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Roma, visita agli Auditoria di Adriano

Auditoria Adriano Roma
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Gli scavi con vista sul Foro di Traiano

L’edizione 2016 dell’Open House Roma mi ha dato la possibilità di accedere, finalmente, agli Auditoria di Adriano rinvenuti tra il 2007 e il 2011 durante le indagini per la realizzazione della Metro C a Piazza Venezia e purtroppo ancora oggi in attesa di degna musealizzazione. Era deprimente passare davanti a quegli scavi circondati da una rete metallica e limitarsi a sbirciare all’interno senza avere un’idea esatta di cosa si celasse realmente sotto il piano di calpestio, il palazzo delle Generali e la Chiesa di Santa Maria di Loreto.

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Gli scavi con vista sull’Altare della Patria

Qualche informazione si riesce a carpire dai due pannelli esplicativi ma chiaramente l’accesso al sito e la presenza di una guida sono altra cosa. Grazie alla straordinaria apertura in occasione di Open House ho potuto scoprire qualcosa in più di questo spazio che pare si estendesse su una superficie di circa 1500 metri quadri. Tutto ha avuto inizio col rinvenimento di una scala monumentale che da subito si è mostrata più adatta per sedersi, che per essere salita.  Le successive esplorazioni hanno fatto riaffiorare altri gradini, mura in laterizio (recanti bolli del 125 d.C., grazie ai quali dare una datazione di massima) e parapetti marmorei utili a identificare almeno due aule oltre a quella già rinvenuta a inizio ‘900 durante i lavori di costruzione del Palazzo delle Generali.

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Il pannello mostra la probabile struttura delle aule in cui il retore si esibiva

Si ipotizzano degli Auditoria (spazi in cui un retore parla a un pubblico colto e aristocratico che sedeva su “sgabelli” che avrebbero lasciato delle tracce sul marmo) ma anche di un vero e proprio Athenaeum (una scuola di studi superiori) ma non vi sono documenti o mappe per prediligere l’una o l’altra ipotesi. Di Auditoria si parla ad Atene e ad Alessandria d’Egitto ma di certo c’è che la parete semicircolare romana, quella rivolta verso la Chiesa di Loreto, non si trova negli altri due lasciti e quindi sarà interessante approfondire, per quanto possibile, la storia di questa struttura così architettonicamente impegnativa e incastonata tra la vecchia via Flaminia e il Foro di Traiano. Resta comunque affascinante trovarsi di fronte alle due aule e immaginare l’oratore camminare su e giù per il corridoio centrale, mentre sottopone al pubblico, posizionato sulle gradonate,  il suo lavoro e ne accoglie il parere! Con un po’ di fantasia si possono vedere anche le decorazioni in marmi policromi del pavimento e delle pareti, purtroppo oggetto di spoliazioni nei secoli successivi.

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Una delle aule con l’arco e una porzione di parete collassati col terremoto

Di certo si sa che le destinazioni di uso sono state diverse, nei secoli: nel VI sec. d.C. vi è stata insediata un’officina metallurgica come testimoniano le piccole fornaci ancora presenti sulle gradinate; poi una necropoli. Dopo il devastante terremoto nell’848 – raccontato da una porzione di volta collassata sul pavimento dell’aula nord che confermerebbe una struttura a due piani – il sito è diventato una “calcara” fino a essere utilizzato come Spedale dalla Confraternita dei Fornari, gli stessi finanziatori della vicina chiesa.  L’auspicio è che questi scavi non restino l’ennesimo gioiello antico lasciato a se stesso: gli Auditoria di fatto non sono aperti al pubblico ed è un vero peccato perché sono certa che i molti turisti che spiano dalle maglie della rete, parteciperebbero volentieri a una visita guidata lungo un percorso museale ben integrato con i siti vicini. Non vorremo attendere l’edizione 2017 di Open House per fruire nuovamente di questo straordinario lascito dell’imperatore-costruttore, giusto?

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2 commenti

uno spicchio di melone 20 Maggio 2016 - 10:44

Che bella Roma…è tanti anni che non ci vado…grazie per avermici fatto andare con la testa!
Bellissimo blog, complimenti!!!
unospicchiodimelone!

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Monica Nardella 24 Maggio 2016 - 9:50

Grazie mille!!! Ti auguro di tornarci presto 😀

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