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Curon. Un campanile emerge dal lago: unica testimonianza del paese affondato

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Curon Venosta è un paese in provincia di Bolzano. Il suo nome è indissolubilmente legato al campanile nel lago simbolo della Val Venosta.

La storia del campanile sommerso nel lago di Resia è la storia di una tragedia.

In quest’area c’erano tre laghi naturali: il Lago di Resia, di Curon e di San Valentino alla Muta.

Il primo progetto di diga in alta Val Venosta risale al 1911. La Prima Guerra mondiale ne interruppe subito la prosecuzione ma negli anni che precedettero la Seconda, venne ripreso e approvato dal governo fascista, interessato a incentivare la produzione di energia idroelettrica nazionale.

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Il campanile sommerso

I 5 metri di innalzamento delle acque per effetto dello sbarramento di due dei tre laghi naturali (Resia e Curon) diventarono 22 (una follia).

Il gruppo Montecatini iniziò i lavori ma, sotto l’occupazione nazista, si arenarono nuovamente.

Purtroppo, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il dissennato progetto venne ripreso e portato a termine.

Il 19 agosto 1951 la comunità della Vecchia Resia celebrò l’ultima funzione religiosa nella sua chiesetta.

Sì, perché i paesi di Curon, Resia (in parte), Arlund, Piz e Stockerhofe (San Valentino) vennero fatti saltare in aria e inondati. Là dove prima c’erano case, alberghi, stalle e prati fertili e produttivi, all’improvviso si riversarono milioni di metri cubi di acqua.

La popolazione, inerme, venne semplicemente sfollata e alloggiata, senza alcun risarcimento, in baraccopoli costruite a pochi chilometri di distanza.

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Il sentiero pedonale lungolago per raggiungere il campanile sommerso

Il “paesaggio culturale” di passo Resia venne cancellato con l’inondazione. Famiglie sradicate dalla propria terra. L’economia agricola significativamente annientata (si persero ettari di prati e pascolo per gli animali).

Il campanile della chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria che oggi potete ammirare, è pertanto il muto (ma il silenzio è assordante) testimone di una scelta sciagurata sotto tanti punti di vista.

La prima volta che ho visto il campanile sommerso, durante la mia vacanza a Merano, sono rimasta impressionata.

Dopo aver letto la storia e visto le foto in bianco e nero di quello che c’era prima, ho realizzato quanto dolore e rabbia abbiano provato gli abitanti di questi piccoli borghi inghiottiti dall’acqua.

Spesso quando si parla del campanile di Curon ricorrono aggettivi come fiabesco o idilliaco o affascinante (e con la nuova serie targata Netflix diventerà un must in zona) ma resta la conseguenza di una indiscussa tragedia.

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Il percorso attorno al campanile per ammirarlo a 360°

Questa consapevolezza nulla toglie alla bellezza del lago di Resia e alle molteplici attività che fervono lungo le sue sponde.

Kitesurf, vela, sup ma anche ciclovie e trail per appassionati di MTB. E ancora, percorsi escursionistici immersi nella natura con scorci meravigliosi sulle Alpi!

Leggete Cosa fare sul Lago di Resia!

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1 commento

ElisinoB 16 Settembre 2010 - 7:01

Ci sono stata anch’io l’anno scorso: il campanile merita davvero una visita.
Peccato solo che attorno al lago ci sia l’unica strada principale che porta in Austria. Il traffico smorza, a mio avviso, l’atmosfera romantica del luogo…

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