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Visita al Museo delle Navi Antiche di Pisa

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Tra le cose da vedere a Pisa, oltre alla classica piazza dei Miracoli e al camminamento lungo le Mura di Pisa (esperienza da fare, per vedere la città dall’alto), consigliamo la visita del Museo delle Navi Antiche.

Il Museo delle Navi Antiche di Pisa

Per assicurarsi il titolo di Capitale italiana della Cultura 2021 e sbaragliare le altre 43 contendenti, crediamo che la città punterà molto sui suoi gioielli meno conosciuti.

Il Museo delle Navi Antiche è uno di questi sebbene vanti già un primato: quello di più grande museo di imbarcazioni antiche al mondo!

Cosa vedrete nel Museo

Le 8 sezioni del  Museo si snodano all’interno delle sale e delle ariose campate degli Arsenali medicei, fortemente voluti da Cosimo I de’ Medici, insieme alla costituzione di un Ordine, quello dei Cavalieri di Santo Stefano, da impiegare nella difesa delle merci dalle razzie dei pirati.

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Gli Arsenali in cui è stato ricavato il Museo delle navi Antiche | Cooperativa Archeologia

Sebbene il Granduca intendesse rievocare il glorioso passato di città marinara di Pisa con la costruzione di grandi navi, gli Arsenali non ebbero la fortuna sperata.

Dopo un periodo di utilizzo come magazzini, nel ‘700 sotto i Lorena vennero convertiti in caserma di cavalleria e fino agli anni ’60 del secolo scorso, come centro di riproduzione ippica dell’Esercito italiano.

Anni di scavi, ricerche e restauri di natura conservativa (brillante infatti la decisione di preservare le testimonianze delle varie destinazioni d’uso del cantiere), hanno consentito l’allestimento di 5.000 metri quadri in funzione di racconto della città, non solo dal punto di vista squisitamente navale.

Percorrendo le sale, potrete scoprire il rapporto di Pisa e dei pisani col territorio. I due fiumi, le alluvioni e il dissesto idrogeologico. I sistemi per fronteggiare la furia delle acque. Le navi e la loro costruzione (potrete ammirare ben 4 imbarcazioni integre:  un’ammiraglia da 12 rematori, un traghetto fluviale,  un barcone e una piccola imbarcazione per il trasporto merci). E ancora i carichi, le merci, l’equipaggio e la durissima vita di bordo.

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“Alkedo”, il relitto romano rinvenuto durante gli cavi di San Rossore

A dare un forte impulso alla creazione del Museo delle Navi Antiche fu senza dubbio il rinvenimento, nella zona della stazione ferroviaria di San Rossore nel 1998, di una trentina di imbarcazioni di epoca romana in eccellente stato di conservazione.

Imbarcazioni verosimilmente ammassate e affondate all’incrocio tra un canale e il corso antico del Serchio a causa di una specie di tsunami fluviale.

La Pompei del mare

Queste navi costituiscono un tesoro talmente inestimabile di informazioni da definire lo scavo la “Pompei del mare“.

Non mancano neppure i corpi di alcuni marinai a cui la violenta ondata non ha dato scampo. Uno in particolare, colpisce per la tenerezza della scena: l’uomo è rimasto seppellito dal fango insieme al suo cane che probabilmente aveva tentato di salvare avvicinandolo a sé.

Preziosissimo anche il ritrovamento della “valigia del marinaio”: non solo monete della fine del II secolo d.C. in una cassetta di legno, ma anche un (emozionante) accendino primitivo!

La star del Museo è sicuramente “Alkedo” (questo il nome originale dell’imbarcazione che significa “gabbiano”), un 13 metri con lo scafo talmente ben conservato da consentire una ricostruzione attendibile al 90% con tanto di albero e vela.

Persino  la pittura originale ha resistito all’erosione del tempo e pertanto oggi sappiamo che vennero utilizzati ossido ferrico per il colore rosso e carbonato di piombo per il bianco!

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Le ricostruzioni delle imbarcazioni rinvenute utili a cogliere dettagli e curiosità | Cooperativa Archeologia

Tutti i relitti, con annesso carico, rappresentano un nucleo interessantissimo dell’esposizione e hanno costituito una vera sfida per gli archeologi che hanno dovuto cimentarsi con lo scavo in “umido”.

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Relitti di imbarcazioni rinvenute durante gli scavi di San Rossore

Il Museo delle Navi Antiche di Pisa avrebbe potuto “esaurirsi” attorno a questi reperti e invece, per fortuna, sebbene abbiano un appeal non indifferente sui visitatori, si limitano a fotografare un momento della storia cittadina.

I secoli successivi alla presenza romana sul territorio sono stati gravidi di successi, di esperienze, di aneddoti e vengono raccontati in maniera arguta. Nonostante non sia un museo interattivo, infatti, si comunica con le centinaia di oggetti in esso esposti con grande facilità grazie anche a didascalie accattivanti ed esaurienti.

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Le anfore ritrovate a bordo delle imbarcazioni

Un Museo adatto a tutti, quindi, grandi e piccini.

P.S. Noi abbiamo potuto visitare il museo in fase di allestimento, nel 2017, per apprezzare il lavoro in progess degli archeologi sulle navi in montaggio nel cantiere. Un’occasione che non ci siamo lasciati sfuggire durante il nostro weekend a Pisa!

Informazioni pratiche sul museo

Indirizzo: Arsenali Medicei, Lungarno Ranieri Simonelli 16. Contatti: 050 8057880 e info@navidipisa.it.

Orari: luglio – settembre mercoledì 14.30 -18.30; venerdì 10.30 -18.30; Sabato e Domenica 10.30 – 20.30. Ottobre – giugno mercoledì 14.30 – 18.30; venerdì, sabato e domenica 10.30 -18.30.

Prezzi: biglietto intero 10€; ridotto 8€ dai 65 anni in poi; ridotto 5€ dai 6 ai 18 anni; gratis under 6 anni. Sono previste riduzioni e gratuità per diverse categorie e in date “speciali” + visite guidate programmate la domenica ore 15 al costo supplementare di 5€ e visite tematiche gratuite la domenica alle 11 e alle 12. Verificate tutte le info sul sito ufficiale www.navidipisa.it.

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