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Berlino, per un weekend “fuori dal comune”.

Porta Brandeburgo Berlino

La temperatura s’è fatta mite ed i prati sono in fiore. La Pasqua è alle spalle, mentre per Pesach [la Pasqua ebraica] manca ancora un mese. Se avete allergie è il momento di tirar fuori antistaminici e fazzoletti. Siamo nel regno della primavera! Un bel momento per i viaggi brevi che hanno già il sapore della vacanza vera. Però, prima di partire per qualsiasi luogo, mettiamo in valigia, anzi in tasca, Glupost, il bel libro dello scrittore irlandese Aibreán Amadán. Per chi non lo conoscesse, diciamo subito due parole su questo autore.

Aibreán è nato a Berlino Est, di nazionalità irlandese, vive e lavora a Parigi, ma ha trascorso quasi tutta la sua vita in giro per il mondo. In effetti, come ci racconta nella sua divertente autobiografia Really Me (purtroppo non ancora tradotta in Italia) è nato durante un viaggio. La madre, che al tempo lavorava come acrobata in un circo, partorì nei pressi della porta di Brandeburgo, mentre cercava di passare da Berlino Est all’Ovest per ricongiungersi con il marito, un professore di antropologia, girovago anche lui. Lara, la madre di Aibreán, stava per lasciare il paese del socialismo reale quando ebbe le doglie. Così i militari di guardia al confine la aiutarono a mettere al mondo suo figlio. Era il primo aprile del ’69. Tre giorni dopo riusciva a passare ad Ovest, nascosta nel doppiofondo di un camion. Sembra un film! Invenzione dello scrittore o verità biografica? Non credo che lo sapremo mai, però Aibreán all’inizio del libro pone in epigrafe questa frase:“Je dis toujours la vérité. Je suis un menteur.” Insomma, siamo avvisati!

In ogni caso, basta far riferimento a questo piccolo aneddoto per entrare in contatto con il vero Aibreán. Se infatti la sua nascita è stata, a dir poco, avventurosa, la sua vita lo è stata ancor di più. Un personaggio incredibile che ha collezionato 32 mestieri differenti e decine di lavori. Ha viaggiato per tutti i continenti ed “è scampato alla prigione, alla guerra, ad una moglie ed a due avvelenamenti da frutti di mare”. Un uomo che non si ferma mai; un esempio è proprio Glupost che è stato scritto durante le soste lungo il tragitto di un viaggio a piedi da PechinoSantiango de Compostela.

Ma cos’è questo libro? Iniziamo con il dire ciò che non è. Non è un romanzo, eppure ci racconta della storia d’amore del protagonista Andreas (alter ego di Aibreán) con Sarah, una chef di Berlino. Soprattutto è la cronaca dei disastri che continuamente scoppiano tra i due, mettendo a repentaglio la loro relazione. Glupost non è un romanzo perché la sua struttura è frammentaria, composta da tante storie che si agganciano l’una all’altra per i motivi più folli. Ad un primo sguardo potrebbe avvicinarsi alla raccolta di racconti, ma questo libro è qualcosa di differente e non ben catalogabile. Forse un diario? Magari di viaggio? Per almeno un terzo del libro si viaggia. È stato calcolato che Andreas, riesce a macinare la distanza di un giro del globo all’equatore. Ma come dicevamo, questo non è un libro di viaggi, infatti nonostante tutto questo muoversi, i protagonisti gravitano per la maggior parte del tempo tra il centro ed i sobborghi di Berlino.
Per noi è una buona notizia. Ecco infatti il luogo dove andare con questo libro in tasca: Berlino. Sì, un weekend a Berlino sulle orme di Andreas e Sarah! Il libro è di due-tre anni fa dunque, nonostante la capitale tedesca sia in continuo fermento, la quasi totalità dei locali e dei luoghi visitati dai protagonisti sono proprio li ad attenderci. Una birra fredda, veloce, dissetante, e poi un giro per i musei del centro del centro (Der Mitte). Lo sguardo di Aibreán, filtrato dai suoi personaggi, si sovrappone al nostro, vediamo altro. Prendendo in prestito un concetto tecnologico, ci sembra di fare un’esperienza di realtà aumentata. Seguendo Andreas scopriamo localini dove mangiare bene a poco prezzo, Sarah ci trascina nel cortocircuito totale: alta cucina, poi discoteche e party molto underground. In questo libro c’è tutto. Ma proprio tutto quello che vorreste portarvi in tasca, anche un omicidio con relativa indagine, qualche scena di sesso spinto ed un giro in mongolfiera.

Con una prosa irriverente, sempre avvincente, Glupost è un libro letteralmente scritto per chi viaggia. Per visitare il mondo intorno a noi e scoprirne le meraviglie “dall’interno verso l’esterno e viceversa”Glupost è pubblicato nella collana economica Imedemaal dal piccolo editore UP di Torino, .
Je dis toujours la vérité. Je suis un menteur” M.I.

N.B. se qualcuno di voi, alla fine di questo articolo ha corrugato la fronte, un po’ perplesso dall’autore Aibreán Amadán o dalla casa editrice o ancora, dalla collana economica, sappia di essere tra i pochi ad aver attivato le “celluline grigie”! Si è trattato di un geniale pesce d’aprile del nostro M.I. che ha inventato trama, titolo, scrittore e tutto il resto, pescando (è il verbo più adatto) da altri libri o film. Qualche esempio? Il nome dell’autore, Aibreán Amadán, in irlandese, significa proprio Pesce d’Aprile; il titolo del libro, Glupost, significa in bosniaco, nonsense; la collana Imedemaal, in lingua estone, significa paese delle meraviglie; la casa editrice UP, è un riferimento alla casa di produzione di Barney Panofsky, il protagonista del libro di Mordecai Richler. 

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