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Cosa vedere in Valtellina: Parco delle Incisioni Rupestri

Parco Incisioni Rupestri Grosio Valtellina

Sci, terme, natura, enogastronomia. Quando si pensa alla Valtellina (una regione montuosa a nord della Lombardia incastonata tra Italia e Svizzera, nel cuore delle Alpi) vengono in mente, più o meno nel medesimo ordine, queste attività. Eppure arte e cultura ultimamente rivendicano una vivace nicchia di viaggiatori interessata alla sua storia e alle sue tradizioni e in cerca di nuove suggestioni per incursioni nel territorio.

Noi abbiamo particolarmente amato questa terra in estate quando, concentrandoci sulla Valfurva (le altre sono la Valmalenco, la Val Masino, la Valle del Bitto, la Val Grosina e la Valle di Livigno) abbiamo esplorato i ghiacciai dei Forni, scalato la Val Zebrù, passeggiato tra i boschi e ammirato panorami stupefacenti dal Gavia!

Leggete ——-> Viaggio Santa Caterina Valfurva.

La Valtellina è una regione che però offre spunti di visita tutto l’anno. Castelli medievali e torri di avvistamento, palazzi storici, musei (civici, di storia naturale, vallivi ed ecomusei), chiese (se ne contano quasi 500) sono sempre più meta di visitatori consapevoli dello straordinario patrimonio culturale ivi custodito.

Itinerario culturale in Valtellina

Rupe Magna Parco Incisioni Rupestri Grosio Valtellina

La “scalata” della Rupe Magna [photo credit Ivan Previsdomini ©]

A una quarantina di chilometri da Santa Caterina, in posizione intermedia tra Tirano e Bormio, consigliamo di visitare un sito noto agli assidui frequentatori della zona (perché in Valtellina si ritorna, sappiatelo!) ma ancora sconosciuto ai più, il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio. In tutto l’arco alpino esistono attestazioni di incisioni rocciose ma, dopo la Val Camonica, le testimonianze della Valtellina sono le più significative grazie alle oltre 5.000 figure incise sulla Rupe Magna di Grosio! Potrete “scalare” il massiccio roccioso (una rupe “montonata”, levigata dall’azione di antichi ghiacciai), largo 35 metri e lungo 84, in cui sono state rilevate incisioni a martellina databili tra la fine del Neolitico e l’Età del Ferro (IV-I millennio a.C.). Le figure riproducono lottatori, oranti, animali, geometrie varie e persino croci a conferma del fatto che l’usanza di incidere la roccia era consolidata ancora in epoche recenti.

Rupe Magna Parco Incisioni Rupestri Grosio Valtellina

La camminata sulla Rupe Magna [photo credit Ivan Previsdomini ©]

La tecnica più utilizzata per le incisioni era quella a graffito (vera e propria incisione della superficie con uno strumento a punta) ma la Valtellina e la Val Camonica si contraddistinguono per la tecnica “a martellina” con la quale si percuoteva la superficie ottenendo piccole cavità circolari che nel loro insieme formavano il “disegno”.

Rupe Magna Parco Incisioni Rupestri Grosio Valtellina

Dettaglio delle incisioni rupestri sulla Rupe Magna [photo credit Ivan Previsdomini ©]

La passeggiata tra le incisioni scoperte da Davide Pace nel 1966 – possibile per ragioni di sicurezza solo con una guida – culmina nella visita ai due castelli che dominano il colle all’imbocco della Val Grosina: il Castello Vecchio o di S.Faustino (X-XI secolo) e il Castello Nuovo visconteo (XIV secolo). Del primo, restano poche vestigia con i resti di un’antica chiesa dedicata a San Faustino e Santa Giovita e annesso campanile romanico; il secondo rappresenta un esempio di architettura castellana della provincia di Sondrio in buono stato di conservazione. Il Parco è immerso in un contesto naturalistico molto particolare: vi colpiranno il sistema di terrazzamenti con le tradizionali murature a secco per la coltivazione della vite che circondano la collina e il panorama circostante, caratterizzato dai colori mutevoli degli alberi di castagno. Quanto rinvenuto durante gli scavi archeologici nell’area è esposto nel vicino Antiquarium che io non ho potuto visitare perché è stato inaugurato nel 2006 nell’edificio della Ca’ del Cap. Il piccolo museo si incontra proprio all’inizio della visita ma viene lasciato alla fine (dopo la rupe e i castelli) per comprendere l’alto valore etnografico dei suoi reperti.

Il Parco delle Incisioni Rupestri sorge su un colle conosciuto come Dosso dei Castelli. La Fondazione Fojanini ha riqualificato il terrazzamento alla base del Dosso impiantando vitigni resistenti ad altitudini maggiori e recuperando la produzione di vino bianco.

Parco Incisioni Rupestri_Ivan Previdomini_vigne

Le viti sperimentali del Dosso dei Castelli [photo credit Ivan Previsdomini ©]

La chicca: di grande interesse culturale sono anche le incisioni ancora oggetto di studio rinvenute sempre dal Pace lungo il Dosso Giroldo. Tra le 50 rocce, spicca la Roccia degli Armigeri come lo stesso studioso la ribattezzò per la presenza di antropomorfi dotati di scudi e lance.

Info utili per l’itinerario culturale in Valtellina

Parco delle Incisioni Rupestri: via San Faustino, Grosio (SO). Contatti: telefono 0342 847233

Ca’ del Cap e Antiquarium: 3€ adulti, 2€ bambini 6-11 anni, gratis bambini under 5 e over 65. Orario autunnale (1.10-10.12): sabato e domenica alle 10 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17. Durata della visita: 30 minuti circa.

Visita guidata Rupe Magna: Sabato e Domenica partenza prima visita dall’Antiquarium alle ore 10:30, partenza seconda visita alle ore 14. Per visite nei giorni infrasettimanali è richiesta la prenotazione contattando il numero 346.3331405. Prezzi: 5€ adulti, 2,50€ ragazzi, gratis under 6 anni. Durata: 1 ora circa.

Castelli Medievali: sono visitabili sempre, senza alcun vincolo di orario, e gratuitamente.

Articolo redatto in collaborazione con Valtellina Turismo

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1 commento

Alice 1 Dicembre 2017 - 9:43

Ciao, sembra un posto bellissimo, probabilmente ci andrò anche io 🙂

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