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Look beyond. Libri per guardare sotto la pelle del mondo

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Tra le tante lezioni uscite dalla premiata ditta F&L (al secolo Carlo Fruttero e Franco Lucentini) una ci piace in particolare, ne parlammo anche in un passato Scaffale, l’idea che i classici sarebbero libri perfetti per l’estate. Proprio così, spiaggia o campagna, con il sole, il caldo e sopratutto un po’ di tempo libero in più, la stagione estiva e vacanziera è per F&L il momento migliore per aprire un opera classica.

Così, giunge il dubbio e ci chiediamo, a novembre quali libri potrebbero andar bene? Ovviamente non esistono regole ed ognuno può scegliere secondo la propria sensibilità. Però, volendo spingerci per questo sentiero…

Il fatto è che il tempo è inclemente, ad eccezione per qualche timido sprazzo di sole che fa capolino tra un rovescio e l’altro. Magari con questo tempo si è più disposti ad essere riflessivi e, forse, il viaggiatore potrebbe sfruttare il momento per aprire qualche bel “mattone”.

Non allarmiamoci però! Li chiamiamo “mattoni” non nel senso di indigeribili, pesanti, tomi che:percaritàdiddiomidevorilassarenonhopropriovogliadicertecoseprendimiKenFolletgrazie!

Piuttosto diciamo mattoni nel senso più positivo del termine, quello di elementi necessari per edificare qualcosa e, quel qualcosa siamo noialtri. Stiamo parlando di quelle opere che ci aiutano a guardare oltre, al di là dell’apparente, più in profondità, sotto la pelle del mondo. Opere che sollecitano il lettore a non fermarsi; dunque per chi viaggia, per chi naturalmente è in continuo movimento alla scoperta di qualcosa, del buon materiale per affinare i propri sensi dovrebbe sempre trovare posto nello zaino.

Non si tratta di Ken Follet (a proposito, povero Ken che ci è capitato tra i denti, lui ci è simpatico, si tratta solo di un esempio), dunque la sola cosa richiesta è un poco di concentrazione (novembrina?!), un po’ più di quella che usiamo in genere per leggere, non so, vediamo… ah sì, I pilastri della terra (daje!)

Ma prendiamola da un altro verso.

Chissà quanti TdM hanno girato la testa, a via della Lungara a Roma, più precisamente a Trastevere, e: cos’è quello? è Regina Coeli, la prigione. Ah già! Punto.

Istituti di pena, fabbriche, scuole, ministeri… edifici che svolgono funzioni assai differenti l’uno dall’altro, eppure dietro hanno una storia comune che si intreccia indissolubilmente al progresso umano. Disciplina, catalogazione, standardizzazione, educazione, detenzione, ri-educazione, concetti che sono la malta con la quale quegli edifici sono stati creati.

A questo punto la domanda del viaggiatore è legittima: leggere di questa roba, sarebbe tempo ben speso? Allora “puffarbacco” non sarebbe meglio quella guida che mi regalarono a natale e che non ho mai aperto? La sola cosa che posso dire è che, proprio perché viaggiatori, sulle nostre strade incontriamo sempre edifici come quelli citati più sopra, a volte li visitiamo anche. Quello di farsi condurre a nuove conoscenze di ciò che abbiamo di fronte ai nostri occhi, mi sembra un buon motivo. Per non parlare delle molteplici connessioni che interessano direttamente noi tutti e l’ambiente che viviamo. Dunque, si è tempo ben speso.

L’autore è uno dei grandi pensatori del novecento, Michel Foucault, il libro è Sorvegliare e punire. Nascita della prigione, pubblicato da Einaudi. Si tratta di un opera di quelle con la fascetta di copertina: imprescindibile. Non lasciamoci portare fuori strada dai preconcetti, provare per credere, è avvincente come un bel romanzo.

In genere (ovverosia nove volte su dieci) chi legge questo libro, per la prima volta, rischia di avere un’epifania, allora sentirete frasi del genere: “dopo aver letto questo libro ho visto il mondo con più consapevolezza, é pazzesco! Meglio di 1984! Tu non lo hai ancora letto? Allora non puoi capire. Ok, ti presto il mio volume… ma riportamelo!”

Alla prossima M.I.

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