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Lo Scaffale di TDM: Happy Birthday Will

Balcone di Giulietta Verona
Tra un mese sarà il compleanno di William. Era l’Anno del Signore 1564, del mese di Aprile quando venne alla luce anche se, come per la maggior parte dei fatti che lo riguardano, ne sappiamo poco o nulla. Il 26 fu battezzato, questo è sicuro (almeno per ora), dunque compreso tra queste date ricorre certamente il giorno dell’anniversario della nascita, datato per convenzione nel giorno di San Giorgio, il 23. 450 anni! E sembra ieri… o quasi.
Un bel numerone tondo, doppia ricorrenza allora. Anzi tripla. Uno, perché ricordiamo un episodio significativo; due, perché la cifra tonda ha un gran fascino (forse potrebbero rivelarci la ragione, di tale numerologica attrazione, uno psicologo a colloquio con un matematico ed un sociologo -sembra l’inizio di una barzelletta- ma lasciamo stare); tre, perché non è detto che si possa tutti celebrare (facciamo ogni scongiuro del caso) il 500° anniversario…
Will è un enigma. Appena estinti i suoi contemporanei, ed in particolare quelli che lo avevano conosciuto davvero, per il mondo, tutto il mondo, è iniziata attrazione senza pari per l’opera e curiosità sconfinata per l’uomo.
Will è d’Albione, ma è europeo, italiano più che francese o tedesco, o spagnolo (penso all’ambientazione di molte sue famose opere), occidentale in ogni caso, infatti messo a perno di quel tanto discusso canone (Il canone occidentale di Harold Bloom, edito da BUR) insieme (sentite qua) a Dante, il nostro caro babbo.
Soprattutto però, Will non è di nessuno poiché è universale, è di tutti. Questo potrebbe essere il motivo numero quattro per celebrare la ricorrenza. Dopo tutte queste ragioni, poteva lo Scaffale non celebrare? Evidentemente no; allora, cosa mettere in valigia?
Non sarebbe difficile tanta è la scelta, anche se, alla fine, lo diventa, perché leggere il teatro non è il massimo, in particolar modo quando si viaggia.
Spostiamoci su un altro versante, forse il cammino sarà più agevole. Consideriamo libri non di Will, bensì su Will e la sua opera. Iniziamo leggeri, con un volumetto accademico (nooo!!! Un attimo please, un po’ di fiducia…): Shakespeare e gli inganni del cinema, di Paola Quarenghi, edito da Bulzoni Editore. Per dimensioni può essere catalogato tra i “libri da fila”, dunque agevole e dilettevole. L’autrice compie un’indagine sul cinema shakespeariano dai primi film messi in pellicola fino ad oggi (il libro è del 2002). Leggendo. si entra in contatto con questa particolare categoria cinematografica, esplorandone per grandi capitoli le diversità: quanto l’immaginario collettivo sia stato colpito dal Will in pellicola, quanto diversa sia la reinterpretazione delle sue opere, secondo il regista ed i protagonisti che si susseguono nel tempo. Il libro contiene una buona appendice con le schede dei film, d’aiuto non solo agli appassionati shake-cinefili (a proposito, sono di corredo al testo belle fotografie tratte dalle scene dei vari film).
Una pausa. Mi raccomando, per viaggiare da Stratford-upon-Avon a Londra, in tasca è meglio mettere i Sonnets, naturalmente vale la stessa cosa anche nel tragitto opposto. Soggiornare intorno a Stratford implica, invece, una fatica letteraria maggiore; Stratford si può visitare senza avere a disposizione un opera omnia di Will, siamo d’accordo. Si può anche, senza leggere nulla, è ovvio, ma qui parliamo di libri… Dunque, uno dei drammi teatrali del bardo, uno a scelta, tra quelli che si preferiscono (magari con testo a fronte in inglese?) non sarebbe male come compagnia di viaggio. Questo, vale anche per altri viaggi. Verona, la loggia di Giulietta (dove, per altro, è risaputo che la bella G. si affacciasse sovente… Oh God! Help!): non sarebbe la stessa visita senza aver assistito almeno una volta ad una rappresentazione della tragedia (non bariamo però. Aver visto “Shakespeare in love”, o il “Romeo and Juliet” di Zeffirelli, non vale!) e, magari, aver dato un’occhiata (giusto una) al testo. Ma torniamo a noi.
Altre mete, ancora. Avete presente Molto rumore per nulla? Ecco, in una gita siciliana (con Messina come tappa obbligata) suggerisco la spassosissima rilettura della commedia operata da Camilleri: Troppu trafficu ppi nenti, edito da Mondadori.
Il dietro le quinte del testo di Camilleri presuppone, udite udite, che Will fosse siciliano (come il marsala e la cassata). Tema di fondo, quello dell’identità del bardo, che muove il film di Roland Emmerich (del 2011) “Anonymous”, ripresentando la vexata quaestio: chi era sto Shakespeare? Regista e attori operano bene ed il film risulta più che piacevole. La stessa cosa fa un libro, tutto considerato, molto da viaggio: Il libro segreto di Shakespeare di John Underwood, edito dalla cara Newton Compton. Qui, in più, si entra in un thriller storico letterario; interessante. Per il resto, sta tutto nero su bianco, a scelta tra le pubblicazioni di quasi ogni editore del pianeta, si ha l’agio di decidere quale opera amare di più. Infine, è difficile non trovare in cartellone, pressoché ovunque, un’opera shakespeariana in scena a teatro, in fondo… una meta week end potrebbe benissimo comprendere, anche, un paio di biglietti. Allora buon divertimento a tutti ed ancora Happy Birthday Will!
Alla prossima. M.I.

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2 commenti

La Lettrice 4 Agosto 2014 - 8:31

Il nostro comune amico Will! Ma dico riuscite ad immaginarvi un mondo senza di lui?

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Monica Nardella 6 Agosto 2014 - 13:03

assolutamente no, sarebbe stato un mondo povero di emozioni!

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