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Libri di viaggio: il grande viaggiatore berbero

Tangeri Grand Socco

Protagonista oggi dei nostri libri di viaggio è uno dei più grandi viaggiatori della storia! Il 24 (o secondo altre fonti il 25) febbraio dell’anno 1304, nasceva a Tangeri (leggete il nostro viaggio a Tangeri,  la città degli artisti della Beat Generation, la città bianca, la città che sembra poter toccare con un dito l’Europa, così vicina ma così inaccessibile, la città dove il vecchio e il nuovo si fondono in un connubio indissolubile!) Ibn BattutaPoiché questo nome non vi dirà molto, per presentare il personaggio e quello che ha fatto nel corso della sua vita, iniziamo subito dal bel libro nel quale Einaudi raccoglie i suoi celebri viaggi. Sulla copertina di questo voluminoso tascabile, intitolato I Viaggi, si legge:“…secondo un odierno atlante geografico, ha attraversato l’equivalente di quarantaquattro stati moderni, dall’Africa a tutto il Medio Oriente, dalla pianura del Volga alle isole Maldive, dall’India alla Cina”. Migliaia di miglia utilizzando i mezzi dell’epoca, cioè senza aeroplano! Ibn è stato un grande. Impensabile, o quasi,mettersi sulla sua traccia. Insomma, di celebri viaggiatori del passato ne abbiamo conosciuti molti, ed oggi certo non mancano gli avventurieri, ma grazie alle incomparabili possibilità delle quali ci gioviamo, senza dubbio abbiamo perso il metro su cosa potesse significare affrontare tutta quella strada, nella prima metà del XIV secolo. Comunque, nonostante le grandi fatiche che comportavano i viaggi dell’epoca, Battuta viaggiò. È straordinario considerare che, di fatto, prese inconsapevolmente il testimone di un altro grande viaggiatore, Marco Polo.
La cronologia dei due uomini è interessante, Marco era nato nel secolo precedente e compì il suo viaggio tra il 1271 ed il 1288, fortunatamente per noi, i genovesi lo imprigionarono nel 1298. Dico fortunatamente perché fu proprio in galera che Marco raccontò le sue avventure al suo compagno di cella Rustichello da Pisa, il quale le scrisse, tramandandocele. Marco morì nel 1324. L’anno successivo Battuta partiva dal Marocco alla volta del mondo. Dopo aver viaggiato ed esplorato territori, in poco più di 28 anni, lungo tre grandi itinerari: Africa del Nord e Orientale, Medio Oriente; Asia, dal Cairo a Beijing; Mediterraneo e Africa Occidentale subsahariana. Fece ritorno a casa nel ’54.

A differenza di Marco, che tramandò le sue imprese per caso, Ibn lo fece di proposito. In circa due anni, forse di più, scrisse con l’aiuto del poeta Ibn Juzayy la sua grande Rihila, ovvero la cronaca dei suoi viaggi.
Battuta è un grande del passato, poco conosciuto in Italia, forse la causa di questa lacuna è assai semplice. A scuola vengono insegnate le vite dei grandi esploratori, ed il Belpaese ne ha un bel mazzo dei suoi, se poi ci mettiamo quei portoghesi, spagnoli ed inglesi necessari, abbiamo finito lo spazio! Perché insistere sull’argomento, con un berbero addirittura?
Per i turisti di mestiere naturalmente è un’altra storia, sarà difficile non amare Ibn se si è amato il Milione di Marco. Ed ora qualcosa per i piccoli TdM. Rizzoli ha pubblicato un bel libro dedicato al nostro eroe di questa settimana, scritto da Fatima Sharafeddine: I favolosi viaggi di Ibn Battuta, è un agile ed accattivante volumetto con belle illustrazioni.

Alla prossima M.I.

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