Dietro quei baffi ottocenteschi Kipling la sapeva lunga in merito a viaggi ed avventure. Tra le tante cose che ci ha lasciato, ne peschiamo una che fa particolarmente al caso nostro. Non è il romanziere Kipling che scrive, ma Rudyard, il giornalista.
Insomma non si tratta di racconti o romanzi, ma di una raccolta di articoli scritti durante il suo viaggio tra Stati Uniti e Canada.
Era il 1889/90, i pezzi che scriveva, via via che avanzava per “le ex colonie” lungo la strada ferrata da ovest ad est, venivano telegrafati a Londra per essere pubblicati. Un mondo scomparso, con ritmi che per noi oggi risultano impensabili. In ogni caso, chi mette nero su bianco è Kipling (premio Nobel per la letteratura) con la sua prosa straordinaria, sempre avvincente.
Il viaggio ha anche una meta precisa. Rudyard, un inglese nato a Bombay fieramente figlio dell’Impero Britannico, va ad incontrare il figlio della repubblica e delle libertà americane, il grande vecchio della letteratura d’allora, nonché anti-imperialista: Mark Twain.
L’intervista che ne nasce è una di quelle cose squisite che sono da gustare come si fa con un buon vino. Pensate, due pietre miliari della letteratura che chiacchierano, tra un sigaro ed un bicchiere. Kipling intervista Twain è come, su altri fronti, Truffaut che intervista Hitchcock. Cose da non perdere!
Oltre la porta d’oro. Un viaggio negli Stati Uniti da costa a costa è pubblicato da Editori Riuniti.
Mentre, poiché ne abbiamo fatto cenno, è il Saggiatore che ci offre quel fantastico libro di Francois Truffaut che è Il cinema secondo Hitchcock. Qui parliamo di viaggi, è vero, ma come è stato detto da plettri migliori: Hitchcock va bene, sempre.
![Miller Lake, Pacific Crest Trail, Yosemite National Park [photo credit Steve Dunleavy]](https://www.turistadimestiere.com/wp-content/uploads/2015/05/Pacific-Crest-Trail-.jpg)
Miller Lake, Pacific Crest Trail, Yosemite National Park [photo credit Steve Dunleavy]
Rimanendo in ambito… è ancora nelle sale un bel film: Wild di Jean-Marc Vallée.
È la storia del viaggio fatto da Cheryl Strayed negli anni ’80. Una camminata di oltre due mesi percorrendo il Pacific Crest Trail, un sentiero lungo più di quattromila chilometri conosciuto anche con la sigla PCT.
È un sentiero pedestre o equestre il cui capolinea a sud è il confine col Messico e quello a nord è il confine col Canada. Attraversa California, Oregon, Washington toccando ambienti molto diversi: deserti, montagne innevate, foreste e laghi.
Per esser più specifici, il Pacific Crest Trail si incunea in 25 foreste nazionali e ben 7 parchi nazionali! Pensate che fa parte dei “Triple Crown” degli Stati Uniti insieme all’Appalachian Trail e al Continental Divide Trail. Gli sportivi che completano questi tre sentieri (per un totale di 12.000 chilometri) ottengono un riconoscimento formale e prestigiosissimo dall’American Long Distance Hiking Association – West. Pare che, tra il 1994 e il 2024 l’ALDHA-West abbia conferito il titolo di “Triple Crowner” solo a 775 escursionisti dal 1994
Ma torniamo all’impresa di Cheryl. Viaggio introspettivo, alla ricerca di se stessi, viaggio nella natura selvaggia. Ovviamente, il film (che tra parentesi è sceneggiato da Nick Ornby, sì proprio quello che ha scritto Alta fedeltà) è tratto dal libro omonimo scritto da Cheryl alla fine della sua avventura, è edito dalla Piemme. Alla prossima. M.I.
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