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Tour di Parma sulle tracce di Maria Luigia

Maria Luigia viole Museo Glauco Lombardi

Nel tour che si snoda tra i gioielli del centro di Parma, sembra di sentire ancora oggi il profumo dei mazzolini di violetta che i parmigiani regalavano alla Buona Duchessa al suo passaggio.

Tutti erano a conoscenza della passione che Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d’Asburgo-Lorena (nome che italianizzò in Maria Luigia), nutriva per questo fiore delicato ed intensamente odoroso. E alcuni gliene facevano omaggio, in strada, ricevendo in cambio qualche moneta.

Prima di arrivare nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla (assegnatole nel Consiglio di Vienna e che governò dal 1816 al 1847), si raccomandò con la sua dama di compagnia perché le tenessero da parte “qualche pianta di violetta di Parma” con le istruzioni necessarie alla coltivazione.

Attività che seguì personalmente – e con successo – sia nell’Orto cittadino che nella Reggia di Colorno, in cui amava trascorrere il periodo estivo.

Il profumo Violetta di Parma

Per sentire questo profumo ben oltre il periodo della fioritura, Maria Luigia incentivò le ricerche dei frati del Convento dell’Annunciata affinché realizzassero una profumazione artificiale.

E i frati non la delusero, creando una fragranza alla violetta che la duchessa indossava sugli abiti stile impero di gran moda in Francia, come aveva avuto modo di apprendere nel breve periodo in cui fu Imperatrice in qualità di consorte di Napoleone Bonaparte.

La Violetta di Parma, ancora oggi in vendita, è basata sulla ricetta dell’Annunciata, rimasta segreta in qualche cassetto della farmacia conventuale fino al 1870, quando fu acquisita da Ludovico Borsari e utilizzata per una produzione su ampia scala.

Tale era la passione di Maria Luigia per questo fiore, da utilizzare come firma delle sue lettere una violetta dipinta. E non solo.

Per approfondimenti: Cosa vedere a Parma con uno dei pacchetti di Trame d’Italia!

Museo Glauco Lombardi

Salone delle Feste museo Glauco Lombardi

Salone delle Feste. Foto Alberto Rossi – Gentile concessione Museo Glauco Lombardi

Il tour di Parma sulle tracce di Maria Luigia continua a Palazzo della Riserva, al civico 15 di Strada Garibaldi, proprio di fronte al complesso della Pilotta.

All’interno del Museo Glauco Lombardi si trova l’imponente collezione che l’antiquario e giornalista italiano ha lasciato in eredità ai parmigiani.  Diversi sono i cimeli privati di Maria Luigia.

Nel Salone delle Feste, c’è uno dei suoi diari.
Tra le pagine (in parte scritte in francese e in parte in tedesco), è stato rinvenuto un piccolo mazzo di violette seccato. Il motivo tanto amato della viola torna a impreziosire un piccolo taccuino con la scritta Souvenir e la delicatissima seta di un ventaglio pieghevole entrambi appartenuti alla duchessa.

Che i fiori in smalto viola sul suo cannocchiale in ottone e madreperla siano viole stilizzate è più di una certezza. Non solo viola, nella vita di Maria Luigia.

Orari: da martedì a sabato 9.30 – 16.00; domenica e festivi: 9.30 – 19.00 (luglio e agosto: 9.30-14.00). Ingresso intero € 7,00, ridotto € 5,00, gratuito fino a 14 anni. Contatti: 0521 233 727. Email: glaucolombardi@libero.it.

Il giallo Parma

Un altro colore ha caratterizzato la sua reggenza, rafforzando l’identità della città: il giallo. Il centro storico di Parma è caratterizzato da edifici tinteggiati con diverse tonalità di giallo.

L’originale giallo Parma deriva dall’imitazione settecentesca della pietra francese con cui l’aristocrazia credeva di nobilitare i propri palazzi. Con Maria Luigia questa tonalità “a chiara d’uovo” diventò più carica, su ispirazione del giallo viennese.

Il “piano del colore” del Comune ha ristabilito la tonalità originale del giallo Parma con studi attenti degli intonaci dei palazzi (soprattutto quelli di Oltretorrente meno soggetti a manutenzioni e rifacimenti rispetto a quelli del centro).

A dirimere la questione, anche i Ris di Parma o più precisamente, il giallo di Palazzo Ducale, sede militare e centro del Reparto Investigazioni Scientifiche della città.

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L’esterno del Teatro Regio

E il giallo del Teatro Regio

Il giallo paglierino della Buona Duchessa, sarebbe invece visibile nella facciata del Teatro Regio, commissionato da Maria Luigia nel 1821 all’allora architetto di corte.

Amante della musica, incentivò una politica di prezzi calmierati per i meno abbienti, convinta che tutti dovessero accedere agli spettacoli a cartellone. Un plauso al suo mecenatismo è chiaramente visibile nel sipario dipinto (uno dei più belli al mondo) del Teatro, realizzato da Giovanni Battista Borghesi.

Il volto di Minerva, assisa in trono e circondata dall’allegoria dell’Abbondanza, della Giustizia, della Pace insieme a decine di altre figure mitiche, è proprio quello della Duchessa.

Anche il ritratto più famoso di Maria Luigia, che si può contemplare nella Galleria Nazionale del Complesso della Pilotta, ha carattere encomiastico.

Realizzato sempre dal Borghesi, oltre al repertorio classico della ritrattistica ufficiale del tempo, mostra un dettaglio curioso. La corona, a mo’ di fermacarte d’eccezione, tiene insieme delle carte apparentemente sparpagliate su un tavolino.

A guardarle con attenzione, si rivelano essere proprio il progetto per il Teatro Regio e quello per il ponte sul Taro, un significativo richiamo alle opere promosse sotto la sua reggenza, frutto di una gestione illuminata e sensibile alle esigenze del suo popolo.

Per la realizzazione del ponte (iniziato nel 1816), la duchessa emanò un decreto col quale arruolare mendicanti per la manovalanza garantendo loro un equo compenso e, il giorno dell’inaugurazione, il 10 ottobre 1819, Maria Luigia in persona consegnò 250 lire di dote a 25 ragazze estratte a sorte.

Il Ponte sul Taro (scenografico con le sue 20 arcate e i quasi 600 metri di lunghezza) fu solo la prima di una serie di opere commissionate dalla Duchessa. L’obiettivo era semplificare lo spostamento di merci e persone e far girare l’economia del tempo. Basti pensare a:

  • ponti su Trebbia (1826), Arda (1837), Nure (1838), Tidone (1839-42) e Manubiola (1841-42),
  • il completamento delle strade della Cisa (1832-40), tra Borgotaro e Malerino (1838-40), tra Berceto e Borgotaro (dal 1837).

A futura memoria, medaglie e targhe commemorative.

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La goduriosa torta duchessa

La torta duchessa

Siccome l’amore passa anche per il cibo, non poteva mancare un omaggio gastronomico a Maria Luigia. A lei è dedicata la torta duchessa, un delizioso dolce al cucchiaio. Non è dato sapere se il sofisticato incontro di zabaione, crema al cioccolato, granella di nocciole e ciliegie candite sia stato inventato dal mastro pasticciere di corte o se abbia origini più recenti.

E’ indubbio però che questo dolce sia ispirato all’indimenticata duchessa.

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