo Scaffale è d’obbligo. Città densa di un’atmosfera particolarissima, chi ci va non può restarne che incantato. In questo periodo pre-natalizio poi… è magica. Le nevi che imbiancano le Alpi tutto intorno, quella nebbia che alla sera ed al mattino sale dal Po. Il freddo anche, come usa dirsi… ci sta tutto! Non resta che entrare in uno degli storici caffè del centro, per un ricco aperitivo (è qui che lo hanno inventato), oppure accomodarsi ad un tavolo, magari in via Po, dietro un vetro che mostra l’andirivieni della folla e, lasciarsi coccolare da quella libidinosa creazione che è il bicerin. Ora siamo pronti, pochi luoghi sono così perfetti per aprire un libro. Non si può prescindere dalla premiata ditta F&L (Fruttero e Lucentini). La donna della domenica è ormai divenuto un classico, apprezzato in tutto il mondo. É vero, la storia si svolge in agosto, mese torrido in città e senza dubbio poco “nataloso”, ma il libro merita davvero. Inoltre, il contrasto freddo reale e caldo evocato dal racconto, potrebbe risultare un abbinamento sorprendentemente azzeccato. Pubblicato da Mondadori negli Oscar, è un “giallo” che non sbiadisce con il passare del tempo. 

 

Sono molti gli autori che vengono alla mente pensando a Torino ed al Piemonte. Tentiamo di tornare nel solco del periodo… Il cimitero di Praga di Umberto Eco, edito da Bompiani. Ma come, si dirà, Praga? Cimitero? Non sembra una storia “dicembrina”, ne piemontese. Non facciamoci prendere dal panico, lasciamoci tentare dall’affabulatore di Alessandria (si gioca sempre in casa). Questo romanzo, dato alle stampe un paio d’anni fa, riesce con modo garbato a far immergere il lettore nel periodo a cavallo dell’Unità d’Italia. Dal Piemonte seguiremo i mille di Garibaldi per poi ritrovarci a Parigi, città che con la capitale sabauda ha non poche affinità. Sarà dunque piacevole riemergere dalle pagine e trovarsi dentro la città contemporanea. A proposito di contemporaneità… Giuseppe Culicchia, torinese, è l’autore di un libretto divertente ed utile: Torino è casa mia, pubblicato da Laterza. Ci sembrano perfette le parole dell’autore in quarta di copertina: “ Questa è una guida a Torino. E Torino è Torino. Non è una città come un’altra.” Tuttavia, non si tratta di una guida vera e propria, è piuttosto una lettura personalissima che l’autore fa della sua città, basti dire che i capitoli: L’ingresso, Il corridoio, La cucina ecc.. sono le varie parti della città, resa, proprio come dice il titolo, un ambiente domestico, una casa. Una lettura da scoprire. Poco fa, s’era detto Einaudi, sembra scortese non citare almeno un libro pubblicato da questa storica casa editrice, allora eccone uno scritto da un grande piemontese, uno di quei libri che andrebbero letti: La luna e i falò di Cesare PaveseAlla prossima… neh! M.I.

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1 commento

Costantino 6 Dicembre 2013 - 22:37

Sembra incredibile, ma è così.Questa città apparentemente fredda e asettica ha in realtà dato i natali a grandi scrittori, ed ha ispirato belle opere letterarie.

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