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In astinenza da viaggio? Ecco il libro che fa per voi

Las Vegas

Sapete, cari TdM, quella voglia di voler continuare a girare che ti riporti a casa dalle vacanze, ormai… sob! Definitivamente alle spalle. Parlo di quel non so che… ci hanno fatto anche delle pubblicità: groppo in gola e nodo alle budella. Leggera (o pesante!) insofferenza alla routine, che routinariamente ci stava aspettando al varco, mista ad una chiara voce che viene dal profondo e ci dice: voglio ripartire il prima possibile! Tranquilli, il medico assicura che non c’è da impressionarsi. I sintomi sono chiari, siete affetti da “erranza”. Insomma, vi piace viaggiare e siete in astinenza! Serve una cura. Fortuna che qui allo Scaffale abbiamo quello che fa per voi. La ricetta è semplice ed efficace.
Ingredienti (per un week end autunnale, per due): mettete in loop Viva Las Vegas di Elvis Presley. Aggiungete un giro di White Rabbit dei Jefferson Airplane. Ora, versatevi un drink, va bene qualsiasi cosa ma sarebbe meglio non scendere al di sotto dei 40°. Se fate uso di stupefacenti, beh… glissate, non siamo più negli anni Settanta! Meglio un altro bicchiere allora (ehi, mi raccomando, non guidate!)
A questo punto, la cosa migliore da fare sarebbe quella di cercare il primo volo low cost per gli States, direzione LV, Nevada. Trovato? Siete tra i fortunati che stanno per partire? Bene, ottimo! Appena imbarcati, buttate giù qualche altra oncia di alcol, vi servirà! (Se invece, come chi scrive, non potete proprio “prendere il volo”, don’t worry! Tanto l’America non la sposta nessuno, sarà per la prossima. Emh.. se non state partendo, non fate i furbi e mettete via la bottiglia)*.
Ok, siamo pronti. Questo è uno dei viaggi più folli di sempre, messo nero su bianco in un libro contro corrente, e scritto da un autore parecchio “fuori” pure lui: di Hunter S. Thompson, Paura e disgusto a Las Vegas. Una lettura che sicuramente vi curerà dall’astinenza da viaggio! Una vera e propria avventura psichedelica che non vi scrollerete facilmente di dosso.
Certamente, sentito il titolo, tutti avrete pensato all’omonimo film di Terry Gilliam (uno dei mitici Monty Python) con Johnny Deep. Il film è bello, però dimenticatelo. Leggere Thompson è proprio un’altra faccenda.
Raoul Duke (maschera dell’autore) e Dr. Gonzo, rispettivamente giornalista ed avvocato, sono in viaggio per l’America dei primi Settanta. Ma… un attimo! La verità è che non importa dove sono diretti, non importa cosa dovrebbero fare, seguiteli senza fare domande. Il racconto è una spirale magnetica. Quando ci siete dentro, per uscire dovete andare avanti fino alla fine. Dicevamo, lapalissianamente, che non siamo più negli anni Settanta. Oggi abbiamo gli smartphone, internet, il politically correct ed alla White House c’è un presidente black. Ma non fate l’errore di sottovalutare Raoul Duke assegnadogli l’etichetta di “datato”. L’andamento frenetico della narrazione sostiene una trama divertente, irriverente e che mette di buon umore. Non tutte le pagine sono per tutti i palati, questo proprio no, però ciò fa parte della bellezza di questa lettura. Se mentre girate le pagine vi sentite a disagio, oppure avvertite una qualche stranezza intervenire nel vostro campo visivo, non spaventatevi. É il libro che sta facendo effetto! Non è quello che volevamo? State uscendo dalla vostra astinenza da viaggio. Spero che nel frattempo non abbiate preso qualche altra dipendenza.
Il libro è pubblicato dalla cara Feltrinelli. Poca spesa, ottimo investimento. A proposito, finito di leggere, girate il libro ai primi TdM in crisi d’astinenza che vi capitano a tiro!
* Ovviamente non stiamo cercando di diffondere l’uso degli alcolici o degli stupefacenti (non che ce ne sia bisogno!) tra i viaggiatori. La ricetta di bere è uno scherzo. Capito bene, cari lettori che leggete questa rubrica? L’unico sballo vero è il viaggio! Ricevuto? Bene, ciao.
Alla prossima M.I.

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