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Dove degustare i vini in Georgia

La varietà di uva chiamata Saperavi con cui si produce un avvolgente vino rosso georgiano

Un viaggio in Georgia che si rispetti non può prescindere da un’immersione nella cultura vinicola del paese. In questo articolo vi consigliamo un tour enoturistico durante il quale degustare i vini georgiani!

Se siete tra quelli che “come il vino italiano nessuno mai” continuate la lettura, perché potrebbe sorprendervi sapere che i georgiani zitti zitti producono un vino naturale e biodinamico che anno dopo anno sta conquistando i palati più esigenti purché curiosi.

Nel nostro tour georgiano (se volete conoscere l’intero itinerario leggete Come organizzare un viaggio in Georgia) abbiamo partecipato a intense degustazioni di saperavi (varietà di uva rossa) e kisi (varietà di uva bianca) ma anche a un viaggio in una tradizione millenaria che non ha nulla da invidiare a vini europei decisamente più blasonati!

L’origine del vino

Scavi archeologici hanno acclarato che la zona d’origine della vite sia riconducibile a un’area compresa tra Caucaso, Turchia orientale e la catena dei Monti Zagros. L’analisi chimica di depositi rinvenuti in recipienti risalenti al VI secolo a.C. ha infatti restituito tracce di acido tartarico e malvidina: prove inequivocabili di fermentazione dell’uva.

I metodi di vinificazione

I georgiani vinificano ancora oggi con metodi che definirli tradizionali è riduttivo. A parte il periodo in cui hanno dovuto cedere al gusto dei russi per i vini dolci (immettendo zucchero e acqua alla massa da fermentare), non hanno cambiato di una virgola il procedimento autoctono.

Poche famiglie continuano a tramandarsi gelosamente l’arte di produzione delle qvevri, anfore di argilla in cui avviene la magia della fermentazione e dell’invecchiamento in fasi ben distinte.

Esempio di qvevri, le anfore di terracotta in cui il vino georgiano fermenta e si affina

Esempio di qvevri, le anfore di terracotta in cui il vino georgiano fermenta e si invecchia

L’uva, pigiata con le vinacce, fermenta per una decina di giorni nelle qvevri interrate fino al collo per garantire una temperatura costante di 20°. A fine fermentazione e affinamento sulle fecce, si travasa il liquido in qvevri interrate nelle marani, cantine in pietra, dove riposa per periodi molto lunghi.

Questo è il sistema che si è consolidato nel Kakheti, la regione dove si concentra la maggiore produzione del paese. Nell’Imereti, non si fa fermentare le uve con tutte le vinacce e in virtù di un clima più mite, le anfore di terracotta vengono interrate in cantine di legno o addirittura all’addiaccio.

La cultura del vino è talmente radicata in Georgia che la croce di Santa Nino, una delle reliquie più importanti della chiesa ortodossa Georgiana, custodita nella cattedrale Sioni a Tbilisi, è fatta con tralci di vite, simbolo di estasi del Corpo nello Spirito.

Dove degustare il vino georgiano

La cantina storica dell'Old Cellar a Tbilisi, uno dei posti migliori in cui degustare i vini in Georgia

La cantina storica dell’Old Cellar a Tbilisi, uno dei posti migliori in cui degustare i vini in Georgia

Tbilisi

Il primo posto dove scoprire i metodi di vinificazione tradizionale e degustare il nettare georgiano è indubbiamente Tbilisi. Noi abbiamo partecipato a una degustazione privata all’Old Cellar, un negozio storico con la cantina interrata al centro della capitale georgiana. Col Mukuzani (a base di saperavi), è stato amore a primo assaggio!

La carrellata di vini che abbiamo degustato nella cantina storica dell'Old Cellar a Tbilisi

La carrellata di vini che abbiamo degustato nella cantina storica dell’Old Cellar a Tbilisi

Kakheti

Dopo la visita di Tbilisi (per avere un’idea di cosa vedere a Tbilisi leggete il nostro articolo) ci siamo spostati nel Kakheti, la regione più orientale del paese famosa per la produzione di ottimi vini e dove si contano ben 80 varietà di uve!

Questa zona è comunque ricca di storia e spiritualità quindi tra un brindisi e l’altro, non perdetevi  Sighnaghi (la città dell’Amore, con le strade acciottolate e i tetti rossi delle case, e di una muraglia che, volendo, si può percorrere per un breve tratto panoramico sulla Alazani Valley), il monastero di Bodbe (dove si trovano le spoglie di Santa Nino, la santa più venerata del paese), la Cattedrale di Alaverdi, la casa museo del poeta Alexander Chavchavadze nella città di Tsinandali e Telavi.

Come-organizzare-Viaggio-Georgia-degustazione-vino-Kakheti

Degustazione di vino biologico nel Kakheti sulla palafitta vista vigna – Ruispiri Marani

La prima degustazione, a base di vino biodinamico, è avvenuta su una palafitta vista vigna. La cantina Ruispiri (Ruispiris Biodynamic Marani) è gestita con entusiasmo e passione da Giorgi Aladashvili. Se volete organizzare una degustazione da lui, contattatelo tramite il sito (ruispiris-marani.com) o su instagram, è molto social!

La degustazione di vino bianco (a base di uva varietà kisi) da Georgi, il proprietario della Ruispiri Marani

La degustazione di vino bianco da Giorgi, il proprietario della Ruispiri Marani

I bianchi georgiani, essendo vinificati con lunghe macerazioni sulle bucce, sono caratterizzati da un colore dorato brillante che noi in Europa chiamiamo Orange Wine e in Georgia Amber Wine.

La seconda, è stata da Babaneuri’s Marani in una location che ci ha rapiti letteralmente. La degustazione  si è svolta infatti durante un pranzo luculliano a base di piatti tipici georgiani preceduto da un tour nella proprietà.

Il boutique hotel della Babaneuri Marani, altra eccellente cantina del Kakheti

Il boutique hotel della Babaneuri Marani, altra eccellente cantina del Kakheti

Le varietà di uva prodotta negli 11 ettari di vigna sono Saperavi, Mtsvane, Kisi and Rkatsiteli (io resto fedele al Saperavi anche se la combo Mtsvane e Rkatsiteli produce lo Tsinandali, un bianco ambrato fragrante niente male).

Se avessimo avuto un programma meno fitto, ci saremmo fermati a dormire nel Boutique Hotel caratterizzato da una vista superba sul Parco Naturale di Babaneuri.

Un calice di vino prodotto con uva varietà Mtsvane degustato nella Babaneuri Marani

Un calice di vino prodotto con uva varietà Mtsvane degustato nella Babaneuri’s Marani

Le 13 camere sono deliziose, c’è una piscina e dei gazebo dove attardarsi a leggere un libro o a sorseggiare un bicchiere di vino. Se volete saperne di più, visitate il sito.

Ateni, Valle di Tana

L'angolo degustazione di vini georgiani nella Nika Vacheishvili Marani

L’angolo degustazione di vini georgiani nella Nika Vacheishvili Marani

Nella microzona di Ateni (tra Gori e Akhaltsikhe), abbiamo partecipato a degustazione che ci ha portati da Nika Vacheishvili’s Marani, la cui proprietà vanta 5 ettari di vigna e ben 5 varietà di uva.

Il fiore all’occhiello è però l’Atenuri, definito il “Re dei vini” (a buon diritto).

Un calice di Atenuri, il fiore all'occhiello della Nika Vacheishvili's Marani

Un calice di Atenuri, il fiore all’occhiello della Nika Vacheishvili’s Marani

Anche in questo caso, potrete decidere di alloggiare nel wine hostel e partecipare ad attività legate alla vinificazione. Tutte le informazioni sul sito.

Tsakaltubo 

Nella casa-museo dello scrittore Otia Ioseliani, abbiamo fatto l’ultima degustazione di vini prodotti dal nipote Otia con la cantina Otia’s Ezo. Questa casa, affascinante nella sua decadenza, è ubicata a Gvishtibi nel distretto di Tsakaltubo.

La sala di degustazione dei vini della cantina Otia's Ezo nel distretto di Tsakaltubo

La sala di degustazione dei vini della cantina Otia’s Ezo nel distretto di Tsakaltubo

Dopo la visita della casa, si scende nella sala degustazione dove troverete un piccolo spazio museale in cui sono allestiti oggetti legati alla produzione vinicola e alla tradizione contadina.

Una cornice perfetta per scoprire altri tre vini: Tsitska-Tsolikouri (bianco), Otskhanuri Sapere (rosso) e Chkhaveri (un rosé davvero intrigante al palato), in compagnia del nipote dello scrittore. Per contattarlo, scrivete una mail a otiasezo@gmail.com.

La degustazione di Tsitska Tsolikouri da Otia's Ezo

La degustazione di Tsitska-Tsolikouri – Otia’s Ezo

In quasi tutte le degustazioni, non è mancato l’assaggio della chacha (pronuncia ciaccia), l’equivalente della nostra grappa (con una gradazione alcolica che varia dai 40 al 65°). Distillata dalle vinacce, è molto alcolica. Durante un pranzo, i padroni di casa si sono avvicinati con delle corna di animale dentro cui avevano versato della chacha da bere tutta d’un sorso: impresa quasi impossibile!

Questa usanza deriva dalla supra (banchetto) scura (funebre) guidata da un cerimoniere chiamato tamada. Durante il banchetto, il tamada intonava una serie di brindisi in onore del defunto e i presenti, per ognuno di essi, dovevano bere il vino versato nei corni.

Oggi il tamada si cimenta ancora in brindisi (ma decisamente più allegri) durante pasti e i convenuti continuano a bere ogni volta che egli si alza in piedi e rivolge un augurio alla tavolata. Non cercate di imitare i georgiani bevendo tutto il contenuto del bicchiere, limitatevi a un sorso. O dopo, assicuratevi di non dover guidare!

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