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Cinque Terre in bici, anzi, in ebike!

Vernazza Cinque terre

Le Cinque Terre in bici e, per essere più precisi in ebike: questa l’avventura che abbiamo sperimentato durante il weekend a Sestri Levante grazie all’organizzazione di Personal Travel www.cinqueterreonholiday.wordpress.com.

Weekend a Sestri Levante

Avevamo molte perplessità sulla fattibilità di un tour delle Cinque Terre in bicicletta.

Parliamo infatti di un territorio caratterizzato da saliscendi anche impegnativi e quindi abbiamo sempre optato per il treno o per passeggiate soft come il trekking lungo il Sentiero Azzurro.

Quando però la vulcanica Elisa ci ha contattati, non abbiamo saputo resistere al suo entusiasmo e ci siamo lasciati convincere a provare.

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Io e la mia ebike

 

Itinerario in bicicletta nelle Cinque Terre

Il tour con i ragazzi di ebikein è partito dal centro di Levanto non senza un breve briefing per illustrarci il funzionamento della bicicletta a pedalata assistita e le regole base per una passeggiata in assoluta sicurezza.

La strada in piano della cittadina ha subito lasciato il passo a una discreta salita ma non ci siamo lasciati prendere dal panico.

A mano a mano che entravamo in confidenza con le marce, abbiamo capito come gestire fiato e fatica e quando attivare la propulsione del motore (da “consumare” con intelligenza visto che è alimentato da una batteria che si scarica con l’uso).

 

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Santuario di Soviore

 

La prima tappa conquistata è stato il Santuario di Nostra Signora di Soviore, il più antico Santuario mariano della Liguria a 470m s.l.m..

Il viale alberato che conduce alla chiesa (fiancheggiato da una struttura in cui si trovano la Casa religiosa per Ferie, una sala museale, uno shop e un ristorante), e la fontana zampillante, ci hanno regalato cinque minuti di defaticamento.

Quando si arriva, si ammirano un favoloso panorama sulle Cinque Terre e la bella statua della Madonna seduta che tiene Gesù morto tra le braccia (oggetto di grande devozione e ragione di sentiti pellegrinaggi).

 

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Panorama dal Santuario

 

La statua in legno è molto particolare perché non è ascrivibile alla “classica” pietà.

La Vergine non sembra affranta dal dolore per la morte del Figlio ma ha un’espressione quasi gioiosa, spiegata con la certezza dell’imminente resurrezione.

Lo stesso Gesù, sensibilmente più piccolo per dimensioni rispetto alla madre, non ha il capo reclinato ma vigile, come se non attendesse altro che il compimento del disegno divino.

Il soffitto è interamente affrescato con la storia del Santuario.

La devozione degli abitanti di Monterosso (ai quali la statua è restituita durante gli anni giubilari) risalirebbe addirittura ai tempi della sua costruzione allorché i mattoni vennero condotti da una catena umana dal mare fino al sito odierno.

 

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Interno del Santuario

 

Refrigerati dalla sosta, abbiamo inforcato le nostre ebike in direzione di Passo del Termine per un ultimo sforzo in salita.

La nostra seconda tappa è – non a caso –  il Santuario di Nostra Signora di Reggio, immerso tra alberi secolari e il panorama da cartolina di Vernazza.

In pochi sanno infatti che le Cinque Terre sono un luogo di grande culto mariano e oltre a questi due santuari ve ne sono altri tre: Nostra Signora di Montenero (Riomaggiore), Nostra Signora della Salute (Manarola) e Nostra Signora delle Grazie (Vernazza).

Adiacente al Santuario, che non riusciamo a visitare perché chiuso, ci colpisce un bar autogestito in cui gli avventori possono acquistare degli articoli lasciando un’offerta libera.

 

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Panorama lungo il tour in ebike

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Panorama lungo il tour in ebike

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Sosta foto

 

La ripida discesa che ci aspetta in direzione Vernazza è semplicemente (e non per modo di dire) mozzafiato!

Possiamo ammirare le Cinque Terre dall’alto, vedere il mare blu, i terrazzamenti, le vigne e  gli ulivi lungo i pendii.

E una vigna “verticale” doveva essere il nostro obiettivo finale, per una visita con degustazione ridotta alla sola degustazione per ragioni di tempo.

La cantina “Cheo”  è il risultato dello straordinario amore di Bartolo per la sua terra che lo ha portato ad investire denaro, fatiche e sacrifici in un appezzamento di terreno terrazzato alle spalle di Vernazza.

Oggi la cantina, pur con molte difficoltà soprattutto legate alla terribile alluvione del 2011, produce tre diversi vini: un Cheo bianco, uno rosso e un Perciò.

Se volete conoscere meglio la storia di Bartolo, vi consiglio un bell’articolo di Silvia, una travel blogger ligure sul sito “Silvia’s trips“.

 

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Cantina Cheo

 

Dopo l’aperitivo (ottimo il Cheo bianco) siamo tornati a Levanto salendo a bordo del treno con le nostre ebike, ormai fidatissime compagne di pedalata: un’esperienza che vorremo assolutamente ripetere presto, alla scoperta di qualche altro territorio sorprendente!

 

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Degustazione nella Cantina CHEO

 

La nostra opinione: se pensate che in un tour con ebike non vi sia alcuno sforzo, vi sbagliate.

La spinta sul pedale va comunque data MA possiamo confermarvi che l’azione propulsiva del motore ci ha consentito di affrontare agilmente persino i tornanti più impegnativi regalandoci la soddisfazione di aver macinato diversi chilometri e conquistato un onorevole dislivello pur non essendo degli sportivi!

Insomma, se non avete mai provato, fatelo presto!

Se volete invece dedicarvi qualche ora in una cittadina dalla chiara impronta marinara, vi consigliamo Cosa vedere a Camogli in un giorno e Cosa fare e vedere a Portofino.

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