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Visita al Trappeto Maratea, il frantoio ipogeo di Vico del Gargano

Trappeto Maratea

Durante il nostro viaggio in Gargano abbiamo visitato, a Vico del Gargano, l’originale Museo Trappeto “Maratea” curato dal vulcanico Nello Biscotti,  incontrato del tutto casualmente.

Il Trappeto di Maratea

Durante la nostra passeggiata serale nel suggestivo dedalo di vicoletti dalle luci arancio, lo abbiamo notato nella Cantina del Macchiatello, un vero e proprio laboratorio culturale dove viene prodotto un vino dai vitigni storici locali.

Sono bastate due chiacchiere per convincerlo accompagnarci l’indomani nella visita nell’antico frantoio adibito a museo Demo Etno – Antropologico.

La classificazione così ridondante mi aveva incuriosita ed è stata una fortuna avere come guida il curatore, disponibile a rispondere alle nostre domande e a toglierci ogni curiosità!

Esterno del Trappeto

Esterno del Trappeto

La visita del Trappeto

La struttura, risalente al XIV secolo, si trova alle spalle del Castello federiciano e racconta l’importanza della produzione olearia per la comunità locale, seguita con attenzione, sacrificio e cura in ogni sua fase.

Varcata la soglia d’ingresso, si deve scendere nel frantoio attraverso una scaletta. Nel trappeto vero e proprio si distinguono nettamente due spazi espositivi.

In uno, sono allestiti gli strumenti per i lavori agricoli, la macina a due ruote in cui le olive erano ridotte in pasta e quattro grandi torchi con perni verticali in legno per la premitura da cui usciva l’olio.

Nell’altro, si trovano un magazzino per gli attrezzi con volta a botte, un serbatoio per l’olio interrato e impermeabile, una stalla e una cucina per coloro che lavoravano nel frantoio.

Macina a doppia pietra

Macina a doppia pietra

Ma non è finita qui.

Scopriamo che le parti in pietra della macina furono scalpellate a mano da blocchi calcarei garganici e che l’ambiente più antico del Trappeto, di natura ipogea, fu letteralmente scavato nella roccia.

Neppure la scelta delle parti in legno fu casuale ma mirata ad ottenere tronchi robusti e lunghi a sufficienza per pressare adeguatamente le olive frantumare dalla macina.

Biscotti ci ha anche spiegato che la tipologia in cui rientra  questo frantoio è definita “a sangue” perché ogni strumento era azionato dalla fatica e dal sudore di uomini o animali.

Torchi in legno

Torchi in legno

Il futuro del museo

L’ambizione odierna di questo museo è di diventare un luogo di divulgazione della conoscenza e della tradizione locale.

Come? Attraverso l’arricchimento dello spazio espositivo con elementi che raccontino anche le altre produzioni vichesi e garganiche, come la coltivazione vinaria, cerealicola e frutticola.

Dei pannelli esplicativi, vi illumineranno sulla insospettabile diversità agrumicola in Gargano, sulla varietà delle pere – incredibile ma vero – e sulle differenze sostanziali tra i sistemi agricoli tradizionali e intensivi.

Ipogeo

Ipogeo

Io ho trovato particolarmente interessante il pregiato confezionamento di arance e limoni di una vecchia Azienda Agrumaria di Rodi, la Vincenzo Russo & Figlio, non solo produttrice ma anche esportatrice.

Per le spedizioni l’azienda utilizzava cassette di legno prodotte a mano e una “carta pizzo” bordeaux con cui avvolgere a uno a uno i propri agrumi.

Il “merletto” rievocava il talento manuale delle donne garganiche alle prese coi ricami del proprio corredo.

Un dettaglio utile a impreziosire la presentazione del prodotto di punta che rendeva certo fiera la Vincenzo Russo & Figlio.

Uno spaccato della sensibilità dell’epoca verso una produzione locale di alta qualità,  il suo confezionamento e la valorizzazione dell’intero territorio.

Carta Pizzo per confezionamento agrumi

Carta Pizzo per confezionamento agrumi

Indirizzo: Museo Comunale “Trappeto Maratea” , Via Chiesa Madre 3, Vico del Gargano. Prezzi: ingresso gratuito. Telefono: 0884 993750.

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