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Ponte tibetano di Roccamandolfi

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Ponte tibetano del Molise: guida al ponte di Roccamandolfi

Il Ponte tibetano di Roccamandolfi è una delle attrazioni più spettacolari del Molise. Sospeso a 140 metri d’altezza nella Riserva Naturale del Torrente Callora, permette di attraversare un suggestivo canyon vivendo un’esperienza adrenalinica ma adatta anche a chi affronta per la prima volta un ponte sospeso.

In questa guida trovate prezzo, altezza, dove parcheggiare, quanto dura la visita e cosa vedere nei dintorni.

Ponte tibetano di Roccamandolfi in breve

📍 Dove: Roccamandolfi (IS), nel Parco Regionale del Matese, a pochi passi dalla Rocca di Maginulfo.

📏 Lunghezza: 234 metri.

⬆ Altezza: circa 140 metri sopra il canyon del torrente Callora.

🎟 Prezzo: ingresso gratuito, senza prenotazione.

🚶 Tempo visita: 30-60 minuti per attraversare il ponte e raggiungere il castello; considerate 1-2 ore se abbinate uno dei sentieri escursionistici.

🥾 Sentieri: dal ponte partono il Sentiero dei Fringuelli (circa 3 km) e il Sentiero dei Pastori (circa 5 km), oltre ad altri itinerari nel Matese.

🐶 Cani: sì, purché tenuti al guinzaglio e abituati ai percorsi escursionistici.

👶 Passeggini: no, il sentiero di accesso presenta gradini, fondo sconnesso e tratti in discesa.

♿ Accessibilità: non accessibile alle persone in sedia a rotelle a causa del sentiero e della conformazione del ponte.

Ci troviamo in provincia di Isernia, nella Riserva naturale del torrente Callora, quasi al confine con la Campania.

Quanto è alto il ponte tibetano?

Con i suoi 234 metri di lunghezza e circa 140 metri d’altezza sul canyon del torrente Callora, il ponte tibetano di Roccamandolfi è uno dei ponti sospesi più spettacolari d’Italia.

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Il ponte tibetano di Roccamandolfi dall’alto

Fa paura?

Molti si aspettano un ponte che oscilla continuamente. In realtà la struttura è molto stabile e durante il nostro attraversamento non abbiamo mai avuto la sensazione di essere in pericolo. Se soffrite particolarmente di vertigini può mettere un po’ di soggezione, ma è meno impressionante di quanto sembri nelle fotografie.

Le escursioni da fare partendo dal ponte tibetano

Diverse sono le escursioni da fare a Roccamandolfi. In prossimità del ponte partono due sentieri: il Sentiero dei fringuelli (3km, percorso per esperti, durata un’ora e mezza) e il Sentiero dei Pastori (5km, percorso difficile, durata un’ora e un quarto).

Noi abbiamo scelto di dedicarci soprattutto all’attraversamento del ponte e alla visita della Rocca di Maginulfo, ma chi ama il trekking può proseguire lungo i sentieri che attraversano il Matese.

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Io sul ponte tibetano di Roccamandolfi

Come arrivare al ponte tibetano di Roccamandolfi

Potete parcheggiare l’auto a un centinaio di metri dal ponte e percorrere un agevole sentiero che scende verso valle. Al medesimo bivio potrete salire verso la rocca.

Consigliamo scarpe comode e una bottiglietta d’acqua soprattutto in estate. Ci sono due chioschi lungo il percorso ma non è detto che siano (sempre) aperti. Se state organizzando un itinerario più ampio, trovate tutte le tappe del nostro viaggio nella mappa interattiva cose da vedere in Molise!

Il castello di Roccamandolfi

Pochi sanno che il nome Roccamandolfi è una distorsione dell’originario nome longobardo Rocca di Maginulfo.

Nei pressi del ponte, in posizione panoramica sulle vallate dei fiumi Biferno e Volturno, è possibile visitare il medievale castello longobardo chiamato proprio Rocca di Maginulfo.

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Rocca di Maginulfo

La cinta muraria si è splendidamente conservata mentre l’interno è allo stato di rudere.

La fortezza venne attaccata infatti nel 1223 per ordine di Federico II di Svevia, perché vi si era rifugiato, dopo la ribellione all’imperatore, il conte del Molise Tommaso da Celano. L’accesso è gratuito.

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Rocca di Maginulfo

Cosa vedere a Roccamandolfi, borgo di briganti

Roccamandolfi è conosciuto anche come il borgo dei briganti. Il personaggio più celebre è Sabatino Lombardi, detto “il Maligno”, protagonista di una delle vicende più note del brigantaggio molisano, conclusasi con la sua cattura e la condanna a morte.

Tra le case in pietra, spiccano la barocca chiesa di San Giacomo Maggiore che custodisce le reliquie di San Liberato e proprio all’ingresso del paese, sotto un arco rinascimentale, la Croce Viaria. La croce fa pensare che il borgo sia stato in passato una tappa per i pellegrini che si recavano a Santiago di Compostela.  Sebbene sia una piccola realtà, Roccamandolfi offre ai viaggiatori l’opportunità di visitare un interessante museo del Brigantaggio, il museo del costume tipico e un museo con presepi provenienti da tutto il mondo.

Tra feste e sagre che animano il Borgo Bandiera Arancione, segnaliamo:

  • la Festa del Pastore, una sagra che ha luogo nel mese di luglio e che richiama turisti partecipi di attività “agresti” come la mungitura e la tosatura;
  • la Festa patronale di San Liberato che ha luogo il 25 luglio a cui si accompagna la Gnoccata (la sagra degli gnocchi).

Noi abbiamo inserito Roccamandolfi all’interno di un itinerario più ampio alla scoperta del Molise. Dopo il ponte tibetano abbiamo visitato anche Agnone, le Cascate di Carpinone, Saepinum e il Santuario di Castelpetroso, che secondo noi meritano assolutamente una sosta.

1 commento

Alessandro Tognato 10 Febbraio 2025 - 15:22

buona sera ,ho visitato sia il borgo che castello e ponte nel 2024, adesso a settembre vorrei organizzare una gita con un pulman turistico e portarci tutti i componenti della mia associazione AIDO.
Non ricordo bene se c’è sufficiente spazio in prossimità del castello e ponte per parcheggiare con un pulman grande. Sarei grato se mi potreste dare qualche informazione.
Grazie Alessandro

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