A pochi chilometri da Orvieto, incastonata tra le colline della Tuscia viterbese, Civita di Bagnoregio appare come un miraggio di pietra. Un borgo che si affaccia sul vuoto, dove il tempo non ha fretta e la terra sembra respirare attraverso le crepe del tufo. Dicono che sia “la città che muore” (la prima citazione è dal saggista Bonaventura Tecchi), ma chi la visita avverte qualcosa di più: una vita che resiste, fioca e tenace, come la fiamma di una candela accesa nel vento.
Il belvedere e la vista perfetta
Appena prima del ponte, nei pressi dei resti del convento francescano di Bagnoregio, si trova un belvedere poco conosciuto ma perfetto per scattare fotografie spettacolari. Da qui, la vista sul “grappolo di case” che compone Civita è mozzafiato, specialmente all’alba o al tramonto.
Il ponte pedonale e il salto nel tempo
Per entrare a Civita di Bagnoregio si attraversa un lungo ponte pedonale di circa 300 metri, sospeso sul vuoto. Intorno, i calanchi, colline d’argilla modellate dalla pioggia e dal tempo, accompagnano lo sguardo verso l’orizzonte. È un cammino silenzioso, quasi liturgico, che separa il visitatore dalla quotidianità e lo introduce in un tempo che non conosce fretta. È come attraversare una soglia invisibile tra il presente e qualcosa di antico, fragile, prezioso. Forse proprio mentre si percorre il ponte si comprende perché Civita non può essere solo una tappa turistica ma è un’esperienza interiore.
Porta Santa Maria
Il primo incontro è con Porta Santa Maria, l’unico accesso rimasto delle cinque porte originarie. Superarla significa entrare nel cuore più autentico del borgo, dove le pietre parlano e l’aria ha il sapore della storia. Oltre la porta, Civita si apre come un piccolo scrigno di meraviglie silenziose, senza clamore né confusione.
Piazza San Donato
Pochi passi e si arriva a Piazza San Donato, il centro nevralgico del borgo, attorno al quale si dispongono case, botteghe e la bellissima chiesa romanica dedicata al santo patrono. All’interno si può ammirare un crocifisso ligneo del Quattrocento e un affresco attribuito alla scuola del Perugino.
Ma la piazza non è solo luogo di culto: è anche scenario del Palio della Tonna, una corsa tradizionale che si svolge la prima domenica di giugno e la seconda di settembre. Qui, tra le risate del pubblico e l’adrenalina dei fantini, asini e contrade si sfidano in un evento che mescola folklore e identità.
Perdersi tra i vicoli di Civita è un invito alla lentezza. Le case in tufo con le loro scale esterne, le piccole grotte etrusche con affacci sui calanchi, sembrano uscite da un tempo immobile. Ogni dettaglio racconta una storia: una soglia consumata, una finestra fiorita, una panchina all’ombra. Civita non va solo vista, va camminata.

Porta Santa Maria

Piazza San Donato

Tra i vicoli della città

Tra i vicoli della città
Antica Civitas: il museo della civiltà contadina
Al civico 53C di via Madonna della Maestà, una grotta etrusca ospita l’Antica Civitas, un piccolo museo dedicato alla civiltà contadina. Non sempre è aperto, ma se trovate la porta socchiusa, entrate: troverete utensili, botti, un torchio, una stanza per la conservazione del vino e del cibo, e una camera da letto d’epoca ricostruita con fedeltà. È una delle testimonianze più vive del passato semplice e autentico di questo territorio.
La Grotta di San Bonaventura
In un angolo silenzioso del borgo si apre la Grotta di San Bonaventura, dove – secondo la tradizione – San Francesco guarì da bambino il futuro filosofo e teologo Giovanni di Fidanza. L’evento segnò talmente la sua vita che prese i voti e diventò biografo del santo. Visitare la grotta è come sfiorare una storia che ha attraversato i secoli nel silenzio della roccia.
Il panorama sui calanchi
Civita è incorniciata da un paesaggio unico: i calanchi, formazioni argillose scavate dal tempo, modellate dalla pioggia e dal vento. Qui la terra sembra muoversi, respirare, creare. Il contrasto tra la pietra della città e la forma mutevole della natura offre uno spettacolo che cambia con la luce del giorno e le stagioni.
Set cinematografico e scorci memorabili
Non sorprende che Civita sia stata scelta come set per il Pinocchio di Alberto Sironi, trasmesso dalla Rai. Nelle riprese si riconoscono chiaramente la Porta Santa Maria, Palazzo Mazzocchi, la rupe e la necropoli di Sutri, usata per ambientare il Paese dei Balocchi. La città sembra fatta apposta per il racconto, tra reale e immaginario.

Panorama sui calanchi
Dopo aver camminato tra pietre e silenzi, il momento del pasto può diventare parte del racconto. Vi consigliamo di leggere Dove mangiare a Civita di Bagnoregio per due indirizzi davvero speciali e qualche consiglio goloso come souvenir!
Come raggiungere Civita di Bagnoregio
Potete parcheggiare l’auto al parcheggio Belvedere (2€ l’ora). Oppure potete lasciarla a Bagnoregio e raggiungere Civita con una navetta (biglietto a bordo, 1€ A/R).
Ticket d’ingresso
L’ingresso al borgo è a pagamento: 5€ nei weekend e 3€ nei giorni feriali. I proventi vengono utilizzati per la manutenzione del sito e per gestire il delicato equilibrio di un borgo minacciato dall’overtourism.

