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Cosa vedere a Padova: l’Orto Botanico sito Unesco

Orto botanico Padova

Tra le Cose da vedere a Padova in un giorno abbiamo inserito anche l’Orto Botanico perché l’Horto Medicinale, risalente al 1545 – probabilmente su progetto dell’autore di Palazzo Bo, Andrea Moroni – è un luogo di eccellenza riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità come bene culturale già nel 1997.

Io l’ho visitato la scorsa settimana e ne sono rimasta affascinata, nonostante fosse una giornata piovosa (o forse proprio per quello!). Potrete ammirare piante insettivore, medicinali e velenose, piante dei Colli Euganei e rare e piante introdotte, frutto di scambi di semi con finalità di studio e ricerca.

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Il nucleo antico dell’orto, cinto dalle mura circolari

Il tour guidato dell’Orto Botanico di Padova

La guida naturalistica – vi consiglio di fare un tour guidato perché solo così potrete scoprire la vera ricchezza del sito – non si limiterà ad indicarvi la tipologia di piante (peraltro ben classificate da puntuali etichette) ma vi farà percorrere i viali mostrandovi la perfetta preservazione della struttura circolare dell’orto (hortus sphericus) in cui è inscritto un quadrato a sua volta suddiviso in quattro quadrati più piccoli. Vi illustrerà gli interventi successivi, tesi a proteggere le piante medicinali in esso coltivate con un muro di cinta, o a migliorarlo, senza tradire il progetto originario, con statue, fontane e meridiane. Un vero salto nel passato per i visitatori, catapultati a fine ‘500 semplicemente varcando il cancello dell’Orto.

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Il centro dell’orto antico, in cui convergono i due viali perpendicolari

Ciò non significa che lo sguardo non sia volto anche al presente: nel giardino della biodiversità, all’interno di enormi serre, sono  stati ricreati gli ambienti in cui vivono centinaia di piante, dall’equatore ai poli. Un’esperienza istruttiva e a suo modo divertente perché ho avuto modo di osservare, con occhio più critico, specie vegetali viste durante i miei viaggi (come le orchidee asiatiche, ammirate nel Mae Fah Luang Garden, il giardino della Regina madre in Thailandia, tanto per fare un esempio).

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Giardino della biodiversità e, sullo sfondo, la Basilica di Santa Giustina

Gli alberi dell’Orto Botanico di Padova

Inoltre, nell’orto botanico di Padova si possono ammirare diversi alberi storici, sia nell’hortus sphericus che nell’Arboretum, una sezione con morbidi viali all’inglese, in cui furono messi a dimora alberi la cui vetustà, per la sottoscritta, evoca saggezza e struggente resistenza. Nella sezione circolare si trovano un gingko del 1750, una magnolia del 1786 (ritenuta la più antica d’Europa) e la Palma di S.Pietro, conosciuta come Palma di Goethe (messa a dimora nel 1585, si trova in una serra ottagonale). Perché Palma di Goethe? Perché quando il poeta tedesco durante il suo Viaggio in Italia vide l’esemplare, notò un particolare legato alle foglie (quelle basali, intere e quelle superiori a mano a mano più sfrangiate) che descrisse in alcuni scritti scientifici.

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Uno degli alberi storici dell’Orto di Padova: il platano orientale

Nell’Arboretum figurano un cedro dell’Himalaya del 1828 e un platano orientale del 1860 con la particolarità del fusto cavo, forse a causa di un fulmine (e durante la visita ho scoperto che, ad alimentare l’albero provvede non la parte interna quanto i tessuti esterni!).

Il periodo migliore per visitare l’Orto Botanico di Padova

Come vi dicevo prima, sono andata in febbraio e in una giornata di pioggia battente. Ho chiesto alla guida (superlativa, a proposito!) quale fosse il periodo migliore e lei mi ha risposto che ogni stagione ha un suo perché. D’inverno, si può apprezzare la struttura dell’Orto antico, visto che le piante sono in uno stato di quiescenza e quindi l’occhio è catturato (soprattutto) dalle forme geometriche in cui sono innestati i vari esemplari. La primavera e l’estate regalano magnifiche fioriture mentre l’autunno ha senza dubbio i colori più belli e suggestivi (sicuramente tornerò a sbirciare in un altro periodo, per fare una valutazione).

Info utili per la visita dell’Orto Botanico

Orari dell’Orto botanico Padova: novembre-marzo 9-17 tutti i giorni, festivi inclusi tranne lunedì feriali; aprile-maggio 9-19 tutti i giorni, festivi inclusi; giugno-settembre 9-19 tutti i giorni, festivi inclusi tranne lunedì feriali; ottobre 9-18 tutti i giorni, festivi inclusi tranne lunedì feriali. Prezzi: 10€ intero; 8€ ridotto over 65 e insegnanti; 5€ 13-25 anni e possessori Padova Card. Per l’ingresso gratuito (e per altre categorie aventi diritto a sconti) verificate sul sito ufficiale. Visita guidata: 5€ con sconti per le famiglie. Partenza dal Centro Visitatori. Il tour dura circa un’ora. Indirizzo: via Orto Botanico 15. Dalla stazione ferroviaria potrete prendere il tram blu e scendere alla fermata Santo o Prato della Valle. Il biglietto (valido sia per autobus che tram) costa 1,30€ e vale 75 minuti. Sito Ufficiale: www.ortobotanicopd.it.

La chicca

Padova, è la città dei tre senza: il caffè senza porte, il prato senz’erba e il Santo senza nome.

Il caffè senza porte è il famoso caffè Pedrocchi che, fino al 1916, non chiudeva mai; il prato senz’erba è il Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Europa con una grande isola ellittica di circa 20mila metri quadrati al centro, l’isola Memmia, circondata da un piccolo canale e delimitata da 78 statue che raffigurano personalità celebri della storia cittadina tra cui Galileo e il Santo senza nome è Sant’Antonio – in realtà nato a Lisbona ma trasferitosi a Padova, dove giacciono le sue spoglie mortali. Quando si vuole indicare la Basilica a lui intitolata, uno dei santuari più famosi e visitati al mondo, si dice del Santo, senza specificare altro.

Perché sono andata a Padova? Perché il 2017 mi ha permesso di realizzare subito una delle 100 cose da fare prima di morire: esporre una mia foto in mostra! Leggete Il giro del mondo in 80 blogger.

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