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Con Toyota C-HR a Londra per The night that flows

Toyota C HR night that flows london

Nessuno parla mai delle luci di Londra.
Effettivamente ad osservarla con uno sguardo superficiale, di primo impatto, non ne ha. È soltanto una città grigia, dove il tempo cambia ad ogni scoccare d’ora.
Secondo me invece Londra di luci ne è piena. Non parlo soltanto di quelle che si accendono la sera, quando cala il buio. Parlo delle luci a cui danno vita i colori dei mercati, come Camden Town o il Borough Market, le luci del verde delle decine di parchi pubblici che punteggiano la città, le luci dell’eleganza gotica che solo in un luogo dal passato medievale così intenso possono lasciare una scia.
Oppure le luci degli eventi che animano la città, durante i quali si scopre una Londra chic e vanitosa, elegante e frivola. Quella Londra fatta dei migliori tra gli attori, grazie all’Accademia di Shakespeare, o i più bravi tra i cantanti, perché qui la musica è cultura impartita sin da bambini.
Questo lato di Londra l’ho scoperto grazie a Toyota Italia, che mi ha trascinato nel sottobosco londinese vanitoso e divertente in cui non ero mai stata, per scoprirne il flow.
Così, un giovedì sera, mi sono ritrovata in una vecchia fabbrica abbandonata senza sapere cosa mi sarebbe aspettato. Ed è stato un mix di avventura, viaggio, incontri, scoperte, mistero ed emozioni.

Tutto in una sera, solo per scoprire la nuova Toyota C-HR, per trovare il proprio flow. Cos’è il flow? È «l’energia pulsante che fa vibrare ogni città, che prende forma attraverso eventi, luoghi, esperienze e persone. È movimento, dichiarazione di libertà, stile: un flusso dinamico che si muove tra contrasti che convivono in perfetta armonia» come spiega la casa automobilistica giapponese.

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Il design del Toyota C-HR

Difficile non trovare il flow in una serata come questa di Londra. Ogni passo, ogni stanza in quella vecchia fabbrica era travolgente come un’onda. Sembrava di seguire le stesse linee che disegnano il nuovo crossover compatto Toyota, quelle linee che lo fanno sembrare in movimento anche da fermo.

Quelle linee che le foto non riescono a descrivere, ma che dal vivo conferiscono all’auto un design fresco e scattante, sportivo e distintivo.  La reattività e la comodità del Toyota C-HR lo rendono il perfetto compagno di viaggio e, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, i dettagli e le rifiniture sono curate al massimo. I sedili sembrano avvolgerti come il divano di casa e la guida diventa un’emozione semplice. Seduta qui, dentro il C-HR, mentre scorrono sui vetri le immagini di Berlino, ho trovato il mio flow. Perché a me quell’energia, quella libertà, la danno i viaggi.

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A bordo del Toyota C-HR

Perciò è stato quasi un peccato quando hanno aperto gli sportelli della macchina per trascinarmi fuori, via in un tunnel di luci e flash, come fossi una VIP, per andare ad incontrare le vere VIP che il giorno dopo avrei conosciuto meglio: Milla Jovovich e Giorgia Palmas.
Le ho conosciute meglio quando ho potuto partecipare alla conferenza stampa con Milla (epifania della giornata: le attrici hollywoodiane non sono tutte snob) e intervistare a tu per tu Giorgia. Uso i nomi perché sono certa a loro faccia più piacere. Si sono rivelate due persone squisite, alla mano, simpatiche, gentili e disponibili. Facile capire perché la Toyota le abbia scelte come testimonial.

Con Giorgia Palmas in particolare ho parlato di viaggi.

Mi ha raccontato del suo viaggio on the road più bello, fatto proprio poco fa negli USA, di Dubai come la sua seconda casa, del fatto che riesce sempre a vedere il viaggio come un piacere, anche quando deve farlo per lavoro. Mi ha parlato anche di Nebida, un piccolo paese della Sardegna – la sua terra – dove ha girato uno spot qualche anno fa. Me ne ha parlato più a lungo perché se ne è innamorata, ha trovato qui i tramonti più belli d’Europa e adesso non può farne a meno, tanto da ritornarci due o tre volte l’anno. Mi ha anche raccontato che Nebida si trova nella provincia più povera d’Europa perché i suoi abitanti avevano puntato tutto sulle miniere che ora non esistono più. Un luogo da rivalutare, da scoprire, da sognare.

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Il Mondrian London Boutique Hotel at the Sea Cointainers

Come sembra essere stato un sogno tutto questo: Londra, l’experience Toyota C-HR, le interviste… ed il Mondrian, l’albergo che ci ha ospitati. Si trova a Southbank, affacciato sul Tamigi, in pieno centro. Un boutique hotel che è anche galleria d’arte (e proprio di fronte si trova la Print Art Gallery di Bansky, l’artista che ha lasciato disegni per le strade di tutto il mondo).

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Colazione al Mondrian London Boutique Hotel at the Sea Cointainers

Progettato dal designer Tom Dixon, è ispirato alle navi da crociera che attraversavano gli oceani negli anni ’20.  Dotato di SPA, sala fitness e ristorante (dove ho potuto provare la colazione, una delle più buone e varie mai provate in giro per il mondo) non invoglia ad uscire, abbandonando la sua atmosfera rilassante… ma come si fa a dire di no all’atmosfera eclettica di Southbank che lo circonda, dove si può andare a caccia del miglior flow londinese?

Articolo redatto da Lucia Parpaglioni, autrice di I viaggi dei mesupi

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