Home » Italia » Marche » Weekend nei Sibillini tra escursioni e prodotti tipici!

Weekend nei Sibillini tra escursioni e prodotti tipici!

Panorama Sibillini Marche

Viaggio tra i Monti Sibillini tra visite nel Parco Nazionale, degustazioni e iniziative post sisma.

Good Morning Sibillini è un virtuoso progetto promosso dall’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

L’intento è quello di valorizzare un territorio che dopo il terremoto del 2016 oltre ai danni, sta patendo la beffa dell’oblio da parte delle autorità preposte alla ricostruzione e la diffidenza da parte dei turisti che latitano anche nelle zone solo marginalmente colpite dal sisma.

Spenti i riflettori sulle macerie, i Sibillini (un’area che si estende su 70.000 ettari, coinvolgendo due regioni – Marche e Umbria – e 18 piccoli comuni) non hanno mai smesso di rivendicare la voglia di tornare a quel quotidiano fatto di lavoro, casa e famiglia e si sono fatti portavoce di numerose iniziative di sensibilizzazione.

Sebbene molto sia ancora da fare non potete immaginare quanta bellezza aspetti solo di essere scoperta soprattutto nei luoghi che stanno lavorando per la “normalità”!

Visso, un anno dopo il sisma

In un assolato weekend d’autunno di metà novembre siamo tornati nelle Marche per immergerci nella magia dei Monti Sibillini percorrendo due sentieri del Parco Nazionale: il Sentiero Escursionistico del Camoscio e il Sentiero Natura che parte dal Rifugio Garulla.

La felice concomitanza della manifestazione “Diamanti a tavola” ad Amandola, in provincia di Fermo, ha completato l’esperienza anche sotto il profilo gastronomico.

I sentieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

I sentieri del parco sono contrassegnati con 3 simboli: G – Grande Anello dei Sibillini, E – Sentiero escursionistico, N – Sentiero Natura.

Molti percorsi e rifugi, nonostante il sisma, sono attualmente agibili e i rifugi sono aperti: ma è comunque consigliabile per la vostra sicurezza, di consultare preventivamente l’utilissima mappa redatta dal Parco dei Monti Sibillini post sisma, per visualizzare le condizioni aggiornate in tempo reale dei sentieri che volete intraprendere.

Entrambi i percorsi fatti da noi, con guida, erano facili e non richiedevano particolare allenamento. Ovviamente è richiesto un abbigliamento adatto al trekking (scarpe, giacca a vento, zainetto per riporre acqua e, a seconda della stagione, crema solare e cappellino).

Lago-di-Fiastra-Marche

Lago di Fiastra

Il nostro tour alla scoperta del Parco dei Monti Sibillini è iniziato con una breve sosta al lago di Fiastra per un doveroso reportage fotografico al lago che, pur essendo artificiale (è stato creato nel ’55 con la realizzazione di una diga sul fiume Fiastrone), ci ha regalato pennellate di azzurro esaltate dal contrasto con l’arancio e il verde tutto intorno.

Peccato aver potuto ammirare, solo da lontano, le cosiddette Lame Rosse, torri e pinnacoli di ghiaia frutto dell’erosione degli agenti atmosferici meta di escursionisti che in tre ore e mezzo percorrono un circuito di circa 7km.

Sentiero-Camoscio-Sibillini-Marche

Il sentiero del Camoscio

Siamo dunque giunti a Bolognola per intraprendere una piacevole passeggiata lungo il Sentiero del Camoscio (indicato con la lettera E quindi, escursionistico).

Il percorso, che costeggia nel tratto iniziale l’area faunistica del camoscio appenninico, raggiunge la Fonte dell’Aquila: da qui gli escursionisti possono godere un panorama superlativo sulla Gola dell’Acquasanta e sul Monte Rotondo.

Nella passeggiata, oltre a immergerci nei colori caldi dell’autunno, grazie a Michele Sensini, guida ufficiale del parco, abbiamo imparato molto sul progetto di reintroduzione del camoscio a scopo scientifico, educativo e ricreativo.

Non siamo riusciti ad avvistarne ma speriamo, tornando per la prossima passeggiata, di essere più fortunati!

L’indomani ci siamo diretti al Rifugio Garulla, ubicato ai piedi del Monte Amandola.

Dal Rifugio, tappa del Grande Anello dei Sibillini (come detto prima, quel percorso è indicato con la lettera G) è iniziata la nostra passeggiata lungo un sentiero estremamente agevole (indicato con la lettera N quindi, natura) che dopo 6 km attraverso un bosco vestito coi colori dell’autunno e capace di sorprenderci con squarci panoramici improvvisi, ci ha ricondotti al punto di partenza.

Il Rifugio ci ha offerto un lunch gustoso, con prodotti fatti in casa:  un posto piacevole dove alloggiare se si vuole trascorrere un weekend a contatto con la natura!

Sentiero-Rifugio-Garulla-Sibillini

Il sentiero che parte dal Rifugio Garulla

Cosa vedere sui Sibillini

Giardino delle Farfalle Cessapalombo

Un dettaglio del Giardino delle Farfalle

Nel primo pomeriggio abbiamo visitato il bellissimo Giardino delle Farfalle di Montalto di Cessapalombo. Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da un sito simile: immaginavo una specie di serra tropicale in cui le farfalle sono rinchiuse in una vegetazione lussureggiante ma pur sempre artificiale. Invece, di farfalle, neanche l’ombra visto che a novembre sono a riposo stagionale!

Quello di Cessapalombo è infatti uno straordinario progetto di valorizzazione e studio delle farfalle che popolano il parco e che nel giardino trovano un habitat ideale. Passeggiando lungo un itinerario prestabilito, tra erbe aromatiche, roseti e orti officinali era possibile vederle svolazzare in libertà, di fiore in fiore.

E fino al sisma del 2016, era possibile visitare il museo, acquistare gadget dedicati o libri, partecipare a laboratori e fermarsi a mangiare tipicità locali facendo un pic-nic all’aria aperta o in uno spazio conviviale capace di ospitare persino intere scolaresche!

I titolari del Giardino, Patrizio e Fabiana, seppur messi in ginocchio dal terremoto, non hanno mollato. Grazie a una generosa donazione, all’interno di una casetta, hanno ricavato un punto informativo e un piccolo bookshop vista l’attuale inagibilità del museo (aggiornamento: regolarmente riaperto!).

Giardino-delle-Farfalle-Cessapalombo

Il sentiero nel Giardino delle Farfalle

A introdurci al sito, con la determinazione di chi non può accettare lo spopolamento del proprio comune e supporta con caparbietà le iniziative di giovani come Patrizio e Fabiana che lo hanno scelto come luogo per costruire una famiglia e lavorare per il territorio, il vulcanico sindaco di Cessapalombo, Giammario Ottavi.

Poco prima di rientrare ad Amandola per la nostra cena a base di tartufo bianco, abbiamo fatto una sosta nell’Azienda Agricola Biologica di Maurizi Luigino.

Ubicata sempre nel comune di Cessapalombo (in contrada Castello), questa azienda vanta un allevamento di bovini di razza Marchigiana e prodotti di agricoltura biologica (metodo adottato fin nel 1998) come cereali e legumi, zafferano e confetture!

Sempre in un’ottica di attenzione al cliente, questi prodotti sono venduti o direttamente in azienda (su appuntamento) o nei mercatini di Campagna Amica.

Dove mangiare sui Monti Sibillini

Per pranzo, consigliamo una tappa al Rifugio di Tribbio, un’accogliente struttura in posizione panoramica che offre sia servizio di ristorazione che di ricettività per un totale di 20 posti letto.

Nel casale in pietra, arredato in maniera semplice, abbiamo assaggiato piatti “poveri” della tradizione come i crostoni di pecorino e verdure, la vellutata di lenticchie e fagioli e, udite udite, la coratella di agnello come entree!

Ovviamente non sono mancati gli strozzapreti con salsiccia e vernaccia e un cinghiale che definirlo divino è dir poco! Ottimo rapporto qualità prezzo in un’atmosfera calda e familiare.

Consigliamo poi il Rifugio Garulla (citato prima) e se siete dalle parti di Amandola, scegliete un ristorante con menù al tartufo!

Il tartufo di Amandola

Diamanti-a-tavola-cena-tartufo-Amandola

La cena al Palatuber di Amandola

Il territorio di Amandola è noto per la produzione spontanea di tartufo bianco pregiato.

Non è un caso che nella cittadina si svolga da 20 anni la manifestazione “Diamanti a tavola” una mostra del tartufo e dei prodotti locali. Durante la manifestazione si può fare incetta di tipicità dei Sibillini (e non solo), assistere a spettacoli di falconeria, teatrali e folkloristici, partecipare a escursioni guidate a piedi e in MTB, visitare mostre e cenare nel Palatuber con menù ad hoc.

Durante il nostro soggiorno si sono avvicendati chef superlativi come Andy Luotto, Sabrina Tuzi ed Enrico Mazzaroni alle prese con serate evento e, nella serata di sabato 11, grazie al menù a la carte del quarto chef Aurelio Damiani (titolare della Trattoria Damiani e Rossi di Porto San Giorgio) siamo stati protagonisti di un’esperienza sensoriale non una semplice cena!

Cappelletti in brodo bianco di gallina e Tartufo Bianco dei Sibillini (25€),  Fianchetto di Vitello farcito con salsiccia, castagne e Tartufo nero estivo dei Sibillini (15€) e per finire, Amarene di Cantiano con ricottina di Angolo di Paradiso* e crumble al cacao e Tartufo Nero dei Sibillini (6€).

Questa la mia degustazione: che ne pensate della scelta?

*Angolo di Paradiso è il nome dell’azienda agricola di Roberto Filippo di Amandola.

Dove dormire nei Sibillini

Agriturismo-Sibillini-La-Cittadella-esterno

Il casale dove abbiamo dormito noi

La lunga giornata si è conclusa a Montemonaco, nell’Agriturismo La Cittadella.

Questo borgo adagiato su un poggio in posizione super panoramica sul Monte Vettore, è composto da vari casali che hanno preservato la genuina semplicità di una struttura rurale.

La nostra camera era arredata in maniera essenziale, calda e confortevole. Colazione molto ricca e piscina panoramica sul Monte Vettore e sul Monte Sibilla ideale per la bella stagione.

(Aggiornamento: purtroppo anche La Cittadella ha dovuto fare i conti con il terremoto ma la tenacia ha vinto lo sconforto e tutti i casali sono tornati agibili!).

Agriturismo-Sibillini-La-Cittadella

La sala colazioni dell’Agriturismo La Cittadella

Articolo redatto in collaborazione con Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini

 

POTREBBERO INTERESSARTI...

2 commenti

Davide 24 Novembre 2017 - 16:36

Wow, molto carino il tuo racconto: oltretutto devo ammettere che è da tempo che vorrei fare quelle escursioni. Mi segno il nome della guida, non si sa mai! 🙂

Rispondi
Monica Nardella 11 Dicembre 2017 - 21:35

Ecco segna e fammi sapere! Se poi mi mandi pure un paio di bellissimi scatti… 😀

Rispondi

Lascia un commento