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Civita di Bagnoregio, la città destinata a morire

Civita di Bagnoregio citta che muore
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La città che muore

Civita di Bagnoregio (provincia di Viterbo, a 80 km da Roma, uscita A1 – Orvieto) è stata definita “la città che muore” dal saggista Bonaventura Tecchi. Pare che resistano, alla fragilità del tufo su cui è stata costruita (lo sperone tufaceo che viene eroso lentamente ma inesorabilmente dai due torrenti alla sua base, il Rio Chiaro e il Rio Torbido, e dall’azione delle piogge e del vento che hanno prodotto i caratteristici calanchi, dal 2005 sito di interesse comunitario), solo 11 abitanti, ormai.

Chiunque si fermi ad ammirarla da lontano, con le case arroccate sulla cima dello sperone e i calanchi a fare da sfondo,  non può non pensare al destino già scritto della città, collegata al resto del mondo da un lungo e suggestivo ponte pedonale (300 metri circa) a strapiombo sulla valle sottostante.

Visitare Civita di Bagnoregio

Attraversando quel ponte con un devoto rispetto misto a curiosità si fa un vero salto nel tempo.  Civita di Bagnoregio è bellissima, nel suo magico isolamento. Isolamento che ne ha preservato l’impianto urbanistico etrusco visto che, in epoca romana, non furono apportati cambiamenti significativi né, tanto meno, in epoca medievale e rinascimentale.

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Porta Santa Maria

Varcata l’unica porta superstite delle 5 iniziali, Porta Santa Maria, si giunge a Piazza San Donato, il cuore di Civita con l’omonima Chiesa in stile romanico in cui potrete ammirare il quattrocentesco Crocifisso ligneo e un affresco proveniente dalla scuola del Perugino.

Nella piazza, la prima domenica di giugno e la seconda di settembre si tiene il Palio della Tonna (espressione dialettale per indicare la forma della piazza, appunto, tonda)  la cui particolarità consiste nella sfida tra contrade al dorso di agguerritissimi asini: divertente per lo spettatore ma importante e avvincente per ciascun fantino.

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Piazza San Donato

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Tra i vicoli della città

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Tra i vicoli della città

Cosa Vedere a Civita di Bagnoregio

Passeggiate dunque per Civita, tra i suoi vicoli, le case in pietra tufacea caratterizzate dalle scale esterne e le grotte scavate dagli etruschi con vista sui calanchi.

In una di queste, lungo via Madonna della Maestà al civico 53C, è stato allestito Antica Civitas, il museo della civiltà contadina (non sempre aperto, purtroppo). Nel museo si trovano tanti attrezzi, una stanza del torchio, una per il deposito di vino, olio e salumi, la camera da letto (riallestita appositamente).
Interessante anche la Grotta di San Bonaventura, “miracolato” giovinetto da San Francesco d’Assisi, diventato frate per grazia ricevuta e suo biografo ufficiale.

Civita-Bagnoregio-Calanchi

Panorama sui calanchi

Civita è stata scelta anche come set del Pinocchio di Sironi. Nello sceneggiato andato in onda in due puntate sulla Rai, si vedono benissimo i calanchi, la rupe, la Porta di Civita, Palazzo Mazzocchi e la necropoli di Sutri dove è stato ambientato il Paese dei Balocchi.

La chicca: in prossimità del viadotto, vicino ai resti del convento francescano di Bagnoregio, c’è un belvedere da cui potrete scattare delle bellissime foto al grappolo di case sullo sperone.

Come raggiungere Civita di Bagnoregio

Potete parcheggiare l’auto a Bagnoregio e raggiungere Civita con una navetta (biglietto a bordo, 1€ A/R) oppure sperare di parcheggiare in prossimità del ponte pedonale. Per accedere nel borgo, dal 2017, è necessario pagare un ticket pari a 5€ nel weekend (anche sono previste esenzioni che potete verificare qui) e 3€ nei giorni feriali.

L’obiettivo non è solo quello di far cassa (e investire i proventi per la salvaguardia della “città che muore”) ma per evitare i devastanti effetti collaterali dell’overtourism in una realtà cosi fragile.

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