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La banda dei brocchi di Birmingham

Canali Birmingham
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La banda dei brocchi

“Il Tavern in the Town era al di sotto del livello della strada, e con il buio quel fatto lo rendeva un posto accogliente, intimo. Si scendeva per una breve rampa di scale e poi si svoltava in un ambiente spazioso, interrotto soltanto da colonne di mattoni, con le spine della birra che scintillavano dietro a un bancone a forma di elle, le luci che sfarfallavano sulle slot machine e sul jukebox; l’ambiente era vivo di voci, musica, del rumore di persone che si divertono”

Due ragazzi si sono appena seduti in quel pub di Birmingham. Sono stati fortunati a trovare un tavolo ancora libero perché è un locale molto frequentato la sera. Sono emozionati, quella è un’occasione speciale. Stanno insieme da un anno, incredibile, e lui ha nella tasca una scatolina per una proposta che lei non dimenticherà, mai.

“Alle otto e venti in punto il timer innescò il detonatore, le batterie elettriche diedero corrente ai cavi, e dalla parte opposta del pub esplosero quindici chili di gelignite”.

Jonathan Coe racconta così, la fine straziante della storia d’amore di due giovani inglesi, rievocando uno dei due attentati dell’IRA che scioccarono Birmingham il 21 novembre 1974. Due ordigni esplosero nel Mulberry Bush Pub, in pieno centro cittadino e, appunto nel Tavern in the Town, in New Street.

21 morti e 182 feriti.

Canali-Birmingham

Canali di Birmingham [photo credit Neil Howard]

La Banda dei brocchi” è la storia di Benjamin e dei suoi amici (li conosciamo per nome ma più spesso per cognome Trotter, Anderton, Harding e Chase) negli anni dell’adolescenza, mentre frequentano un prestigioso liceo privato. Coe racconta le loro fragilità, i primi amori, i piccoli fallimenti e le giornate scandite dalla scuola, lo sport e il tentativo di formare una band che suoni una musica composta da loro. La trama si allarga alle famiglie dei ragazzi, ai matrimoni infelici, ai tradimenti, alle difficoltà lavorative, ai successi, all’Amore vero. I personaggi si muovono in una cornice storica ben definita. Gli anni ’70, gli attentati dell’IRA, le lotte sindacali, i governi laburisti pre Thatcher. Eppure La Banda è anche un romanzo storico. Perché è al contempo un romanzo di formazione (ma non di un semplice personaggio, oserei dire di un’intera generazione), di sperimentazione di stili diversi (dialoghi, flussi di coscienza, pagine di giornale, di diario, di lettere, slogan sindacali), intimista, liricamente nostalgico. Curioso l’espediente di far raccontare tutta questa storia da altri due giovani, Patrick e Sophie, a cena nella Fernsehturm di Berlino, A.D. 2003 mentre rievocano i pazzi anni ’70. 

Figlio egli stesso di questa città nella contea delle West Midlands, Coe ci fa viaggiare nello spazio, catapultandoci tra le strade di Birmingham, nei pub, nel King William ignari dell’epoca in cui ci troveremo aprendo il nuovo capitolo. Perché lo scrittore ci fa viaggiare anche nel tempo, ricostruendo passati con il flashback, regalando epiloghi attraverso le parole di un personaggio. Accelera il ritmo per assecondare un carattere frenetico, rallenta per dare il tempo di pensare. La voglia di mettere due cose in valigia ed esplorare questa città che in 40 anni è cambiata (quanto?) è fortissima: perché c’è tanta Inghilterra, fuori da Londra!

Selfridges Building, Birmingham

Selfridges Building [photo credit BsOu1OeO]

E allora mi vedo a bordo di un traghetto lungo uno dei canali cittadini (pare neanche Venezia vanti un reticolo di canali di simile estensione!); in contemplazione di una delle opere del Museum&Art Gallery o in preda allo shopping sfrenato nell’avveniristico edificio di Selfridges! Su tutto, però, mi vedo di fronte alla più grande biblioteca d’Europa – contenente oltre due milioni di libri tra cui le prime edizioni di Shakespeare nella Memorial Room. Una biblioteca in vetro trasparente, ingabbiata in un reticolo di anelli metallici pare per omaggiare l’industria della gioielleria di Birmingham e inaugurata nel 2013 dalla giovane Malala. Ecco, con la mente e col cuore sono già lì!

Birmingham Central Library

Central Library [photo credit Lukes_photos]

[Se volete sapere cosa sia successo ai 4 ragazzi de “La banda dei brocchi”, tuffatevi tra le pagine di “Circolo chiuso”]. 

La chicca: il titolo originale del romanzo è The Rotter’s Club e richiama il titolo di un album della band progressive Hatfield & the North.

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4 commenti

Faby 9 Gennaio 2016 - 18:37

Sto leggendo il libro. Adoro Coe, le biblioteche e i Duran Duran! Devo proprio decidermi a partire!

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Monica Nardella 12 Gennaio 2016 - 12:17

Decisamente sì!!! Anche a me piace molto Coe e ho letto la trilogia 😀

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federica 30 Novembre 2015 - 13:53

è esattamente il libro che stavo cercando!

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Monica Nardella 1 Dicembre 2015 - 12:37

fammi sapere, allora se ti piacerà!!!

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