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Giardino di Ninfa

Giardino di ninfa

Il giardino di Ninfa nel 2000 è stato dichiarato dalla Regione Lazio Monumento Naturale al fine di tutelarne la bellezza e unicità. E’ stato spesso inserito nel novero dei giardini più belli del mondo e non smette di suscitare meraviglia tra i visitatori estasiati dai colori e dai profumi che sprigiona durante la primavera.

A legendary italian garden, New York Times

Chi si aspetta “solo” un giardino, dovrà ricredersi.

Un po’ di storia del Giardino di Ninfa

Attraversato il ponte che sostituisce l’originale ponte levatoio, si varcano le mura (diroccate in più punti) della città e ci si addentra nell’antico abitato.

Ninfa, il cui nome deriva da un tempio romano dedicato alle divinità delle acque sorgive, rientrava in un territorio di pertinenza dell’amministrazione pontificia conosciuto dai viaggiatori diretti a sud che volevano evitare l’Appia.

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Il colletto. Su quella panchina pare che Lelia amasse sedersi a dipingere o a riposare

Con l’avvicendamento di famiglie nobiliari al suo governo, Ninfa conobbe un lungo periodo di benessere e la città crebbe in dimensioni e ricchezza. Papa Alessandro III  vi si fece addirittura incoronare (nel 1159) e Papa Bonifacio VIII la acquistò (nel 1298) insediando la famiglia Caetani nell’area pontina.

Il declino della città iniziò col saccheggio delle truppe al soldo dell’antipapa a cui seguì l’abbandono del sito (e dintorni) perché soggetto a cicliche ondate di malaria a causa della paludosità del terreno.

Solo a fine ‘800 i Caetani tornarono nel territorio con l’intenzione di bonificarlo e restituirlo alla sua antica bellezza. Il progetto fu avviato da Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onorato Caetani, con i figli Gelasio e Roffredo e la moglie di quest’ultimo, Marguerite Chapin.

Furono piantumate nuove specie di alberi e arbusti, ampi roseti e si aprirono le porte del giardino per la prima volta a uomini di cultura amici di Marguerite.

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Un ciliegio in fiore nel Giardino di Ninfa

Sua figlia Lelia, ultima erede dei Caetani, unendo la passione per il giardinaggio e per la pittura, conferì ai giardini di Ninfa l’aspetto che potete ammirare oggi. Sebbene lasciò che le piante si sviluppassero spontaneamente all’interno del sito non mancò di abbinare con un certo gusto estetico i colori dei fiori, come se Ninfa fosse una enorme tavolozza.

A lei si devono il “rock garden”, chiamato anche “colletto”, e la Fondazione Roffredo Caetani per preservare il Giardino di Ninfa e il castello di Sermoneta.

La visita

Si svolge con altri visitatori accompagnati da una guida e dura un’ora circa. Vi assicuriamo che l’esperienza è interessante e istruttiva perché la guida vi porterà alla scoperta delle peculiarità botaniche del giardino (1300 piante diverse e circa 100 specie di uccelli) oltre a raccontarvi qualche aneddoto curioso sulla storia di questa bellissima oasi.

All’ingresso viene fornita una mappa del giardino con cui orientarvi meglio.

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Il rudere di Santa Maria Maggiore nel giardino di Ninfa

Ammirerete i resti di alcune chiese (nella Ninfa medievale ve n’erano 7) a cui sono stati dati i nomi delle più importanti basiliche romane.  Suggestivo il rudere della Cattedrale di Santa Maria Maggiore, proprio all’ingresso, in cui si intravedono i resti di un affresco (qui ebbe luogo l’incoronazione papale di cui vi abbiamo parlato prima).

Curiosi i giochi di acqua (caratterizzati da cascatelle) e i due ponti, quello a due luci, sormontato da un monumentale pioppo e quello romano, che attraversa il fiume Ninfa dalle acque (letteralmente) cristalline.

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I giochi d’acqua

Io ho trovato particolarmente gradevole la sorgente dei bambù che mi ha ricordato la recente esperienza nel Labirinto della Masone.

Giardini di Ninfa: aperture 2022

Quest’anno potrete visitare il giardino dal 19 marzo al 2 novembre, esclusivamente nel weekend, dalle 9 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30).

Giardini di Ninfa: prezzi

Il biglietto costa 15,75€. I bambini under 12 anni accompagnati da un adulto non pagano e non vanno pertanto inseriti in fase di acquisto del biglietto. La prenotazione è altamente consigliata. Potete consultare le disponibilità sul link ufficiale.

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Sorgente di bambù

Info utili

Il Giardino di Ninfa si trova in provincia di Latina nel comune di Cisterna di Latina.

Non ci sono tantissime indicazioni stradali quindi impostate la ricerca sul navigatore qualche chilometro prima dell’arrivo perché in prossimità del parco di Ninfa non c’è molto campo. Per lo stesso motivo, stampate i biglietti, inseriteli nel wallet o fate uno screen del qr code.

Dal 1 aprile 2022 non è più necessario esibire il green pass ma è richiesta la mascherina sebbene la visita si sviluppi interamente all’aperto.

Ci sono un ampio parcheggio gratuito a disposizione dei visitatori, un bar e servizi igienici.

I cani di piccola taglia sono ammessi al guinzaglio.

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Lungo i sentieri del Giardino di Ninfa

Dove mangiare vicino Ninfa: l’indirizzo gourmet

A chi volesse trattenersi in zona per pranzo, consigliamo la Locanda da Valentino, un delizioso ristorantino sito a Norma. In un ambiente informale e accogliente, potrete mangiare delle prelibatezze locali con un ottimo rapporto qualità prezzo. Noi abbiamo ordinato:

– Chicche cacio e pepe, carciofi e menta (una pasta fatta a mano con impasto a base di acqua e farina dalla forma simile a uno gnocchetto) 10€

– Guancia di manzo brasata al vino rosso su perè di patate (una carne tenerissima grazie alla lenta cottura) 15€

– Torta caprese con base di frolla sablé e marmellata di arance amare 5€

Il tutto annaffiato con un ottimo “Capolemole Rosso – Marco Carpineti” 18€.

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4 commenti

Adriano 10 Aprile 2022 - 15:38

Bellissimi. Sicuramente da vedere… magari quando passerà questa follia della mascherina 🙄

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Monica Nardella 12 Aprile 2022 - 15:53

Ciao Adriano! Intanto hanno eliminato la richiesta del green pass. La mascherina è ancora richiesta per tutelare tutti i componenti del gruppo al seguito della guida! Ancora un po’ di pazienza!

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Luca - Capturing The World 7 Aprile 2022 - 18:22

Lo inserisco dritto dritto nei giardini da vedere in Italia. Dopo Boboli e il parco Sigurtà, devo vedermi anche questo. E grazie anche della dritta sul ristorantino Gourmet 🙂

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Monica Nardella 7 Aprile 2022 - 19:59

Quel ristorantino è una vera chicca! Cmq val la pena visitare questo giardino perché in realtà parliamo di una città abbandonata quindi ha ancora più fascino!

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