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Cosa vedere a Gerusalemme in 2 giorni

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Cosa vedere a Gerusalemme in due giorni, la Città Santa costellata di sinagoghe, chiese, moschee? Itinerario a piedi nella città vecchia, patrimonio dell’Umanità Unesco.

Gerusalemme non va visitata. Gerusalemme va respirata, ascoltata, vissuta.

E’ un mix pazzesco di culture, tradizioni, spiritualità, odori, sapori, lingue. Non si può raccontare. Le parole non riuscirebbero a descrivere il misticismo che pervade tutta la Città Vecchia.  Gerusalemme è magnetica. Visitatela con cuore aperto e vi assicuriamo che tornerete diversi da questo viaggio.

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Mappa dei quartieri di Gerusalemme tratta dal sito Limes

Per approfondimenti, leggete il nostro articolo Viaggio in Terrasanta 7 giorni tra Israele e Palestina.

Suddividendo idealmente l’itinerario – a piedi – tra Città Vecchia e cose da vedere a Gerusalemme fuori le mura, due giorni (pieni) sono sufficienti. Ovviamente, con un giorno in più si potrebbero visitare chiese e musei ma, come prima volta, si riesce davvero a cogliere la vera essenza di questo luogo.

Cosa vedere a Gerusalemme 1° giorno

La città vecchia, compresa nelle possenti mura, è accessibile attraverso 9 porte principali (di cui due chiuse). In un chilometro quadrato si trovano ben quattro quartieri: cristiano, ebreo, musulmano, armeno.

Quartiere Cristiano

Si accede al quartiere cristiano (e a quello armeno) dalla Porta di Giaffa (Jaffa Gate).

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Gerusalemme, interno della Cittadella

Vi ritroverete a costeggiare la panoramicissima Cittadella (conosciuta anche come Torre di Davide per l’erronea associazione col Palazzo di David mentre fu realizzata dal megalomane Erode). Noi l’abbiamo visitata subito per avere una visuale a 360° sulla Città Vecchia.

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Panorama dalla Tore di David

Di venerdì, gli orari sono ridotti e il Museo della Storia di Gerusalemme è chiuso. In compenso, l’accesso alla Cittadella è gratuito.

Imboccate quindi il dedalo di vicoli fitto di negozi di souvenir e botteghe artigianali per arrivare alla Basilica del Santo Sepolcro (aperta tutti i giorni dall’alba al tramonto). Costruita là dove secondo Sant’Elena, la madre di Costantino, Gesù è stato crocifisso e sepolto, è meta di sentito pellegrinaggio.

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Pietra dell’Unzione

Proprio all’ingresso è possibile ammirare la lastra su cui Cristo è stato deposto per l’unzione prima della sepoltura. Molte persone strofinano delicatamente la Pietra dell’Unzione con un fazzoletto da riportare a casa come fosse benedetto dal corpo di Gesù. Alcuni la baciano mentre pregano. Altri si limitano a toccarla.

In cima alla scalinata sulla destra, si trova la Cappella del Calvario con 3 stazioni della Via Crucis (quella che ricorda la spoliazione di Cristo, il luogo della Crocifissione e quello in cui il corpo venne riconsegnato a Maria).

Tornati giù e poco oltre la Pietra, si trova il Santo Sepolcro (e la XIV stazione).

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Il Santo Sepolcro nella Basilica

Quando siamo entrati noi, l’edicola era illuminata da un suggestivo fascio di luce. Si entra dapprima nella Cappella dell’Angelo dove si trova un pezzo della ruota che chiudeva la tomba e poi nel sepolcro vero e proprio. Si fa una veloce preghiera e si esce. Se volete evitare file estenuanti e magari ritagliarvi qualche attimo di raccoglimento in più, andate presto al mattino.

Dal XIII secolo, le chiavi e l’incombenza di aprire e chiudere la Basilica sono affidate a due famiglie musulmane.

Uscendo dalla Basilica potrete imboccare la Via Dolorosa, la strada percorsa da Cristo con la croce fino al Calvario, visitando le stazioni della Via Crucis al contrario (dall’ultima che coincide col Santo Sepolcro alla prima).

Se voleste invece rispettare l’ordine delle stazioni, dovreste entrare dalla Porta del Leone (Lion’s Gate), ubicata in pieno quartiere musulmano.

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La Via Dolorosa

Lungo i circa 600 metri di Via Crucis, si incontrano 10 stazioni contrassegnate da un  numero e caratterizzate da una cappella o una chiesa in cui raccogliersi in preghiera.

I siti nel pomeriggio chiudono quindi iniziate il tour al mattino presto anche per beneficiare di temperature più clementi soprattutto in estate.

In alternativa, partecipate alla processione dei Francescani del venerdì pomeriggio (ore 15 da ottobre a marzo, ore 16 da aprile a settembre) per accedere anche a luoghi normalmente non accessibili.

Nel caso voleste limitarvi a una “passeggiata”, mettete in conto circa 30 minuti per raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro in cima al Calvario.

Partendo da Lion’s Gate troverete subito le prime due stazioni. Poiché la prima stazione non è sempre aperta in quanto ubicata all’interno del collegio Al Omariyeh, i pellegrini si fermano a pregare all’esterno.

Qui Gesù fu condannato da Ponzio Pilato.

Proprio di fronte, si trova la seconda stazione con la Cappella della Condanna, dove Gesù fu caricato della croce, e la Chiesa della Flagellazione, dove fu flagellato. Un arco romano che attraversa Lion’s Gate Street indica il luogo esatto in cui Ponzio Pilato presentò Gesù al popolo con le famose parole Ecce homo.

Di stazione in stazione, raggiungerete la Basilica del Santo Sepolcro.

P.S. la mappa della Via Dolorosa viene distribuita dall’ufficio turistico vicino la Porta di Giaffa o venduta in tantissimi negozietti per pochi spiccioli.

Ingresso gratuito. Chiusa la domenica.

Quartiere Ebraico

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Il Muro del Pianto

Ci siamo poi diretti verso il Muro Occidentale, anche noto come Muro del Pianto, il luogo più sacro per gli Ebrei (aperto tutti i giorni. Durante lo Shabbat non è possibile fare foto).

Per entrare, dovrete passare da un check point con controllo zaini e borse.

Il muro è ciò che resta della parte esterna del Monte del Tempio su cui svettava il secondo tempio di Gerusalemme distrutto dai romani nel 70 d.C. Il nome deriverebbe proprio dal pianto che i fedeli facevano in prossimità del muro in ricordo della sua distruzione.

Qui gli ebrei vengono a pregare e lo fanno con un fervore palpabile. Pregano con tutto il corpo, facendolo ondeggiare come se l’anima, in comunicazione con Dio, sfavillasse come una fiammella.

Uomini e donne pregano separatamente. Queste ultime, occupano la porzione sud del muro, decisamente più piccola. Esiste un movimento femminista “Women of the Wall ” che rivendica il diritto delle donne a partecipare ai riti religiosi con le stesse prerogative degli uomini. Non solo in uno spazio meno angusto, ma di pregare a voce alta o di leggere la Torah.

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Muro del Pianto e Cupola della Roccia

Abbiate cura di vestirvi in maniera decorosa, confacente alla sacralità del luogo. Portate con voi un bigliettino votivo da lasciare negli interstizi del muro. Un rito che coinvolge i fedeli di tutto il mondo, non solo gli ebrei, con cui si affidano a Dio intense preghiere. Due volte l’anno il rabbino capo assiste alla rimozione dei bigliettini che vengono seppelliti sul Monte degli Ulivi con l’ultima persona deceduta.

Se per qualche motivo non riuscite a inserire il vostro biglietto, potete inviarne uno digitale sul sito del Kotel (il nome del Muro de Pianto). I Custodi del Muro stamperanno la vostra preghiera e la posizioneranno in una fessura ancora libera.

Per uscire dallo spiazzo, non date le spalle al Muro, ma indietreggiate lentamente.

Quartiere Musulmano

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La Cupola nella Roccia nel Quartiere musulmano di Gerusalemme

Successivamente, ci siamo diretti verso il quartiere musulmano, dove si trova la spianata contesa tra ebrei e musulmani. Per gli ebrei è il Monte del Tempio su cui si trovavano il primo e il secondo tempio. Per i musulmani è il Nobile Santuario.

In questo luogo gli ebrei collocano gli altari dei sacrifici (il più noto è quello di Abramo pronto a sacrificare suo figlio Isacco in onore di Dio). I musulmani ritengono che qui Maometto sarebbe asceso al cielo.

Oggi su questa spianata svettano la Cupola nella Roccia e la Moschea Al-aqsa, considerati il terzo sito più sacro del mondo islamico dopo la Ka’ba della Mecca e la Moschea del profeta di Medina.

Esse fanno parte, insieme alla Cupola della Catena, della celeberrima Spianata delle Moschee (aperta dalla domenica al giovedì. L’accesso ai non musulmani è consentito alla spianata – solo attraverso la Porta dei Mori – ma non alla cupola e alla moschea)

Se non lo avete fatto prima, prima di uscire dalla Old City attraverso la Porta di Giaffa, salite sulla Torre di Davide, in modo da scrutare dall’alto i luoghi appena visitati (video qui).

Cosa vedere a Gerusalemme 2° giorno

Il giorno successivo, dopo aver perlustrato il quartiere Armeno (il più piccolo dei quattro), la bellissima e storica Sinagoga Hurva e il Cenacolo (l’edificio dove secondo la tradizione si è svolta l’ultima cena) siamo usciti dalla Città Vecchia.

Ci siamo incamminati prima verso il Getsemani (il podere nel quale Gesù si ritirò a pregare dopo l’Ultima Cena) per arrivare in cima al Monte degli Ulivi.

Qui vi raccomandiamo di visitare la Chiesa di tutte le Nazioni, luogo in cui Gesù pregò prima di essere arrestato, la Chiesa ortodossa russa di Maria Maddalena e il grande cimitero ebraico per godere di questo strepitoso panorama sulla città antica.

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Panorama sulla città vecchia dal Monte degli Ulivi

Nel pomeriggio ci siamo recati in territorio palestinese (circa 15 km dal centro di Gerusalemme), per scoprire i luoghi sacri di Betlemme.

Abbiamo visitato la Basilica della Natività con la Grotta della Natività, costruita sul luogo dove si ritiene ci fosse la mangiatoia che accolse la nascita di Gesù Bambino.

Grazie alla nostra guida palestinese (se avete bisogno del contatto lasciatemi un commento e vi invierò i riferimenti), abbiamo saltato la lunghissima fila che c’era all’ingresso. Siamo scesi nella Grotta e ci siamo raccolti in preghiera proprio nel punto, indicato da una stella, dove c’era la mangiatoia.

Poco distante, segnaliamo anche la visita alla Cappella della Grotta del Latte, ritenuta dai credenti di ottimo auspicio per le donne in cerca di fertilità e allattamento. Da tradizione, infatti, qui si fermò Maria per allattare Gesù bambino e una goccia del suo latte, cadendo sulla roccia, la trasformò da rossa in bianca.

Siccome eravamo affamati, prima di rientrare a Gerusalemme, abbiamo pranzato da Petra Garden Restaurant a Bet Sahour. Abbiamo ordinato una T-Bone (buonissima) con contorno di verdure e loro ci hanno portato anche degli antipastini sfiziosi con il pane cotto al forno. Abbiamo speso circa 15€ a persona. Consigliatissimo.

L’accesso ai territori palestinesi attraverso i varchi non è stato affatto complicato; qualche controllo maggiore è stato fatto al ritorno, ma tutto nella norma e senza problematiche di alcun tipo.

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Il murale di Banksy a Betlemme

Quando andare a Gerusalemme

La maggior parte dei turisti organizza viaggi nel weekend. Ebbene sappiate che il venerdì sera a Israele inizia lo Shabbat, la festa del riposo, che si protrae per tutto il sabato fino al tramonto. Durante questa celebrazione ogni attività viene sospesa.

Non si può lavorare, né cucinare, guidare o fare acquisti. E’ una giornata dedicata alla preghiera. Non solo si trovano le porte chiuse di tutti i siti ebraici ma si potrebbero incontrare difficoltà anche per mangiare o per spostarsi.

Siccome a Gerusalemme lo Shabbat è particolarmente sentito, organizzate il vostro soggiorno prenotando preventivamente trasferimenti e ristoranti o rivolgetevi – in loco – a strutture gestite da cristiani o musulmani che non sono tenuti al rispetto di queste prescrizioni. Un’idea, come abbiamo fatto noi, potrebbe essere trascorrere il sabato a Betlemme, in territorio palestinese.

Se vi state chiedendo dove mangiare a Gerusalemme, vi aspetta un articolo con tre indirizzi che vi suggeriamo caldamente!

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